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  1. Giorni fa stavo sistemando e indicizzando una piccola serie di numeri della nota rivista Warship International. Ad un certo punto, mi sono imbattuto in un articolo a firma Georg von Rauch, pubblicato sul n. 4 del 1978, dal titolo “Cruisers for Argentina”. L’articolo tratta della costruzione e della vendita all’Argentina di quattro incrociatori corazzati della classe GARIBALDI, originariamente impostati per la Regia Marina. Facile mi è giunto il parallelo con le attuali vicende e polemiche per la cessione, prima ancora dell’entrata in servizio, di due fregate della classe BERGAMINI all’Egitto, (SPARTACO SCHERGAT divenuto AL GALALA ed EMILIO BIANCHI ora BERNEES) e a quelle che stanno per arrivare per la ventilata cessione di due pattugliatori della classe PAOLO THAON DI REVEL all’Indonesia, anche se in questo caso non siamo certi quali siano e nemmeno se l’acquisto avverrà realmente. Nella parte finale del XIX secolo per gli incrociatori delle più importanti Marine Militari era in corso una rapida evoluzione, dagli incrociatori protetti si stava passando agli incrociatori corazzati. Fra le unità migliori in costruzione c’erano quelli della classe GARIBALDI. La Regia Marina ne aveva fatti impostare uno presso i Cantieri Ansaldo di Sestri Ponente ed uno presso gli Orlando di Livorno. Nel frattempo, in Sud-America, cresceva la tensione fra Argentina e Cile. “L’Armada de la Republica Argentina” riteneva di avere urgente bisogno di rinforzare la propria squadra navale per potersi opporre all’avversaria “Armada de Chile”. L’occasione fu colta al volo dal finanziere Ferdinando Maria Perrone, rappresentante dell’Ansaldo nel Paese Sud-Americano. Sorvolando su “come” fu raggiunto il risultato, nel luglio 1895 le prime due unità italiane (GARIBALDI e VARESE) furono vendute ancora sullo scalo all’Argentina, assumendo i nomi di GENERAL GARIBALDI e GENERAL SAN MARTIN. GENERAL GARIBALDI probabilmente fotografato a Genova o a Napoli prima della partenza per l’Argentina. La nave sembra non sembra sventolare alcuna bandiera (foto di A. Noack, NH 88671, Naval History and Heritage Command). (Segue)
  2. Oggi la nave scuola a vela della Marina Militare Italiana (e prima della Regia Marina) AMERIGO VESPUCCI compie 90 anni. Fu infatti varata il 22 febbraio 1931 presso l'Arsenale di Castellammare di Stabia. In tutto il web sto assistendo ad un esplosione di commenti, più o meno esagerati e che presto saranno dimenticati, ma è nell'ordine delle cose in questo XXI secolo dominato dal web più selvaggio che si potesse immaginare. Vorrei ricordare l'anniversario in maniera personale, con le foto che ho scattato negli ultimi quarant'anni, forse solo il PALINURO batte l'AMERIGO VESPUCCI nei miei archivi cartacei ed informatici. Inizio con quattro foto scattate a Messina nei primi anni Ottanta (non sono riuscito a recuperare la data esatta). Segue ...
  3. Buongiorno. Ricevo dall'amico e consocio Pasquale Trizio, e pubblico con piacere, questa bella e rara foto dell'incrociatore ZARA a Bari nel 1936. Buona giornata.
