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Il caso Concordia è noto, quello della Concordia è un caso emblematico, e si cerca per molti interessi farlo considerare un caso estremo isolato.

 

Non e’ cosi, vi segnalo:

 

Cosa anno in comune i due casi: l’ imperizia!   Imperizia che è anche superficialità e non valutazione del rischio:

·      a prora del traghetto in manovra nel porto di Rodi NON C’ E’ NESSUNO, quindi un altro comandante da joy stick fsta facendo tutto eda solo dalla plancia   ..  a sprezzo della sicurezza dei passeggeri e dei beni (altre navi) vicine

·      la nave in Sud Africa è evidentemente vuota, già altissima sull’ acqua per le sue stesse funzioni, ma certamente non zavorrata (si vede la minima immersione dal bubo di brora fuori dall’ acqua (in assetto):  zavorrare una nave è un’ operazione complessa, richiede tempo, bisogna (eventualmente) seguire delle procedure antinquinamento ecce cc .. quindi meglio rischiare piuttosto che faticare .. e credetemi quella nave non si è capovolta non per abilità ma perché una santo ci ha messo il dito

 

Andare per mare è duro, e comporta amcor più che molta fatica, molta preparazione ( la natura non perdona, e non si sa quando colpisce ed in che modo ..) ed in campo marittimo è evidente che il pressapochismo ha preso il sopravento …

 

Per ora il mezzo piu sicuro rimane l’ aereo …. lontani soprattutto dalle crociere

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Francamente non capisco!

é già il terzo post di Carabiniere in cui viene affermata la pericolosità e la scarsa preparazione professionale del personale navigante delle navi mercantili. Siccome il blog di AIDMEN dovrebbe essere dedicato allo scambio di informazioni storiche e di attualità sui temi a cui é statutariamente dedicata l’associazione mi sembrano interventi fuori luogo.

Mi sembra che le affermazioni siano basate sulla visione di filmati rintracciati sul web di incidenti che sono sempre avvenuti nella storia della navigazione in epoche in cui nessuno aveva la possibilitá di riprenderli con un Iphone or Ipad.

La marina mercantile italiana, importantissimo comparto economico di cui nesssuno mai parla, se non a sproposito, rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra economia. L’Italia ha oggi circa 18 milioni di tonnallate di stazza (GRT) di navi mercantili che la pone ufficialmente al dodicesimo posto nella classifica mondiale. Ma se togliamo le bandiere “di comodo”, cioé Panama, Liberia, Marshall Islands etc., (a cui contribuiscono comunque anche molti armatori italiani) l’Italia balza al quarto posto dopo Grecia, Cina, Regno Unito. Ció non era mai avvenuto nella storia.

Quando si parla della marina mercantile e dei suoi addetti, ufficiali, comandanti e personale navigante bisognerebbe evitare di fare affermazioni da “bar sport” insultanto e denigrando un’intera categoria professionalmente impegnata e preparata.

L’invito a stare alla larga dalle navi da crociera é altrettanto gratuito, sappiamo che il nostro paese é tra i primi al mondo come flotta di navi passeggeri e il primo in assoluto nella costruzione di questo complesso tipo di nave. La navi da crociera sono sicurissime e le normative di sicurezza sono in continua evoluzione. Il disastro della Concordia, sicuramente un caso limite sappiamo a cosa dovuto, non autorizza ad estendere un giudizio negativo sull’intera flotta passeggeri nazionale o mondiale.

 

 

Il caso Concordia è noto, quello della Concordia è un caso emblematico, e si cerca per molti interessi farlo considerare un caso estremo isolato.

 

Non e’ cosi, vi segnalo:

 

Cosa anno in comune i due casi: l’ imperizia!   Imperizia che è anche superficialità e non valutazione del rischio:

·      a prora del traghetto in manovra nel porto di Rodi NON C’ E’ NESSUNO, quindi un altro comandante da joy stick fsta facendo tutto eda solo dalla plancia   ..  a sprezzo della sicurezza dei passeggeri e dei beni (altre navi) vicine

·      la nave in Sud Africa è evidentemente vuota, già altissima sull’ acqua per le sue stesse funzioni, ma certamente non zavorrata (si vede la minima immersione dal bubo di brora fuori dall’ acqua (in assetto):  zavorrare una nave è un’ operazione complessa, richiede tempo, bisogna (eventualmente) seguire delle procedure antinquinamento ecce cc .. quindi meglio rischiare piuttosto che faticare .. e credetemi quella nave non si è capovolta non per abilità ma perché una santo ci ha messo il dito

 

Andare per mare è duro, e comporta amcor più che molta fatica, molta preparazione ( la natura non perdona, e non si sa quando colpisce ed in che modo ..) ed in campo marittimo è evidente che il pressapochismo ha preso il sopravento …

 

Per ora il mezzo piu sicuro rimane l’ aereo …. lontani soprattutto dalle crociere

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La sicurezza. nell' accezione più ampia del termine, è un elemento fondamentale della costruzione e della tecnica navale.

L' accento che pongo sul problema è per segnalare un' involuzione, su cui si può discutere, approfondendo i temi e senza entrare in polemica: quanto segnali, non da esterno, che invece di migliorare i sistemi, per venire incontro a difficoltà e deficienze ampiamente riscontrate e dimostrate, non si posso attenuare norme e controlli.

