Francesco Mattesini Posted February 9, 2017 Report Share Posted February 9, 2017 Froverete il mio ultimo saggio in https://www.academia.edu/31309314/LE_OPERAZIONI_BRITANNICHE_SUBSTANCE_E_STYLE_PER_IL_RIFORNIMENTO_DI_MALTA_31_Luglio_4_Agosto_1941 Iscandar, Danilo Pellegrini, Napy and 1 other 4 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Danilo Pellegrini Posted February 9, 2017 Report Share Posted February 9, 2017 (edited) Lo sto leggendo con molto interesse. Constato come ancora i britannici non si rassegnino ad ammettere i successi italiani, pure quando di modesta entità. Nello specifico il siluramento della SYDNEY STAR, da parte del MAS 532 al comando del CF Ernesto Forza. (op.cit pagg. 72-74). Evento commentato "con una certa cattiveria", ma ammesso dallo stesso ammiraglio Somerville.[blue Star's M.V. “Sydney Star 1] Damaged 24/07/1941 by German E-boat in Mediterranean Sea [38], arriving Malta same day and dry-docked there 18/08/1941 http://www.bluestarline.org/sydney1.html EDIT: proseguendo nella lettura del saggio riscontro che: ..."Anche le valutazioni dei Comandi italiani peccarono di un certo ottimismo, poiché, dando piena fiducia a quanto avevano apprezzato i comandanti Forza e Pascolini, fu ritenuto che avessero affondato un piroscafo e un cacciatorpediniere,mentre in realtà si verificò soltanto il danneggiamento del Sydney Star. La determinazione mostrata nell’occasione fu comunque meritatamente elogiata dalla stampa e dalla radio, e ai due ufficiali, nel corso della giornata della Marina del 10 giugno 1942, fu concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare, appuntata sul petto dei suoi ufficiali da Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III". Con riferimento al post http://www.aidmen.it/topic/680-l’imbarazzante-errore-del-cacciatorpediniere-camicia-nera/?p=5097, concordo nuovamente con lei Mattesini che spesso, e non solo da noi, i fatti storici, anche i più scabrosi e umilianti, sono conosciuti, ma per carità di Patria, a volte si fa finta di nulla... Edited February 9, 2017 by Danilo Pellegrini sandokan 1 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 9, 2017 Author Report Share Posted February 9, 2017 (edited) Grazie Pellegrini. E' perfettamente vero quello che ha detto. Purtroppo quando si toccano certi argomenti ci si fa dei nemici. Ma a volte siamo ripagati da persone comprensive come Lei. Anche la Blue Star commette degli errori, ma non c'é da meravigliarsi. Per i britannici tutti, o quasi tutti gli affondamenti e i danneggiamenti di navi, preferiscono assegnarli ai tedeschi, che da parte loro contribuiscono a prendersi tutto. Franco Edited February 9, 2017 by Francesco Mattesini sandokan and Danilo Pellegrini 2 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Iscandar Posted February 9, 2017 Report Share Posted February 9, 2017 è più facile ammettere di avere subito delle perdite dai tedeschi, che vengono presentati come una razza militare, che dire di averle subite da quei saltimbanchi degli italiani. Danilo Pellegrini and sandokan 2 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
sandokan Posted February 9, 2017 Report Share Posted February 9, 2017 In effetti la faccenda della scarsa considerazione degli italiani, da parte britannica soprattutto, aveva dei precedenti non da poco. Mi riferisco alle esperienze della prima guerra mondiale in Adriatico ove gli "albioni(ci)" avevano avuto modo di constatare quella certa supponenza dei nostri ufficiali di SM imbarcati, che ritenevano di non aver nulla da imparare dai colleghi stranieri. Eppure le esperienze navali italiane ancora risentivano di quella cocente sconfitta di Lissa, e non pare avessero cambiato granchè mentalità. Senza contare il cambio d'alleanza, che peraltro molti altri paesi hanno fatto nel corso dei secoli, avvenuto in piena guerra (1915) pur derivando dalla neutralità strana che rivedremo poi nel 39-40. Anche allora il giudizio positivo dei britannici si volgeva alle leve inferiori, salvo qualche rara eccezione di alto rango. Uno scenario che si ripete nel secondo conflitto.Aggiungerei che vi è anche un fattore di "consanguineità" (sono pur sempre anglosassoni) nel determinare da parte british quel certo discredito verso le armi italiane, purtroppo confermato fin dalle prime operazioni belliche fino alla fine ed a lungo analizzato e valutato fin dall'impegno italiano in Spagna. Tranne i casi eclatanti, ma isolati ed irripetibili, come Alessandria, Gibilterra e Barhein (il bombardamento degli impianti petroliferi di Manama) sfortunatamente il rendimento bellico italiano si rivelò lacunoso a fronte di uno sforzo "senza troppa convinzione". Tuttoggi ricordiamo siamo vittime di tali preconcetti, a volte ingiusti ma su cui nessun cittadino riflette tantomeno il politico.Non che i pallidi britannici abbiano sempre ragione ma tant'è! Iscandar and Danilo Pellegrini 2 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 10, 2017 Author Report Share Posted February 10, 2017 Per quanto riguarda la combattività britannica, tanto di cappello. Per quanto riguarda invece la loro presunzione di essere sempre i più bravi, i giapponesi gli hanno fatto vedere nel 1941-1942, che si sbagliavano, in particolare sul mare. Fatto riconosciuto, dobbiamo dirlo, da storici britannici seri, delle forze armate di Sua Maestà. Ciò nonostante i britannici non mollarono e alla fine vinsero anche la guerra in Birmania, come la vinsero in Africa e in Italia, dove da parte nostra ci fu un vergognoso sfascio totale. Mai era accaduto che un Esercito di almeno 1.500.000 di uomini si fosse arreso in due giorni, quasi senza reagire, se non per iniziativa dei singoli. Questo all’Estero lo conoscono bene, soprattutto gli inglesi e se ne approfittano per scagliarci, quando possono, pesci in faccia. Come reagire, descrivendo gli episodi nella loro realtà, e se vi è un successo italiano, seppur minimo, farlo conoscere. Franco Iscandar, sandokan and Danilo Pellegrini 3 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Danilo Pellegrini Posted February 10, 2017 Report Share Posted February 10, 2017 Caro Francesco, sfonda una porta aperta; nel merito, da tempo, mi sono rassegnato alla sconfitta nelle scaramucce combattute da quasi 10 lustri con la figlia di Albione diventata poi mia moglie. Una rampolla erede delle comprovate tradizioni militari di famiglia: per stare sul recente, il padre ufficiale di carriera dell'8^armata britannica, nella 2^ GM, poi nella Nato; il nonno, alto ufficiale di Marina, già assistente di Marconi nella English-Continental Wireless Telegraph Service, partecipò negli anni '30 allo sviluppo degli studi e alla realizzazione del radar.Ebbene posso dirle che, fermo restando quanto da lei ottimamente sintetizzato, mio suocero, un personaggio con il quale andavo inaspettatamente d'accordo, per quanto riguarda le vicende del nostro Paese nutriva maggior rispetto per i combattenti della parte perdente ... e non vado oltre, sempre per carità di Patria.Un suo da sempre affezionato lettore. sandokan 1 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Francesco Mattesini Posted February 10, 2017 Author Report Share Posted February 10, 2017 Complimenti per sua moglie e per suo suocero. Ho capito benissimo. Franco sandokan 1 Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
sandokan Posted February 10, 2017 Report Share Posted February 10, 2017 Capperi Danilo! Una geneaologia davvero interessante. Sarebbe interessante altresì poter sapere di più sulla partecipazione di quel signore allo sviluppo del radar. Caspita! Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
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