  4. Stavo facendo ricerche sulla rete quando mi sono imbattuto in questa foto di Luigi Rizzo nel ben noto archivio del Naval History and Heritage Command (NHHC), che pubblico in formato molto ridotto rispetto all'originale. La didascalia americana della foto (NH-120838) dice: "Captain Rizzo, Torpedoed Austrian battleship" e "Captain Rizzo telling the story of his experience. (Torpedoed Austrian battleship)". A quel punto mi sono lasciato andare alla curiosità. Nello stesso sito, il lieutenant commander Charle R. Train scrive: "I am sending a report on the sinking of the Austrian dreadnaughts, and hope that we will be able to give Rizzo the first Military Cross to be given to a foreigner. I think it would be a fine thing, and have good results, and surely he deserves it" e poi "Adm. Luigi Rizzo. Nicknamed the Sinker, Rizzo served as the commander of the Italian torpedo boats (MAS - Motoscafo armato silurante) against ships belonging to the Austro-Hungarian Navy. On 10 June 1918 Rizzo sank the large Austro-Hungarian battleship SMS Szent István off Premuda. The sinking of the 21,700-ton SMS Szent István was the greatest success of any MAS torpedo boat and is still celebrated in the Italian Navy on June 10 every year, as it represents an important anniversary in Italian naval history. For more on this event, see, Paul Kennedy, The Sinking of the Szent Istvan, in "The History of the First World War", (BPC Publishing Ltd., Bristol, 1971), vol.7, no.14 :3072–75". L'ammiragli Sims risponde: " I note what you say about the favorable attitude of the Italian Navy. I think they are fine fellows. The trouble with the ones above mentioned is that they are undoubtedly bound down by political instructions. I should like to see the Military Cross given to Rizzo". In tempi successivi Train continua nella sua corrispondenza con Sims e scrive: "Fino a ieri gli italiani si stavano preparando con gli Alleati per una possibile dimostrazione navale contro la Turchia, e avevano a tal fine pronte a Traanto tre precorazzate . L'Ammiragliato britannico qualche giorno fa ha posto agli italiani la questione di far risalire i Dardanelli ad alcuni motoscafi italiani del tipo “Rizzo”, ma credo che anche questo sia fallito perché non ne ho più sentito parlare esso. Le barche a motore sono state offerte dall'Italia molto tempo fa per questo scopo". Presumo possa trattarsi dell'impiego contro il GOEBEN di cui ha parlato sul nostro Bollettino qualche anno fa il professor Gemignani. Buon pomeriggio. EDIT P.S.: poi Luigi rizzo fu insignito della Navy Distinguished Service Medal "The President of the United States takes pleasure in presenting the Navy Distinguished Service Medal to Luigi Rizzo, Captain, Italian Navy, for exceptionally meritorious and distinguished service in a position of great responsibility to the Government of the United States, as member of an Allied Force during World War I."
  5. Oggi ricorre il 79° anniversario dell'affondamento della corazzata ROMA. Un avvenimento ben noto e sviscerato in tutti i suoi aspetti. Soltanto due cartoline trovate sulle bancarelle di piazza dei 500 anni fa.
  6. Buon pomeriggio. Ho bisogno del vostro aiuto per identificare una nave. Nella foto che accludo, scattata a Messina dopo il terremoto, presumibilmente nel 1910, si riconosce facilmente la vecchia corazzata DANDOLO, mi interessa sapere il nome del vascello bianco a destra. Pubblico un dettaglio della stessa foto. Dalla bandiera non mi sembra si tratti di un'unità della Regia Marina, né un'unità mercantile italiana. Grazie per l'aiuto che potrete darmi.
  7. Ricevo dal consocio Vincenzo Meleca, e pubblico con piacere, il link ad un video dedicato all'affondamento del piroscafo PRINCIPE UMBERTO. Del disastro aveva già parlato Decio Romano nel Bollettino AIDMEN n. 23 del 2008. Buona giornata. EDIT: dimenticavo ne ha appena parlato sempre sul forum Conterosso: https://www.aidmen.it/forums/topic/1864-il-relitto-del-transatlantico-principe-umberto-localizzato-in-albania/?tab=comments#comment-12148
  8. In un altro post parlavamo dei particolari contenuti della Rivista Marittima nel XIX secolo. Dopo una nave mai costruita, la nave mitragliera di Cuniberti, vi sottopongono una serie di tavole, pubblicate nel luglio 1869, della pirocorazzata VENEZIA. Quanto alla denominazione, nel titolo dell'articolo la nave viene definita fregata corazzata, nelle tavole pirocorazzata, in altre fonti pirofregata oppure pirofregata corazzata. Una varietà di denominazioni che riflette anni di transizione, in cui si passava dalla marina velica a quella a propulsione meccanica, dalle ruote all'elica; tempi che stiamo ripercorrendo oggi, la classe PAOLO THAON DI REVEL, i cosiddetti PPA, sono pattugliatori o corvette o fregate o altro? Gli otto disegni che pubblicherò sono molto ridotti di formato rispetto all'originale della Rivista Marittima, per poter permettere la loro pubblicazione sul forum e la visione sui collegamenti lenti o sui telefonini ma, come sempre, qualora servissero le copie in formato originale non ho problemi ad inviarli via e-mail. Segue ...
