Leopard1 Posted September 20 Report Share Posted September 20 Dopo il suo record di immersione nel lago di Como con il suo batiscafo artigianale C3, Pietro Vassena tentò di superarlo nel mar Tirreno. Tutte le fonti parlano che i suoi nuovi tentativi furono fatti con l'intervento della Marina Militare, che fornì anche il rimorchiatore Tenace. Non ho però trovato alcuna notizia in proposito sul sito della nostra Marina. Qualcuno può aiutarmi? Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Giuseppe Garufi Posted September 20 Report Share Posted September 20 Ho trovato poca roba sul web: - La pagina Wikipedia, dove c'è anche un bel disegno del batiscafo. https://it.wikipedia.org/wiki/C3_(batiscafo) - Una pagina da Ocean4future. https://www.ocean4future.org/savetheocean/archives/84947 - Una pagina di Navi e Armatori, che mi pare riportare notizie copiate da Wiki. https://www.naviearmatori.net/ita/foto-224065-4.html - Un articolo giornalistico. https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/lecco/circondario/limpresa-vassena-il-c3-progetto-nato-prigionia-o_1272179_11/ - Un filmato da youtube: https://www.youtube.com/watch?v=-5rvXumyL2g - Un articolo sul tenace dalla rivista dei Marinai d'Italia: https://www.marinaiditalia.com/public/uploads/2014_5_18.pdf - Una ricerca fatta con l'IA: Il batiscafo C3 è stato un rivoluzionario mezzo sottomarino artigianale ideato, progettato e costruito dall'inventore italiano Pietro Vassena nel 1948 sul Lago di Como. [1, 2] La Storia e il Record La nascita del progetto: Progettato da Vassena durante il dopoguerra con risorse limitate e in un'officina artigianale, il C3 è stato definito dalla US Navy come il "primo mezzo sottomarino di pace, per ricerche scientifiche". Il record mondiale: Il 12 marzo 1948, nelle acque del Lago di Como tra Argegno e Nesso, Pietro Vassena e il sommergibilista Nino Turati raggiunsero la straordinaria profondità di -412 metri, stabilendo il record mondiale di immersione dell'epoca. La fine del batiscafo: Dopo un primo incidente di recupero a Capri nell'ottobre del 1948, il 20 novembre dello stesso anno il C3 andò definitivamente perduto nelle profondità marine durante un tentativo di immersione senza equipaggio. Caratteristiche Tecniche Abitacolo: Situato a prua, ospitava due posti a sedere per l'equipaggio, dotati di comandi dedicati e oblò in cristallo (poi sostituiti in plexiglass). [1] Struttura e manovra: Era dotato di galleggianti laterali inferiori per il controllo dell'assetto tramite l'immissione di acqua o aria, oltre a timoni direzionali e di profondità. [1] Dotazioni: Disponeva anche di un braccio meccanico manovrabile dall'interno per recuperare oggetti o relitti dal fondo. Non ho trovato altro che valesse la pena segnalare sul web. Al più presto darò un'occhiata ai sacri testi. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Leopard1 Posted September 20 Author Report Share Posted September 20 Grazie. Già visti assieme ad altre decine, oltre ad articoli e libri cartacei. Delle info tratte da internet occorre avere molta attenzione. Non solo certe info vengono replicate acriticamente, rispondendo perfettamente al detto "una bugia ripetuta mille volte diventa verità, ma nessuno cerca seriamente di verificarle....Non parliamo poi di quelle dell'I.A., se va bene fuori tema, se va male letteralmente inventate. Circa il coinvolgimento della Marina negli ultimi tentativi del C3, come dicevo nessun suo sito ufficiale ne accenna minimamente. Il 1° ottobre sarò in uSMM e voglio togliermi lo sfizio di cercare se c'è qualche documento nella cartella del rimorchiatore Tenace. Ancora grazie, comunque! Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Giuseppe Garufi Posted September 21 Report Share Posted September 21 Non ho mai pensato che le pagine internet contenessero la verità assoluta, ma cercando, confrontando, confutando, qualcosa si riesce a trovare. Mi spiace che non sia questo il caso. Intanto ho dato un'occhiata ai numeri della Rivista Marittima in mio possesso. I numeri del primo e secondo trimestre 1948, come quelli del terzo e quarto trimestre 1949, non ne parlano. Purtroppo ho un buco proprio a cavallo fra le due annate. Però l'argomento "batiscafo" non è proprio alieno alla rivista, che ne parla nel numero di dicembre 1949. L'ingegnere americano Otis Barton ha compiuto con uno speciale batiscafo una immersione fino a 1.350 metri di profondità nel Pacifico a nord di Los Angeles . Ha così battuto il primato che egli aveva stabilito nel 