Francesco Mattesini Posted February 24, 2017 Author Report Share Posted February 24, 2017 Dal mio Saggio in preparazione (dopo i vostri aggiornamenti) Le operazioni di volo sul ponte dell’Ark Royal erano iniziate alle 05.05,[1] nella posizione lat. 43°19’N, long. 08°41’E, con il decollo di una forza di attacco costituita da quattordici Swordfish, armati ciascuno con quattro bombe esplosive da 250 libbre (113 chili) e sedici incendiarie di calibro minore. Parti poi una seconda formazione d’attacco costituita da quattro Swordfish equipaggiati con mine magnetiche, cui seguirono tre velivoli dello stesso tipo approntati per l’osservazione del tiro navale su Genova e, infine, due pattuglie di tre caccia Fulmar destinati a proteggere la stessa Ark Royal.[2] Dei quattordici Swordfish, sette dell’810° Squadron e sette dell’820° Squadron rispettivamente con capo formazione il capitano di corvetta M. Johnstone e il tenente di vascello P.W. Compton, mandati ad attaccare la raffineria ANIC di Livorno, soltanto undici, iniziando l’attacco alle 06.25, sganciarono le loro bombe sull’obiettivo da quote varianti fra il 180 e gli 850 metri, ma senza procurare all’impianto gravi danni. Dei tre rimanenti aerei uno dell’820° Squadron (L9773/A4G), con l’equipaggio costituito dal pilota guardiamarina S.W. Foote, dall’osservatore sottotenente di vascello N.G. Attenborough e dal mitragliere capo aviere G.W. Halifax, colpito dal vivace fuoco contraereo delle armi della 2a batteria contraerea della MILMART (Milizia Marittima di Artiglieria), precipitò a Coltano, determinando la morte dei tre uomini dell’equipaggio, poi sepolti con onore, come fu riportato dagli stessi britannici. Gli altri due velivoli, avendo sbagliato la rotta, bombardarono due obiettivi secondari, costituiti dall’Aeroporto e dalla stazione ferroviaria di Pisa. Complessivamente furono sganciate cinque tonnellate di bombe e 150 bombe incendiarie. Invece tutto andò bene per i quattro Swordfish dell’818° Squadron (A5M, A5G, A5B e A5L) inviati sulla rada di La Spezia al comando del tenente di vascello L.R. Tivy, dal momento che essi, arrivando sull’obiettivo alle 05.40 in due sezioni. Aspettando per quindici minuti di avere i primi squarci della luce dell’alba, con la vista della città parzialmente oscurata, e planando gli Swordfish lasciarono cadere in acqua da bassa quota le mine in corrispondenza delle due entrate del porto, dirigendo tre velivoli su quello di ponente e il quarto in quello di levante. E ciò avvenne nonostante il contrasto della difesa contraerea della base navale italiana, effettuata con armi di ogni calibro, ossia con cannoni e mitragliere. Tuttavia il tiro, iniziato contro gli aerei alla fine del loro avvicinamento, fu considerato dagli equipaggi degli Swordfish britannici inefficace, specialmente quello dei cannoni concentrati intorno a La Spezia, che “spararono alla cieca”. … Ultimato il bombardamento di Genova, la Forza H assunse rotta sud per riunirsi nel punto previsto all’Ark Royal, che si avvicinava da oriente, dopo aver recuperato, alle 08.44. gli aerei che rientrarono dall’attacco a Livorno e La Spezia. I due gruppi si avvistarono alle 09.00 in posizione lat. 43°48’N, long. 08°50’E, e diciassette minuti più tardi l’intera Forza H diresse inizialmente a ovest, per 180° alla velocità dei 22 nodi, e poi verso sud-ovest per uscire dal Golfo Ligure, seguendo una rotta passante al centro del Canale tra la Provenza e la Corsica, dove alle ore 13.30, in perfetto orario per intercettare le navi britanniche, avrebbe dovuto trovarsi la Squadra Navale italiana. Ma come vedremo, essa fallì l’importante appuntamento per una serie di circostanze sfavorevoli e impreviste, causate da colpevoli ritardi sulle trasmissioni dall’arme sul bombardamento di Genova da parte dei Comandi Marittimi, dallo stato di incertezza e di confusione esistente a Supermarina, dalla mancanza di esatte segnalazioni sul nemico da parte dell’aviazione, e soprattutto per gli errati calcoli d’impostazione della manovra da parte dell’ammiraglio Iachino, che fin dall’inizio del cambio di rotta a nord non si era trovato nella posizione assegnatagli. In effetti questa è una anomalia che non mancò di essere commentata dai tedeschi, come appare chiaramente dal dispaccio n. 262/ del 10 febbraio 1941 trasmesso a Berlino dall’Ufficio di