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Onomastica navale: a volte ritornano.


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Da notizie apparse sulla rivista RID (Rivista Italiana Difesa) abbiamo appreso che i nominativi delle nuove unità leggere in costruzione per sostituire i pattugliatori attualmente in servizio, conosciuti con la sigla PPX, avranno i nomi di:

PPX 1 UGOLINO VIVALDI

PPX 2 SEBASTIANO CABOTO

PPX 3 ANTONIO DA NOLI

PPX 4 GIOVANNI DA VERAZZANO.

Sono nomi già appartenuti ad altre unità italiane, VIVALDI, DA NOLI e DA VERAZZANO a tre esploratori/cacciatorpediniere della classe NAVIGATORI, CABOTO ad una cannoniera.

 

Progettate nello stesso periodo della prima serie degli incrociatori leggeri della classe CONDOTTIERI, le unità della classe NAVIGATORI era la risposta alle francesi JAGUAR e GUEPARD. Ordinati a quattro diversi cantieri fra l’agosto e l’ottobre 1926, furono iscritti nei Quadri del Naviglio Militare il 23 giugno 1927 e furono classificati “cacciatorpediniere”. Ben presto, 19 luglio 1929, furono riclassificati “esploratore”. Il 5 settembre 1938 furono ancora riclassificati “cacciatorpediniere”.

Trattandoci di dodici navi costruite in cinque diversi Cantieri, presentavano leggere differenze fra loro, ma le caratteristiche generali all’ingresso in servizio sono così riassumibili:

Dislocamento standard 1.900 tonn.; normale 2.425 tonn; a pieno carico 2.605 tonn.

Dimensioni: lunghezza f.t. 107,28 m; larghezza 10,20 m; immersione media normale 3,63 m.

Apparato motore: 4 caldaie a tubi d’acqua con surriscaldatore; 2 gruppi di turbine tipo Parsons con ingranaggi riduttori; 2 eliche a tre pale; potenza 55.000 HP; velocità 38 nodi. Autonomia 3.800 miglia a 18 nodi, 800 a 36 nodi.

Armamento: 6 cannoni da 120/50 in tre impianti binati, 2 mitragliere da 40/39, 4 mitragliere da 13,2 mm, 6 tubi lanciasiluri da 533 mm in due impianti trinati; predisposizione per l’imbarco di mine.

Equipaggio: 9 ufficiali più 164 sottufficiali e marinai.

Nel 1930-31 furono sottoposti ad un primo ciclo di grandi lavori. Nel 1939-40 (ad eccezione di DA RECCO ed USODIMARE) furono allargate ed allungate.

L’armamento antiaereo, durante la guerra, subì alcune modifiche.

 

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R. Esploratore Vivaldi (foto collezione autore)

L’UGOLINO VIVALDI fu impostato presso i Cantieri Odero di Genova il 16 maggio 1927, varato il 9 gennaio 1929, entrò in servizio il 6 marzo 1930. Ricevette la bandiera di combattimento l’8 dicembre 1931, donata dal Comune di Genova.

 

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R. Esploratore DA NOLI (foto collezione autore).

L’ANTONIO DA NOLI fu impostato presso i Cantieri Navali del Tirreno di Riva Trigoso il 25 luglio 1927, varato il 21 maggio 1929, in servizio il 29 dicembre 1929. Ricevette la bandiera di combattimento l’8 dicembre 1931, donata dal Comune di Noli.

Ambedue le unità, come tutti i NAVIGATORI, parteciparono con assiduità alle vicende della seconda guerra mondiale e condivisero la fine, subito dopo l’Armistizio. L’8 settembre 1943, in previsione del trasferimento dei Reali d’Italia alla Maddalena, ricevettero l’ordine di dirigere verso Civitavecchia, ma il mattino del 9, considerata la diversa determinazione del Re, furono invece dirottate verso le Bocche di Bonifacio per attaccare il traffico di motozattere tedesche e dirigere poi verso il porto alleato di Bona. Giunti verso le 16 dello stesso giorno, ingaggiarono le motozattere affondandone alcune, ma suscitarono la reazione delle batterie costiere tedesche che immobilizzarono il VIVALDI, che ebbe incendi ed avarie alle caldaie. Ripreso il controllo, la nave tentò di dirigersi verso le Baleari, ma fu colpita da una bomba d’aereo, affondando il 10 settembre alle 11:30 del mattino. Anche il DA NOLI fu colpito, ma non gravemente, dalle batterie costiere ma, mentre si sottraeva al fuoco nemico, urtò una mina, spezzandosi in due tronconi e affondando rapidamente, circa cinque miglia a ponente del faro di Capo Pertusato (Corsica).

