Giuseppe Garufi Posted October 22, 2024 Report Share Posted October 22, 2024 Dal 29 al 30 ottobre prossimi, presso il Polo Acquatico della Federazione Italiana Nuoto di Ostia, la Marina Militare presenterà il progetto SCIAMANO, volto allo sviluppo di una nave porta-droni. https://www.rid.it/shownews/6880/marina-militare-verso-una-nave-porta-droni https://aresdifesa.it/il-progetto-sciamano-drone-carrier-della-marina-militare/ https://www.shippingitaly.it/2024/10/19/la-marina-militare-studia-una-nuova-nave-porta-droni/ Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
MIRCO MAZZETTI Posted October 26, 2024 Report Share Posted October 26, 2024 vedremo cosa salta fuori Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Leopard1 Posted April 30, 2025 Report Share Posted April 30, 2025 La Marina Militare e Fincantieri verso una nave porta-droni https://www.rid.it/shownews/6880/marina-militare-verso-una-nave-porta-droni Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
MIRCO MAZZETTI Posted May 1, 2025 Report Share Posted May 1, 2025 si, ma è sempre l'articolo di ottobre 2024. Da allora, non ci sono più state notizie (fermo restando che, comunque, parliamo di uno studio). Per fortuna si è fermata la follia su Garibaldi, come lanciadroni o addirittura lancia satelliti. Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
Leopard1 Posted May 1, 2025 Report Share Posted May 1, 2025 Chiedo scusa! Qui alcuni stralci più recenti (4 gennaio 2025) di un articolo di Giuliano da Frè di Analisi Difesa, che, a proposito del Garibaldi, conferma quanto scritto da Mazzetti. Gli stralci sono riferiti alla sempre ipotetica ("ancora allo stadio embrionale") nave portadroni ma anche ai progetti che puntano ad imbarcare droni aerei, subacquei e di superficie su vari tipi di unità " Il Garibaldi, costruito nel 1980-1985, prima unità portaerei della Marina italiana e più volte aggiornato, a dispetto dei quasi 40 anni di servizio si presenta ancora in ottime condizioni. Nel 2024 l’ex ammiraglia della flotta ha infatti partecipato a diverse esercitazioni complesse, come la “Nordic Response” a inizio anno, e la “Mare aperto” estiva, per poi ospitare il G7 Difesa nell’ottobre 2024, dopo di che sono iniziate le procedure per il suo passaggio in RDT (Ridotta Tabella di Disponibilità: sorta di riserva attiva con la nave stazionaria in porto con equipaggio ridotto). Status che sarà mantenuto sino alla piena operatività di nave Trieste, per poi passare in disarmo per la successiva radiazione; sembrano infatti troppo costose le ipotesi di riconvertirla come nave supporto per le operazioni spaziali, o come porta-droni sperimentale, mentre da tempo è iniziato il dibattito per farne una nave-museo." "Sarà inoltre rafforzata anche la componente su droni, attivata nel 2011-2013 con 12 piccoli velivoli tra Schiebel “Camcopter” S-100, e MQ-27 “ScanEagle”: peraltro, nell’ottobre 2024 è stato annunciato, accanto al programma da 192 milioni di euro per acquisire altri 14 droni ad ala fissa o rotante, un progetto per realizzare un’apposita nave portadroni, denominato “Sciamano Drone Carrier”, ancora allo stadio embrionale. Programma che potrebbe intrecciarsi a quello per 3 nuove unità d’assalto anfibio (LPX), da 165 metri e 16.500 tonnellate, che dovrebbero arrivare a fine progettazione e contrattualizzazione entro il 2025, con consegne dal 2028 o 2029, per sostituire le 3 “Santi” costruite nel 1984-1994." "Il programma del 2014 prevedeva di realizzare 10 unità (con la possibilità di arrivare a 16): il contratto del 2015 ne ha finanziate 7, più 3 in opzione non confermate, e suddivise in 2 PPA-Light, 3 Light-Plus e 2 Full-Combat, con l’impostazione della capoclasse Thaon di Revel nel 2017, e consegne tra 2021 e 2026. Se l’epidemia di Covid-19, rallentando i lavori nei cantieri ha spostato le prime consegne al 2022, lo scoppio della guerra in Ucraina in quello stesso anno ha comportato una revisione delle configurazioni, che ora sono solo Light-Plus e Full-Combat, con in prospettiva la possibilità di portare tutti