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Francesco Mattesini

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Everything posted by Francesco Mattesini

  1. Me lo immaginavo! Qui si tratta di far conoscere, postandole, le tre pagine originali firmate del ComandanteGenerale dei Carabinieri, generale di corpo d'armata Taddeo Orlando, su squallidi episodi di strupi e di uccisioni di italiani che difendevano mogli e figlie, e anche ragazzi, da parte delle truppe marocchine FRANCESI sull'isola d'Elba, e quindi di un argomento di cui in Italia nessuno a trattaco come si deve. Ma quando si parla di affrontare con serietà e obiettività l'argomento dela cosiddetta liberazione (che non c'é stata), trattandosi soltanto di occupazione del territorio italiano
  2. Voirrei inserire un rapporto di tre pagine dei Reali Carabinieri del settembre 1944, sul comportamento dei soldati franco-marocchini all'Isola d'Elba, e che fa parte del contesto dei tanto decantati "Liberatori". Poiché é molto crudo, per le violenze alle donne e non solo, e per non avere contestazioni, chiedo l'autorizzazione di poterlo fare.
  3. Grazie Francesco. Il libro, nella parte armistizio, parla molto di piani navali e dello sbarco a Salerno, non vedo perché non deve essere portato alla conoscenza dei soci dell'AIDMEN. Poi ognuno può farsi un'opinione, che va rispettata!
  4. Francesco Mattesini, 8 Settembre 1943. Dall'armistizio al mito della difesa di Porta San Paolo, Edizione ARCHEOS, Via Abruzzi 28, - 02100 Rieti, Aprile 2021, pagine 528. Ritengo sia quanto di meglio e completo ed obiettivo che é stato fatto su questo argomento. Tutta storia e poche chiacchere. Soprattutto é importante come si arrivò alla fuga del RE! sulla base dei Documenti più segreti dell'ASMEUS. Buona lettura.
  5. Le fonti bibliografie dei documente italiani e britannici sono riportate nel mio libro: Francesco Mattesini, “Punta Stilo 9 Luglio 1940, 80° anniversario della prima battaglia aeronavale della Storia”, RiStampa Edizioni, marzo 2020, pagine 346, costo L. 30.000. Francesco
  6. Grazie Platon. Ti ringrazio sentuitamente. Conferma quello che dicevo io. Sarebbe da mandare al Capo dell'Ufficio Storico, ma qualcuno lo convincerebbe che la relazione é stata Manipolata!. Francesco
  7. L'orario dell'apertura del fuoco della MALAYA si trova in un documento dell'Ufficio Storico Marina Militare che l'Ammiragliato britannico aveva fatto pervenire fin dagli anni '50. Nel mio primo libro sulla Battaglia di Punta Stilo questo fatto mi era sfuggito. Cordialmente Francesco Mattesini
  8. Infatti il mio pensiero é molto differente dal suo. Io sono per la verità, e quando c'é da dirlo non mi tiro indietro. La resistenza va bene che si sia stata, ma contesto quando sento dire, e ripetere da quasi 80 anni, fatti distorti o che non sono mai avvenuti. Inoltre io ho rispetto per i tedeschi, perché conosco benissimo quello che avveniva nei balcani da parte di ..., e quelle che erano le reazioni. Ambrosio e Roatta, Comandanti a turno della 2^ Armata, nonché associati nel tradimento, sonostati accusati di stragi, ma grazie agli Alleati sono stati salvati. Gli Iugodslavi volevano che
  9. Grazie Francesco. Giuseppe ognuno puà dare la versione che crede, ma le foto, come si vede non portano persono in posa, ma che tranquillamente passano davanti ai tedeschi senza che loro se ne curino. Se non ci fosse stato il criminale attentato di via Rasella, che poi e il responsabile, senza appello, di quello che é stato il massacro delle Fosse Ardeatina, e fossero spariti i GAP, a Roma avrebbero vissuto tranquillissimi fino all'arrivo degli Alleati. Che poi era quello che alla gente premeva. Che poi i tedeschi si siano ritirati da Roma, davamnti all'avanzata degli anglo am
  10. Caro Francesco, senza le didascalie i nostri amici guardano e non capiscono, e quindi non possono dare una risposta. Franco
  11. Ottimo Francesco, l'episodio dellp'attacco é riportato nel mio BETASOM.
  12. Alcuni stralci dal mio libro: La guerra civile spagnola e la Regia Marina italiana (1936-1939), Editore Luca S. Cristini, Bergamo, Ottobre 2020, p. 380. Consiglio di leggerlo. Franco Mattesini Il mattino del 10 luglio dieci S.79 del 27° Gruppo, al comando del maggiore Lamanna, tornarono a bombardare Valencia. Il 12 e 13 luglio nove S. 81 del 25° Gruppo furono impegnati su Barcellona, mentre il giorno 14 cinque S. 79 del 27° Gruppo al comando del capitano Balbo ed altri sette del 28° Gruppo al comando del tenente colonnello Gostoli, bombardarono rispettivamente Alic
  13. Se mi dici la data dell'attacco al CLONLARA nel luglio 1938 su Valencia, ti dirò quale Gruppo e quanti aerei di uno Stormo italiano (certamente l'8° Falchi delle Baleari() può aver causato il danneggiamento della nave.