  9. Sfogliando le pagine di un vecchio (XIX secolo) numero della Rivista Marittima, ho trovato un articolo a firma di Vittorio Cuniberti su un progetto di nave mitragliera cacciatorpediniere. Vi anticipo i due disegni di cui è arricchito l'articolo, spero domani o i prossimi giorni di riassumervi l'articolo. Segue ...
  10. Sempre più spesso mi capita di sentir parlare di “Mediterraneo Allargato”, che dovrebbe essere l’ambito entro cui dovrebbe essere chiamata ad operare la Marina Militare Italiana. La definizione è alquanto fumosa, elastica, si allarga e si stringe a seconda di chi parla, o scrive, comunque i confini di questo Mediterraneo arriverebbero a Oriente fino alle coste di Oceano Indiano, Mar Rosso, Golfo Persico, con qualche puntata verso mari salgariani, ad Occidente almeno al Golfo di Guinea. Si tratta di mari e terre dove insistono (o insisterebbero) attività economiche di alto interesse per la Nazione. La mia perplessità sta nel fatto che le forze attuali della Marina mi sembrano appena sufficienti ad affrontare le sfide che si stanno presentando, altro che andare a cercar guai negli Oceani. Stiamo, però, vedendo frequentemente le fregate della classe BERGAMINI in giro per quei mari, basta seguire i siti della MMI o i giornali specializzati. Poi avevo ben presente le fantasie sulla “flotta d’evasione” che avrebbe dovuto essere costruita nel secolo scorso. Ero molto perplesso … In questi giorni sto studiando una serie di volumetti contenenti numeri della Rivista Marittima del XIX secolo, dai primi del 1865. In questi numeri è riportata con certosina precisione la posizione e i movimenti di tutte le navi dell’ottocentesca Armata di Mare. Sapevo bene che “a quei tempi” era uso tenere navi stazionarie oltremare ma vederle raggruppate in ordine mi ha fatto un po’ impressione. Ad esempio, alla fine del 1873 (solo sei anni dopo Lissa) la “Divisione navale della Plata” comprendeva la corvetta a ruote GUISCARDO, a Montevideo, e le pirocannoniere VELOCE, ARDITA e CONFIENZA a Rio. L’avviso GIGLIO si trovava a Costantinopoli, la corvetta a ruote GOVERNOLO girava i porti del Giappone, l’avviso ad elica VEDETTA navigava fra Malesia ed India, la pirofregata GARIBALDI stava completando i 44 giorni di traversata fra il Giappone e San Francisco. Le navi della “Squadra Permanente”, corazzate ROMA e SAN MARTINO, l’avviso AUTHION, la pirocorvetta PRINCIPESSA CLOTILDE ed il pirotrasporto EUROPA, si trovavano in crociera in Spagna, fra Barcellona e Valencia. Nei porti del Regno restavano le corazzate MESSINA, VENEZIA, CONTE VERDE, insieme all’AFFONDATORE. Uno sforzo imponente di uomini, navi e risorse economiche per la Regia Marina, ben superiore a quello esercitato dalla MMI dal secondo dopoguerra a pochi anni fa. Segue ...
  11. Nessuno potrà mai sapere quanti tesori fotografici giacciono nelle cantine, nelle soffitte, nei cassetti, negli album di famiglia. Poco prima degli eventi seguiti all’epidemia e al blocco di tutte le attività, mi telefonò un amico che, per passatempo ma non troppo, gira per mercatini, rigattieri, soffitte da svuotare, dicendomi che aveva trovato delle foto che potevano interessarmi. Si trattava di una decina di foto attaccate su fogli neri d’album, in pessimo stato di conservazione, formato 9x6 cm. Dalle note scritte a tergo, si ricava che sarebbero state scattate da un componente dell’equipaggio dell’incrociatore BOLZANO nei momenti della battaglia di Punta Stilo. Non è certo il caso di riassumere i noti avvenimenti di Punta Stilo del 9 luglio 1940, ma mi fa piacere condividere le migliori sei foto, che mi sembrano essere (forse) inedite. Staccando le foto dalle pagine dell’album un po’ di questo è rimasto attaccato al tergo, ma si riesce comunque a leggere parte del testo che riporto. L'incrociatore TRENTO nel porto di Messina. Lancio dell'apparecchio del BOLZANO in navigazione. Segue ...
