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Nel blog “Con la pelle appesa ad un chiodo” appaiono queste due foto del piroscafo TOTONNO.

TOTONNO come CURACAO:

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TOTONNO

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https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=rm&ogbl#inbox/FMfcgzGwJmCFDTQsjQwnZhWPxmTpkVbW

L’amico e consocio Giovanni Peditto mi chiede di interpellarvi perché ha il dubbio se le foto rappresentino la stessa nave o due navi diverse e spera nel vostro aiuto.

Nell’attesa dei vostri pareri, cari saluti da Messina.

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Totonno (ex Francesco Imparato, ex Achille-Bayart, ex Curacao); nave a vapore da carico; Armatore M. Bottiglieri.  

Costruito nel 1899 a Rijkee, Rotterdam, Paesi Bassi

Dimensioni: l=60,7 m, l=10 m, 729 t.

Affondato il  15 febbraio 1943, dopo essere entrato in un campo minato Il relitto si trova a Grebeni vicino a Dubrovnik, ad una profondità da 25 a 50 metri. Coordinate: 42.65189° N, 18.04683° E

Costruito nel dicembre del 1899 nel cantiere navale olandese Rijkee di Rotterdam, il piroscafo da carico, con il nome di Curacao, di 729 tsl, fu consegnato salla compagnia Koninklijke West-Indische Maildienst che gestiva i collegamenti postali marittimi veloci Amsterdam-Paramaribo-Demarara-Trinidad-Curacao e Amsterdam-Port au Prince-New York. Il Curacao ha navigato su questa rotta per poco più di un anno. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1918, la compagnia olandese fu venduta alla ditta italiana B. Albanese che cambiò nome del piroscafo in Francesco Imparato e lo utilizzò fino al 1930. Successivamente fu venduta alla ditta italiana M. Bottiglieri e prese un nuovo nome di Totonno. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale la nave venne requisita per le esigenze della Marina Militare Italiana come nave da trasporto. Sotto comando militare navigò fino al 15 febbraio 1943, quando, proveniente dall'Italia, carica di vario materiale bellico, approdò al porto di Gruž. Durante l'avvicinamento al porto di Gruž, la nave passò erroneamente troppo vicino alle rocce di Grebeni e all'improvviso si imbatté in una mina di un campo minato, forse italiano. L’esplosione della mina danneggiò gravemente la nave a livello della stiva di prua, creando un grande falla. Il comandante cercò di arenare la nave girando la prua verso Grebeni che era a sole poche centinaia di metri di distanza, sperando che con lo slancio della nave avrebbe in qualche modo raggiunto una sorta di gradino con bassi fondali vicino a Grebeni. Il Totonno non riuscì a superare il gradino e affondò toccando con la prua il fondo del mare, proprio all'estremità del pianoro, a una profondità di circa 25 metri. Il piroscafo rimase per qualche tempo in quella posizione, con la poppa ancora fuori dall'acqua, finché il mare non riempì lo scafo, e poi anche la poppa scomparve sotto la superficie. La nave affondò trasversalmente rispetto al gradino subacqueo, tanto che la prua poggiò sulle secche e la poppa sulla parte più profonda della cengia subacquea. Quando la parte poppiera della nave toccò finalmente il fondo, ad una profondità di 50 metri, lo scafo della nave si spezzò proprio davanti alla sovrastruttura. I sopravvissuti dell'equipaggio riuscirono a nuotare e raggiungere la riva di Grebeni, che distava solo un centinaio di metri.

Totonno.jpeg

Totonno a Fiumicino.jpg

Totonno relitto.jpeg

Curacao.jpg

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