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Giuseppe Garufi

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Everything posted by Giuseppe Garufi

  1. Un lungo articolo di Mer et Marine sulla prolungata presenza della portaerei CHARLE DE GAULLE in Mediterraneo (sarà o già stata in Adriatico). https://www.meretmarine.com/fr/content/le-prochain-deploiement-du-charles-de-gaulle-centre-sur-la-mediterranee?xtor=EPR-56-20120118[Newsletter_V2_Drupal]-20220124-[_2]
  2. Ho appena finito di leggere l'articolo della Rivista Marittima cui ti riferisci. Ottimo, complimenti.
  3. Il traghetto AURELIA in entrata ieri nl porto di Reggio Calabria. Si nota l'imbarcazione dei Piloti dello Stretto ed il rimorchiatore CAPO D'ORLANDO. Buona domenica.
  4. Quest'anno l'inverno comincia in ritardo. SUPERFAST BALEARES
  5. L'epifania tutte le feste porta via. Ogni tanto, sfogliando vecchie riviste o vecchi libri, tornano alla mente cose dimenticate. Ad esempio, sfogliando un numero di Interconair Aviazione e Marina degli anni Settanta, ho visto una foto del varo della fregata LUPO della M.M.I. in cui la fregata ha sulla fiancata l'identificativo "D" invece che la "F" cui siamo abituati. Mi sono così ricordato di tutte le "parole" corse in questi anni sul motivo di quella "D", dall'intenzione della Marina di classificare la classe LUPO come cacciatorpediniere all'errore del cantiere. Smoss
  6. Dal balcone vedo passare navi portacontainer di tutte le taglie e misure. Ne ho visto anche qualcuna che sfiorava i 400 m di lunghezza. Questa è la MSC DIANA, 398 m di lunghezza. Se si pensa che le portaerei americane NIMITZ sono intorno a 330 m ...
  7. Solo dopo aver preso il pilota a bordo l'EVER FOCUS può riprendere la sua navigazione. Il tracciato della giravolta. Vorrete scusarmi per il ritardo accumulato prima di pubblicare le foto, ma le cose si accavallano e "si crea la fila". Foto che non sono di gran qualità, ma usavo due diverse fotocamere in un assolato pomeriggio dei primi di ottobre. Ho dovuto frazionare la discussione in più pezzi perché il forum non accetta allegati oltre un certo volume per ogni post. Buona giornata.
  8. ... che raggiunge e si affianca alla portacontainer, che nel frattempo grazie a Marine Trafic aveva scoperto chiamarsi EVER FOCUS. Segue...
  9. Le navigazione nello Stretto di Messina è legata a delle ben precise norme. In ultimo mi sembra ne avessimo parlato Bollettino n. 34 del 2020, nel quale c'era un mio breve articolo sul "Disastro del SEGESTA JET", lo speronamento di un piccolo traghetto passeggeri da parte di una portacontainer. Fra le norme ora previste c'è quella che prevede l'obbligatorietà dell'intervento del pilota per navi oltre una certa stazza. Nulla di più lontano dalla mia mente quando, qualche mese fa, vedo dal balcone una grande nave portacontainer ferma "in mezzo al mar", in strana posizione. Dopo a
  10. Dott. Mattesini, sono riuscito a trovare e scaricare da Academia.edu il suo testo. Mi permetto di linkarlo qui: https://www.academia.edu/42819664/LO_SBARCO_DEGLI_ANGLO_AMERICANI_NELLA_PENISOLA_ITALIANA_LE_OPERAZIONI_BAYTOWN_e_AVALANCHE_Settembre_1943
  11. Abbandonando a sé stesso il SAVANNAH, possiamo passare dai fatti alle opinioni (le mie). È normale che dopo aver letto quanto è avvenuto a WARSPITE, SAVANNAH, UGANDA ed alle altre navi colpite dalle Fritz X, il pensiero vada alla sorte della corazzata ROMA. Si tratta, so bene, di una questione su cui si sono versati fiumi di inchiostro, ma mi permetterete di aggiungere qualche considerazione sparsa: 1 – Ascolto “cori unanimi” che addebitano la perdita della ROMA alla mancata copertura aerea da parte della Regia Aeronautica. Può essere che un ombrello aereo dei cacciatori italian
  12. Malgrado la stagione inclemente, qualche nave da crociera ancora si fa vedere da queste parti.
  13. L’equipaggio, dopo la dura lotta con le fiamme, riuscì a ripristinare la pressione del vapore nei motori principali, ripristinando la funzionalità dell’impianto elettrico in tutta la nave (tranne la parte colpita dalla bomba). Collaborarono due rimorchiatori d’altura della U.S. Navy AT-71 HOPI e AT-87 MORENO. Il rapporto sui danni della nave osservava che "la bomba è esplosa nel mezzo dei caricatori della batteria principale e secondaria, un luogo che per certo avrebbe potuto causare l'immediata e violenta distruzione della nave". Aggiunge poi che il SAVANNAH ha assorbito il colpo “in mod
  14. Nonostante la perdita di energia elettrica ed il temporaneo guasto delle comunicazioni, le squadre di controllo dei danni lavorarono risolutamente alla luce delle lampade automatiche e, dopo quindici minuti, riuscirono a controllare l’incendio, anche se per spegnerlo furono necessarie oltre due ore. Otto minuti dopo l’impatto della bomba vi fu un’esplosione all’interno della torretta colpita, forse un proiettile da 152 mm, che colpì in pieno gli uomini che tentavano di mettere sotto controllo l’incendio Didascalia tradotta dall’originale: Gli uomini dell’equipaggio spruzzano acqua n
  15. Didascalia tradotta dall’originale: questa foto di prua di dritta scattata pochi istanti dopo con la nave ancora in marcia e le torrette orientate verso la riva. Il fumo si leva dall’incrociatore colpito che già si inclina leggermente a babordo. (Fotografia dell’US Army Signal Corps SC 243636, National Archives and Records Administration, Still Pictures Division, College Park, Md.) Un incendio divampò nella torretta colpita, bruciando ed emettendo grandi volumi di fumo, che ricoprì completamente la parte anteriore della nave prima che le squadre di controllo dei danni riuscissero a spegne
  16. Il 9 settembre 1943, alle 15.42, una bomba teleguidata tedesca Ruhrsthal SD 1400, meglio nota come Fritz X, colpì la nuovissima corazzata italiana ROMA, ammiraglia della Regia Marina. Cinque minuti dopo una seconda bomba ne provocò l’affondamento. Sono argomenti ben noti, sui quali è inutile dilungarsi. Spesso, nello scrivere delle Fritz X, dopo l’affondamento della ROMA si fa cenno al danneggiamento della corazzata inglese WARSPITE una settimana dopo a Salerno. La vecchia super-dreadnought resistette al colpo e, dopo gli opportuni lavori di raddobbo, continuò la guerra partecipando
  17. Bella foto. Tornando alle nostre navi ... Buona giornata.
  18. Qui avevo sistemato lo zoom "lungo" 200 mm della mirrorless. Per spiegarmi meglio, ho due diversi corredi fotografici, uno per la mirrorless, che è leggerissima come i suoi obiettivi, un 18-45 ed un 50-200, ed uno per le reflex con zoom 18-50, 18-105, 70-300 ed un obiettivo fisso da 35 mm (però molto luminoso). Per confrontare con il formato Leica 24x36 bisogna moltiplicare le lunghezze focali per 1,6, quindi al massimo arrivo a 600 mm circa. Fra i due corredi il peso in borsa cambia molto.
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