1934 con il Prof W. Beebe . raggiungendo i 908 metri . Egli avrebbe voluto toccare il fondo dell'Oceano profonde in quel punto 2.000 metri, ma una avaria al cavo conduttore per l'illuminazione elettrica l'ha costretto a farsi recuperare anzitempo. Il batiscafo , che è stato denominato « < Bentoscopio » pesa 3.150 chili , e viene sospeso ad un cavo di acciaio fissato su un argano sistemato su una chiatta ; oltre il cavo elettrico è stato disposto anche un collegamento con doppio conduttore telefonico. La pressione alla quale il bentoscopio è stato sottoposto è di 140 chilogrammi per centimetro quadrato . L'ingegnere Barton si ripromette di ripetere presto l'esperienza e raggiungere i 2.000 metri di quota . Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Giuseppe Garufi Posted September 21 Report Share Posted September 21 Avendo mezza mattinata libera, ho pensato di consultare l'archivio de La Stampa. Ho trovato abbastanza notizie, in pratica ho recuperato una decina di ritagli, che però non riesco ad allegare qui. Li passo al tuo indirizzo di posta elettronica, ti anticipo che, a quanto sembra, la MMI fu coinvolta. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Leopard1 Posted September 21 Author Report Share Posted September 21 STRAGRAZIE! RITAGLI INTERESSANTISSIMI, CHE NON CONOSCEVO E CHE CONFERMANO COME LA MARINA SIA STATA COINVOLTA CON IL TENACE E IL RAMPINO. IL TENACE FU COINVOLTO ANCHE NELL'IMMERSIONE DEL BATISCAFO TRIESTE NEL TIRRENO CHISSA' PERCHE LA MARINA NON NE PARLA (O FORSE SONO IO CHE NON TROVO...) ANCORA GRAZIE! Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Leopard1 Posted September 21 Author Report Share Posted September 21 "Intanto ho dato un'occhiata ai numeri della Rivista Marittima...." Ahimè, parla di Beebe e di Barton, ma non dell'italiano Vassena e, per quanto ne so, neppure dell'italianissimo batiscafo Trieste, (la sfera fu costruita dalla Società FUCINE di Terni, lo scafo fu invece costruito nei cantieri navali CRDA di Monfalcone, il montaggio della sfera allo scafo nei cantieri navali di Castellammare di Stabia, il tutto fra il 1951 e il 1952...) In questo bel filmato appaiono persino il Tenace e la corvetta Fenice F 577! https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL3000089095/1/-2380.html?startPage=0 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Leopard1 Posted September 21 Author Report Share Posted September 21 Al minuto 19.38 del filmato appare anche quella che sembra una nave ausiliaria della Marina, che non sono riuscito a identificare Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Giuseppe Garufi Posted September 28 Report Share Posted September 28 L'amico e consocio Luciano Grazioli mi chiede di aggiungere alla discussione un suo commento: "Ho letto da qualche parte, molto tempo fa e non ricordo dove, che Vassena attribuì alla Marina la perdita del suo batiscafo. Se i miei ricordi sono fondati (comunque prendeteli con ampio beneficio di inventario), ciò spiegherebbe il silenzio della Marina stessa al riguardo. Luciano." Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Leopard1 Posted September 28 Author Report Share Posted September 28 Il 16 novembre finisce il sogno di Vassena Dopo aver lasciato al traino del rimorchiatore Tenace il porto di Marina Grande, al largo di Capri, il C3, vincolato al pontone, viene calato senza equipaggio fino a 500 metri, superati i quali accade qualcosa che non sarà mai chiarito: improvvisamente si sente un rumore secco, è quello del cavo d’acciaio che si è spezzato e il verricello del pontone si mette a girare a vuoto. Vassena dà la colpa al personale della Marina e, in una lettera indirizzata a deputati e senatori scrive testualmente che “…dopo aver raggiunto la profondità di mt. 900 detti ordine al personale della MARINA MILITARE, addetto al servizio degli argani e dei congegni del verricello della NAVE PONTONE di fermare la discesa per un controllo di profondità. Purtroppo gli addetti non avevano innestato come era sempre era stato fatto, l’apposito motore a scoppio al verricello di discesa - per frenare meccanicamente la tenuta del freno a pedale del verricello – dato che era risaputo da tutti la limitata frenata ditale congegno. Di qui la causa dello sfilamento del cavo d’acciaio e il conseguente affondamento del mio prezioso batiscafo…” (le parole e le frasi in maiuscolo o in grassetto sono di Vassena, N.d.A.) Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
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