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Un caso interessante: il sommergibile NARVAL


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Ho letto attentamente sul recentissimo BOLLETTINO dell'AIDMEN il bell’articolo di Stefano Ruia “Un caso Interessante: il sommergibile NARVAL

 

La mia ultima aggiornata ricostruzione, dopo quella riportata nel Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare del Dicembre 2001 sull’affondamento del sommergibile francese NARVAL, è la seguente:

 

10) Narval (francese), 974 tonn. (7 gennaio 1941)

 

Era l’unico sommergibile della Marina francese a non aver accettato le condizioni d’armistizio imposte dalla Germania. Nella seconda metà di giugno del 1940 si era rifugiato a Malta per continuare a combattere a fianco dei britannici, contro le potenze dell’Asse. Il Narval (capitano di vascello François Drogou) lasciò il porto della Valletta il 29 dicembre 1940 per operare lungo le coste della Libia.

 

Fu sicuramente affondato la notte del 7 gennaio 1941,  20 miglia a nord ovest di Tobruk, dalla torpediniera italiana Clio che, assieme all’unità similare Castore, scortava un convoglio diretto a Bengasi, costituito dal piroscafo Edda e dalla motonave Assiria. La Clio (tenente di vascello Pasquale Giliberto) avvistò la torretta della Narval in affioramento alle ore 22,26, a una distanza di circa 2000 metri, e diresse per l’attacco. Mentre il sommergibile cercava di disimpegnarsi in immersione, la torpediniera lo speronò in lat. 32°13’N, long. 23°40’E. Quindi, ripartite in tre salve, lancio venti bombe di profondità sul punto in cui il Narval era stato investito.

 

L’affondamento dell’unità subacquea, al momento dell’azione della Clio apparso probabile per una grande quantità di nafta che saliva alla superficie del mare assieme a fuoriuscita d’aria, venne confermato l’indomani da un M.A.S. di Tobruk. Questo, inviato nella zona, segnalò una persistente fuoriuscita di nafta risalire  gorgogliante dal fondo del mare, e recuperò una cintura di salvataggio in cui era scritto, a chiare lettere, il nome Narval.

 

 La versione, del tutto opposta, proveniente da parte francese, che il Narval fosse stato affondato verso il 15 dicembre 1940 su mine italiane presso la costa della Tunisia, a 9 miglia per 68° dalla boa n. 3 dei banchi di Kerkennah, dove il suo scafo fu localizzato nel 1958, rende molto dubbiosi, visti i precisi dettagli sulla missione del sommergibile trasmessi dall’Ammiragliato britannico. Occorre tuttavia considerare che la spezzata più meridionale dello sbarramento LK di 108 mine, realizzato il 10 giugno 1940 dai cacciatorpediniere Lanciere (capitano di vascello Carmine D’Arienzo) e Corazziere (capitano di fregata Carlo Avegno), e che secondo i francesi avrebbe portato alla perdita del Narval, era stata posata all’esatta distanza e direzione dalla boa n. 3 di Kerkennah.

 

Occorrerebbe conoscere a questo punto di quale sommergibile francese si tratta quello del relitto ampiamente fotografato che si trova nella zona di Kerkennah.

 

Non credo che sia stata una bufala italiana quella versione riportata sul successo del CLIO, perché altrimenti sarebbe falso il rapporto di missione della torpediniera e tutta la documentazione che ne è seguita, incluso il Diario di Supermarina.

 

Francesco Mattesini

Edited by Francesco Mattesini
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Dear Franco and Francesco,   I have not received the latest Bollettino so I cannot comment on the article by Stefano Ruia. However I can mention the following:   The wreck of NARVAL was found in Novem

Grazie a tutti per l'attenzione rivolta al mio articolo e grazie a Mattesini per i complimenti. Da parte mia posso solo aggiungere che nell'immersione svolta non è stata rilevata la scritta "NAR" sull

Ho letto attentamente sul recentissimo BOLLETTINO dell'AIDMEN il bell’articolo di Stefano Ruia “Un caso Interessante: il sommergibile NARVAL”   La mia ultima aggiornata ricostruzione, dopo quella ripo

Da "La Marine Française dans la Seconde Guerre Mondiale", ammiraglio Auphan e Jacques Mordal, Editions France-Empire, 1967:

 

 

"Le prime unità a riprendere il combattimento contro l'Asse erano stati due sommergibili. Uno di essi, il NARVAL, si trovava con la sua squadriglia all'ormeggio di Sousse (Tunisia) al momento dell'armistizio. Senza dir nulla a nessuno il suo comandante, tenente di vascello Drogou, aveva preso il largo e raggiunto Malta da dove fece in seguito conoscere la sua adesione alla France Libre. La sua carriera sarebbe stata breve: atteso a Malta il 16 dicembre 1940, il NARVAL non sarebbe mai rientrato dalla sua terza missione di pattuglia nel Mediterraneo (1).