Collegamento della Regia Marina:[3] Forze navali italiane composte dalle n.b. VITTORIO VENETO, DORIA e CESARE e che erano uscite da La Spezia, e da 3 incrociatori pesanti e 10 cc.tt. che provenivano da Napoli [in realtà da Messina], si sarebbero dovuti trovare alle ore 08.00 del 9/2 dieci miglia a nord dell’Asinara e dovevano raggiungere alle 13.30 una posizione in 42°40’N, long. 7°40’E [100 miglia a ovest di Capo Corso], per intercettare le forze navali nemiche operanti davanti a Genova. Le unità italiane si sono trovate però appena alle 1030 dieci miglia a nord di Asinara. La ragione del ritardo e i successivi movimenti non sono noti. In definitiva l’ammiraglio Iachino, andando per sud-ovest invece che verso ovest fino al 6° meridiano, per poi da li raggiungere il punto 100 miglia a ovest di Capo Corso, il punto più stretto al centro del tratto di mare tra la Corsica e la costa francese, da dove poter intercettare il nemico, secondo il piano di Supermarina, quale fosse la rotta che stava seguendo, combinò una delle sue tante fesserie. Francesco Mattesini [1] Si Ricorda che ovviamente gli orari inglesi sono GMT+1 mentre quelli italiani sono GMT+2 per via dell’ora legale. Tra i due orari, quello inglese e quello italiano, vi è esattamente la differenza di un’ora. Pertanto le 05.05 del decollo degli aerei dall’Ark Royal corrispondono in Italia alle 06.05. [2] National Archives, “Report of proceedings of Force H for the period 6th to 11th February 1941”, del vice ammiraglio James Somerville, ADM 199 – 656. [3] AUSMM, Marina Germanica in Italia, Archivio X, cartella n. 6/1B. Iscandar 1 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Domenico C. Posted February 27, 2017 Report Share Posted February 27, 2017 Ringrazio Mattesini per la dettagliata esposizione.Personalmente non ho fatto approfondimenti su questa operazione e quindi non ho documentazione probante a riguardo.Le informazioni che ho riportato circa le operazioni degli Swordfish dell'ARK ROYAL provengono dal volume "The Swordfish Story" di Ray Sturtivant; l'autore, come noto, è lo storico ufficiale della F.A.A. ed ha pubblicato diversi volumi, tutti basati su ricerche su documentazione originale, e , quando ho potuto verificarlo, l'ho sempre trovato preciso ed attendibile. Secondo quanto da lui riportato i primi a decollare sono i 4 Swordfish con le mine per La Spezia, seguiti dai bombardieri: la descrizione dell'operazione nel libro è abbastanza dettagliata e contiene ad esempio l'elenco completo degli aerei e relativi equipaggi partecipanti all'operazione.Avevo notato tuttavia la discrepanza con quanto riportato nella relazione ufficiale britannica citata ("Report of proceedings..."), secondo la quale sarebbero decollati per primi i 14 Swordfish per Livorno seguiti dai 4 aerei per la Spezia.A riguardo ho osservato che la distanza dal punto d'involo a La Spezia e Livorno è praticamente uguale, circa 70 miglia, pari a circa 35-40 minuti di volo per uno Swordfish a pieno carico. Le operazioni di decollo degli Swordfish iniziano alle 05.05 e terminano alle 05.20-05.25, gli aerei con le mine arrivano a La Spezia alle 05.40 e i bombardieri a Livorno alle 06.25 ; dedotti i tempi di volo, a me parrebbe evidente che, tra le due versioni circa l'esatta sequenza di decollo delle due formazioni , quella corretta sia quella dello Sturtivant, più coerente come tempi dal punto di vista aeronautico, e che la relazione ufficiale di Somerville contenga quindi un refuso a riguardo.Naturalmente si tratta solo di una mia opinione e di un dettaglio inessenziale sullo svolgimento dell'operazione.Domenico C. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 27, 2017 Author Report Share Posted February 27, 2017 Non so cosa dirti. Grazie degli altri dettagli, ma in tette le relazioni che mi ha passato Platon Alexiades, e le notizie di altri informazioni che già avevo, parlano di 14 Swordfish per Livorno, seguiti da 4 Swordfish per La Spezia. Comuunque si potrebbe saper qualcossa di preciso sul rappoto dell'ARK ROYAL che putroppo non possiedo. Franco Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 28, 2017 Author Report Share Posted February 28, 2017 Qualcuno ha la possibilità di farmi avere una fotografia accettabile della nave scuola GARAVENTA, ex cannoniera SEBASTIANO VENIER. Grazie - Franco Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 28, 2017 Report Share Posted February 28, 2017 Ce n'è una a pag. 189 del Bollettino n. 24 del 2009. Se non lo ritrovi, te la posto giovedì. C'è anche una buona foto su naviearmatori. Naturalmente, sai bene che la Garaventa affondata il 9 febbraio 1941 con la morte del custode a bordo era l'ex CAPRERA ex CLIO del 1891. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 28, 2017 Author Report Share Posted February 28, 2017 Ho vidsto la foto del Bollettino ma é troppo piccola e scura. Comunque, avendo il riferimento ex CAPRERA e ex CLIO (che non conoscevo) ho trovato una cartolina con l'immagine del GARAVENTA in Internet (Betasom). Grazie lo stesso. http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=36910&page=48 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted February 28, 2017 Report Share Posted February 28, 2017 Anche una a pag. 196 del Bollettino n. 28. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted March 1, 2017 Author Report Share Posted March 1, 2017 Mi serve una fotografia accettabile della petroliera SANANDREA, e se qualcuno ha da aggiungere qualcosa a quanto scitto sotto:. L'incrociatore Sheffield (capitano di vascello Charles Arthur Aiskew Larcom) sparò in successione con i suoi dodici cannoni da 152 mm sulle installazioni industriali poste sulla riva sinistra del Polcevera, presso la foce, osservando l’insorgere d’incendi e due grosse deflagrazioni. Poiché il fumo stava oscurando la zona presa a bersaglio dall’incrociatore, lo Sheffield spostò il tiro contro la petroliera Sanandrea (5.077 tsl), che si trovava in quel momento a circa 8 miglia dal porto in attesa del pilota. Ma per quanto quella nave fosse inquadrata da tre salve, dallo Sheffield non fu possibile osservare se qualche colpo aveva raggiunto il bersaglio. In realtà la nave mercantile, che visto il bombardamento navale manovrava per raggiungere Voltri per allontanarsi dalla zona pericolosa, fu colpita e immobilizzata da un proiettile da 152, a poppa sul lato sinistro sotto il ponte di corridoio, che andò a scoppiare nel locale macchine. Il cacciatorpediniere Foxhound (capitano di corvetta Geoffrey Hendley Peters), chiese il permesso di farsi sotto per affondare quella nave mercantile italiana, ma non ricevette l’attesa autorizzazione perché sulla Renown [nave ammiraglia della Forza H], non avendo percepito la parola petroliera, fu ritenuto che la richiesta del Foxhound si riferisse ad un impegno contro le batterie costiere del nemico, che non rientravano fra i bersagli da bombardare. Riferì il vice ammiraglio Somereville che se avesse saputo della presenza della petroliera avrebbe dato al Foxhound il permesso di affondarla. Il Sanandrea, fu poi soccorso dal dragamine Angelina e da un peschereccio, che raccolse una lancia con cinque feriti, dopo di ché arrivò un rimorchiatore che condusse la petroliera in porto. Vi furono soltanto nove feriti, tra cui il 1° ufficiale di macchina Enrico Gori. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted March 1, 2017 Report Share Posted March 1, 2017 http://www.wrecksite.eu/wreck.aspx?134408 SANANDREA, costruita come HYRCANIA da Armstrong, Whitworth & Co. a Low Walker, varo 14.8.1908 e consegna 10.1908 alla Caspian Oil Co. di Londra, 5.227 tsl. Nel 1924 alla S.té Franco-Caspienne des Pétroles SA di Dunkerque, nel 1930 a Scopinich & Monta di Genova, nel 1932 cambia nome in SANANDREA, nel 1934 a Monta & Angeloni, nel 1937 a "La Polena" Soc. di Navigaz. sempre di Genova. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted March 1, 2017 Author Report Share Posted March 1, 2017 Grazie Francesco Per Domenico C - Ho ricevuto altri documenti da Platoin Alexiades, che ringrazio anche in questa sede. Da essi risulta: che alle 05.05, a 66 miglia da La Spezia e Livorno,dall'ARK ROYAL decolla una forza d'attacco di 14 Swordfish seguiti da 4 Swordfish carichi di mine. Franco Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted March 1, 2017 Author Report Share Posted March 1, 2017 (edited) E' possibile avere una fotografia della corazzata Caio Duilio in bacino a Genova durante le sue riparazioni. Era mimetizzata ? Sulla corazzata Duilio dopo un preallarme delle 07.20, con gli uomini corsi subito alle armi contraeree, l’allarme per la presenza di aerei trasmesso dalla DICAT ebbe inizio alle 07.20, e