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  1. L'epifania tutte le feste porta via. Ogni tanto, sfogliando vecchie riviste o vecchi libri, tornano alla mente cose dimenticate. Ad esempio, sfogliando un numero di Interconair Aviazione e Marina degli anni Settanta, ho visto una foto del varo della fregata LUPO della M.M.I. in cui la fregata ha sulla fiancata l'identificativo "D" invece che la "F" cui siamo abituati. Mi sono così ricordato di tutte le "parole" corse in questi anni sul motivo di quella "D", dall'intenzione della Marina di classificare la classe LUPO come cacciatorpediniere all'errore del cantiere. Smosso dalla curiosità sono andato a dare un'occhiata al mio archivio fotografico e ai "sacri testi". Ricorderete forse che la monumentale "Storia della Marina" di Fabbri Editore usciva in edicola in fascicoli e le terze e quarte pagine di copertina erano dedicate alle "Grandi Navi Italiane". Nella scheda della nostra fregata viene riportata la sigla D 564 in ambedue le facciate della scheda, benché venisse pubblicata una foto con l'evidente F 564 sulla fiancata. Le schede erano a cura dell'Ufficio Documentazione e Attività Promozionali dello Stato Maggiore della Marina, quindi, in teoria, non si trattava di un errore degli estensori dell'enciclopedia. In ogni caso, all'atto della consegna la fregata aveva assunto la definitiva "F", mantenuta dalle quattro unità ex-Iraq, anche se queste erano classificate "pattugliatori di squadra". La foto da Interconair e quella da Storia della Marina. Buona domenica.
  2. Quando avevo iniziato a scrivere il mio articolo sulle fregate italiane, pubblicato sul recentissimo Bollettino AIDMEN del 2023, intendevo arrivare fino ai giorni nostri. Ad un certo punto, però, mi resi conto che sarebbe stato impossibile avere tutto lo spazio necessario sulle pagine del Bollettino. Decisi quindi di modificare il titolo, fermando il mio discorso alla classe MAESTRALE, quindi alle unità entrate in servizio durante la Guerra Fredda, eliminando così le classi BERGAMINI e THAON DE REVEL di più recente costruzione. Non era ancora sufficiente, il corposo apparato fotografico, in buona parte composto da foto inedite, rendeva ancora troppo lungo l’articolo: fu necessario dare un doloroso taglio alle foto. Ora che il Bollettino è stato pubblicato, mi posso permettere di ripubblicare sul Forum l’articolo, così come era stato concepito, con tutte le foto previste. Un leggero adattamento è costituito dall’eliminazione delle note, impossibili a pubblicare in maniera decente sul forum. Le fregate della Marina Militare Italiana durante la Guerra Fredda Il secondo dopoguerra rappresentò un periodo molto difficile per la Marina, ridotta nelle dimensioni dalle norme del Trattato di Pace, con navi duramente provate dal conflitto ed obsolescenti. I suoi compiti primari consistevano ormai nel mantenere l’addestramento degli equipaggi e nel dragaggio delle coste dalla miriade di ordigni posati dagli Alleati e dai Tedeschi. In prospettiva, bisognava aggiungere il difficile compito di scortare i convogli nazionali e le Task Force americane, in caso di crisi. Uno dei pilastri della ricostruzione della nuova Marina fu la progressiva realizzazione di un efficiente gruppo di navi scorta. Fu necessario iniziare con i mezzi a disposizione o che potevano essere forniti dall’alleato americano: le sette torpediniere della classe SPICA, i due avvisi scorta della classe ORSA, il cacciatorpediniere GRECALE e i tre escort destroyers della classe BOSTWICK, forniti dalla U.S. Navy. Tra quelle vecchie lamiere era però custodito il più prezioso degli elementi che i superstiti della lotta potessero tramandare alle nuove generazioni: l’altissimo prestigio derivante dall’aver sostenuto per tre anni l’urto della più forte e brava Marina del mondo (…) L’esperienza della guerra non aveva solo fruttificato in campo spirituale: la lotta contro le principali Marine del mondo, e poi l’azione al loro fianco durante il periodo della cobelligeranza avevano lasciato quadri di ufficiali e sottufficiali di eccellenti qualità professionali (da Le nostre navi, cit. bibliografia). Le sette unità sopravvissute al conflitto mondiale della classe SPICA e le due della classe ORSA furono convertite al ruolo di fregate/corvette veloci, svolgendo un servizio limitato soprattutto all’addestramento per una decina d’anni, indispensabile per assicurare la continuità con le nuove costruzioni. PN NOME CANTIERE IMP. VARO SERVIZIO RADIAZIONE F 551 CALLIOPE ANSALDO 26/05/1937 15/04/1938 23/10/1938 01/08/1958 F 552 LIBRA QUARNARO - FIUME 07/12/1936 30/10/1937 19/01/1938 01/04/1964 F 553 CASSIOPEA C.N.R. RIVA TRIGOSO 10/12/1935 22/11/1936 24/06/1937 31/10/1959 F 554 SIRIO QUARNARO - FIUME 12/11/1934 16/11/1935 01/03/1936 31/10/1959 F 555 CLIO ANSALDO 29/10/1936 03/04/1938 02/10/1938 31/10/1959 F 556 ARETUSA ANSALDO 29/10/1936 06/02/1938 01/07/1938 01/08/1958 F 557 SAGITTARIO QUARNARO - FIUME 14/11/1935 21/06/1936 08/08/1936 01/07/1964 F 558 ORSA C.N.R. PALERMO 15/02/1936 21/03/1937 31/03/1938 01/07/1964 F 559 ORIONE C.N.R. PALERMO 27/04/1936 21/04/1937 31/03/1938 01/01/1965 La fregata ORSA (foto USMM). (...)