Non mi sono mai soffermato troppo, non più del dovuto, su Costa. (non si tratta dell' incidente in se ma dell' analisi della lunga catena di leggerezze ed omissioni che l' hanno provocato) ma sto continuando a trattare (e veramente a provocare un dibattito) sul tema, soprattutto sul tema degli incendi a bordo, che viene sottovalutato pur essendo la prima causa di incidenti ed il maggior rischio

Come part del settore non credo si faccia un gran bene né alla cantieristica navale né alla marina Italiana, appiattendosi su "spottoni"celebrativi:   in quanto all' importanza ed all' apporto economico al nostro paese del settore crociere occorre forse riflettere e dare un' occhiata alle vere statistiche

Bisogna anche essere obbiettivi e sinceri su cosa sono oggi le "crociere", per non confondere case da gioco galleggianti con navi

proprio per difendere poi la professionalità e la preparazione della gente di mare nazionale,occrre essere inflessibili sulle troppe concessioni e disinvoltura con cui si affronta il tema degli equipaggi, la loro consistenza, la loro formazione che non può essere - come purtroppo molto spesso prevale . solo cartolaria o formale

 

Non sono tanto profondo sullo statuto sociale, ma almeno per la tematica credo che l' associazione si occupi di documentazione, di tecnica male (non solo storica ma anche di attualità) di evoluzione dell' andar per mare

 

PS:  ho passato molti anni a battere il c.... in mare, e mi sono occupato professionalmente di prevenzione e sicurezza in mare

Riconosco che la specializzazione può anche diventare fissazione, però .. può essere utile a molti ...

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La manovra del traghetto nel porto di Rodi è abbastanza impressionante e può sembrare rischiosa, ma non credo sia così.

Venti anni fa sarebbe stata fatta a occhio da un comandante spericolato, ma i tempi cambiano.

A prua non c'era nessuno, ma certamente c'era una telecamera per cui il comandante vedeva quanto gli serviva su uno schermo in plancia.

Adesso con il GPS la posizione della nave è conosciuta con uno scarto minore di un metro.

Immagino che tutta la sequenza sia stata simulata in precedenza da un calcolatore e poi controllata durante l'esecuzione.

Esistono auto di serie in grado di posteggiare tra altre due auto.

Non mi sembra sia difficile fare lo stesso per una nave che entra in porto.

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Di primo acchito non si può non condividere le tue affermazioni, per quanto riguarda la condotta in condizioni di normalità:  la manovra è stata ineccepibile: fatta bene ed è andata bene ( ed è riportata sui media come dimostrazione di abilità ed efficienza):   il traghetto non solo ha fatto una manovra corretta ma con una certa coerenza che denota confidenza (da non scambiare per sicurezza) sul mezzo e sul luoghi da parte del comandante:   ha dato fondo all'ancora di sinistra appena entrato per tenerla di guardia ed aiutarsi se del caso, poi ha ruotato sulla sinistra con le due eliche ed il truster; manovra forse un po’ veloce, senza esitazioni, da traghetto ... tutto ha funzionato ma...

Un premio, se l’ avesse avuta gli avrebbero dato la patente con encomio   …

….. ma  io mi soffermo invece sul margine di rischio, del tutto trascurato;  stare a prora potrebbe non essere necessario per la vista, sostituita (non sempre) dalle telecamere,  ma   la gente a prora non riguarda la manovra (in genere) ma riguarda la reazione alle emergenze, se qualcosa va storto, se un telecomando non funziona, se un cavo o una catena si incatasta, se un elemento esterno perturba ….

A maggior ragione soffermandosi sul fatto che le infrastrutture portuali sono inadeguate e sul fatto che i comandanti considerino una normalità quanto invece è a rischio

Quello che vorrei innescare come dibattito, non è la manovra, ma la capacità di prevedere i rischi, e tenerne conto ..  la ridondanza, per la sicurezza, non è solo il numero delle apparecchiature a disposizione, e la loro duplicazione e laternabilità (quando sono previste) ma riguarda anche la consistenza del personale e la loro predisposizione ...

Questa è la perizia e la bravura della vera  gente di mare, ed il rispetto verso questa categoria

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....   rubo il post a Sandokan, sull' ennesimo (mai parlare di ultimo) incidente marittimo, non attribuibile, salvo ripensamenti postumi, a problemi tecnici     http://video.corriere.it/canarie-traghetto-carico-

Cosa facciamo, tanto in Italia, quanto come categoria?  

osanniamo i marittimi e mettiamo la testa nella sabbia in merito alla pericolosità e la scarsa preparazione professionale del personale navigante delle navi mercantili?

per la cronaca è il mio quarto post in materia, e continuo a pensare che anche il blog di AIDMEN dovrebbe essere luogo di discussioni professionali,  dedicato allo scambio di informazioni di attualità su temi che affliggono marineria e modo marittimo.  

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Condivido il tuo disappunto Carabiniere. Volevo infatti inserire il video nel tuo post. Francamente vedendo la dinamica di questo botto non riesco a capacitarmi come non vi sia stato rimedio alla collisione. Eppure la velocità non mi sembrava oltre le 10 miglia ma dico a occhio.

Edited by sandokan
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