 

Nota (1) Il mistero della sua scomparsa non fu chiarito che nel mese di ottobre 1957 a seguito della scoperta del relitto, giacente a 30 metri di profondità, con la prua squarciata da una mina, al largo delle isole Kerkenna sulla costa orientale della Tunisia."

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Oltre ai dati italiani, esistono sulla perdita del NARVAL quelli della Historical Section Admiralty in "Mediterranean Volume 2°", che assegnano alla torpediniera  italiana CLIO l'affondamento del sommergibile francese

 

Ritengo che i dati forniti dai due storici francesi siano parecchio in disaccordo con quelli britannici, alle cui dipendenze il NARVAL era stato inviato da Malta sulle coste della Tripolitania. Partì da Malta il 29 dicembre 1940 [notare la data] e doveva rientrare dalla missione il giorno 14 gennaio 1941.

 

Quindi il fatto che secondo i francesi il NARVAL era atteso a Malta per il 14 gennaio è non solo in disaccordo con le notizie britanniche, ma lo ritengo elemento inesatto. A meno che i francesi ci mostrino che hanno sul sommergibile scomparso notizie più precise di coloro che avevano fissato l'ordine di operazione per una missione ben definita.

 

Franco

Edited by Francesco Mattesini
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Dear Franco and Francesco,

 

I have not received the latest Bollettino so I cannot comment on the article by Stefano Ruia. However I can mention the following:

 

The wreck of NARVAL was found in November 1957 by Italian divers from the MICOPERI company in 35°03' N, 11°53' E. The forward section was completely destroyed up to behind the forward torpedo platform so there is little doubt that she was mined. The divers managed to recover the deck gun, the screws, some of the ballast lead and they could read the letters "N A R" on the conning tower. This meant that the submarine ran in the LK minefield laid by the destroyers LANCIERE and CORAZZIERE.

 

NARVAL had sailed from Malta on 2 December 1940 and was supposed to be back on 16 December 1940. The theory that she fell victim to the depth charging by CLIO on 7 January 1941 has to be rejected. This theory was rejected by the French Admiralty. I suggest that CLIO may have attacked an old wreck or was simply mistaken. In those days before the use of the "ecogoniometro" these mistakes were not rare.

 

I have checked the CLIO file at the USMM and that report was missing. Franco: do you have a copy? The Supermarina's diaries mention that CLIO  (escorting ASSIRIA from Tobruk to Benghazi) sighted a submarine 20 miles NW of Tobruk at 2230/7 January 1941. A MAS was later sent to investigate and Marina Tobruk reported at 1635/8 that it had found "abbondante gorgoglio di nafta del fondo". Perhaps, but an old wreck is the most rational explanation. I do not know what are your sources for the supposed sortie of 29 December but this is not confirmed by official documents.  I have checked the NARVAL file at the Service Historique de la Marine (now known as Service Historique de la Défense).

 

Best wishes,

 

Platon

Edited by Platon Alexiades
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Cari Platon e Francesco

 

Dell’argomento sull’affondamento del NARVAL ne ho discusso più volte, e come avete visto nella mia ricostruzione riporto entrambe le ipotesi: affondamento del sommergibile da parte della torpediniera CLIO oppure per le mine posate dai cacciatorpediniere  LANCIERE e CORAZIERE. Poiché si tratta pur sempre di un successo italiano entrambe le versioni mi vanno bene, ma non posso pensare che la Regia Marina, in un periodo di disperazione in seguito agli avvenimenti su ogni fronte italiano e nel Mediterraneo potesse arrivare a commettere un illecito, dichiarando un affondamento non confermato per far cosa: per far dispetto ai francesi?

