Giancarlo Castiglioni Posted October 25, 2017 Report Share Posted October 25, 2017 La mia collezione era ferma da qualche anno, ma recentemente ho aggiunto un modello che cercavo da tempo e che mi mancava. Ho sempre considerato i miei modelli più come fonte di documentazione ed occasione per informarmi sugli originali che come una raccolta di pezzi del tipo di una collezione di francobolli o di figurine, ma in certi casi mi sono lasciato trascinare a completare serie di modelli a cui mancava qualche pezzo. Per esempio ho raccolto senza grosse difficoltà la serie completa delle cannoniere fluviali austro ungariche della prima guerra mondiale. Più difficile fu completare la serie delle corazzate italiane a partire dal Duilio, la serie delle navi appoggio idrovolanti tedesche usate dalla Lufthansa negli anni ’30 sulla rotta del Sud Atlantico, o la serie degli incrociatori contraerei tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Nella serie dei transatlantici a 4 fumaioli, un’immagine classica della Belle Epoque, me ne mancava solo uno. Avevo partecipato più volte ad aste su E-bay per questo modello, ma era sempre salito a prezzi esorbitanti; avevo anche contattato un modellista che produce pezzi unici su ordinazione, ma anche lui mi aveva chiesto una cifra eccessiva. Mi sono sorpreso quando ho scoperto che di questi transatlantici ne furono costruiti solo 14, molto pochi. Almeno questo è il numero generalmente accettato che ho trovato in molti libri, ma in realtà ce ne fu uno in più, niente meno che la Great Eastern del 1860. Però è una nave di un’altra epoca, a propulsione mista, ruote, elica e vela, quindi è giustificato che non sia stata presa in considerazione. Da tempo avevo un modello per ogni classe di queste navi, me ne mancava uno solo, quello degli ultimi due costruiti. Quale è il nome di questa nave? Potrebbe essere un quiz che non molti saprebbero risolvere. Altri indizi: si tratta di una classe di due esemplari e a quanto ne so nessuno dei due attraversò mai l’Atlantico; quindi si potrebbe sostenere che per i transatlantici il numero giusto è 12 o 13 conteggiando la Great Eastern. Nella mia collezione non poteva mancare una nave affine: l’incrociatore protetto francese Chateaurenault destinato alla guerra di corsa, naturalmente a 4 fumaioli e che, anche se molto più piccolo, a distanza poteva facilmente essere scambiato per uno dei grandi transatlantici inglesi perché aveva un profilo molto simile Ho letto da qualche parte che il profilo era intenzionale per permettergli di avvicinarsi alle prede prima che si rendessero conto che era una nave da guerra, ma sicuramente non è vero, dato che è stato impostato nel 1895 ed è entrato in servizio nel 1902, molto prima che fossero progettate le navi che doveva imitare. Ad introdurre i transatlantici a 4 fumaioli furono i tedeschi della NDL che nel 1897 costruirono il Kaiser Wilhelm der Grosse; vi era una motivazione tecnica, la grande potenza dell’apparato motore che doveva servire a stabilire il record di velocità sulla rotta nord atlantica, obbiettivo raggiunto negli anni 1898-1900. La sfida per il nastro azzurro fu raccolta dalla Hapag che nel 1900 costruì il Deutschland nastro azzurro 1900-02 e ancora 1903-1907 con l’intermezzo del Kronprinz Wilhelm della NDL entrato in servizio nel 1901 e nastro azzurro 1902-03 La NDL costruì altri due 4 fumaioli, il Kaiser Wilhelm II nel 1903 e il Kronprinzessin Cecilie nel 1906, molto simili al Kronprinz Wilhelm e poco meno veloci. Probabilmente la Hapag era meno sensibile al prestigio della velocità e più attenta ai bilanci, perché costruì solo un transatlantico veloce contro 4 della NDL e nel 1911 decise di convertire il Deutschland in nave da crociera, ribattezzato Victoria Luise con la velocità ridotta da 22 a 17 nodi per evitare le terribili vibrazione che affliggevano la nave ad alta velocità. Nella prima conversione i quattro fumaioli furono mantenuti, mentre dopo la guerra la nave ritornò brevemente sulla rotta transatlantica ribattezzato Hansa con i fumaioli ridotti a due. I quattro fumaioli davano una impressione di prestigio e di potenza, ma erano ingombranti e non avevano un aspetto particolarmente moderno, per cui i tedeschi li abbandonarono, credo più per ragioni estetiche che tecniche; la NDL passò a due fumaioli con il George Washington del 1909 e la