(segue)

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Il cacciatorpediniere DA VERAZZANO nell’estate 1942 (collezione E. Bagnasco).

Il GIOVANNI DA VERAZZANO fu impostato presso i Cantieri Navali del Quarnaro di Fiume il 17 agosto 1927, varato il 15 dicembre 1928, in servizio il 25 settembre 1930. L’allestimento si prolungò per degli inconvenienti alle turbine. Ricevette la bandiera di combattimento, donato dal Comune di Firenze, il 4 ottobre 1931 a Venezia.

Dopo un’intensa attività bellica, su silurato dal sommergibile inglese UNBENDING e affondò il 19 ottobre 1942, mentre scortava con altre unità un convoglio diretto in Libia, tra Lampedusa e le Secche di Kerkenah.

 

I motti dei tre “Navigatori” di cui abbiamo parlato erano:

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(Segue)

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Il PPX 2 dovrebbe prendere il nome di SEBASTIANO CABOTO. L’unità precedente era una cannoniera fluviale, impostata nel marzo 1911 presso i CNR di Palermo, varata il 20 luglio 1913, entrata in servizio il 23 novembre 1913. Il suo motto era: Nulla nos via tardat euntes (nessun ostacolo ci ferma).

La cannoniera era concepita per operare lungo i grandi fiumi sud-americani e cinesi.

Il dislocamento standard era di 778 t, in carico normale 877, a pieno carico 1.049. Le dimensioni erano lunghezza ft 63,40 m, larghezza 9,94, pescaggio medio 2,7 m. La propulsione era assicurata da due caldaie cilindriche a vapore e due macchine alternative a triplice espansione. La potenza era di 1.203 HP su due assi, con una velocità massima di 13,2 nodi e un’autonomia di 3.600 miglia a 9 nodi. L’equipaggio era di 6 ufficiali e 117 sottufficiali e comuni. L’armamento era composto da 6 cannoni da 76/40 e 4 mitragliere tipo Maxim da 6,5/80.

All’estero la nave fu utilizzata in Cina nel 1914 fino allo scoppio della prima guerra mondiale e poi dal 1917 al 1934. Giunta in Mediterraneo fu riclassificata nave appoggio sommergibili.

La nave fu catturata dalle forze tedesche, a Rodi, il 12 settembre 1943. Affondò nell’ottobre 1943 per bombardamento aereo.

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La cannoniera CABOTO ritratta in una foto postata tempo fa da Francesco De Domenico.

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La cannoniera CABOTO (foto dal web).

 

 

Bibliografia

Ceci, U. (1929). I Nomi delle nostre navi da guerra. Roma: Ministero della Marina, Ufficio Storico.

Almanacco Navale Italiano 1938-XVI. Spoleto: Panetto & Petrelli.

Almanacco Navale 1942-XX. Milano: Alfieri & Lacroix.

Jane’s Fighting Ships 1944/5. Devon: Sampson Low Marston.

Bargoni, F. (1970). Esploratori Fregate Corvette ed Avvisi italiani. Roma: USMM.

Andò, E., Bagnasco, E. (1977). Navi e Marinai Italiani nella seconda guerra mondiale. Parma: Albertelli.

Giorgerini, G. (a cura di) (1978). Storia della Marina. Milano: Fabbri.

Giorgerini, G. (1978). Almanacco storico delle navi militari italiane – La Marina e le sue navi dal 1861 al 1975. Roma: USMM.

Gardiner, R. (1980). Conway’s – All the World’s Fighting Ships 1922-1946. London: Conway Maritime Press.

Bogart, H. ed altri (1988). The loss of the Italian destroyer Ugolino Vivaldi and Antonio Da Noli. Warship International n. 2-1988.

Mattesini, F. (2006). L’armistizio dell’8 settembre ed il dramma delle forze navali. Bollettino AIDMEN n. 22.

Brescia, M. (2018). Cacciatorpediniere classe “NAVIGATORI”. Storia Militare Briefing.

 

Sitografia

https://it.wikipedia.org/wiki/Sebastiano_Caboto_(cannoniera)

 

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