 

La versione ufficiale dell’Ufficio Storico Marina Militare è che la CLIO sperò un sommergibile e lo attacco poi con 20 bombe di profondità, come risulta nel Diario di Supermarina che a suo tempo ho consultato. Un MAS mandato l’indomani nella zona (bisognerebbe conoscerne la sigla) riferì di nafta gorgogliante che saliva alla superficie, e di aver recuperato una cintura con il nome NARVAL,

 

Se è avvenuto lo speronamento di un sommergibile in superficie, il che escluderebbe un relitto che doveva trovarsi in profondità (altrimenti la CLIO e il MAS lo avrebbero individuato),  nella zona dell’attacco avrebbe dovuto trovarsi un altro sommergibile, ma quale!

 

E veniamo ora alla versione dell’Ammiragliato Britannico in Submarines (Mediterranean) Volume II, ove a pagina 23 è scritto:

 

Narval left Malta on 29 December 1940 and was overdue on 14th January 1941. ... Clio, with another torpedo boat, was escorting a convoy and sighted  Narval on the surface at 2,000n yards range. Clio dropped three patterns of depth charges after striking Narval as she dived, and afterwards lifebelts bearing the name Narval. There were no survivors.

 

Ma quando sono state scritte le due versioni, anche se in periodi diversi, italiani e britannici stavano sognando o avevano bevuto, inventandosi episodi e date non veritiere!

 

Platon, se poi mi dici, com’è avvenuto altre volte, che i dati dell’Ammiragliato non sono attendibili, perche sbagliati, allora, riferendomi alle versioni piuttosto precise dell’Ufficio Storico M.M., soprattutto riguardo alle date, come italiano mi consolo.

 

Franco

Edited by Francesco Mattesini
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Grazie a tutti per l'attenzione rivolta al mio articolo e grazie a Mattesini per i complimenti. Da parte mia posso solo aggiungere che nell'immersione svolta non è stata rilevata la scritta "NAR" sulla falsa torre, però viste le numerose incrostazioni bentoniche presenti oggi per rilevarla bisognerebbe attuare una pulizia che non era nelle operazioni pianificate sia per la sua durata che per la questione etica (alterazione dello stato del relitto). Inoltre le condizioni del mare erano tutt'altro che favorevoli.

Comunque se voi come esperti potete suggerire qualche ricerca specifica (non troppo complessa) che vi aiuti a chiarire se il relitto in questione è il Narval o no, mi presto volentieri a fare da tramite fra i soci AIDMEN e il team che si è immerso sul Narval e che potrebbe rifarlo per svolgere qualche ricerca suggerita. Anche se la risposta non può essere certo pronta perchè le condizioni meteomarine sono importanti e quindi bisogna attendere una stagione in cui il meteo da Lampadesa sia più favorevole.

 

Grazie ancora per le importanti informazioni storiche-documentali indicate, che danno ulteriori spunti di interesse per il caso Narval (II).

 

Stefano Ruia

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Platon, Francesco  e Stefano

 

Effettivamente, leggendo il libro di Jean-Jacques Antier, “L’aventure heroique des sous-marins francais”, risulta che  l’affondamento del NARVAL si era verificato nel dicembre 1940, tanto che l’Ammiragliato britannico il giorno 18 del mese annunciò la perdita del sommergibile.

 

Fu ritenuto che l’affondamento si fosse verificato tra il 13 e il 16 dicembre su uno sbarramento di mine francesi nelle acque di Sfax. E quindi non sullo sbarramento italiano LK posato dai cacciatorpediniere LANCIERE e CORAZZIERE.

 

Nell’agosto 1941, un idrovolante francese avvisto il relitto del NARVAL e fu poi accertato che  si trovava alla profondità di 24 metri ad una dozzina di miglia dalla boa di Kerhennah, non lontano dalla zona in cui il 15 giugno 1940 era affondato il sommergibile francese MORSE nelle medesime condizioni, quindi per  mine.

 

L’8 gennaio 1941 il vice ammiraglio francese Muselier annunciò da Radiio Londra l’avvenuta perdita del NARVAL, e l’indomani gli italiani comunicarono che il sommergibile francese era stato affondato dalla torpediniera CLIO ?

 

Cosa dobbiamo pensare?  Ci fu veramente l’attacco della torpediniera Clio a un sommergibile come viene riportato anche nel Diario del Comando Supremo alla data dell’8 gennaio, e di quale sommergibile si trattava,

 

E che pensare degli errori di data dell’Ammiragliato britannico che hanno contribuito a generare confusione.

 

Franco

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Quando si afferma che gli errori dell'Ammiragliato britannico hanno contribuito a generare confusione.

