Jump to content

Due motovelieri italiani per il titolo di "giusti tra le nazioni"


Recommended Posts

Parlo di FEDE e FENICE, due motovelieri italiani (anche se uno è stato costruito in Olanda) che nel 1946 hanno fatto un po' di storia. Le loro schede storiche, provenienti dal prestigioso Lessico del nostro indimenticato Giorgio Spazzapan e che devo alla cortesia di Nereo Castelli, saranno postate al termine di questo topic.

Dato che si tratta di un argomento abbastanza controverso, ho pensato bene di attingere e talvolta di  mettere a confronto fonti dell'una e dell'altra parte: Ada Sereni, "I clandestini del mare. L'emigrazione ebraica in terra d'Israele dal 1945 al 1948", Mursia,  dic. 1973, e  Paul H. Silverstone, "Our Only Refuge. Open the Gates! Clandestine Immigration to Palestine 1938-1948", pubblicato in proprio, New York, 1999, per la parte filoebraica, e Ninian Stewart, "The Royal Navy and the Palestine Patrol", Frank Cass, London, 2002, per la parte filobritannica e quindi (dispiace dirlo) antiebraica.

La vicenda si avvia nel febbraio 1946, quando il Mossad le Aliyah Bet, il comitato per l'immigrazione illegale in Palestina  promosso nel 1938 dalla Jewish Agency, acquista in Liguria  due grossi motovelieri da carico cui attribuisce anche nomi italiani, il FEDE di 512 tsl appena varato al Cantiere Serra di  San Bartolomeo al Mare (Imperia), e il FENICE di 304 tsl ex ENRICO M. della Comp. Genovese di Armamento  ex ALMA  ex  francese JOCELYN ex olandese ROTTERDAM,   costruito a Harlingen in Olanda nel 1918 e sotto bandiera italiana dall'agosto 1934.   I due motovelieri vennero allestiti nel febbraio-marzo 1946 in un cantiere alla Spezia per trasportare in tutto 1.400 profughi in Palestina.

Un convoglio viene composto con 38 o 47 (le fonti variano) autocarri del British Army, guidati da autisti appartenenti a due compagnie da trasporto del RASC, Royal Army Service Corps, chiamate palestinesi dai britannici ma in realtà composte solo da militari ebraici. E' il caso del Jewish Brigade Group formato da tre battaglioni del Palestine Regiment che si distinse nei combattimenti contro i tedeschi con l'Ottava Armata britannica negli ultimi mesi di guerra sul fronte del Senio: non c'erano palestinesi nel Palestine Regiment né in alcun altro reparto britannico. Il convoglio porta alla Spezia 1.014 persone provenienti da tre diversi campi profughi, un gruppo eterogeneo tra cui veterani polacchi dell'Armata Rossa, partigiani, molti giovani, ebrei ortodossi, 12 bambini. Sugli autocarri ci sono anche vettovaglie e viveri provenienti dai depositi del British Army.

Il convoglio raggiunge il molo con un giorno di ritardo, ma la polizia italiana era in allerta e blocca le partenze. La numerosa spedizione non era infatti passata inosservata, e un giornale aveva pubblicato la falsa notizia secondo cui centinaia di fascisti e nazisti si preparavano a partire clandestinamente da un porto della Liguria per rifugiarsi in Spagna. Quindi la polizia, messa in allarme dalla Prefettura, aveva controllato i cantieri e scoperto il FEDE e poi anche il FENICE, entrambi ora tenuti sotto stretto controllo. Una motovedetta italiana si ancora davanti alla prua del FEDE ormeggiato al molo per bloccarlo. Tre membri della Haganah che cercavano di eclissarsi vengono arrestati e tradotti in un carcere militare a Caserta.

Ma all'arrivo dei profughi questi salgono a bordo in massa. E per dimostrare in modo irrefutabile la propria identità alla polizia italiana, tutti insieme, schierati sul molo, alzano il braccio nudo per esibire il numero d'immatricolazione tatuatovi nei campi di sterminio nazisti. Altro che nazifascisti...Chiarito l'equivoco, la stampa locale si pronuncia a favore dei profughi, e la popolazione spezzina simpatizza con loro. Gli inglesi, che avrebbero voluto prima sequestrare i viveri di loro provenienza poi trasferire tutti in un campo profughi presso Genova, devono fare i conti con la nuova situazione.

