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  1. Grazie alla disponibilità del socio e consigliere AIDMEN Giancarlo Castiglioni oggi possiamo inaugurare la sezione modellistica del forum presentando una delle più importanti e ricche collezioni di modelli navali – mercantili e militari – presenti sul nostro territorio nazionale. Le circa 1.400 unità che compongono la raccolta consentono infatti di equipararla ad un vero e proprio museo privato. Sarà lo stesso Giancarlo a guidarci in questo percorso di visita virtuale, raccontandoci la genesi e lo sviluppo della sua collezione, cui seguirà l’elenco dei modelli acquisiti, aggiornato al febbraio 2014, e qualche immagine dei pezzi più interessanti.
  2. Oggi 23 giugno è uscita la notizia che l'onda sonora generata dall'implosione del Titan era stata rilevata dal sistema di ascolto subacqueo degli Stati Uniti. Mi sono chiesto come mai la notizia non sia stata comunicata subito, evitando la fiera mediatica delle inutili operazioni di soccorso e delle "riserve di ossigeno che stanno finendo". Il sistema di ascolto ha permesso di localizzare molte esplosioni di sommergibili e la sua esistenza è nota da più di 50 anni; per giustificare il ritardo nella comunicazione ho pensato che in un primo tempo i militari volessero tenere segreta la sensibilità del sistema, riuscire a rilevare l'implosione di una imbarcazione così piccola è notevole. Può darsi che l'autorizzazione alla comunicazione dovesse essere concessa ad un livello più alto e questo abbia causato il ritardo. Tanto per ricordare l'incompetenza tecnica dei giornalisti italiani, il Corriere della Sera on-line mette nel titolo "Catastrofica perdita di pressione" non capendo che in caso di implosione il problema è se mai il contrario. Si può anche sbagliare, ma on-line c'è la possibilità di correggere.
  3. Su La Stampa di oggi sono uscite le conclusioni della commissione d’inchiesta della Marina Argentina sulla perdita del sommergibile ARA San Juan https://www.lastampa.it/2018/11/06/societa/il-sottomarino-argentino-esploso-per-un-errore-umano-QY92BrdEGRp3mSkcK8d1SJ/pagina.html Non mi fido molto di quanto interpretano i giornalisti che devono semplificare, sarebbe meglio leggere direttamente il documento, ma credo il contenuto sia correttamente sintetizzato nelle prime righe: “Un errore umano nel maneggio della valvola di ventilazione denominata “E19”: ecco, secondo la commissione d’inchiesta del ministero della Difesa argentino la causa principale del naufragio del sottomarino San Juan, scomparso il 15 novembre di un anno fa nell’Atlantico del Sud con 44 componenti di equipaggio.“ Quindi conclusione tranquillizzante, comoda per tutti, “un errore umano”, chi lo ha fatto è morto, nessun colpevole. Quando ci eravamo occupati della vicenda circa un anno fa eravamo arrivati a conclusioni diverse. L’analisi più completa è quanto riporto integralmente in seguito, segnalata da Giuseppe Garufi, tratta dalla pagina FB dell’ammiraglio Guastadisegni: Il sommergibile argentino era un sommergibile convenzionale con propulsione diesel-elettrica. Questi battelli navigano in immersione con l’energia delle batterie e periodicamente devono raggiungere la quota “Snorkel” (non emergere) per innalzare la canna di aspirazione che, una volta uscita dalla superficie del mare, consente di aspirare l’aria necessaria a mettere in moto i diesel per ricaricare le batterie. La canna snorkel è dotata di appositi valvoloni che si chiudono automaticamente quando un sensore viene bagnato dall’acqua per evitare di imbarcare troppa acqua di mare. Naturalmente un po’ di acqua entra comunque ma viene raccolta in un apposito pozzetto che poi viene esaurito con pompe di drenaggio o per semplice travaso. Nella fattispecie il battello navigava in oceano Atlantico con una tempesta in atto con onde alte fino a otto metri (dichiarato dalla marina argentina). Le mie ipotesi: Dopo aver atteso inutilmente che il mare si calmasse, il battello ha lentamente esaurito l’energia delle batterie e si è trovato nella urgente necessità di mettere in moto un diesel per produrre la necessaria energia elettrica. Alzata la canna snorkel ha iniziato la carica delle batterie nonostante la tempesta in corso. Sicuramente il battello rollava e beccheggiava come un tappo di sughero mettendo l’equipaggio in grave difficoltà. Molto probabilmente qualche onda più alta delle altre ha sommerso la canna causando l’ingresso di acqua di mare. Considerando l’altezza delle onde si può immaginare che il battello rollasse molto violentemente consentendo all’acqua entrata di fuoriuscire dal pozzetto e invadere il battello raggiungendo il locale batteria. In questo caso è inevitabile il corto circuito e probabilmente il blackout dell’energia elettrica e, forse anche un principio