 

Nei confronti della perdita del NARVAL un tale errore si é verificato anche nell'opera ufficiale Mediterranean, che poi, declassificato, è stato ristampato  nel 2002 con il titolo The Royal Navy and the Mediterranean, Volume II, November 1940 – December 1941.

 

Alla pagina 18, Nota 1, è scritto:

 

The NARVAL was sunk on 7th Junuary 1941 by the Italian torpedo-boat CLIO, 20 miles north-west of Tobruk.

 

Questo significa che l’Ammiragliato confermava che il sommergibile francese nel gennaio 1941 era stato inviato a operare sulle coste della Cirenaica, presso Tobruk.

 

E’ quindi naturale che l’ammiraglio di divisione Vitaliano Rauber, sia stato tratto in inganno scrivendo nel suo libro “La lotta antisommergibile” (USMM anno 1978) che il NARVAL era stato “speronato e bombardato dalla torpediniera CLIO lungo le coste della Cirenaica”.

 

Trattandosi di un opera ufficiale, che si basava anche su conferme dell’Ammiragliato britannico, anch’io, in buona fede, non ho avuto alcun dubbio nell’assegnare il successo alla CLIO.

 

Franco

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Che l’attacco della torpediniera CLIO a un sommergibile fosse realmente avvenuto e confermato, con ricchezza di particolari che non possono essere considerati falsità, da quanto l’ammiraglio Aldo Cocchia ha scritto alle pag. 231 – 232 del  libro dell’USMM La difesa del traffico con l’Africa Settentrionale, Tomo 1°:

 

“Il 17 (evidentemente 7) gennaio 1941 le torpediniere CLIO e CASTORE scortavano da Tobruk a Bengasi un convoglio composto dal Piroscafo EDDA e dalla Mn. ASSIRIA quando, alle 22.25, la CLIO (Com.te T.V. Giliberto) avvistò di prora a sinistra, e cioè verso terra, un’ombra confusa a circa 2000 metri di distanza.

 

Aumentata la velocità, la torpediniera mise subito la prora sulla incerta sagoma avvistata e, alle 22.26, riconosciuta tale sagoma per la torretta di un sommergibile in affioramento che dirigeva sul convoglio, si preparò a speronarla.

 

“Giunto a circa 200 metri di distanza – scrive il C.te del CLIO nel suo rapporto – il sommergibile rapidissimamente si immerse, lasciando chiaramente vedere il suo punto di immersione. Un istante dopo noto un forte urto, subito do l’ordine di lanciare le bombe sia con le tramogge sia con i lancia-bombe laterali.

 

In questa prima passata sono state lanciate 3 bombe da 100 Kg. con la tramoggia poppiera di sinistra, 3 bombe da 50 Kg. con la tramoggia poppiera di dritta, 2 bombe da 50 Kg. con i lancia-bombe laterali. Quindi accosto tutto a dritta e torno a ripassare sul punto dove ritengo affondato il sommergibile.

 

Tale punto è chiaramente visibile poiché noto una zona circolare di nafta di circa 50 metri di diametro e in mezzo ad essa si rileva nitidamente un soffio continuo di aria. In questa seconda passata lancio una bomba da 100 Kg. con la tramoggia di sinistra, 3 bombe da 50 Kg. con la tramoggia di dritta e 2 bombe da 50 Kg. con i lancia-bombe laterali. Quindi accosto tutto a sinistra e ripasso nuovamente sul punto di affondamento del sommergibile.

 

Tale punto è ancora più visibile poiché si vede chiaramente una zona quasi circolare di nafta di un diametro di un centinaio di metri. In tale zona, in questa terza passata, lancio ancora 2 bombe da 100 Kg. con la tramoggia di poppa sinistra che avevo fatto rifornire, 2 bombe da 50 Kg. con la tramoggia poppiera di dritta e 2 bombe da 50 Kg. con i lancia-bombe laterali.

 

L’urto per lo speronamento, il lancio e relativo scoppio delle bombe nella posizione visibilissima d’immersione e affondamento del sommergibile, la zona circolare di nafta sempre più crescente che si spande alla superficie e il soffio d’aria, chiaramente visibile, non lasciano alcun dubbio sul suo affondamento. Indi dirigo per riprendere il mio posto in formazione.