A questo punto, siamo al 6 aprile, si pone alla testa dei profughi il capo della Haganah e del Mossad Aliyah Bet in Italia Alòn Bergmann (psudonimo di Yehuda Arazi, ex questore di Tel Aviv attivamente ricercato dalla polizia inglese in Palestina), che aveva organizzato l'intera operazione con la fattiva assistenza di Ada Sereni (vedova di Enzo Sereni, sindacalista, membro del SOE britannico e agente del Mossad paracadutato dagli Alleati nel Nord Italia durante la guerra, catturato dai nazisti e morto a Dachau). Alòn fa sapere alla stampa, per il tramite di un giovane giornalista spezzino simpatizzante con la causa dei profughi, che sarebbe stato proclamato l'indomani uno sciopero della fame fino al conseguimento del permesso di partire e di sbarcare in Palestina; e lo sciopero inizia effettivamente il 7 aprile. Il commento sprezzante di Ninian Stewart è il seguente: "Lo sciopero della fame è sempre un buon metodo per ottenere l'attenzione della pubblica opinione ma raramente viene protratto a lungo".  In Palestina, la popolazione ebraica organizza a sua volta uno sciopero generale di solidarietà.

La cittadinanza spezzina per parte sua organizza una manifestazione in loro favore sotto la Prefettura,  e il Prefetto afferma che se avesse saputo che non si trattava di fuggiaschi fascisti non avrebbe bloccato le navi. I sentimenti antibritannici presenti in Italia e altrove ne traggono alimento. E tuttavia al secondo giorno dello sciopero della fame un ufficiale della Capitaneria di Porto sale a bordo con il pretesto di compiere un'ispezione e, non visto, asporta un piccolo pezzo essenziale al funzionamento del motore per impedire comunque la partenza della nave.

(segue)

 

Link to post
Share on other sites

Al terzo giorno dello sciopero della fame si hanno numerosi svenimenti e malori tra i profughi, reduci dai lager nazisti, tra cui c'erano circa 150 donne incinte, in quanto tra i profughi il numero dei matrimoni era stato molto alto, anche come reazione alla solitudine e al bisogno di affetti, di una famiglia, di fare figli. I profughi spossati sono ora sdraiati tra le impalcature di legno costruite come giacigli nella stiva, in coperta e anche sulla banchina.

Raffaele Cantoni, presidente dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane (che era stato arrestato dai tedeschi a Milano nel 1943 ma era riuscito a fuggire buttandosi dal treno in corsa  che lo portava in Germania), sale a bordo del FEDE. Il 10 aprile, al quarto giorno di sciopero della fame, sale a bordo il professor Harold Laski, chairman del Labour Party Executive Committee (il partito laburista era al governo in Gran Bretagna dal luglio 1945), che era anche un ebreo la cui famiglia di origine polacca era emigrata in Gran Bretagna un secolo prima. Laski si trovava in quei giorni a Firenze per il congresso del PSI. Ninian Stewart ne parla in questi termini: "Il professor Laski, un uomo molto a sinistra e filosionista, era noto per esser favorevole all'ammissione in Palestina di 100.000 immigranti, proposta dal presidente americano Truman nell'agosto 1945 e fatta propria dalla Anglo-American Palestine Commission". Con Laski salgono a bordo il Prefetto e il Questore della Spezia, ufficiali inglesi, rappresentanti dell'American Jewish Joint Distribution Committee (The Joint, un'organizzazione creata sin dal 1914 per l'assistenza agli ebrei nella  Palestina  ancora sotto controllo ottomano con fondi raccolti in USA) ed altri.

Si raggiunge un accordo in cui Laski si impegna ad incontrare al suo ritorno a Londra entro il 19 aprile il Ministro degli Esteri Bevin per sostenere la causa dei profughi, e questi in cambio sospendono lo sciopero della fame durato 75 ore. Nell'attesa, viene consentito anche al FENICE di ormeggiarsi alla stessa banchina, per consentire ai profughi di suddividersi tra i due motovelieri, in condizioni di vita un po' meno insopportabili. 450 dei 1.014 rifugiati si trasferiscono così sul FENICE, anche perché gli italiani per ragioni di sicurezza in mare non avrebbero lasciato partire un solo motoveliero sovraccarico.