  12. La settimana scorsa il mio rigattiere preferito mi ha proposto l'acquisto di una serie di pubblicazioni relative a Luigi Rizzo e alle sue imprese. Da quello che ho visto, ho rapidamente capito che un anonimo collezionista aveva alienato (o peggio avevano provveduto gli eredi) la sua collezione di oggetti sull'illustre milazzese ... ed ero arrivato troppo tardi: il mio amico diceva infatti che aveva già venduto buona parte degli oggetti e delle pubblicazioni. Pazienza, ho preso tutto quel che mi è sembrato interessante. Vi proporrò qualche pezzo che val la pena di vedere. Inizio con una bella copertina dedicata agli "Eroi del Mare": Ciano, Rizzo e Paolucci. Segue ...
  13. Desideravo portare alla vostra attenzione l'edizione 2020 della nota pubblicazione Warship di Osprey. Nel volume possiamo leggere un articolo di Sergei Vinogradov dedicato alle corazzate italiane LEPANTO e ITALIA. Ricco di disegni e foto, tratta ampiamente in una ventina di pagine la storia delle due originali navi da battaglia. Altro locale motivo di interesse è l'articolo dell'ammiraglio Cosentino sui tentativi di realizzare una portaerei italiana fra il 1922 ed il 1939; l'autore ne aveva già parlato nella sua opera dedicata alle portaerei edita qualche anno fa da Albertelli, nell'articolo ci sono una serie di aggiornamenti. Se vi interessa, questo è l'indice degli articoli pubblicati: John Jordan From battleship to carrier: Bearn Hans Lengerer The eight-eight fleet and the tosa trails Sergei Vinogradov Italia and Lepanto: giants of the Iron Century David Hobbs The reconstruction of HMS Victorious Przemyslaw Budzbon, Jan Radziemski The beginnings of soviet naval power Dirk Nottelmann The developments of the small cruiser in the Imperial German Navy (Part I) Conrad Waters Design trends in modern surface combatants Philippe Caresse The fleet battleship Charles Martel Michele Cosentino The quest for an italian aircraft carrier 1922-1939 Michael Whitby On barren, hideous rocks: the grounding of HMS Dauntless, July 1928 John Jordan T 47 Surcouf John Jordan The 6inch turrets of Nelson and Rodney David Murfin The mobile naval base Kenneth Fraser An unpublished account of the loss of HMS Victoria Stephen Fisher, Nick Hewitt Resurrecting LCT 7074 Ian Sturton The french battleship Brennus Brian Newman Battlecruiser Tiger Stephen Dent Warship gallery - Cold War Fleet: ships of the Royal Navy, 1966-1991
  14. In questi giorni ci sono purtroppo continui venti di guerra in tutto il mondo e, in particolare, nel Mediterraneo. Dal 2011 in Libia milizie locali, governi precari, signori della guerra, multinazionali, potenti vicini, si contendono l'unica vera risorsa di quel Paese. Ora si sente parlare, non so con quanta convinzione, di una forza di interposizione per costringere ad una tregua i duellanti. Non credo alle coincidenze ... ma domenica scorsa in un mercatino ho trovato e comprato queste tre cartoline di (ingenua) propaganda bellica risalenti a un secolo fa. Dimostrazione della flotta italiana a Tripoli. "Gran bontà dei cavalieri antichi", i nomi delle navi scritti in bella vista su profili fantasiosi delle unità stesse. Il Garibaldino intima la resa di Tripoli. Sembra proprio un fumetto di quei tempi. Lo sbarco a Tripoli. Sotto la protezione della flotta, i militari dell'esercito sembrano marciare senza fretta verso le postazioni tenute dagli uomini della Regia Marina. C'erano anche altre cartoline della stessa serie, di carattere terrestre, che non ho comprato. Buon fine settimana.
  15. Nella pagina di un gruppo Facebook dedicata a Messina ho trovato questa foto: La foto risalirebbe al 1870. Osservando meglio ho notato che questo dettaglio dovrebbe raffigurare una nave da battaglia della Regia Marina: ... inutile dire che aspetto il vostro aiuto per identificare la nave. Una nota per Carabiniere: la foto è più antica di quelle che ti ho già inviato (anche se non fosse del 1870), sulla destra si vedono i locali del Lazzaretto trasformati o in corso di trasformazione in carbonili.