 

Giunto a Bengasi, il mattino del 9 corrente, ho chiesto la visita allo scafo da parte di un palombaro ritenendo possibile una eventuale avaria alla carena. Da detta visita è risultato un forte strisciamento del dritto di prora sino al centro dello scafo sul lato sinistro e larghe chiazze di pittura saltata sul lato destro della carena. [il sottolineato è mio per far riflettere i lettori]

 

Inoltre da Marina Bengasi mi è stato verbalmente comunicato che un MAS di Marina Tobruk, mandato espressamente sul punto il mattino seguente all’affondamento, ha riscontrato la continua fuoriuscita di nafta. Il punto di affondamento del sommergibile è in lat. 32°13’10”N, long. 23°39’45” E, in fondali fra metri 29 e 42”.

 

Da quanto sopra si può ritenere con quasi assoluta certezza che la CLIO attaccò un sommergibile, del quale fu vista chiaramente la torretta, l’immersione del battello, e si verificò l’urto dello speronamento seguito dal nutrito sgancio di bombe di profondità che portarono a galla una vasta macchia di nafta in estensione e un soffio d’aria visibile e chiaramente udito.

 

Ma resta il dubbio che ilsommergibile fosse il NARVAL, poiché a differenza di quanto poi fu comunicato al comandante Giliberto da Marina Bengasi, non si accenna a una cintura con scritto il nome NARVAL, che poi e quella che ha generato l’equivoco.

 

E’ quindi logico supporre che a Roma si approfittò della notizia dell’affondamento del sommergibile francese avvenuta l’8 gennaio per far conoscere a tutto il mondo, con comunicazione dell’indomani 9 gennaio, che il NARVAL era stato affondato il 7 gennaio dalla torpediniera CLIO, e quindi da una nave italiana.

 

Resta sempre da conoscere quale fosse la nazionalità e il nome del sommergibile attaccato dalla CLIO.

 

Con le precise coordinate geografiche, e in fondali fra metri 29 e 42” (che sono molto al disotto dallo scafo della torpediniera per avanzare l’idea di un urto contro un relitto), non dovrebbe essere difficile ad esperti sommozzatori e ricercatori di relitti, come MISSON, di andare a verificare. Ma questo potrà avvenire soltanto al termine della guerra che si sta combattendo in Libia.

 

Franco

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Il sommergibile attaccato dalla CLIO era il britannico ROVER. Ne abbiamo la spiegazione in uboat.net.

 

7 Jan 1941
HMS Rover (Lt.Cdr. H.A.L. Marsham, RN) attacks the Italian merchant Edda (6107 GRT, built 1924) with four torpedoes about 15 nautical miles west-north-west of Tobruk, Libya in position 32°13'N, 23°40'E. All torpedoes missed their target and Rover was depth charged by the escort of the convoy, the Italian torpedo boats Clio and Castore. The other two ships in the convoy were Assiria (2705 GRT, built 1928) and tanker Fianona (6600 GRT, built 1916). Shortly after firing the torpedoes a heavy explosion shook Rover and caused some damage to her. It looks like that one of the torpedoes prematured or hit the bottom. It was first thought that one of the enemy destroyers had fired a torpedo / torpedoes at Rover.

(All times are zone -2)
2208 hours - Sighted two large ships on the port bow steering to the westward. Started a surface attack. Shortly afterwards two destroyers were seen to be escorting these ships.

2222 hours - Fired 4 torpedoes at the leading merchant vessel (of about 7000 tons), a full salvo of 6 was intended but shortly before firing the 5th torpedo Rover was heavily shaken by a torpedo explosion, see below.

Shortly before firing Rover was detected by the destroyers which both turned towards. 40 seconds after firing the first torpedo a heavy explosion was felt which shook Rover considerably causing damage to her battery. It was thought the closest enemy destroyer had fired torpedoes at Rover when she detected the submarine. Three smaller explosions were heard while Rover was diving, these are thought to be torpedo hits but as Rover was diving the result could not be observed. The destroyers then dropped 10 depth charges in the next half hour but these caused no further damage to Rover. The Asdic dome was however damaged when Rover hit the bottom at 2229 hours. (16)

9 Jan 1941
HMS Rover (Lt.Cdr. H.A.L. Marsham, RN) attacked a schooner with gunfire to the east-north-east of Tobruk, Libya. Three rounds were fired before another schooner followed by an E-boat was seen approaching. Lt.Cdr. Marsham suspected a trap and broke off the action.

