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La nuova mossa di Trump sulla cantieristica militare interessa anche l’Italia


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In questi giorno molto si è scritto su queste idee dell'Amministrazione americana: semplificando si tratterebbe di costruire all'estero le unità capo-classe e poi, acquisita la necessaria professionalità, continuarne la costruzione in cantieri americani.

Dando per scontato che si riesca ad oltrepassare l'opposizione protezionistica di tante lobby americane, bisogna vedere cosa l'US Navy intenda acquisire. Il requisito più urgente sembra essere quello per una fregata, ruolo in cui nella Marina americana non c'è nulla. Abbiamo già visto il fallimento delle CONSTELLATION, derivate dalle FREMM italiane, causato soprattutto dalla volontà di modificare le navi fino a portarle a diventare dei mini-BURKE.

Se, come ho letto altrove, le navi devono essere realizzate con un minimo di modifiche, la cantieristica italiana è tagliata fuori: le nostre navi usano armamenti ed elettronica diverse da quelle americane. Il campo mi pare resti aperto solo per le fregate sudcoreane e giapponesi, soprattutto per le MOGAMI.

Vedremo come va...

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