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Loss of the submarine HMS Turbulent (March 1943)


Platon Alexiades
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Hello,

I have been asked to give my views on the disappearance of the submarine HMS Turbulent. She was lost during a patrol off Naples in March 1943. This was the third patrol off Naples for Commander Linton and the three patrols are examined to try to get some clues of what happened. For those interested in the subject, this was published on the Linton blog:

https://lintonsview.blogspot.com/2023/0 ... ent_1.html

Comments are welcome.

Platon Alexiades

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  • 2 weeks later...

Caro Platon,

La mia versione sull'affondamento del TORBOLENT:

 

Turbulent; 1.090 tons (6 marzo 1943)

Il sommergibile Turbulent (capitano di corvetta John Wallace Linton), che al termine della sua dodicesima missione avrebbe dovuto tornare in Gran Bretagna  per estesi lavori di riassetto, da completare poi verso la metà di maggio 1943 a Philadenphia (U.S.A.), salpò da Algeri il 24 febbraio 1943 per una missione da svolgere nel Mar Tirreno, inizialmente a nord di Messina e poi in una zona di accesso al porto di Napoli.Il 1° marzo, trovandosi nelle vicinanze di Paola (Calabria), affondò il piroscafo italiano San Vincenzo, diretto da Napoli a Milazzo. E possibile che, essendosi spostato presso Capo Tindaro (Milazzo), il 3 marzo il Turbulent abbia affondato i motovelieri italiani Gesù Giuseppe Maria e Pier delle Vigne, i cui successi sono stati attribuiti al sommergibile Torbay che invece all’epoca si trovava al largo di Bastia (Corsica).

Successivamente, il Turbulent ricevette dal Comando della 8a Flottiglia l’ordine di recarsi ad operare lungo le coste orientali della Corsica, e poi di effettuare una scorreria fino all’altezza delle coste sudorientali della Sardegna. Il 18 marzo il Turbulent avrebbe dovuto segnalare il suo arrivo nella zona, ma quest’attesa comunicazione non fu trasmessa dal sommergibile. Chiamato l’indomani dalla base, non rispose. Da parte italiana non vi sono molti elementi per affermare con sufficiente sicurezza le cause della perdita del Turbulent. Fu ritenuto che fosse stato almeno danneggiato il mattino del 12 marzo da un mezzo antisom (il motoveliero Teti II), uscito da Bastia per ricercare un sommergibile che nel pomeriggio del giorno avanti aveva attaccato al largo del porto, con lancio di due siluri, il piroscafo Principessa Mafalda; ma tale supposizione venne a cadere quando la Sezione Storica dell’Ammiragliato Britannico comunicò all’Ufficio Storico della Marina Militare che l’unità subacquea responsabile di quell’azione era la francese Casabianca. Da parte britannica si ritiene che il Turbulent sia stato affondato da una mina fuori della Maddalena, probabilmente il 14 marzo, ma secondo alcuni sembra che il sommergibile non abbia avuto la possibilità di avvicinarsi a quella zona di mare. E’ stata pertanto fatta una nuova ipotesi, che però non mi sembra del tutto convincente. Al Turbulent era stato ordinato di portarsi a pattugliare nella zona di Bocca Piccola (all’entrata del Golfo di Napoli, ad est dell’isola di Capri) e di arrivarvi durante le ore di luce del 6 marzo.

L’organizzazione crittografica britannica Ultra aveva intercettato la notizia che quel giorno un convoglio importante sarebbe uscito dal porto di Napoli. facevano parte del convoglio, salpato alle 02.30 diretto a Tunisi, la motonave italiana Innes Corrado e i piroscafi tedeschi (ex francesi) Balzac e Henry Estier, mentre la scorta comprendeva le torpediniere italiane Groppo (capo scorta), Ardito, Orione, Cigno e Generale Antonio Cascino. Vi era in cielo una scorta aerea antisommergibile, che durante la giornata, tra le 07.02 e le 19.52, vide impegnati quindici velivoli tedeschi, undici Ju 88 e 4 Bf 110, del II Fliegerkorps. Alle 12.30 fu avvistato dai velivoli tedeschi un probabile velivolo Beaufighter. Doveva trattarsi di un ricognitore mandato a controllare la partenza del convoglio da Napoli. Alle 0745 del 6 marzo, in lat. 40°03’N, long. 13°57’E, corrispondenti a 34 miglia per 264° da Punta Licosa, uno degli Ju 88, che si trovava a circa 3000 metri di prora all’Ardito, lanciò due bombe su un sommergibile nemico, per poi avvistare in mare una grande chiazza di olio, probabilmente nafta. Nello stesso tempo, anche il piroscafo Henry Estier, dopo aver visto lo Ju 88 tedesco sganciare in mare bombe di prora, percepì la presenza di un sommergibile avvistando la scia di un siluro evitato con la manovra.