  3. Durante la missione in Atlantico per l'esercitazione CONUS 2009, a bordo del sottomarino SCIRE' è stato realizzato questo interessante poster con il logo dell'esercitazione ed i francobolli annullati nella stessa giornata di ogni approdo. Grazie agli amici di Grupsom, che mi hanno donato il bellissimo oggetto tanti anni fa.
  4. Forse ci si ricorderà della prevista campagna indo-pacifica del CAVOUR. Ieri il noto sito specialistico Naval News ha pubblicato la notizia che la crociera del gruppo da battaglia della portaerei italiana sarà compiuta nel 2024. La notizia è subito rimbalzata su forum e siti italiani. Le nostre navi dovrebbero partecipare all'esercitazione RIMPAC 2024, una grande esercitazione navale che si svolge ogni due anni nell'Oceano Pacifico, coinvolgendo le Marine Militari di U.S.A., U.K., Giappone, Australia, Nuova Zelanda, spesso con ospiti altre Marine Militari. Quest'anno sembra parteciperanno anche Italia, Francia e Germania. https://www.navalnews.com/event-news/sna-2024/2024/01/italian-navy-to-ramp-up-indo-pacific-engagement-in-2024/
  5. Da parecchi anni ormai la presenza navale americana in Mediterraneo era ridotta ai minimi termini, scomparsa la Flotta Sovietica e ridotta ai minimi termini quella Russa, restavano pochi caccia lanciamissili della classe BURKE tra ROTA e Suda, o in singolo appoggio ai gruppi da battaglia inglesi e francesi, qualche SSN ogni tanto un OHIO SSGN. Si andava dicendo e scrivendo che il Mediterraneo stava per tornare il Mare Nostrum, che avremmo dovuto pensare noi (Italia, MMI) a controllare il vasto Mare di Mezzo, gli Anglo-Francesi erano in declino e gli Americani pensavano solo all'Oceano Pacifico ed alla Cina. Erano affermazioni smentite dagli schieramenti delle portaerei francesi ed inglesi che, pur di transito verso l'Oceano Indiano, facevano il possibile per farsi vedere sottocosta e ricordare la propria presenza ed i propri interessi nell'area. Da qualche mese, le "flat top" americane, complice la guerra scatenata dalla Russia contro l'Ucraina, sono tornate. Prima è arrivata la CVN 75 HARRY TRUMAN ora, da tre giorni, c'è anche la CVN 77 GEORGE BUSH; le grandi portaerei hanno al seguito le loro possenti scorte di DDG BURKE e CG TICONDEROGA, i rifornitori e i soliti SSN che non si vedono ma sappiamo che ci sono. Ambedue le navi sarebbero nel Mar Ionio e la U.S. Navy non manca di pubblicare foto sul suo sito. La cosa eccezionale, e certo temporanea, è che la presenza americana con due gruppi da battaglia completi è tornata ai livelli degli anni Settanta, ma in quegli anni disponeva di circa 25 unità tra CVAN/CVA e CVS, mentre oggi sono solo 11. La mia convinzione è che lo schieramento delle portaerei sia prima di tutto un monito ai Russi, ma subito dopo ai "Mediterranei" delle due sponde per rammentare a tutti che "loro" continuano a dominare le onde del mare.