Per la Pasqua ebraica, celebrata sulla banchina, i marinai italiani della base navale portano tavoli, panche, stoviglie e erigono delle luminarie, mentre gli americani del The Joint procurano i cibi kosher. Tra gli ospiti della festività vi sono il Prefetto, il Questore, l'ammiraglio comandante il Dipartimento dell'Alto Tirreno, e la stampa.  Il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi invia un telegramma di solidarietà. 

Dopo tre settimane si fa sapere che il governo britannico sarebbe stato disponibile a far partire con FEDE e FENICE solo 679 dei 1.014 profughi, per farli rientrare nella quota mensile di 1.500 ingressi legali in Palestina fissata nella White Paper emanata dal governo di Neville Chamberlain nel maggio del 1939 per calmare la rivolta araba degli anni precedenti. Una rivolta che era stata guidata da Haj Amin El-Husseini, il presidente del supremo consiglio islamico noto anche come il Grand Mufti di Gerusalemme, che in seguito sarebbe stato sostenuto in chiave antiebraica da Mussolini e da Hitler e avrebbe operato col grado di SS-Gruppenfuehrer nella divisione Handschar delle Waffen SS operante nella Bosnia islamica. Quindi una quota stabilita sin da prima della guerra, abbastanza ridicola in una situazione che vedeva sparse per l'Europa 1.500.000 displaced persons,  profughi ebraici senza patria e senza casa sopravvissuti allo sterminio nazista. 

Ma Alòn e il consiglio dei profughi rifiutano la proposta di dividere il gruppo, pur sponsorizzata da Laski e accettata anche dalla Jewish Agency (un organismo rappresentativo della comunità ebraica in Palestina,  costituito sin dal 1929 e che costituirà il futuro governo di Israele).

E infine il 26 aprile giunge la notizia di un accordo con la Jewish Agency in base al quale tutti e due i motovelieri potevano partire, a condizione che non arrivassero in Palestina prima del 17 maggio, in quanto la quota di ammissioni di aprile era insufficiente  e quindi dovevano esser fatti rientrare in quella di maggio. Il punto di vista britannico, espresso ancora da Ninian Stewart, era che questa soluzione, "sponsorizzata dal filosionista Laski e mediata dalla Jewish Agency, sacrificava comunque il buon diritto di coloro che avevano maggior titolo per andare in Palestina e che ne avevano fatto domanda nelle forme legali"...

 

(segue)

Link to post
Share on other sites

La partenza dei due motovelieri avviene quindi l'8 maggio, dopo un caloroso saluto da parte delle autorità e della cittadinanza spezzina. Giunti ad una trentina di miglia a sud della Spezia, il FEDE cala in mare una scialuppa a remi in cui prendono posto non visti dai profughi Alòn e tre marinai del Palmàch, il reparto di commando della Haganah, l'organizzazione di difesa ebraica, che raggiungono la costa e poi con mezzi di fortuna vanno a Milano, dove altre decine di migliaia di persone erano in attesa di partire ed avevano bisogno di una guida.

Intanto il FEDE viene ribattezzato in alto mare DOV HOS e il FENICE diviene ELIAHU GOLOMB, entrambi fondatori della Haganah morti di recente. Il 18 maggio FEDE e FENICE, che inalberavano bandiera italiana, vengono avvistati dalla RAF, che manteneva un nutrito servizio di pattugliamento in Mediterraneo Orientale alla ricerca di immigranti illegali, e quindi intercettati dai ct inglesi CHARITY e CHAPLET, anch'essi in attività di pattugliamento. Il FEDE viene abbordato dagli inglesi e diretto a Haifa, seguito dal FENICE. Vi approdano il 20 maggio, ma la Royal Navy non consente una navigazione sotto costa fino a Tel Aviv per una sorta di parata celebrativa del successo ottenuto.