alle 18.10 furono udite le primi detonazioni. Fu però soltanto alle 08.10 che, per salve d’artiglieria sollevatesi ad alcune centinaia di metri di distanza, seguite da altre colonne più vicine, che fu compreso trattarsi di proiettili navali. Dalla coffa furono viste le vampate ben visibili delle navi che sparavano, ma la Duilio non poté fare altro che aprire il fuoco contro i tre aerei da ricognizioni Walrus che dirigevano il tiro delle unità britanniche. La zona dei bacini fu inquadrata dalle salve del tiro nemico, e parecchie schegge di un proiettile esploso sulla dritta della corazzata, a circa 25 metri di distanza, la colpiscono senza provocare danni né vittime. Poi, per un proiettile da 381 che aveva colpito la centrale dell’Ente Bacini, la nave restò per dieci minuti senza corrente elettrica, con interruzione di tutte le linee telefoniche. In totale, nei quaranta minuti del bombardamento navale, la Duilio fu più volte colpita da schegge, ma ebbe soltanto quattro feriti leggeri.[1] Rimasero invece completamente indenne il cacciatorpediniere Bersagliere, della 13a Squadriglia della Squadra Navale, anch’esso in riparazione, che sfuggi fortunatamente al tiro del 381 della Malaya diretto contro i bacini di carenaggio. Nel corso di tutto il bombardamento, riferì il comandante in seconda tenente di vascello Ugo Tonani, a bordo del Bersagliere, di cui era assente il comandante, fu ritenuto che le esplosione venissero dalle bombe di un attacco aereo. [1] AUSMM, “Corazzata Duilio – Relazione sul bombardamento navale di Genova del 9 febbraio 1941-XIX.”. Edited March 1, 2017 by Francesco Mattesini Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted March 22, 2017 Report Share Posted March 22, 2017 Le squadriglie della Fleet Air Arm a bordo della ARK ROYAL nel febbraio 1941 erano le seguenti: 800 Sqn, a bordo dall'11 gennaio 1939, equipaggiato dall'ottobre 1938 con bombardieri a tuffo Blackburn Skua, reimbarcato sull'ARK ROYAL il 31 ottobre 1940, un distaccamento all'aeroporto di Gibilterra North Front dal 17 genn. al 6 febbr. 1941, poi rientrato interamente a bordo (rimpiazzo dello Skua ammarato il 2 febbraio). Affondamento del'incrociatore tedesco KOENIGSBERG in Norvegia nell'aprile 1940, attacco fallito sulla SCHARNHORST, attacco su Mers-el-Kebir nel luglio 1940. Contrassegno 6A-. 808 Sqn, imbarcato dal 31.10.1940, equipaggiato dal luglio 1940 con caccia biposto Fairey Fulmar I, attacchi sulla Sardegna nel novembre 1940 e sulla Sicilia nel gennaio 1941. Contrassegno 7A-. 810 Sqn, imbarcato dall'11 gennaio 1939, equipaggiato con Fairey Swordfish I dal settembre 1938, operazioni in Norvegia aprile 1940, Orano luglio 1940 (attacchi su STRASBOURG e DUNKERQUE), su Cagliari (agosto-settembre 1940), sulla RICHELIEU a Dakar (settembre 1940). Contrassegno 2A-. 818 Sqn, imbarcato dal 31 agosto 1939, equipaggiato dal 24 agosto 1939 con Fairey Swordfish I, reimbarcato sull'ARK ROYAL dal 18 giugno 1940, operazioni su Mers-el-Kebir (STRASBOURG), a Dakar (settembre 1940), sulla Sardegna, sulla LITTORIO (novembre 1940). Contrassegno A5-. 820 Sqn, imbarcato dall'11 gennaio 1939, equipaggiato con Fairey Swordfish I dal settembre 1937, operazioni in Norvegia aprile 1940, attacco su Mers-el-Kebir luglio 1940, su Cagliari, su Dakar settembre 1940, sulla LITTORIO in novembre. Contrassegno 4A-. Da Theo Ballance, Lee Howard & Ray Sturtivant, "The Squadrons and Units of the Fleet Air Arm", Air Britain, 2016. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted March 22, 2017 Author Report Share Posted March 22, 2017 Grazie Francesco, sei sempre punruale e preciso. Franco Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco De Domenico Posted April 23, 2017 Report Share Posted April 23, 2017 Come amministratore del forum ho ricevuto questo messaggio ieri 22 aprile da sciba, e-mail sciba53@tiscali.it "Vorrei dare un piccolo contributo a Mattesini circa il suo lavoro sul bombardamento navale di Genova, ma sul forum non ho accesso alla discussione. Come faccio a mettermi in contatto con lui?" Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted April 23, 2017 Author Report Share Posted April 23, 2017 Francesco, Gli ho mandato la mia e-mail e il numero di telefono. Franco Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
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