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Un caso interessante: il sommergibile NARVAL


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Trasmetto per conto di Francesco Mattesini:

L’AFFONDAMENTO DEL SOMMERGIBILE FRANCESE “NARVAL”

Era l’unico sommergibile della Marina francese a non aver accettato le condizioni d’armistizio imposte dalla Germania. Nella seconda metà di giugno del 1940 si era rifugiato a Malta per continuare a combattere a fianco dei britannici, contro le potenze dell’Asse. Il Narval (capitano di corvetta François Drogou) lasciò il porto della Valletta il 2 dicembre 1940 per operare lungo le coste orientali della Tunisia. Si ritenne allora fosse affondato il 15 dicembre 1940 su mine, probabilmente italiane,  Nell’agosto 1941, un idrovolante francese avvisto il relitto del Narval e fu poi accertato che si trovava alla profondità di 24 metri ad una dozzina di miglia dalla boa n. 3 di Kerhennah, non lontano dalla zona in cui il 15 giugno 1940 era affondato il sommergibile francese Morse (vedi Morse) nelle medesime condizioni, quindi anch’esso per  mine che si ritennero appartenessero a sbarramenti minati difensivi francesi del porto di Sfax. Occorre invece considerare che la spezzata più meridionale dello sbarramento LK di 108 mine, realizzato il 10 giugno 1940 dai cacciatorpediniere Lanciere (capitano di vascello Carmine D’Arienzo) e Corazziere (capitano di fregata Carlo Avegno) era stata posata all’esatta distanza e direzione dalla boa n. 3 di Kerkennah, e che il comandante del Narval conosceva bene la posizione degli sbarramenti minati francesi. Pertanto si deve convenire che la perdita del Narval fu determinata dalle mine italiane   a 9 miglia per 68° dalla boa n. 3 dei banchi di Kerkennah.

L’8 gennaio 1941 il vice ammiraglio francese Muselier annunciò da Radio Londra l’avvenuta perdita del Narval, e l’indomani gli italiani comunicarono per radio e giornali che il sommergibile francese era stato affondato dalla torpediniera Clio. In effetti per moltissimi anni vi è stato in Italia il convincimento, avvalorato da notizie e pubblicazioni errate dell’Ammiragliato britannico trasmesse all’Ufficio Storico della Marina Militare in cui si affermava che il Narval era partito da Malta per missione sulle coste della Cirenaica il 29 dicembre. Il punto di vista italiano era che il Narval fosse stato effettivamente affondato, la notte del 7 gennaio 1941 a 20 miglia a nord ovest di Tobruk, dalla torpediniera Clio che, assieme all’unità similare Castore, scortava un convoglio diretto a Bengasi, costituito dal piroscafo Edda e dalla motonave Assiria. La Clio (tenente di vascello Pasquale Giliberto), secondo quanto il comandante della torpediniera riportò nel suo rapporto di missione, avvistò la torretta di un sommergibile in affioramento alle ore 22,26, a una distanza di circa 2000 metri, e diresse per l’attacco. Mentre il sommergibile cercava di disimpegnarsi in immersione, la torpediniera lo speronò in lat. 32°13’N, long. 23°40’E. Quindi, ripartite in tre salve, lancio venti bombe di profondità sul punto in cui l’unità subacquea era stata investita. L’affondamento del sommergibile, al momento dell’azione della Clio apparso probabile per una grande quantità di nafta che saliva alla superficie del mare assieme a fuoriuscita gorgogliante d’aria, venne confermato l’indomani da un Mas di Marina Tobruk. Questo mezzo, inviato nella zona, segnalò una persistente fuoriuscita di nafta risalire dal fondo del mare, come al comandante della Clio, fu comunicato da Marina Bengasi. E’ invece dubbio che nell’occasione sia stata recuperata dal Mas una cintura di salvataggio in cui era scritto, a chiare lettere, il nome Narval, poiché al tenente di vascello Galiberti nulla di ciò fu detto, mentre invece la visita di un palombaro allo scafo della .Clio sembrava confermare che vi era stato uno speronamento. 

La notizia del presunto successo fu trasmessa dalla radio e dai giornali italiani dopo che, il giorno 8 gennaio, il Comando della Marina Francese Libera a Londra aveva comunicato il mancato rientro alla base del Narval. Evidentemente, in un momento difficile per le Forze Armate italiane su tutti i fronti terrestri e per la Regia Marina nel Mediterraneo, si approfittò dell’occasione per abbinare la notizia a quella dell’attacco della Clio. Ed è pertanto da ritenere, con fondati motivi, che fu inventato il falso della cintura del Narval, per dimostrare al mondo che il sommergibile francese era stato affondato da una nave italiana. In realtà sappiamo oggi che il sommergibile attaccato dalla Clio era il britannico Rover  (capitano di corvetta Hubert Anthony Lucius Marsham), della 1a Flottiglia di Alessandria, il quale aveva a sua volta attaccato il convoglio italiano, fallendo il lancio di cinque siluri contro il piroscafo Edda.  Il Rover era poi sfuggito alla caccia della Clio riportando considerevoli danni alla sua batteria per le esplosioni delle bombe di profondità, e anche danni alla cupola dell'impianto asdic avvenuto nella fase di immersione per lo sfregamento della torretta con lo scafo della torpediniera italiana che avvistato il sommergibile si era portata allo speronamento, riuscito solo in parte. Dopo aver attaccato senza successo con il cannone un motoveliero italiano alle ore 22.30 del 9 gennaio tra Tobruch e Derna, ed essere stato ricercato ed attaccato da alcuni Mas, il Rover, a causa delle avarie riportate  nell'attacco della torpediniera Clio, dovette interrompere la sua missione raggiungendo Malta l’indomani giorno 10, dove resto in bacino, alla Valletta, fino al 4 febbraio.

Ritornando al Narval il suo relitto fu visitato nel mese di novembre 1957 da sommozzatori italiani della Società MICOPERI in lat. 35 ° 03 'N, long. 11 ° 53' E, e lo scafo appariva con la sezione prodiera completamente distrutta, e non vi furono dubbi che il danno fosse stato causato da una mina. I palombari riuscirono a recuperare il cannone, le viti, una parte del piombo di zavorra e poterono leggere le lettere NAR sulla torretta. Tuttavia restò sempre il dubbio, perché le versioni ufficiali italiane e britanniche, a differenza di quelle della Marina francese, tendevano sempre ad accreditare il successo alla Clio, come ancora oggi risulta ampiamente in libri, saggi, articoli e siti di Internet.  Noi siamo invece propensi a ritenere che il sommergibile sia affondato per una mina dello sbarramento italiano LK, poiché esso fu posato proprio sul punto in cui si trova il relitto del Narval.

 

FRANCESCO MATTESIN

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