Francesco De Domenico Posted February 5, 2016 Report Share Posted February 5, 2016 FORT FITZGERALD non era proprio una Liberty, ma un cargo di costruzione canadese del tipo North Sands (dalla località dove si trovava il cantiere britannico autore del progetto iniziale, John L. Thompson & Sons di Sunderland: un progetto molto simile a quello delle Oceans, ma con scafo imbullonato anziché saldato come facevano i cantieri USA). Tutto nasce dalla missione di acquisto condotta da Richard Thompson in USA e Canada nell'ottobre-novembre 1940 per ordinare le prime di quelle che diventeranno migliaia di Oceans, Liberties, Forts (comunemente note come "Liberty canadesi") e Parks, tutte derivate da quel progetto. Era una delle 90 North Sands di costruzione canadese, finanziate e di proprietà della USMC - in base allo Hyde Park Agreement dell'aprile 1941 - ma date a termini di Lend-Lease Act in bareboat charter (noleggio "a scafo vuoto") al MoWT britannico, con bandiera britannica. Costruita da West Coast Ship Builders a Vancouver, B.C., yard no. 115, macchine di John Inglis, Toronto, completata 9 marzo 1943, 7.133 grt, affidata in gestione da WSA a E & R Management Co. di Cardiff. Silurata 4.10.1943 durante un viaggio New York-Alessandria nel convoglio UGS.18 con un carico di 5.500 t di rifornimenti militari e munizioni, 5 morti tra l'equipaggio, autoaffondata. Per la foto devo vedere. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 5, 2016 Author Report Share Posted February 5, 2016 Grazie. Ho apportato le correzioni. Franco Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 5, 2016 Report Share Posted February 5, 2016 Ho trovato una foto di SAMITE ex HOLLAND THOMPSON, una di WALT WHITMAN e una di WILLIAM WIRT... lunedì dovrei postarle (il database ha appena riaperto dopo mesi e mesi di indisponibilità). Non ti lamentare del tuo fornitore. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 5, 2016 Author Report Share Posted February 5, 2016 Grazie mille. Fai pure con calma, io sono ancora impegnato a cercare di riparare i danni, cercando da tutte le parti, perché generalmente faccio sempre una seconda copia. Ma gli ultimi lavori non erano stati, purtroppo per mia negligenza, fissati su penna o disco. Franco Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 5, 2016 Report Share Posted February 5, 2016 FORT BABINE, un'altra North Sands costruita in Canada su commessa USMC ma noleggiata al MoWT. Costruita da North Van Ship Repairs, North Vancouver, B.C., yard no. 103, macchine di Canadian Allis-Chalmers Ltd., Montréal, consegnata 26.6.1942, 7.130 grt, in gestione da WSA a Wm. Thomson & Co. (Ben Line), Edinburgh. Silurata il 6.2.1943 nel convoglio KMS.8G, rimorchiata ad Orano. Affondata da bombe il 14.8 oppure il 13.9.1943 a WSW di Cape Finisterre mentre veniva rimorchiata verso la Gran Bretagna per le riparazioni definitive, 7 morti tra l'equipaggio. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 6, 2016 Author Report Share Posted February 6, 2016 Nel pomeriggio del 6 febbraio 1943, intorno alle ore 18.00, il convoglio KMS 8/G, proveniente da Clyde e diretto a Bona trasportando anche un contingente di truppe canadesi, fu attaccato presso Capo Tenes da due formazioni di aerei tedeschi del II Fliegerkorps: una composta da sette bombardieri Ju. 88, l’altra da sette aerosiluranti He. 111 della 4a Squadriglia del 2° Gruppo del 26° Stormo da Bombardamento (4./KG.26), decollata da Villacidro al comando del capitano pilota Rudolf Schmidt. Nel corso dell’azione furono colpite due navi, la corvetta canadese Louisburg e il piroscafo britannico Fort Babine, che però, pur gravemente danneggiato, poté salvarsi raggiungendo Orano, dove sbarco il suo carico. Rimorchiato dopo sommarie riparazioni a Gibilterra il 9 aprile, terminò i lavori dopo cinque mesi, il 5 settembre, per poi essere affondato in Atlantico il successivo giorno 13 a ovest-sud-ovest di Capo Finisterre, colpito e incendiato da due bombe di un aereo tedesco FW. 200 del III./KG.40, mentre si trasferiva in Gran Bretagna. Tra l’equipaggio vi furono sette morti. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 8, 2016 Report Share Posted February 8, 2016 Due North Sands gemelle della FORT FITZGERALD, West Coast SB yard no. 115: FORT LA TRAITE, yard no. 111, e FORT NAKASLEY, yard no. 116. E una gemella di FORT BABINE, North Van Ship Repairs yard no. 103: FORT ALEXANDRIA, yard no. 101. Tutte le foto provengono da photoship.co.uk Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 8, 2016 Report Share Posted February 8, 2016 BENALBANACH: un cargo costruito da Charles Connell & Co. a Scotstoun (Glasgow), yard no. 429, varo 20.6.1940 e consegna 10.1940 a Ben Line Steamers Ltd. di Leith, 7.153 grt. Nel 1941 utilizzata dal MoWT come nave scuola per i Dock Operating Groups dei Royal Engineers, poi restituita all'armatore. Silurata e affondata 7.1.1943 durante un viaggio Greenock (Clyde)-Bona con il convoglio KMS.6G con truppe, munizioni, rifornimenti ecc. 410 morti a bordo. Foto da photoship.co.uk Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 8, 2016 Report Share Posted February 8, 2016 AIRCREST: un cargo costruito da Lithgows a Port Glasgow, yard no. 936, varo 23.7.1940 e consegna 10.1940 a Crest Shipping Co. (gruppo Overseas Navigation Trust Ltd.) di Londra, 5.237 grt. Silurato e affondato 30.6.1942 a nord di Gaza durante un viaggio New York-Haifa. Foto della gemella COULBEG, yard no. 937, 5.237 grt, armatore Dornoch Shipping Co. (gruppo Lambert Bros Ltd.) di Glasgow, da photoship.co.uk Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 8, 2016 Report Share Posted February 8, 2016 MASCOT, costruita da Kristiansands MV a Kristiansand-Sued, yard no. 161, consegna aprile 1922 ad A/S Nordsjoen di Oslo, 1.256 grt, nel 1924 ad A/S Jelolinjen sempre di Oslo, nel 1932 a Scotto, Ambrosini, Pugliese, Fils & Cie di Orano. Requisito dalla DTM il 7.9.1939 e il 27.2.1940. Dopo l'armistizio fa parte della flotta mercantile di Vichy. Immobilizzato a Tunisi dal 12 al 29 giugno 1942 e ad Algeri dal 25 ottobre 1942, dove passa sotto controllo alleato (DTM di Algeri) sin dal 9 novembre. Affondato da aerei italiani il 9.12.1942 a 7 miglia a NE di Cap Carbon durante un viaggio da Algeri a Bougie (o Philippeville) con un carico di carbone - uno dei primi viaggi commerciali lungo le coste algerine dopo lo sbarco alleato. Due foto della gemella JELO, yard no. 165, 1.265 grt, armatore A/S Jelolinjen, da photoship.co.uk Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 8, 2016 Report Share Posted February 8, 2016 Come ti ho detto, ho trovato le foto delle tre Liberty SAMITE, WILLIAM WIRT e WALT WHITMAN, ma sono su un database tedesco e protette da copyright. Se mi dici a che uso servono, posso provare a chiedere al titolare del copyright , Frank A. Gerhardt. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 9, 2016 Author Report Share Posted February 9, 2016 (edited) Mi servonmo per avere almeno una foto delle navi che sono state colpite (affondate o danneggiate) dagli aerosiluranti italiani e tedeschi, e far vedere ai lettori del mio libro come erano fatte, in modo da potersi rendere conto della loro sagoma e delle loro dimensioni Il titolo del libro in preparazione, circa 400 pagine, comprese le foto, é: " I SUCCESSI DEGLI AEROSILURANTI DELL’ASSE NEL MEDITERRANEO NELLA 2a GUERRA MONDIALE. Grazie del tuo impegno. Franco. Edited February 9, 2016 by Francesco Mattesini Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 9, 2016 Report Share Posted February 9, 2016 Andiamo avanti con il tormentone: ROYAL STAR, una British Standard Ship of WW I del tipo G (navi frigorifere), costruita come WAR CHARON da Workman Clark & Co. a Belfast per il Controller of Shipping, yard no. 438, varata 21.11.1918 e consegnata 25.1.1919 come ROYALSTAR alla Royalstar SS Co. di Londra, 7.900 grt, macchine dello stesso costruttore. Nel 1920 alla Union Cold Storage Co. di Londra, nel 1929 il nome cambia in ROYAL STAR. 11 marzo 1941 danneggiata da bombe di aereo e artiglieria a Stonehaven. Silurata e affondata 20 aprile 1944 a NE di Algeri durante un viaggio Buenos Aires-Algeri-Malta nel convoglio UGS.38 con un carico di carne, un morto tra l'equipaggio. Foto della gemella WANGAROTTA ex WAR THESEUS, yard no. 440 dello stesso cantiere, da W.H. Mitchell e L.A. Sawyer "British Standard Ships of World War I", Sea Breezes, 1968. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 9, 2016 Report Share Posted February 9, 2016 VARVARA, un cargo costruito come SOLENT da J. Crown & Sons a Monkwearmouth, yard no. 138, varo 21.6.1910 e consegna 7.1910 a Dennis H. Willey di Sunderland, 1.474 grt. Nel 1916 a Christian Salvesen & Co., nel 1919 a T.C. Steven & Co. sempre con porto di armamento Sunderland. Nel 1921 YAINVILLE per Worms & Cie di Le Havre, nel 1934 MARY II per N. G. Livanos del Pireo, nel 1935 VARVARA per A.N. Zolopoulos sempre al Pireo. Colpito il 19 marzo 1943 e affondato il 20 marzo a 500 m a SW dell'ingresso del porto di Tripoli al termine di un viaggio Alessandria-Tripoli con un carico di munizioni, due morti tra l'equipaggio. Foto della gemella BROMSGROVE, yard no. 136, 1.445 grt, da photoship.co.uk Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 9, 2016 Author Report Share Posted February 9, 2016 Un risultato dagli effetti più clamorosi i tedeschi lo avevano conseguito nella tarda serata del 19 marzo, impiegando le bombe siluro a percorso circolare LT. 350, che come abbiamo detto era la motobomba italiana FFF. Per attaccare le navi di un convoglio segnalato nel porto di Tripoli, decollarono dagli aeroporti della Sicilia ventuno velivoli da bombardamento tedeschi Ju.88 del II Fliegerkorps, due dei quali dovettero però rientrare alla base per guasti meccanici. I restanti diciannove velivoli, dodici del II./KG.30, e sette del III./KG.77, raggiunto il porto di Tripoli attaccarono le navi all’ancora, in due ondate, in formazione chiusa e a volo radente Nell’occasione furono sganciati, dalla quota di circa 200 metri, oltre alle bombe normali, settantadue motobombe LT. 350. L’attacco fu realizzato con piena sorpresa, mentre le opere portuali e le navi all’ancora erano completamente illuminate. Una delle motobombe FFF, sganciata nel corso del secondo attacco dai velivoli del III./KG.77, alle 19.00 raggiunse il cacciatorpediniere di scorta britannico Derwent (tenente di vascello Royston Hollis Wright) sulla fiancata sinistra, aprendo sulla linea di galleggiamento dello scafo una falla di otto metri per quattro. Seguì l’immediato allagamento di due locali caldaie, la perdita di energia elettrica che, mettendo fuori uso tutti i circuiti, immobilizzo il cacciatorpediniere, con sbandamento a dritta che raggiunse i 7°. Il Derwent fu allora preso a rimorchio da mezzi di soccorso e portato ad incagliare. I danni e gli allagamenti del cacciatorpediniere erano talmente estesi da sconsigliarne le riparazioni. Fu smantellato a Penerhyn, in Gran Bretagna, nel febbraio del 1947. L’attacco a Tripoli, portò anche all’affondamento di due piroscafi, il britannico Ocean Voyager, che si incendiò per poi spezzarsi in due tronconi, e il greco Varvara, che affondò il 20 marzo a sud-ovest del porto di Tripoli al termine del del suo viaggio da Alessandria con un carico di munizioni. Morirono due uomini dell’equipaggio. Fu il primo successo ottenuto dalla Luftwaffe impiegando le motobombe LT. 350. All’inizio dell’attacco non vi fu alcuna reazione, poi si verifico un forte fuoco di sbarramento contraereo sviluppato con armi di ogni genere, che determino l’abbattimento di quattro Ju. 88: uno del II./KG.30 e tre del III./KG.77. Nel ritirarsi gli equipaggi tedeschi osservarono nel porto tre o quattro navi in fiamme, mentre una bomba era stata vista esplodere vicino ad una motonave. Il risultato complessivo dell’azione fu considerato ottimo dal comando del II Fliegerkorps. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
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