(All times are zone -2)
2215 hours - In position 32°19'N, 23°31'E sighted two ships to the eastward. Closed the second one and identified it as a large schooner of about 400 tons. She had three masts. Decided to attack it as it was almost certain that Rover would be ordered to Malta to effect repairs to her damaged battery.

Opened fire with the deck gun. Three rounds were fired. The first two passed through the rigging. The third round hit forward. Fire was then checked to give the schooners crew a chance to escape. A boat was indeed lowered with three Italians in it. It was now that HE was picked up to the north-east and a schooner was seen that was followed by an E-boat. Rover now dived and the attack was broken off. Looked like Rover had been lured into a trap. No depth charges were dropped however. (16)

10 Jan 1941
More cracked battery cells were discovered on board HMS Rover (Lt.Cdr. H.A.L. Marsham, RN). It was decided to proceed to Malta for repairs. (16)

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Dear Franco,

 

I can confirm that CLIO attacked HMS ROVER. I am sorry I did not check my database more carefully but I was focusing strictly on NARVAL as you know things at home are in a mess with my naval library "away" and things will not get back to normal before May or June.  But I still never saw the CLIO report besides the quote in La Difesa del traffico con l'Africa Settentrionale. Have you ever seen the actual file at the USMM? It is odd that it is not in her folder.

 

Best wishes,

 

Platon

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Caro Platon

 

Adesso abbiamo stabilito e definito una volta per tutte che la Clio non è responsabile del  presunto affondamento del Narval e che i francesi avevano ragione. La Clio ha contrattaccato l'azione del Rover ma non l'ha speronato e neppure gravemente danneggiato.

 

Resta però il dubbio se le mine erano del loro sbarramento difensivo di Sfax, oppure posate dai cacciatorpediniere italiani, come io credo per una semplice ragione, fatta notare da Jean-Jacques Antier in “L’aventure heroique des sous-marins francais”. Ossia che il comandante del sommergibile, capitano di vascello François Drogou,  conosceva bene gli sbarramenti francesi e, pure decorato per il suo sacrificio, per molto tempo la Marina francese ha evitato di riferire alla sua opinione pubblica quello che era ritenuto un suo errore di navigazione.

 

Non ho visto il rapporto della torpediniera Clio, mentre invece il libro dell’ammiraglio Cocchia su “La Difesa del traffico con l’Africa Settentrionale” é in mio possesso da moltissimi anni ma, lo confesso, soltanto oggi mi sono ricordato dell’episodio della Clio e lo no cercato e  riportato.

 

Ricambio gli Auguri

 

Franco

Edited by Francesco Mattesini
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Dear Franco,

 

I think that NARVAL was lost on the LANCIERE/CORAZZIERE minefield. Of course, when a vessel is mined it is always very difficult to determine the exact provenance of the mine. One can also think that the mine belonged to another minefield, got detached in bad weather and then drifted away to sink the submarine. But the most logical explanation is that it was on this Italian minefield with 99% certainty (I grant you there is always 1% of doubt).

As regarding to navigation, submarines were particularly vulnerable to errors in navigation when the weather was very cloudy and they could not get a sun or star fix. Their slow underwater speed subject to deviations in currents made an error of 5-10 miles quite common and in some rarer cases even 30-50 miles. This depended also of the distance they covered.

Even if a submarine commander knew well an area, this did not make immune to errors. I will point out to the case of the French submarine MORSE which was lost on a defensive French minefield off Tunisia in June 1940, about 50 miles from NARVAL. At that time, it was even thought that the Italian submarine DURBO had torpedoed her (although T.V. Acanfora had claimed to have attacked an "AIGLE" class destroyer). 

 

Best wishes,

 

Platon

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Platon, grazie delle tue incoraggianti precisazioni.

 

L’ultima mia bozza sull’affondamento del sommergibile Narval. Se qualcuno della Lista vuole aggiungere un parere o una variazione lo terrò in considerazione e gli sarò grato.

