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Credo che sia il punto giusto del forum per riportare gli appunti presi nel corso di questa conferenza, se non è così attendo istruzioni. Vista per caso la locandina, che allego in calce, non potevo mancare un incontro con Virgilio Ilari presidente della SISM. La Società Italiana di Studi Militari si interessa di tutte le armi, anche in storia antica, e non è focalizzata sulla Marina. Ritengo comunque che sia stata una buona occasione per definire alcuni concetti e alcuni strumenti: ho scoperto che questa era la conferenza conclusiva di un ciclo di sei, tutte organizzate dal corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali (https://www.decive.unipr.it/programma-eventi/) ma forse la più interessante perchè meno specialistica. Dopo le presentazioni, COLOMBO che è docente di Relazioni internazionali spiega e racconta il suo approccio al tema Guerra, in quanto strumento politico che disciplina l'uso della forza. Il concetto di guerra viene usato oggi per definire e spiegare la discontinuità delle relazioni internazionali, mentre quello di Pace si usa in quanto prodotto delle Istituzioni (o si vorrebbe che lo fosse). Le fonti principali di studio possono essere von Clausewitz, Schmitt (la regolazione della guerra è il punto essenziale del diritto internazionale, per cui il 900 è la catastrofe, la guerra nel secolo diventa sregolata) la scuola inglese, la scuola americana della Guerra Giusta di Michael Walzer che in questa teoria è figlio della guerra del VietNam Riconoscibilità della guerra, che NON è violenza diffusa, e riabilitazione della guerra : esiste il bellum iustum? 😞 la guerra globale al terrore ha scardinato tutti i presupposti precedenti. Conclude dicendo: è per questo che non posso non occuparmi di guerra, pur essendo partito da studi di filosofia del diritto. Di seguito ILARI ripercorre un binario storico parallelo: stessa domanda sul perchè occuparsi di guerra ma il suo percorso è nato sulle fonti, la sua biblioteca conta almeno trecento opere scaricate dalla rete (per cui ha voluto versioni online delle pubblicazioni SISM vedi sotto) Afferma che la moderna visione della guerra/politica internazionale parte dalla guerra russo-giapponese del 1905, e che la NATO oggi è trasformata da alleanza passiva locale ad alleanza proattiva globale. In generale la mentalità comune pensa che la guerra sia cosa solo dei militari, ma non è così. Come presidente SISM ha curato due pubblicazioni disponibili gratuitamente online: 1) Quaderno 2017 sulla Guerra economica (https://issuu.com/rivista.militare1/docs/18_2017_quaderno_sism_economic_warfare) 2) Quaderno 2006 Storia della guerra futura (https://issuu.com/rivista.militare1/docs/17_quaderno_sism_2016_future_wars) (il convegno, tenutosi a Varallo, è disponibile anche in carta su ebay a dieci euro) segue DIBATTITO: vari anche dal pubblico riporto quello che più mi ha colpito La caratteristica del 900 è la rivolta contro l'Occidente, da cui discende anche la sovranità accanita dei BRICS. Guerra giusta è concetto più ampio di guerra necessaria. Attenzione al rischio di voler sempre prevedere come andrà a finire: la guerra in Ukraina è una guerra per interposta persona. I militari non vedono di buon occhio la guerra di logoramento con i problemi di calcolo dei rapporti di forza e calcolo dei rifornimenti di munizioni. La guerra futura non è logica e non è istituzionale. Il nucleare era tabù nella Guerra Fredda oggi se ne parla con troppa leggerezza. La deterrenza ha ancora un senso.
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Nella guerra in corso i Russi stanno effettuando il blocco navale delle coste ucraine, un argomento che ha avuto un bassissimo rilievo nell’informazione. La cosa sorprendente è che si tratta di un blocco in prossimità della costa, come si faceva nell’età della vela o nella guerra civile americana, non un blocco a distanza come nelle due guerre mondiali. Ho letto da qualche parte che allo scoppio della prima guerra mondiale la dottrina inglese prevedeva ancora il blocco ravvicinato, ma si adottò immediatamente il blocco a distanza per evitare inutili rischi alle navi che avrebbero dovuto effettuate il blocco. Invece le navi russe sono chiaramente visibili al largo di Odessa. Credo che il motivo di questa scelta fuori dal tempo, sia più che altro psicologico, far pesare la propria presenza e minacciare uno sbarco. Ogni tanto le navi lanciano un missile sulla città, ma potrebbero farlo egualmente da molto più lontano. Ovviamente il blocco ha una certa rilevanza pratica perché sono impedite le esportazioni di cereali dall’Ucraina, che erano effettuate principalmente via mare. L’importanza dipende dalla durata della guerra, per ora è passato un mese, ma è impossibile fare previsioni, la guerra potrebbe durare anche anni. Ho letto che sono stati fatti dei trasporti di cereali per ferrovia, ma ovviamente i volumi sono molto inferiori. Mi chiedo come i russi abbiano impostato la vicenda dal punto di vista del diritto internazionale, cioè se abbiano dichiarato una certa superficie di mare come zona di guerra e abbiano mandato avvisi di divieto di navigazione ai neutrali. Sono praticamente certo che non abbiano fatto nulla, anche perché non c’è stata dichiarazione di guerra; il blocco è “de facto” la presenza delle navi russe basta a dissuadere chiunque dal passare. Per il blocco i russi non sono stati accusati di violare il diritto internazionale o di attentare alla libertà dei mari, come sarebbe stato sicuramente 50 o 100 anni fa; sono argomenti decisamente fuori moda. Del resto gli Stati Uniti non si sono posti questi scrupoli quando si preparavano a fermare le navi russe che portavano i missili a Cuba o quando hanno bloccato le coste dell’Iraq. Anche Israele in passato ha sottoposto a blocco la striscia di Gaza e credo che il blocco rimanga tuttora. Quindi probabilmente tutti preferiscono lasciate la questione sotto silenzio.