  6. "La nave Francesco Morosini, seconda unità della classe Pattugliatori polivalente d’altura (Ppa) della Marina Militare partirà dalla base navale di La Spezia giovedì 6 aprile 2023 alle ore 16.00 per una campagna navale in estremo oriente che durerà cinque mesi." https://www.agenzianova.com/a/642def6e3858d1.94921628/4314695/2023-04-05/difesa-nave-francesco-morosini-parte-per-la-campagna-navale-in-estremo-oriente
  7. "Il 31 luglio ha avuto luogo la firma del contratto fra la Direzione degli Armamenti Navali (NAVARM) e la Joint Venture Orizzonte Sistemi Navali (OSN, formata da Fincantieri e Leonardo, con rispettivamente il 51% e 49%) per la costruzione di 3 pattugliatori d’altura per la Marina Militare, noti come PPX." Qui l'articolo completo su RID. https://www.rid.it/shownews/5928/firmato-il-contratto-per-i-ppx-della-marina-militare Fra un po' non vedremo più i CASSIOPEA a Messina, ma queste nuove navi.
  8. Il 1° luglio scorso la nave scuola della Maina Militare Italiana AMERIGO VESPUCCI ha iniziato il giro del mondo, che la porterà a navigare "per 20 mesi, approdando in oltre 30 porti in 28 Paesi e toccando tutti i 5 Continenti del globo". Un'impresa per una nave a vela che ha già compiuto il suo novantaduesimo compleanno. Nel link sottostante potete vedere il lungo tragitto con il relativo calendario. In questo momento sta navigando in pieno Atlantico. https://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/Pagine/Il_giro_del_mondo_nave_Vespucci.aspx
  9. Con la fine della prima parte dell'esercitazione "Mare Aperto", alcune unità della M.M.I. sosteranno in alcuni porti, aperte alla visita del pubblico. Il calendario definitivo delle visite: https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20230420_Terminata_la_prima_edizione_annuale_esercitazione_Mare_Aperto.aspx Ho appena visto (controluce enorme e tanta foschia) la fregata GRECALE che entrava in porto a Reggio Calabria. A Messina, lasciamo perdere, avremo il pattugliatore LIBRA, quasi sempre qui stazionario.
  10. Conosciamo tutti le notizie relative al disastro avvenuto in Turchia in Siria. La M.M.I. ha messo a disposizione la nave d'attacco anfibio SAN MARCO per il trasporto di un ospedale da campo fornito dalla Regione Piemonte. https://www.protezionecivile.gov.it/it/notizia/terremoto-turchia-operativo-il-team-italiano-nei-luoghi-colpiti La nave partirà domattina.
  11. Se la memoria non mi inganna, era dal 2005 che una portaerei della U.S. Navy non passava dallo Stretto di Messina. Ieri mattina è stato il turno della CVN-77 GEORGE W. BUSH, la più recente delle portaerei nucleari della classe NIMITZ. Da una rapida occhiata su Marinetrafic mi era sembrato che la nave fosse da sola. Arrivato nella postazione che avevo scelto, balconata di Cristo Re, ho avuto un'ottima sorpresa, scoprendo che c'era anche la scorta. Guidava la formazione il nostro cacciatorpediniere ANDREA DORIA. Subito dopo c'era la portaerei BUSH... Segue ...
  12. Nei giorni fra il 4 ed il 6 novembre scorsi si è svolta l'esercitazione "SISMA DELLO STRETTO - Reggio Calabria e Messina" della Protezione Civile nazionale. https://www.protezionecivile.gov.it/it/comunicato-stampa/4-novembre-2022-iniziata-esercitazione-sisma-dello-stretto-2022 https://www.protezionecivile.gov.it/it/comunicato-stampa/protezione-civile-conclusa-lesercitazione-sisma-dello-stretto-2022-0 La Marina Militare ha partecipato con tre navi: la nave da supporto logistico ETNA a Messina, la nave d'assalto anfibio SAN GIUSTO e la cisterna d'acqua TICINO a Reggio Calabria. Qualche foto. Etna in arrivo a Messina. Segue.
  13. Il 23 settembre scorso ha fatto scalo nel porto di Messina il pattugliatore COMANDANTE FOSCARI della Marina Militare Italiana. Segue...