d’incendio a causa delle scintille (per non parlare della possibilità di sviluppo del letale gas cloro). Il battello, improvvisamente appesantito dall’acqua entrata, senza energia elettrica e quindi senza possibilità di manovra propulsiva e di alimentazione alle pompe di esaurimento o agli impianti per l’emersione di emergenza, ha cominciato a precipitare verso il fondo. Immagino il marasma a bordo, la confusione, l’impossibilità di agire e l’atmosfera degradata da fumi, gas e fiamme … a bordo di un sommergibile in mare qualunque piccola avaria se non affrontata e risolta con tempi rapidissimi può diventare una tragedia. Un allagamento incontrollato causa l’affondamento. Un incendio incontrollato causa il soffocamento dell’equipaggio. Un blackout totale causa la paralisi di tutti gli impianti. A tutti questi eventi si può porre rimedio con un maniacale addestramento agli interventi d’emergenza. Potrei raccontare almeno 10 episodi molto pericolosi dai quali siamo usciti solo grazie ai nostri automatismi comportamentali. Gli argentini non sono stati così fortunati. L'emersione rapida sarebbe stata possibile se il battello fosse stato dotato di un impianto di esaurimento rapido delle casse zavorra con funzionamento NON elettrico ... non mi risulta che l'avesse e la manovra manuale non è abbastanza rapida sempre che ci sia il tempo di attuarla. Il battello è sceso verso gli abissi e alla profondità di 1200 metri, secondo i calcoli teorici di progetto, è imploso causando la morte istantanea di tutto l’equipaggio fino a quel momento sopravvissuto. Quindi nessun guasto e nessun errore umano. Esaurite le batterie, obbligato ad accendere i motori diesel malgrado le condizioni proibitive del mare, l’equipaggio si è trovato in una situazione senza via d’uscita e l’affondamento è stata la naturale conseguenza. La conclusione è che i sommergibili diesel-elettrici moderni, progettati per navigare sempre in immersione, non possono navigare per lungo tempo in un mare in tempesta e in queste condizioni sono pericolosi. Sicuramente molti sommergibilisti lo sapevano già prima dell’incidente, ma credo che questa informazione sia sempre stata passata sotto silenzio per non minare la fiducia nell’efficienza dell’arma. Gli alti gradi della Marina Argentina lo sapevano? Forse no. Pensavo a cosa sarebbe successo in Italia dove in caso di incidente la stampa, i politici, i magistrati, vogliono sempre trovare un colpevole, possibilmente in alto loco. Per prima cosa sarebbero stati messi sotto processo i progettisti. Avrebbero dovuto mettere una avvertenza sul loro progetto come si fa nel manuale d’istruzione per gli elettrodomestici: “Non usare in caso di maltempo prolungato”. Abbastanza ridicolo. Poi sarebbero stati messi sotto processo gli Ammiragli. Avrebbero dovuto prevedere il mal tempo e ordinare di percorrere una rotta più sicura, più vicino alla costa. Per gli Ammiragli la questione è più controversa, per esprimersi in termini giuridici l’accusa non è manifestamente infondata. Sarebbe giusto condannarli? Non lo so. Certamente sarebbe inutile, i morti non tornano indietro. Concludendo, l’inchiesta ha conclusioni sbagliate, certamente non dice tutta la verità. Ma forse è meglio così.
  4. Dal Turtle al Pullino … Mercoledi 21 il nostro collega Giampiero ha tenuto una conferenza su questo tema all’ ANMI di Torino; certamente sembrava una sfida su temi già trattati, e la sfida era anche come li avrebbe affrontati. Giampiero ci ha fregato un po’ tutti, sorprendendoci ed andando, argutamente, furbescamente e volutamente quasi fuori tema. L’ esposizione ha avuto altra ampiezza, affrontando i temi della navigazione sottomarina , o della possibile navigazione sottomarina, dalla mitologia sino al Pullino (questo era solo la conclusione dell’ arco temporale) Una disamina secondo uno schema ed un’ ottica inusuali, non solo i progetti, gli esperimenti, i tentativi ma soprattutto i protagonisti, la loro figura e motivazioni, con molti aspetti e particolari veramente inediti Lunga trattazione e materia che merita una vera recensione, ma certamente una forma diversa ed interessante di trattare un’ argomento sotto ben altri aspetti sin troppo affrontato. Nei prossimi giorni in qualche modo si posteranno foto, e spero si riesca ad ottenere e diffondere non solo una recensione ma una sintesi del lavoro.. ANNOTAZIONE PERSONALE: ho appreso che tra i primi esperimenti e progetti è stata proposta e si menziona un macchina ad ingranaggi, ante litteram, nella propulsione navale, nella giusta accezione di macchina a scappamento ad orologeria (volgarmente detto: a corda) . Si trattava di un progetto e prototipo di sommergibile, francese, che però non ebbe fortuna, aveva persino poca autonomia !!
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