FEDE e FENICE avevano trasportato a Haifa immigranti legali (legalizzati),  e quindi gli inglesi, non potendo sequestrarle al loro arrivo, si erano accontentati di smantellare tutte le impalcature di legno erette nelle stive  che erano servite da giacigli (ma non i serbatoi per l'acqua potabile aggiunti nei lavori alla Spezia), ed avevano dovuto consentire che i due motovelieri tornassero in Italia con un carico di merci.

In Italia, sotto forti pressioni britanniche, i due battelli  furono sottoposti a stretta sorveglianza nei loro spostamenti da un porto all'altro per trasportare carichi; ogni ritardo all'arrivo superiore alle 48 ore comportava inchieste minuziose. E tuttavia lo Aliyah Bet decise di utilizzarli ancora, restando i due natanti di sua proprietà sia pure sotto titolari di comodo, per il trasporto clandestino di profughi in Palestina.

Così il FEDE, partito vuoto da Genova con destinazione dichiarata la Sardegna, andò invece al cantiere spezzino di Portovenere, per eseguirvi rapidi lavori di installazione di incastellature di tubi Innocenti da montare nella stiva, una volta segati e preparati nelle misure richieste, e di 950 teli di tessuto robusto cuciti a Magenta da assicurare a mo' di brande da tubo a tubo. Tuttavia i lavori allo scadere delle 48 ore trascorse le quali sarebbe scattato l'allarme non erano ancora finiti, e il FEDE salpò nonostante il mare agitato con una squadra di operai ancora al lavoro a bordo, per andare nella vicina Bocca di Magra ove doveva imbarcare a mezzo di barconi a motore per 30-40 persone ciascuno  985 (o 997) profughi provenienti dalla Polonia, dalla Germania, dall'Ungheria e dalla Romania, comprese 300 donne di cui la metà erano incinte e 200 tra ragazzi e ragazze (il Mossad cercava di far partire di preferenza giovani, ragazzi e bambini piuttosto che anziani, in quanto meglio in grado di sopportare i disagi del viaggio e sopratutto di contribuire alla difesa della comunità ebraica in Palestina).  L'imbarco, il 23 agosto 1946,  venne ostacolato dalle condizioni del mare, che costrinse il motoveliero a tenersi ben discosto dalla riva, e richiese il valido appoggio di tutti i barcaioli locali per far salire  a bordo i profughi, quelli che potevano arrampicandosi sulle scalette pendenti lungo le fiancate, e la maggior parte issati a bordo con le corde. Nella circostanza ci fu anche un ferito grave. 

Link to post
Share on other sites

Con un viaggio di dieci giorni il FEDE, ora variamente identificato come  ARBA  HACHERUYOTH (Quattro Libertà),  FEDE II, CADIO o CUDIO e OWEN SOUND,  arrivò al largo della Palestina, ma fu avvistato prima dalla RAF poi il 2 settembre 1946 intercettato ancora dal ct CHILDERS. Giunti al limite delle acque territoriali a tre miglia dalla costa CHILDERS spara invano dei colpi davanti alla prua, poi spara dei colpi di mitragliatrice attraverso la prua,  si accosta  al motoveliero e invia a bordo un gruppo d'abbordaggio, in seguito supportato dall'altro ct CHIVALROUS. In tutto le due navi da guerra  inglesi trasbordano 6 ufficiali e 70 uomini; il FEDE viene inizialmente rimorchiato verso il largo, per scoraggiare eventuali tentativi di raggiungere a nuoto la costa. Quindi il motoveliero ferma le macchine, il numeroso presidio inglese ricaccia nella stiva gran parte dei profughi, e il rimorchio si dirige verso Haifa dove arriva alle 09.00 del mattino seguente. Il bilancio dei tafferugli è di 5 marinai e 20 immigranti feriti e contusi, piu' 2 immigranti trovati annegati su una dozzina gettatisi in mare durante la notte, di cui almeno uno raggiunge la riva e gli altri vengono recuperati da piccole barche.

Gli immigranti clandestini, indeboliti e ammalati, che avevano finito l'acqua potabile quattro giorni prima, vengono cortesemente dissetati dai marinai inglesi ma poi  trasferiti la sera stessa nel Golfo di Haifa sul trasporto britannico EMPIRE HEYWOOD, 7.050 grt/marzo 1942, un cargo del tipo PF(B) costruito da Caledon S.B.& E. a Dundee, adibito al servizio navetta per portare i clandestini a Cipro dove erano stati allestiti appositi campi di concentramento.