i PPA al livello superiore. Decisione che si è incrociata, nel 2024, con la vendita di 2 unità ancora in costruzione (e in consegna entro il 2025) all’Indonesia. Per sostituirle, nel novembre 2024 è stata presentata una nuova e ancora più sofisticata variante, denominata PPA-EVO (o MultiPurpose Combat Ship-MPCS 2.0), che sfrutterà gli ampi spazi disponibili per integrare nuove capacità nella gestione dei droni (aerei, subacquei e di superficie, fungendo da “nave madre”), e soprattutto portando a 64 i pozzi di lancio per missili, SAM e anche da crociera. Ulteriore segnale che si vuole superare il precedente andazzo di costruire ottime navi, ma “scarse” in materia di missili, soprattutto se, sfruttando le 3 opzioni rimaste congelate, i PPA-EVO diventassero 5." "Inoltre, i 2 NFS-EVO farebbero da ponte e da piattaforma “sperimentale” per le tecnologie da introdurre nel programma Next Generation Submarine (NGS), da costruire dopo il 2040 per sostituire entro gli anni ’50 i 4 “Todaro”. I 4 battelli NGS sarebbero a questo punto interamente nazionali, con positive ricadute sull’export [14], e rappresenterebbero un nuovo salto tecnologico – in parte anticipato o retrofittabile sui 6 NFS/NFS-EVO – soprattutto in materia di propulsione, automazione, sistemi d’arma con capacità di deep-strike, e idoneità a fungere da “sistema di sistemi” per droni subacquei. Per questi ultimi, sinora impiegati solo come mezzi per ricerca subacquea di mine e ordigni inesplosi, nel marzo 2024 era stato annunciato l’acquisto di 3 grandi LDAUV (Large Displacement Autonomous Underwater Vehicle) tipo “Blue Whale”, mezzi subacquei autonomi sviluppati a partire dal 2021 dall’israeliana ELTA, con il contributo di altre aziende, anche italiane, lunghi 11 metri e con sofisticate capacità di sorveglianza, con la possibilità di operare sino a 300 metri di profondità e con 30 giorni di autonomia. Il programma è poi stato congelato, ma non il fabbisogno di mezzi simili, grazie anche all’attivazione presso l’Arsenale di La Spezia, nel dicembre 2023, del Polo nazionale della dimensione subacquea, che mira a mettere a fattor comune tutte le risorse e le esperienze, civili e militari, di quanto riguarda il settore, mentre si stanno progettando e realizzando diverse piattaforme in grado di gestirli; e non solo PPA e sottomarini. Innanzitutto, un ruolo fondamentale sarà svolto dai 12 nuovi cacciamine destinati a sostituire altrettanti “Lerici/Gaeta” degli anni ’80 e ’90 [15]: unità ancora valide, soprattutto dopo l’ammodernamento avviato nel 2010, ma troppo piccole per supportare le nuove esigenze della mine warfare, che si collega alla protezione delle reti infrastrutturali subacquee. I nuovi programmi prevedono quindi la costruzione di 12 unità, suddivise in 2 varianti: 8 tipo CNG-C (Cacciamine di Nuova Generazione-Costieri) e 4 CNG-A (Cacciamine di Nuova Generazione-Altura). Entrambe le varianti, caratterizzate da molti elementi comuni, presentano dimensioni maggiorate rispetto ai “Gaeta”. I CNG-C, 5 dei quali già ordinati il 26 luglio 2024, con un contratto che comprende 3 unità in opzione (per un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro), sono infatti lunghi 63 metri contro i 50-52 dei modelli precedenti, con un dislocamento doppio, che sfiora le 1.400 tonnellate, e spazi che garantiscono l’impiego di una panoplia di droni ospitati in una sorta di hangar modulare, con sul tetto una piccola piazzola per UAV ad ala rotante. I 4 cacciamine d’altura, ancora in fase di progettazione, saranno invece sostanzialmente simili ai precedenti, ma più grandi (80 metri di lunghezza e 2.100 t.) e con più ampi spazi per accogliere droni, con un ponte di volo utilizzabile anche da un elicottero per limitate operazioni logistiche. Inoltre, i CNG-A avranno maggiore velocità (almeno 18 nodi, contro 14) e un’autonomia doppia rispetto ai cacciamine costieri, la cui prima unità sarà consegnata nel 2028." Quote Link to comment Share on other sites More sharing options...
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