 

Franco

 

 

10) Narval (francese), 974 tonn. (7 gennaio 1941)

 

Era l’unico sommergibile della Marina francese a non aver accettato le condizioni d’armistizio imposte dalla Germania. Nella seconda metà di giugno del 1940 si era rifugiato a Malta per continuare a combattere a fianco dei britannici, contro le potenze dell’Asse. Il Narval (capitano di vascello François Drogou) lasciò il porto della Valletta il 2 dicembre 1940 per operare lungo le coste orientali della Tunisia. Si ritenne allora fosse affondato tra il 13 e il 16 dicembre 1940 su mine, proibabilmente italiane, 

 

Nell’agosto 1941, un idrovolante francese avvisto il relitto del Narval e fu poi accertato che si trovava alla profondità di 24 metri ad una dozzina di miglia dalla boa n. 3 di Kerhennah, non lontano dalla zona in cui il 15 giugno 1940 era affondato il sommergibile francese Morse (vedi Morse) nelle medesime condizioni, quindi anch’esso per  mine che si ritennero appartenereb a sbarramenti minati difensivi francesi del porto di Sfax.

 

Occorre invece considerare che la spezzata più meridionale dello sbarramento LK di 108 mine, realizzato il 10 giugno 1940 dai cacciatorpediniere italiani Lanciere (capitano di vascello Carmine D’Arienzo) e Corazziere (capitano di fregata Carlo Avegno) era stata posata all’esatta distanza e direzione dalla boa n. 3 di Kerkennah, e che il comandante del Narval conosceva bene la posizione degli sbarramenti minati francesi, perché prima di portare il suo sommergibile a Malta era di base a Sousse. Pertanto si deve convenire che la perdita del Narval fu determinata dalle mine italiane  a 9 miglia per 68° dalla boa n. 3 dei banchi di Kerkennah.

 

L’8 gennaio 1941 il vice ammiraglio francese Muselier annunciò da Radio Londra l’avvenuta perdita del Narval, e l’indomani gli italiani comunicarono per radio e giornali che il sommergibile francese era stato affondato dalla torpediniera Clio. In effetti per moltissimi anni vi è stato in Italia il convincimento, avvalorato da notizie e pubblicazioni errate dell’Ammiragliato britannico trasmesse all’Ufficio Storico della Marina Militare in cui si affermava che il Narval era partito da Malta per missione sulle coste della Cirenaica il 29 dicembre, e che doveva rientrare alla base il 14 gennaio. Il punto di vista italiano era che il Narval fosse stato effettivamente affondato, la notte del 7 gennaio 1941 a 20 miglia a nord ovest di Tobruk, dalla torpediniera Clio che, assieme all’unità similare Castore, scortava un convoglio diretto a Bengasi, costituito dal piroscafo Edda e dalla motonave Assiria.

 

La Clio (tenente di vascello Pasquale Giliberto), secondo quanto il comandante della torpediniera riportò nel suo rapporto di missione, avvistò la torretta di un sommergibile in affioramento alle ore 22,26, a una distanza di circa 2.000 metri, e diresse per l’attacco. Mentre il sommergibile cercava di disimpegnarsi in immersione, la torpediniera lo speronò in lat. 32°13’N, long. 23°40’E. Quindi, ripartite in tre salve, lancio venti bombe di profondità sul punto in cui l’unità subacquea era stata investita. L’affondamento del sommergibile, al momento dell’azione della Clio apparso probabile per una grande quantità di nafta che saliva alla superficie del mare assieme a fuoriuscita gorgogliante d’aria, venne confermato l’indomani da un Mas di Marina Tobruk. Questo mezzo, inviato nella zona, segnalò una persistente fuoriuscita di nafta risalire dal fondo del mare, come al comandante della Clio, fu comunicato da Marina Bengasi.

 

E’ invece dubbio che nell’occasione sia stata recuperata dal Mas una cintura di salvataggio in cui era scritto, a chiare lettere, il nome Narval, poiché al tenente di vascello Galiberti nulla di ciò fu detto, mentre invece la visita di un palombaro allo scafo della .Clio sembrava confermare che vi era stato uno speronamento.  La notizia del presunto successo fu trasmessa dalla radio e dai giornali italiani dopo che, il giorno 8 gennaio, il Comando della Marina Francese Libera a Londra aveva comunicato il mancato rientro alla base del Narval. Evidentemente, in un momento difficile per le Forze Armate italiane su tutti i fronti terrestri e per la Regia Marina nel Mediterraneo, si approfittò dell’occasione per abbinare la notizia a quella dell’attacco della Clio. Ed è pertanto da ritenere, con fondati motivi, che fu inventato il falso della cintura del Narval, per dimostrare al mondo che il sommergibile francese era stato affondato da una nave italiana.