Hapag a tre fumaioli per i tre giganti classe Imperator, anche se quello che perdevano in numero era più che compensato dalle dimensioni, enormi sia in altezza che in larghezza. Sempre in ritardo sulla moda, gli inglesi cominciarono a costruire 4 fumaioli dopo che i tedeschi ebbero smesso, con il Mauretania (nastro azzurro 1909-1929) e il Lusitania (nastro azzurro 1907-1909) entrambi entrati in servizio nel 1907 per la Cunard. Nel loro caso i fumaioli non erano a coppie di due, ma ugualmente intervallati. La risposta della White Star furono i tre Olimpic 1911, Titanic 1912 e Britannic 1915, sempre con fumaioli ugualmente intervallati e in cui il quarto verso poppa aveva solo una funzione estetica, era finto! Il fumaiolo finto non era una eccezione, altri casi che conosco sono il terzo a poppa del Cap Trafalgar e del Normandie e quello a prua del Cabo San Agustin. Tornando ai quattro fumaioli i francesi risposero con il loro France 1912, che aveva i fumaioli stile inglese e sospetto avesse il primo verso prua finto perché ho visto una fotografia con un gran fumo nero dai tre di poppa e nulla dal primo; ma potrebbe essere semplicemente che le caldaie di prua fossero spente, mi farebbe piacere se qualcuno avesse informazioni in merito. Anche in Italia non si voleva essere da meno, esiste un progetto Ansaldo di un 4 fumaioli che avrebbe potuto essere costruito se non fosse scoppiata la prima guerra mondiale. Per finire la Cunard nel 1914 mise in servizio l’Aquitania per stare al passo con la classe Olimpic della White Star e con la classe Imperator della Hapag. Svelerò adesso qual era il modello che mi mancava. Si tratta del Arundel Castle 1921 e Wilson Castle 1922 costruiti per la Union Castle e destinati alla rotta del Capo tra Inghilterra e Sud Africa; la costruzione di tutti e due fu interrotta per la guerra e furono varati rispettivamente nel 1919 e 1920, col risultato che quando entrarono in servizio la loro estetica era già decisamente superata. Quando furono rimodernati nel 1937 i fumaioli furono ridotti a due più grandi e la prua fu ricostruita più slanciata. Con questo modello credo di concluso definitivamente gli acquisti. Mettere insieme la collezione è stato bello, ma continuare con doppioni di qualità migliore, sottoclassi, navi minori, non avrebbe molto senso; ogni tanto bisogna avere il coraggio di dare un taglio, capitolo chiuso. La mia collezione rimane in mostra nelle vetrinette e desta ammirazione e stupore dei visitatori occasionali; purtroppo sono rarissimi i visitatori competenti che possono apprezzarla veramente. Francesco De Domenico, sandokan, Giuseppe Garufi and 1 other 4 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted October 26, 2017 Report Share Posted October 26, 2017 GREAT EASTERN: anni fa ho visto un bel modellino della nave del 1859, voluta da Isambard Kingdom Brunel, nel Tinakilly House Hotel a Rathnew, County Wicklow in Irlanda, che era nato come villa di Robert Halpin, uno dei comandanti della nave, all'epoca la più grande del mondo. Pensato come transatlantico, nonostante l'entusiasmo del libro di Jules Verne "Una città galleggiante" (in cui ricordo che se ne decantava la eccezionale stabilità, tale da consentire ad una dama di consumare nella sala da pranzo infiniti calici di champagne Veuve Clicquot senza temere né beccheggio né rollio), non fu un successo commerciale e venne utilizzato dal 1865 in poi per la posa del primo cavo telegrafico sottomarino transatlantico e poi di numerosi altri, fino al 1878. A Rathnew tra l'altro faceva capo il primo cavo sottomarino tra Gran Bretagna e Irlanda. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Giuseppe Garufi Posted October 26, 2017 Report Share Posted October 26, 2017 "Una città galleggiante" (in cui ricordo che se ne decantava la eccezionale stabilità, tale da consentire ad una dama di consumare nella sala da pranzo infiniti calici di champagne Veuve Clicquot senza temere né beccheggio né rollio) Tranne il proprio (rollio o beccheggio) dopo qualche calice ... Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Iscandar Posted October 26, 2017 Report Share Posted October 26, 2017 (edited) Prima della cura dopo la cura Edited October 26, 2017 by Iscandar sandokan 1 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
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