  16. Buongiorno, ho avuto il piacere di visionare il bel libro di Stefano Danese e Silvano Benedetti sui relitti trovati a La Spezia alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il libro ha un'ottima presentazione e grafica, ci sono le cartine coi relitti e numerosissime foto, alcune, almeno da me, sconosciute. Ci sono però ancora dei piccoli errori nell'identificazione di foto di relitti e navi a anche alcuni piccoli refusi (provenienti dal vecchio articolo di Rivista Marittima). Ad ogni buon conto si tratta di un buon libro, facile da consultare e di gradevole visione. Dettagli prodottoCopertina flessibile: 218 pagineEditore: Edizioni Cinque Terre (2016)Collana: Paese mioLingua: ItalianoISBN-10: 8897070833ISBN-13: 978-8897070832 Il prezzo è intorno a 25 Euro, allego il link della casa editrice http://www.edizioni5terre.com/libro/300/ Saluti Napy
  17. Buongiorno a tutti, guardando una foto della nave da pesca (trawler) Italiana PETSAMO (ex TONNO), catturata dai Tedeschi a Genova, mi sono soffermato sul cannone a prua della stessa nave. Per parecchio tempo mi è sembrato strano che un cannone italiano avesse quella scudatura quindi ho sempre pensato fosse un cannone tedesco. Guardando meglio e con più attenzione, mi sono accorto invece che questo fantomatico cannone altro non è che il famoso Ansaldo 65/64 '40 di cui dovevano essere dotati dapprima gli incrociatori leggeri classe "Capitani Romani". A quanto mi è noto questi cannoni, afflitti da problemi di messa a punto (soprattutto riferiti al munizionamento), dovevano poi essere imbarcati sulla CAVOUR rimodernata (12 pezzi, forse alcuni già imbarcati entro il giugno 1943), sugli incrociatori da rimodernare BARI e TARANTO (8 pezzi ogni nave, mai imbarcati) e sulla portaerei AQUILA (12 pezzi, di cui almeno 6 imbarcati entro giugno 1943). Da quanto ne so però non sono mai state viste foto del cannone operativo ma solo le foto del pezzo esposto al Museo Navale di La Spezia, quindi la foto del PETSAMO penso sia una chicca rara da tenere in degna considerazione. Si può supporre che il pezzo imbarcato sul PETSAMO sia uno di quelli recuperati dai tedeschi dall'AQUILA. La foto principale proviene da internet (non mi ricordo il sito): scattata a Genova, dietro il PETSAMO (PE) si vede il dragamine Tedesco DOLPHIN che altro non è se non l'ex Italiano D 1 e ancora dietro la poppa della nave ospedale ERLANGEN. La seconda foto viene dalla mia modesta collezione dove si vede solo il cannone da 65/64 al centro della foto, il PETSAMO è coperto da parte del cacciatorpediniere TA 31 (ex DARDO). Il disegno invece è di provenineza Navimodellisti Bolognesi. La foto del cannone da internet
  18. Leggo sull'edizione elettronica di Repubblica che il relitto del cacciatorpediniere ARTIGLIERE è stato ritrovato dal team di Paul Allen. http://www.repubblica.it/esteri/2017/06/05/news/ritrovato_in_fondo_al_mare_l_artigliere_cacciatorpediniere_affondato_dagli_inglesi_nel_1940-167329466/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P9-S1.8-T1 http://www.repubblica.it/esteri/2017/06/05/foto/l_artigliere_le_foto_del_sensazionale_ritrovamento-167330566/1/#1
  19. 108 anni fa, alle 5.21 del mattino, un fin troppo famoso terremoto distruggeva Messina insieme a tutti i centri abitati delle due rive dello Stretto. Una cartolina pre-terremoto (quasi inedita), per non dimenticare. La cartolina, comprata la settimana scorsa, appartiene alla mia collezione ed è stata deturpata dal precedente possessore con l'apposizione di due francobolli ed un annullo filatelico, ma il valore documentario resta. Mi sembra di riconoscere le due pre-dreadnought della classe REGINA MARGHERITA. Buona serata. EDIT: la cartolina non è "quasi inedita", diciamo "quasi rara".
  20. In occasione del varo della dreadnought DUILIO fu emessa una cartolina (che vi riporto qui di seguito, dalla mia collezione). Il dettaglio che rende particolare la cartolina è che essa raffigura le tre unità che avevano portato quel nome fino ad allora: 1 - La nave ammiraglia di Caio Duilio alla battaglia di Milazzo ( ) 2 - la corazzata a torri 3 - la dreadnought. Per completezza, dopo le Regie Navi (anche se la prima non era di certo "regia"), desideravo riportarvi le cartoline delle due DUILIO repubblicane. Per l'incrociatore non c'è problema, per il cacciatorpediniere sono "sprovvisto", dovremo accontentarci del DORIA. Buon fine settimana.