 

In realtà sappiamo oggi che il sommergibile attaccato dalla Clio era il britannico Rover  (capitano di corvetta Hubert Anthony Lucius Marsham), della 1a Flottiglia di Alessandria, il quale aveva a sua volta attaccato il convoglio italiano, fallendo il lancio di cinque siluri contro il piroscafo Edda.  Il Rover era poi sfuggito alla caccia della Clio riportando considerevoli danni alla sua batteria per le esplosioni delle bombe di profondità, e anche danni alla cupola dell'impianto asdic avvenuto nella fase di immersione per lo sfregamento della torretta con lo scafo della torpediniera italiana che avvistato il sommergibile si era portata allo speronamento, riuscito solo in parte.  Dopo aver attaccato senza successo con il cannone un motoveliero italiano alle ore 22.30 del 9 gennaio tra Tobruch e Derna, ed essere stato ricercato e attaccato da alcuni Mas accorsi nella zona, il Rover, a causa delle avarie riportate nell'attacco della torpediniera Clio, dovette interrompere la sua missione raggiungendo Malta l'indomani giorno 10, dove restò in arsenale, alla Valletta, fino al 4 febbraio.

 

Ritornando al Narval il suo relitto fu visitato nel mese di novembre 1957 da sommozzatori italiani della società italiana MICOPERI in lat. 35 ° 03 'N, long. 11 ° 53' E, e poichè lo scafo appariva con la sezione prodiera  completamente distrutta, non vi furono dubbi che il danno fosse stato causato da una mina. I palombari riuscirono a recuperare il cannone, le viti, una parte del piombo di zavorra e poterono leggere le lettere NAR sulla torretta. Tuttavia restò sempre il dubbio, perché le versioni ufficiali italiane e britanniche, a differenza di quelle della Marina francese, tendevano sempre ad accreditare il successo alla Clio, come ancora oggi risulta ampiamente in libri, saggi, articoli e siti di Internet.

 

Noi siamo invece propensi a ritenere che il sommergibile sia affondato per una mina dello sbarramento italiano LK, poichè fu posato proprio sul punto in cui si trova il relitto del Narval.

 

Francesco Mattesini

Edited by Francesco Mattesini
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Platon,

 

dato che ai accennato alla perdita sommergibile francese MORSE nella acque di Kerkennah, vedi se va tutto bene nella mia ricostruzione:

 

Franco

 

 

1) Morse, 974 tons (15-16 giugno 1940)

 

Con un equipaggio di cinquantatrè uomini, il Morse (tenente di vascello J. Paris) partì da Biserta, assieme al Caiman, alle ore 21.45 il 10 giugno 1940, per raggiungere una zona del Golfo di Gabès, al largo di Ras Turgeoness (Isola Djerba). Scopo della missione era di contrastare un eventuale sbarco italiano alle spalle del fronte del Mareth, al confine fra la Libia e la Tunisia. La sera del 15 i due sommergibili della 9a Divisione, che si erano separati alle 03.55 del 12 per poi entrare nella rispettiva zona assegnata, ricevettero per radio l’ordine di entrare a Sfax. Ma di essi solo il Caimanl (tenente di vascello Golse) raggiunse quel porto nel pomeriggio dell’indomani, mentre invece il Morse, che doveva essere rilevato nella sua zona d’agguato dal Souffleur (tenente di vascello Lejay), non rispose ai segnali. Il 25 giugno due corpi di membri dell’equipaggio del sommergibile furono ritrovati presso la boa n° 8 di Kerkannah, ma fu solo due mesi più tardi, il 25 agosto, che l’idrovolante francese 13 S-7 (sottotenente di vascello Figer), decollato da Karouba, individuò, alla profondità dei 27 metri, il relitto del Morse al limite orientale degli sbarramenti minati francesi esistenti a Sud di Kerkennah, ed esattamente a 8 miglia per 162,5° da Ras Semour. Il sommergibile, che aveva un equipaggio di cinquantatré uomini, fu trovato spezzato in due tronconi. Fu fatta l’ipotesi che, avendo esso ricevuto la sera del 15 giugno l’ordine di rientrare a Sfax, passando a 5 miglia a sud della boa n. 7 di Kerkennah, nella rotta verso il porto fosse entrato nello sbarramento minato, per un errore di navigazione. Errore del comandante Paris, che poteva essere stato agevolato dalla scarsa conoscenza delle correnti esistenti in quella zona, e dall’aver preso come punto di riferimento la boa n. 8 di Kerkennah al posto della n.7, a causa della foschia.

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