  14. Il CLONLARA é stata considerata britannica perché esercitava il commercio per la Spagna repubblicana sotto la copertuira di una societa navale britannica. Grazie per i dettagli delle due navi. Provvedo a correggerlo nella mia bozza, il libro ormai é stampato. Franco
  15. Conoscevo l'episodio, ma non cosi completo di particolari. Le foto sono molto belle. Complimenti Francesco
  16. Sull'IRIDE ho scritto nel mio libro: Fra il 19 e il 22 gennaio [1938], ben quattro attacchi dell’Iride davanti a Valencia e Sagunto, due dei quali seguiti regolarmente dal lancio dei siluri, che non portarono però ad alcun nessun risultato contro i piroscafi britannici Clonlara e Lake of Genova, mentre nelle altre due occasioni i siluri non uscirono dal tubo di lancio.[1] [1] Il piroscafo Clonlara, di 1,203 tsl, fu attaccato dal sommergibile Iride, che lanciò due siluri, non giunti a segno, a 10 miglia dalla costa al largo di Sagunto.il piroscafo Lake o
  17. Caro Francesco La prima e la quarta foto possono andare, ma non le altre due. Comunque mille ringraziamenti. Franco
  18. Nel mio ultimo libro sulla Battaglia Aeronavale di Mezzo Agosto, sull'affondamento del DAGABUR ho scritto quanto segue, che poi é un aggiornamento alla prima edizione stampata nel 1986. Quindi, almeno per le mie moltissime pubblicazioni, quanto io ho scritto é sempre riferito alle informazioni che provengono da fonti straniere, come é riportato nelle note a fondo pagina: Mentre si mettevano a punto (da parte italiana) i descritti dettagli di impiego, la Forza F aveva proseguito la sua navigazione, affrontando una navigazione notturna alquanto tranquilla. Lo stesso non poté dirsi pe
  19. Naturalmente, mi scuso, mi riferisco soltanto alle navi mercantili italiane perdute nel Mediterraneo nel mese di giugno 1940.
  20. I danni causati dalle mine nazionali alle navi italiane nei primi venti giorni di guerra Il 5 giugno 1940 l’incrociatore Pola, nave ammiraglia della 2a Squadra (ammiraglio Riccardo Paladini), e gli incrociatori della 3a Divisione Navale, Trento e Bolzano, si dislocarono a Messina e a Reggio Calabria. Lo stesso giorno iniziarono i movimenti dei sommergibili per raggiungere le dislocazioni previste dal documento DI.NA 8 ter. Il 6 giugno ebbe inizio la messa in opera degli sbarramenti difensivi di mine sulle coste dell’Italia e della Libia e
  21. Naturalmente questi sbarramenti, con parecchie mine, mettono in dubbio gli affondamenti del RINA CROCE e PEPPINO P. assegnati al RORQUAL. Ansi, direi di escluderlo.
  22. Grazie Frncesco. Adesso pensiamo a sistemare una faccenda: ll piroscafo LOASSO è affondato il 26 giugno 1940 in lat. 41°40’N e 16°20’E, a 3 miglia da Mattinata nel Golfo di Manfredonia. Il posamine VIESTE, il cacciatorpediniere MIRABELLO e l'ncrociatore TARANTO posarono, tra il 6 e il 25 giugno, 255 mine nella zona del Gargano. Gli sbarramenti: vanno da .: 41°45 a 16°19’; da 41°26’ a 16°17; e infine da 41°30’ a 16°18’. Il primo sbarramento (posato dal VIESTE e dal MIRABELLO) sicuramente, e il 3° sbarramento (possibile), posato dal TARANTO, hanno causato l’affondamento del pi
  23. Quello che mi interessa é questo: A guerra iniziata, l’11 giugno, sempre a causa di mine nazionali, affondò il veliero da carico Carlo, di 253 tsl. a 18 miglia da Pianosa, mentre probabilmente per mine si persero il giorno 11 il veliero San Calogero, di 57 tsl, e la Goletta Predappio, di 26 tsl, il primo presso Trapani, il secondo nel Golfo di Taranto. Il 12 giugno la piccola e moderna motonave da pesca La Mora, di 15 tsl, affondò su una mina, naturalmente italiana, posata dai posamine Crotone, Orlando e Sgarallino, a ponente delle foci del Serchio, poco a nord di Pisa. E la stessa sorte
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