Registriamo qui un altro esempio di doppia verità: Ninian Stewart parla di "una nave dotata di attrezzature di ospitalità civilizzate, con equipaggiamenti per il soccorso in mare conformi agli standard  approvati su scala internazionale, quali certo non possedevano le navi impegnate nel trasporto dei clandestini".

Il classico di W.H. MItchell e L.A. Sawyer "The Empire Ships. A Record of British-built and acquired Merchant Ships during the Second World War", Lloyd's of London Press, 1990, anch'essi inglesi, parla invece di "navi mercantili in genere adattate per  il trasporto ai campi di prigionia a Cipro solo  con l'aggiunta di barriere di filo spinato.  L'opposizione dei rifugiati a questo punto,  a terra come in mare, si irrigidì fino a raggiungere la dimensione di una guerra, con frequenti operazioni di sabotaggio contro le navi britanniche coinvolte".

Il 18 agosto 1946 fu compiuto un tentativo di affondare lo EMPIRE HEYWOOD poco dopo la sua partenza da Haifa per Cipro con 750 immigranti a bordo. Ma l'esplosione della gelignite nascosta in torce elettriche provocò piu' ritardi che danni e la nave proseguì con il suo carico umano.

Ma il 22 agosto sempre nella Baia di Haifa delle mine a ventosa vennero attaccate allo scafo della EMPIRE RIVAL (7.045 grt/sett. 1943, costruita da William Gray & Co. a West Hartlepool); le  esplosioni provocarono una grossa falla sulla fiancata della nave, che cominciò ad affondare di poppa  e fu portata ad arenarsi in acque basse. In seguito recuperata e rattoppata, andò ad Alessandria per esservi riparata.

In seguito la nave-prigione EMPIRE RIVAL fu coinvolta nel tristemente famoso episodio delle migliaia di profughi dell'EXODUS riportati a forza ad Amburgo nel settembre 1947 per esservi internati nei vicini ex lager nazisti, episodio che provocò una tale ondata di (piu' che giustificata) indignazione nell'opinione pubblica americana, fatta propria dall'autorevole Segretario di Stato generale George Marshall, da indurre l'ONU, allora ad egemonia USA, con il voto dell'Assemblea Generale dell'11 novembre 1947 a revocare il pluriennale mandato fiduciario britannico sulla Palestina a partire dal 15 maggio 1948.

Link to post
Share on other sites

Cito ancora da Ninian Stewart: "Il Ministry of Transport aveva messo a disposizione a fine aprile del 1946  per il trasferimento degli immigranti arrestati quattro navi, due EMPIRE, una OCEAN e una PARK, ciascuna con una capacità normale di 800 ma capace di portare 1.400 persone per il breve viaggio fino a Cipro, piu' c'erano quattro navi  soccorso per convogli con la capacità di 400 ciascuna. Sebbene le condizioni  per gli immigranti a bordo delle navi trasporto fossero adeguate, anche se molto elementari, gli immigranti erano spesso antigienici nelle loro abitudini e occorrevano anche delle misure fisiche per prevenire tentativi di sopraffare l'equipaggio e sequestrare la nave."

"La possibilità che le sistemazioni a Cipro venissero completamente saturate dovette nuovamente esser presa in considerazione. I Capi di Stato Maggiore, tra gli altri,  vennero invitati a preparare piani per trasportare gli immigranti arrestati verso altre destinazioni. (..) Una possibile soluzione cominciò ad esser presa in considerazione, quella di rimandarli nel paese da cui era iniziato il loro viaggio, una pratica conosciuta nella Società delle Nazioni come 'refoulement'. Era in evidenza il caso dell'Italia, dato che il governo italiano dichiarava la sua incapacità di impedire che le navi imbarcassero immigranti illegali e salpassero, e dato che la maggioranza dei viaggi attualmente partiva dall'Italia. Il governo italiano rappresentava una nazione sconfitta, anche se piu' di recente un paese  'cobelligerante', e dato che i termini del trattato di pace erano ancora in corso di negoziazione  non si trovava in una posizione forte per resistere alle pressioni britanniche. Il Cabinet prese in considerazione anche la possibilità di applicare il refoulement agli immigranti imbarcati in Francia. Un altro suggerimento alquanto diverso era quello che le isole italiane di Pantelleria e Lampedusa, un tempo prese in considerazione per insediarvi la popolazione in esubero a Malta, venissero prese a prestito dall'Italia e usate per gli immigranti arrestati  [in fondo Hitler aveva pensato al Madagascar, no? NdT]. Ma i negoziati del trattato di pace erano già stati lungamente tirati avanti e si ritenne non saggio prolungare la situazione, incorrere in una maggiore ostilità italiana o importare nel Mediterraneo occidentale i problemi di quello orientale."