  21. Cari soci, come già anticipato a marzo e ad aprile, si terrà un week end lungo di visite e mostre sul lago di Garda, da giovedì 21 a domenica 24. L'occasione sarà la mostra "La grande Guerra sul Garda" allestita da Marco Faraoni e Tullio Ferro sul battello Italia, e patrocinato da Navigarda. Hanno collaborato anche alcuni soci AIDMEN. Il week end sarà lungo e articolato, a partire dalla piccola conferenza che si terrà giovedì pomeriggio e si protrarrà all'aperitivo e poi a cena. Noi vi mandiamo il programma di massima, che è anche piuttosto dettagliato. Non tutto riusciremo a farlo forse, ma ci si proverà. Ovviamente, siete liberi di scegliere i vostri giorni sulla base degli impegni lavorativi e familiari. Giovedi pomeriggio saremo sicuramente già presenti il Presidente, il Vicepresidente, Nicola Ragnoli ed io. Il programma di domenica è facoltativo e si terrà solo se ci saranno soci che daranno avviso. Quindi, considerato che mancano 15 giorni e che abbiamo avuto certezza delle date da parte dell'amministrazione solo da pochissimo, vi invitiamo a dare le vostre adesioni il prima possibile anzi prima è meglio è, i giorni ed eventualmente i pernottamenti. Avete bisogno di una prenotazione in albergo? E' ancora disponibile l'hotel Vittorio di Desenzano che ci ha ospitato l'anno scorso (tariffe: 70 € a notte per la singola, 110 € per la doppia). Avvisateci però quanto prima, in modo da fermare le stanze; se desiderate scegliere un'altra struttura, ricordatevi che il fulcro della visità sarà Peschiera/basso lago con eventuale puntata sulla costa ovest. Ringrazio il socio Ragnoli per l'impegno profuso nell'organizzazione Ecco il programma Giovedì 21 maggio 2015 - ore 17.30 Presentazione Mostra a Peschiera (Vr); - a seguire: Aperitivo e cena in ristorante da definire; Venerdì 22 maggio 2015 - Ore 9.00 - 11.00 Visita al Cantiere Navigarda di Peschiera del Garda (Vr) e all’annessa darsena, o, in alternativa, al Museo della Pesca e delle Tradizioni Lacustri; - ore 13.00 Pranzo in ristorante da definire; - ore 15.00 Visita alla Mostra a Peschiera del Garda (Vr) sul battello Italia; - a seguire Visita alla Città di Peschiera (Vr) e alle sue fortificazioni; - rientro in albergo; - a seguire cena in ristorante/pizzeria da definire; Sabato 23 maggio 2015 Per chi si fermerà il sabato o potrà arrivare solo il sabato mattina - ore 9.30 Visita alla Mostra a Peschiera del Garda (Vr) sul battello Italia; a seguire visita al Museo della Pesca e delle Tradizioni Lacustri; - ore 12.30 Pranzo in ristorante da definire; - Nel pomeriggio Visita alla Città di Peschiera (Vr) e alle sue fortificazioni; - Rientro in albergo; a seguire cena in ristorante/pizzeria da definire; Domenica 24 maggio 2015 Per quanti volessero fermarsi anche domenica si potrebbe organizzare: - in mattinata, un’escursione, in alto lago, alla terza linea di trinceramento italiana. Chi non volesse affrontare il tracciato - di facilissima percorribilità ma un po’ in salita (quantomeno nella parte iniziale) - potrà visitare il suggestivo santuario di Montecastello e quindi attendere gli altri nel bar prospiciente da cui si gode una meravigliosa vista sull’Isola Trimelone, avamposto fortificato utilizzato, nel corso della Prima Guerra Mondiale, anche dalla Regia Marina e di cui vedremo una interssante foto alla mostra - ore 12.30 - 14.30 Trasferimento e pranzo a Limone (Bs) in Ristorante da definire. - A seguire Visita del centro storico di Limone (Bs), dell’ex caserma della Regia G.F. che ospitò il personale imbarcatosulle torpediniere deputate al controllo del confine con l’A.U., dei locali e dei manufatti un tempo asserviti alla piazzola dove venne allocato uno dei due pezzi da 305 mm della Regia Marina che vennero portati sul Benaco nel corso della Prima Guerra Mondiale. - ore 18.00 tutti a casa un caro saluto a tutti
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