Mentre il convoglio accostava a sinistra, la torpediniera diresse immediatamente per l’attacco. Lo Ju 88 continuò a volteggiare sul punto in cui si trovava il sommergibile,  e l’Ardito (capitano di corvetta Silvio Cavo) ne percepì il contatto con il suo ecogoniometro a una distanza di 1300 metri. Portatosi sul posto lanciò un primo pacchetto di cariche antisommergibile tedesche W.B.D., e dopo essersi allontanato riprese il contatto con l’unità subacquea ad una distanza di 1000 metri, per poi continuare gli attacchi fino alle 09.35 quando il contatto venne perduto, senza che venisse notato qualcosa che facesse supporre al comandante dell’Ardito di aver colpito il sommergibile. Risulta poi che l’indomani 7 marzo, alle ore 15.57, un aereo di scorta ad un convoglio di tre piroscafi e tre unità di scorta partito da Biserta il giorno 5 diretto a Napoli, avvistò sul lato sinistro delle navi un sommergibile a 15 miglia per 240° da Punta Carena di Capri, che il cacciatorpediniere capo scorta Lampo (capitano di fregata Tommaso Ferrieri Caputi) non poté attaccare avendo l’ecogoniometro in avaria. Se  era il Turbolent, trovandosi l’avvistamento nella zona assegnatagli, ciò significava che nell’attacco dello Ju 88 e della torpediniera Ardito del 6 marzo il sommergibile non aveva riportato danni tali da costringerlo ad abbandonare quella zona di mare, dove non vi erano altri battelli britannici.

Sulla fine del Turbolent sono state fatte dall’Ufficio Storico della Marina Militare tre ipotesi: 1a) l’azione dell’Ardito del 6 marzo, il cui grado di attendibilità era rafforzato dall’attacco dello Ju 88, dal prolungato contatto eco-goniometrico della torpediniera, e dal fatto che alla fine dell’attacco il sommergibile non segnalò, come avrebbe dovuto fare, la presenza del convoglio;

2a) l’azione del motoveliero Teti II, vicino alla costa della Corsica, il 12 marzo, che però, come detto, fu ritenuto di effetto dubbio;

3°) l’urto su una mina degli sbarramenti delle zone della Maddalena, Olbia e della costa orientale della Sardegna.

Se si accetta l’idea che l’avvistamento del 7 marzo di un sommergibile nella zona di Capri era inesistente, si può ritenere che l’attacco della torpediniera Ardito fu quello che portò all’affondamento del Turbolent. Con esso si persero i sessantasette uomini dell’equipaggio, compresi sei ufficiali.

Per la sua notevole attività di guerra, al comandante Linton fu concessa, postumo, la Victoria Cros. Occorre anche dire che la sorte non fu benevola neppure al convoglio partito da Napoli che incappò in un vero disastro. Il 7 marzo, grazie all’Ultra, il convoglio fu pesantemente attaccato nel Canale di Sicilia da aerei  anglo-americani perdendo i piroscafi Ines Corrado e Balzac, mentre il terzo piroscafo, l’Henry Estier, fece la stessa fine assieme alla torpediniere Ciclone, aggiuntasi alla scorta proveniente da Biserta, essendo entrati entrambi in uno sbarramento di mine.

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Caro Franco,

Many thanks for your comments. I am in agreement with most of them. I think we can dismiss the claim that Teti II attacked HMS Turbulent on 12 March 1943: the submarine attacked was without a doubt the French Casabianca. According to her orders, Turbulent was to leave the Naples area on the evening of 12 March and proceed northward. She could not have been off Bastia on the morning of the 12th. Do you have any information as to the German bomber which attacked a submarine off Capri on 7 March 1943? I think it was a Junkers 88 but do not know to which unit it belonged.

Cordiali Saluti,

Platon

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Caro Platoin,

nel Bollettino n. 464 dell'8 marzo, con riferimento alle operazioni del giorno 7 marzo, ho trovato soltanto questa attacco che può significare diretto contro probabile un sommergibile immerso:

"0600 - 1820. 7 JU 88 scorta ravvicinata FROSINONE [piroscafo]. Alle ore 15.05 in 4040 N. 1345 E sganciate tre bombe da 250 su macchia olio".

Come vedi la notizia é molto vaga, e scrivendo esito RNO non ci hanno creduto neppure i tedeschi.

Cordiali saluti

Franco

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Caro Franco,

Many thanks for the information. Can you tell me from the exact source of this Bollettino? [Archives? File number?].

You mentioned in your text that the destroyer Lampo was under the command of capitano di fregata Tommaso Ferrieri Caputi. I think she was under capitano di corvetta Loris Albanese?

Cordiali saluti,

Platon

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Caro Franco,

The position you gave (4040 N. 1345 E) does not match the position of the Frosinone convoy according to the Lampo patrol report (which also gave the time as 15.57 instead of 15.05) so either there is an error somewhere or perhaps there were two aircraft attacks? Can you also comment on my previous posting? Many thanks.

Cordiali saluti,

Platon

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