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  1. Stampa e strategia, costruendo il mito – o mostro – navale cinese Molti dei detrattori di Trump usano lo slogan che Donald sia talmente greve da lasciare impronte anche sull’acqua: forse è venuto il momento che questo si avveri ed il confronto con la Cina riguardi il vero controllo dei mari e non solo del Pacifico e la diffusione delle tecnologie, in gran parte occidentali che hanno permesso lo sviluppo navale cinese (con francesi e tedeschi in testa e gli americani permeabili all’ estrazione di conoscenze e processi ) La guerra dei dazi ha anche questo aspetto. La CNN statunitense, con mpie riprese, anche sui media italiani, ha appena diffuso un servizio sulla crescita delle forse navali cinesi, un ritmo considerato insostenibile per le altre potenze mondiali. Lo spunto di questo servizio è stato il varo recentissimo di due Type 055, definiti incrociatori da 180 metri , riferiti come le più sofisticate e letali navi di tutta l’Asia. Con la consueta superficialità sulla stampa si scrive «Sono più grandi e armate della maggior parte degli incrociatori in dotazione alla marina americana o a quella giapponese. Sono state costruite per scortare gli aerei verso zone lontane come il Medio Oriente», mentre in realtà si tratta – comunque non trascurabile, della replica dei Ticonderoga statunitensi con qualche decennio di anzianità La grande scoperta degli analisti da studio televisivo la possibilità cinese di acquisire una flotta «blue-water», in grado di operare su vasta scala, alla pari della US Navy Corretto da parte del commentatore CNN dire che si tratta di una dimostrazione di potere e di prestigio tangibile, ma non sarei proprio sicuro nel condividere che le unità Type 055, con le loro 13.OOO T di dislocamento (e non di “peso”) superino di gran lunga gli incrociatori americani “ancorati” nel Mare Cinese Meridionale. E’ evidente che l’aspirazione (e qualcosa di più) della Cina sia competere con gli Stati Uniti, ma un conto è avere le navi, un conto operarle in un contesto armonico, e saperlo fare con continuità. La Cina per quanto progressi abbia fatto e per quanti sforzi siano in atto non è per il momento allo stesso livello degli Stati Uniti», come allarmato dichiara – sempre alla CNN – un certo Carl Schuster, professore alla Hawaii Pacific University, riferendo che i cinesi stanno espandendo la flotta e la stanno equipaggiando con le armi più tecnologicamente avanzate, cannoni a impulsi elettromagnetici e caccia supersonici. Capisco che essendo la storia fatta di corsi e ricorsi, chi vive alla Hawaii si senta al centro di questo nuovo risico … La Cina certamente ha intrapreso una corsa agli armamenti, e soprattutto alla globalizzazione militare; sa benissimo che il potere oceanico è ancora lontano e molto pericolosamente, tra la quasi indifferenza occidentale, punta sulla proliferazione delle basi navali in tutto il mondo, dichiarate come tali o no. Le navi però bisogno distaccarle nelle basi ed operarle tra lra le basi stesse. La Cina si sta esercitando, e bene, nell’ operare con gruppi navali, in tutti i mari, ma avere una (una!) task force articolata intorno ad una portaerei (operativa) è ancora un’ obbiettivo lontano (per inciso gli USA ne hanno sette). Avere una portaerei (una e non due come sbandierato) non significa ancora saper operare una portaerei (e quanto succede in Russia deve far riflettere, cosi come deve far riflettere la difficoltà del Regno Unito, pur con una grande tradizione alle spalle, a recuperare l’operatività in questo settore, dopo essersi dotato di due moderne unità). I cinesi avranno una portaerei, non hanno due portaerei, bensì: Una sola portaerei (nuova e si spera moderna come dotazioni e operatività) ancora in allestimento, e per la sua operatività completa, dopo la consegna (due anni ancora?) passeranno almeno altri otto anni (otto/dieci anni di inanità degli avversari? Non credo …).Una portaerei in “servizio”, la LiaoNing con gli stessi, se non peggiori, problemi della parente russa è un’ unità datata, comunque il necessario ed indispensabile test bed, la base di formazione di equipaggi e servizio aereo, ma in quanto ad operatività come portaerei da attacco siamo ben lontani da una qualsiasi minaccia. Le strategie sono dinamiche, e le previsioni devono tener conto della “mobilità” e dei progressi di tutti i possibili contendenti: la minaccia cinese è maggiore per il suo espansionismo terrestre (includendo in questa definizione il pericolosissimo proliferare di basi, comunque molto più semplici e rapide da allestire di una grande unità navale) che per la sua proiezione navale, e non è detto che mentre la Cina cresca come forza navale - e non dimentichiamo: marittima - la US Navy rimanga a braccia conserte. Gli USA sono impegnati in una ricostruzione della UN Navy, ancora di esito incerto ma dai contorni abbastanza definiti: il contenimento dell’espansionismo navale cinese dovrà tenere conto anche delle capacità statunitensi di coinvolgere gli alleati, non solo sul mare ma questa volta anche – per la prima volta – nelle costruzioni navali, per colmare una relativa debolezza nelle capacità produttive dei cantieri statunitensi,. Una strada scelta, ma non facile né sicura per i cinesi, soprattutto se verranno tagliate loro (dazi o non dazi…) alcune delle troppo facili fonti di acquisizione di conoscenze e tecnologie di cui hanno goduto sinora. … forse, visto che i conflitti hanno molti aspetti, e la guerra psicologica ed informatica hanno un peso crescente, costruendo il mito – o mostro – navale cinese i media contribuiscono a rafforzarne il potere …
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