Link to post
Share on other sites

A corredo di questo bellissimo resoconto fatto da Francesco, allego alcune immagini del FEDE a La Spezia nel 1946 durante gli imbarchi dei migranti.

Ricordo anche che il FEDE era previsto essere convertito in dragamine magnetico con sistema CAM 42 appena consegnato dal cantiere, piano che tuttavia saltò a causa dell'armistizio.

 

Le foto provengono dal sito: https://collections.ushmm.org/search/catalog/pa1168944

 

Saluti

 

Marco Ghiglino

ITA Fede (La Spezia 1945).jpg

ITA Fede (La Spezia 1945)1.jpg

ITA Fede (La Spezia 1945)2.jpg

ITA Fede (La Spezia 1945)3.jpg

ITA Fede (La Spezia 1945)4.jpg

ITA Fede (La Spezia 1945)5.jpg

Link to post
Share on other sites

E veniamo al secondo viaggio compiuto dall'altro motoveliero, il FENICE. Partito il 9 ottobre 1946 da Metaponto in Lucania (il Mossad aveva preferito non insistere con gli approdi liguri, ormai compromessi) non piu' come ELIAHU GOLOMB ma sotto il nuovo nome di BRACHA FULD, dal nome di una ragazza ebrea di 19 anni uccisa dalla polizia britannica il 26  marzo 1946 durante lo sbarco dal motoveliero WINGATE (dal nome del generale britannico  Charles Orde Wingate, capo dei Chindit morto in Birmania nel 1944,  simpatizzante filoebraico che nel 1938 aveva addestrato le squadre speciali notturne che in seguito divennero la Haganah) ex KISMET ADALIA.   FENICE era ora identificato come ALMA, ma anche come FENICE II e PHOENICIA, e aveva a bordo 816 profughi ebraici (2,5 passeggeri per tonnellata di stazza lorda!), tra cui 513 maschi, 261 o 262 femmine (di cui circa 50 incinte)  e 40 bambini. L'imbarco a Metaponto, in assenza di qualsiasi attrezzatura portuale e di battelli locali, avveniva direttamente dalla spiaggia a mezzo di gommoni residuati di guerra dell'US Army acquistati presso l'ARAR.

Il viaggio dura una settimana, e il 18 ottobre 1946 il motoveliero ALMA  viene avvistato dalla RAF  e intercettato il 20 ottobre dal ct CHEQUERS, che lo tallona poi cede il compito dell'abbordaggio all'altro ct CHAPLET e ai dragamine di squadra ROWENA e MOON.    Il maltempo impedisce l'abbordaggio fin quando la formazione si trova a 12 miglia da Haifa; a questo punto il motoveliero si ferma dichiarando un guasto in macchina, viene abbordato dal CHAPLET e dal MOON e rimorchiato in porto da HMS MOON con i profughi ancora a bordo.  Il 22 ottobre vengono trasbordati su una delle navi prigione e portati a Cipro, con la scorta del ct CHIVALROUS (nessuna precauzione veniva trascurata..).  

Link to post
Share on other sites

I due motovelieri questa volta vengono naturalmente sequestrati dalle autorità britanniche ma rimangono a Haifa in disarmo. Il FEDE sarà rivenduto in Italia nel 1948, ovviamente dopo la fine del mandato ONU e lo sgombero delle forze britanniche in Palestina (30 giugno 1948) e la dichiarazione d'indipendenza d'Israele, con il nome GIUSTIZIA per Andrea Marcucci di Savona, e andrà perduto nel secondo trimestre del  1951.