  14. Il 15 giugno scorso è transitato dallo Stretto il nuovo "pattugliatore" della Marina Militare Italiana P-430 PAOLO THAON DE REVEL, unità eponima di una classe che dovrebbe andare a comprendere sette (o dieci, o sedici) unità in diverse versioni. E' la prima unità della MMI dedicata al "Grande Ammiraglio". Segue ...
  15. Sempre più spesso mi capita di sentir parlare di “Mediterraneo Allargato”, che dovrebbe essere l’ambito entro cui dovrebbe essere chiamata ad operare la Marina Militare Italiana. La definizione è alquanto fumosa, elastica, si allarga e si stringe a seconda di chi parla, o scrive, comunque i confini di questo Mediterraneo arriverebbero a Oriente fino alle coste di Oceano Indiano, Mar Rosso, Golfo Persico, con qualche puntata verso mari salgariani, ad Occidente almeno al Golfo di Guinea. Si tratta di mari e terre dove insistono (o insisterebbero) attività economiche di alto interesse per la Nazione. La mia perplessità sta nel fatto che le forze attuali della Marina mi sembrano appena sufficienti ad affrontare le sfide che si stanno presentando, altro che andare a cercar guai negli Oceani. Stiamo, però, vedendo frequentemente le fregate della classe BERGAMINI in giro per quei mari, basta seguire i siti della MMI o i giornali specializzati. Poi avevo ben presente le fantasie sulla “flotta d’evasione” che avrebbe dovuto essere costruita nel secolo scorso. Ero molto perplesso … In questi giorni sto studiando una serie di volumetti contenenti numeri della Rivista Marittima del XIX secolo, dai primi del 1865. In questi numeri è riportata con certosina precisione la posizione e i movimenti di tutte le navi dell’ottocentesca Armata di Mare. Sapevo bene che “a quei tempi” era uso tenere navi stazionarie oltremare ma vederle raggruppate in ordine mi ha fatto un po’ impressione. Ad esempio, alla fine del 1873 (solo sei anni dopo Lissa) la “Divisione navale della Plata” comprendeva la corvetta a ruote GUISCARDO, a Montevideo, e le pirocannoniere VELOCE, ARDITA e CONFIENZA a Rio. L’avviso GIGLIO si trovava a Costantinopoli, la corvetta a ruote GOVERNOLO girava i porti del Giappone, l’avviso ad elica VEDETTA navigava fra Malesia ed India, la pirofregata GARIBALDI stava completando i 44 giorni di traversata fra il Giappone e San Francisco. Le navi della “Squadra Permanente”, corazzate ROMA e SAN MARTINO, l’avviso AUTHION, la pirocorvetta PRINCIPESSA CLOTILDE ed il pirotrasporto EUROPA, si trovavano in crociera in Spagna, fra Barcellona e Valencia. Nei porti del Regno restavano le corazzate MESSINA, VENEZIA, CONTE VERDE, insieme all’AFFONDATORE. Uno sforzo imponente di uomini, navi e risorse economiche per la Regia Marina, ben superiore a quello esercitato dalla MMI dal secondo dopoguerra a pochi anni fa. Segue ...
  16. Malgrado le voci di incipiente "vecchiaia", di vendita, di radiazione, di trasformazione in base lanciamissili, la portaeromobili della M.M.I. GIUSEPPE GARIBALDI sembra godere di ottima salute: due giorni fa ha passato le Colonne d'Ercole per l'esercitazione NATO Cold Response 22, in cui assumerà il ruolo di comando delle forze anfibie. https://aresdifesa.it/nave-garibaldi-transita-lo-stretto-di-gibilterra/ Una foto nello Stretto di Messina di qualche mese fa.
  17. La fregata della M.M.I. ALISEO, classe MAESTRALE, sta concludendo la sua "vita" ad Aliaga. Le foto provengono dalla pagina Facebook "Ship Breaking".
  18. Tanti progetti erano stati presentati per dare un futuro all'incrociatore VITTORIO VENETO, ormai da tempo radiato dalla M.M.I., ma nessuno di questi è andato in porto. Ieri la bella nave è partita per la sua ultima destinazione, Aliaga in Turchia. Alcune foto provenienti dalla pagina Facebook "Ship Breaking".
  19. Agli inizi del percorso di AIDMEN c'era anche un gruppo di appassionati filatelici, spesso nei primi numeri del Bollettino c'erano articoli dedicati a francobolli ed annulli speciali. Per il 10 giugno 2021, 160° anniversario della Marina Militare Italiana (periodo della Regia Marina compreso), Poste Italiane in accordo la M.M.I. ha prodotto uno speciale annullo celebrativo, che è stato erogato presso uno sportello filatelico dedicato dell'Ufficio Postale di Roma San Silvestro. Gratuitamente a disposizione dei visitatori dello sportello c'era un set di cinque cartoline, utilizzabili anche per fare apporre l'annullo speciale. segue ...
  20. Il TULLIO TEDESCHI, classe UNPAV CABRINI, è in cantiere a Messina. Presumo per i lavori di fine garanzia.
  21. La fregata LUIGI RIZZO della MMI è intervenuta nel Golfo di Guinea contro dei pirati. https://www.ilsecoloxix.it/la-spezia/2021/04/23/news/golfo-di-guinea-la-fregata-spezzina-rizzo-sventa-l-attacco-di-pirati-a-un-mercantile-1.40188496 Un immagine più pacifica ...
  22. Una brutta pagina di cronaca giudiziaria. https://www.themeditelegraph.com/it/markets/2020/11/17/news/saboto-la-nave-per-evitare-la-missione-militare-della-marina-rischia-24-anni-di-carcere-1.39551333
  23. Nel numero del gennaio 1960 della rivista mensile della Lega Navale Italiana "MARE" vedo una tavola sinottica con i disegni al tratto dei profili delle unità della MMI in servizio o in costruzione; nel numero di gennaio ci sono le unità di prima linea, in quello di febbraio quelle di seconda. Fa una certa impressione vedere in servizio tre incrociatori (GIUSEPPE GARIBALDI, DUCA DEGLI ABRUZZI e RAIMONDO MONTECUCCOLI) e due in costruzione (ANDREA DORIA e CAIO DUILIO). Un particolare dei disegni.
  24. Incrociatore leggero GIUSEPPE GARIBALDI, foto NHHC NH86105. Fra il 1954 ed il 1957 il GIUSEPPE GARIBALDI fu sottoposto ad un lungo ciclo di lavori che lo portarono a diventare un moderno incrociatore lanciamissili; la novità della nave non stava però nella rampa binata per i missili Terrier, già largamente utilizzati dalla US Navy, ma nella predisposizione per l'utilizzo dei missili balistici Polaris. La trasformazione rappresentò chiaramente una grande sfida tecnologica per la M.M.I., non esisteva alcun sistema di lancio per navi di superficie e i "pozzi" utilizzati nei sottomarini non erano utilizzabili per tutta una serie di variabili dovute all'ambiente in cui si muove una nave di superficie, il mare grosso, i movimenti della nave, e così via. La sfida fu vinta, alla fine dei lavori, l'incrociatore era perfettamente in grado di utilizzare i Polaris. Alla fine, sappiamo bene, i missili non furono mai istallati ed i pozzi furono utilizzati per i più disparati scopi. Questa lunga introduzione è giustificata dal fatto che, pochi giorni fa, in un vecchio numero speciale del Notiziario della Marina del 1963 ho trovato delle belle foto relative alle "sistemazioni navali per missili balistici a medi raggio, progettate e realizzate dalla M.M.I. ricorrendo alla sola industri nazionale. Vi riporterò di seguito le foto e le didascalie originali. Installazione a terra del tubo di lancio sperimentale, con strutture ausiliarie di accesso e lavoro. ... segue.
  25. Per le Marine Militari di media taglia, come la M.M.I., la spina dorsale della flotta è costituita da unità del tipo "fregata". Il tipo di nave ha subito un'evoluzione che l'ha portata anche a raggiungere tonnellaggi e dimensioni notevoli, ad esempio, una moderna FREMM e solo poco più piccola di un destroyer della classe DORIA. Le anzidette unità della classe FREMM, divise in due sottoclassi, realizzate in 8 o 10 esemplari (dipende dalla vendita o meno all'Egitto delle ultime due unità in costruzione) sono il cuore operativo della MMI, almeno fin quando giungeranno i nuovi PPA nelle versioni Full (se giungeranno). Buona parte della classe è transitata dalle "mie parti" e l'ho fotografata, qui di seguito un piccolo album fotografico. Si inizia con la F-590 CARLO BERGAMINI, unità eponima della classe, in porto il 29 dicembre 2017. Lo stesso giorno, insieme alla gemella LUIGI RIZZO. Dettaglio dell'artiglieria principale. Per poterle pubblicare e renderle facilmente visibili anche sui cellulari, tutte le foto sono degradate, ma gli originali sono a disposizione. ... segue.
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