Il FENICE forse nel 1949 torna sotto bandiera italiana con il suo nome originario per C. Bonino di Genova, poi ancora sotto il nome BRACHA FULD nel 1952 passa a Kesarya Marine Business Co. Ltd. di Haifa; nel settembre 1956 di nuovo sotto bandiera italiana come PINELLA per vari armatori, e andrà anch'esso perduto nel novembre 1965 per maltempo nel Golfo di Porto Vecchio in Corsica.

Link to post
Share on other sites
ALMA (7232)
 
Ordine : N.V Motorschoener Rotterdam - Rotterdam(NL)
a      : N.V.S. Scheepswerf & Maschinefabriek Welgelegen
  .  .191. impostato a Harlingen come motoveliero da carico (cost.51)
  .  .191. varato come ROTTERDAM
  .  .1918 completato
  .  .1918 ROTTERDAM : N.V. Motorschoener Rotterdam - Rotterdam(NL)
  .  .1920 ROTTERDAM : S. Del Monte - Rotterdam(NL)
  .  .1920 ROTTERDAM : E.L. Allain - Trinité-sur-Mer(FR)
  .  .1920 JOCELYN : Courset et Cie. - Lorient(FR)
  .  .1923 JOCELYN : D. Isnardi & Co. - Alger(FR)
  . 8.1934 ALMA : Davide Zolezzi - Savona(IT) (Ge1080)
205tsl 114tsn 350tpl.   36,21 x 6,95 x 3,01 x .,..m.
 
1dsl(2T2c)[Goedkoop-Amsterdam] 1el. ...ca .n.
1st. x 400mc.
  .  .1935      : 1dsl(4T6c)[Deutz-Köln,1935] 1el. 190ca 5(6,5)n.
  . 4.1937 ALMA : S.A. Armatoriale Liburnum - Livorno(IT) (Li732)
  . 4.1937      : ricostruito a Savona
                  304tsl 168tsn 480tpl.   44,22 x 7,30 x 3,58 x .,..m.
 
    1st. x 590mc.
 9. 6.1940      : requisito dalla Marina militare italiana ed iscritto nel
                  naviglio ausiliario  per la vigilanza foranea ( V 2 )
  .  .194.      : riclassificato cacciasommergibili ( AS 141 )
 1. 8.1941 ENRICO M. : Compagnia Genovese di Armamento - Genova(IT) (Ge1211)
25.12.1943           : derequisito
                       6/45Bari 8/45Ra
  . 2.1946 FENICE : Aliah Beth - Tel Aviv
                    attrezzato alla Spezia per il trasporto clandestino
                    di emigranti in Palestina
  . 4.1946        : posto sotto sequestro alla Spezia alla vigilia della partenza
 8. 5.1946 ELIAHU GOLOMB : ribattezzato dopo aver avuto l'autorizzazione
                           a partire, lascia La Spezia per la Palestina e
                           arriva a Haifa il 20. 5.1946 soto scorta dei cctt. CHARITY
                           CHAPLET
 9.10.1946 BRACHA FULD : ribattezzato, parte da Metaponto
20.10.1946             : viene fermato da unità britanniche e condotto a Haifa
  .  .1952 BRACHA FULD : Kessaria Marine Business Co. Ltd. - Haifa(IL)
  . 9.1956 PINELLA : Gerolamo Buscaglia - Savona(IT) (Sv200) (22676)
                     313tsl 174tsn 480tpl.   42,91 x 7,28 x 3,58 x 3,48m.
 
  .  .1957 PINELLA : Luigi Rolandi - Savona(IT)
  .  .1960 PINELLA : Francesco Sigona - Napoli(IT) (Na869)
  .  .1964 PINELLA : S.p.A. Servizi Ausiliari - Firenze(IT) (Pf48)
                     300tsl 170tsn 370tpl.
29.11.1965         : in navigazione da Portoferraio per Olbia viene sorpresa
                     dal maltempo nel golfo di Porto Vecchio. Nel corso di una
                     manovra per porsi al riparo, subisce lo spostamento del
                     carico di cemento e affonda in pochi minuti in 41°36'N-09°22'E

 
 
Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
×
×
  • Create New...