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Nella guerra in corso i Russi stanno effettuando il blocco navale delle coste ucraine, un argomento che ha avuto un bassissimo rilievo nell’informazione.

La cosa sorprendente è che si tratta di un blocco in prossimità della costa, come si faceva nell’età della vela o nella guerra civile americana, non un blocco a distanza come nelle due guerre mondiali.

Ho letto da qualche parte che allo scoppio della prima guerra mondiale la dottrina inglese prevedeva ancora il blocco ravvicinato, ma si adottò immediatamente il blocco a distanza per evitare inutili rischi alle navi che avrebbero dovuto effettuate il blocco.

Invece le navi russe sono chiaramente visibili al largo di Odessa.

Credo che il motivo di questa scelta fuori dal tempo, sia più che altro psicologico, far pesare la propria presenza e minacciare uno sbarco.

Ogni tanto le navi lanciano un missile sulla città, ma potrebbero farlo egualmente da molto più lontano.

Ovviamente il blocco ha una certa rilevanza pratica perché sono impedite le esportazioni di cereali dall’Ucraina, che erano effettuate principalmente via mare.

L’importanza dipende dalla durata della guerra, per ora è passato un mese, ma è impossibile fare previsioni, la guerra potrebbe durare anche anni.

Ho letto che sono stati fatti dei trasporti di cereali per ferrovia, ma ovviamente i volumi sono molto inferiori.

Mi chiedo come i russi abbiano impostato la vicenda dal punto di vista del diritto internazionale, cioè se abbiano dichiarato una certa superficie di mare come zona di guerra e abbiano mandato avvisi di divieto di navigazione ai neutrali.

Sono praticamente certo che non abbiano fatto nulla, anche perché non c’è stata dichiarazione di guerra; il blocco è “de facto” la presenza delle navi russe basta a dissuadere chiunque dal passare.

Per il blocco i russi non sono stati accusati di violare il diritto internazionale o di attentare alla libertà dei mari, come sarebbe stato sicuramente 50 o 100 anni fa; sono argomenti decisamente fuori moda.

Del resto gli Stati Uniti non si sono posti questi scrupoli quando si preparavano a fermare le navi russe che portavano i missili a Cuba o quando hanno bloccato le coste dell’Iraq. Anche Israele in passato ha sottoposto a blocco la striscia di Gaza e credo che il blocco rimanga tuttora.

Quindi probabilmente tutti preferiscono lasciate la questione sotto silenzio.

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Dai tempi dell'affondamento dell'EILATH da parte di una vedetta ferma in porto, con un missile STYX di fabbricazione sovietica, sappiamo della pericolosità dei missili antinave. Mi sembra che anche un

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A mio parere, il blocco delle coste ucraine è favorito dall'assoluta inconsistenza della marina ucraina, le modalità "ravvicinate" sono aiutate dalla precarietà delle difese ucraine verso il mare: tutte le armi utilizzabili sono rivolte verso il fronte terrestre.

D'altra parte, a prescindere dall'effetto psicologico, il blocco ravvicinato è anche una conseguenza della composizione della flotta russa, le cui unità moderne sono soprattutto piccole fregate e corvette, e dal precario dominio dell'aria delle due parti: un blocco a distanza necessiterebbe di aerei, elicotteri, navi un po' più grandi di quelli disponibili.

Quanto ai risvolti giuridici, stendiamo il più classico dei veli pietosi ...

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Se ci fosse stata una flotta ucraina non avrebbe potuto far molto. Nei primi giorni sarebbe stata distrutta in porto o in mare se si fosse azzardata a uscire.

Non credo che il blocco lontano sarebbe stato più costoso da gestire, con droni e satelliti una grande nave mercantile non può sfuggire; credo che fermare e sequestrare una nave in alto mare sarebbe stato politicamente sgradevole, col blocco ravvicinato le navi non partono e il problema non si pone.

Questa guerra pone in evidenza l'inutilità degli armamenti sofisticati per le potenze minori. La guerra è combattuta con missili contraerei e anticarro, non con carri armati e aerei. Nella prima guerra del golfo Saddam preferì mandare la sua flotta aerea in Iran, dove rimase, pur di non farla distruggere inutilmente al suolo.

Malgrado questo i Sauditi continuano a comprare dagli Stati Uniti aerei che non useranno mai; ma forse i Sauditi lo sanno benissimo, gli acquisti di armi sono una tassa che pagano per l'appoggio degli Stati Uniti.

Anche missili contraerei e controcarro non sono essenziali; gli Stati Uniti se ne sono andati dall'Afghanistan senza che russi o cinesi mandassero queste armi ai talebani.

Essenziale è la resistenza attiva e passiva della popolazione. 

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Si sta andando inesorabilmente verso la guerra economica totale e di lunga durata tra NATO e Russia.

In questo quadro diventa essenziale il blocco navale, se verrà fatto e come verrà fatto.

Ritengo certo che si vieterà alle navi con bandiera russa di attraccare in porti NATO, ma cambierebbe poco.

Il passo successivo sarebbe estendere il divieto a tutte le navi che hanno toccato un porto russo.

Andare oltre fermando in alto mare e sequestrando le navi provenienti da un porto Russo sarebbe pericolosamente vicino alla guerra.

Nel clima attuale non mi sento di escludere nulla.  

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L'imposizione di un blocco navale implica uno stato di guerra, dichiarata o meno. Questo sta già avvenendo davanti alle indifese coste ucraine, ben diversa sarebbe anche la sola idea di un inutile blocco delle coste sovietiche, non vi sono ostilità fra Potenze e il fatto che gli Occidentali riforniscano gli Ucraini è assolutamente normale, avveniva in Afghanistan, avveniva (a parti inverse) in Vietnam; se qualcuno strillava (e strilla) sull'interferenza lo fa più guardando al fronte interno che a quello esterno; siamo abbastanza anziani e, anche se non c'eravamo, non dovremmo aver dimenticato quello che avveniva nella guerra di Spagna.

Non conviene a nessuno tirare ulteriormente la corda, il problema sta nel come uscire dal tunnel in cui si sono infilati i Russi, fingendo la necessaria schiacciante vittoria.

 

P.S.: le armi, dai panzerfaust a missili tattici, sono indispensabili per resistere ad un invasore, mica tutti gli occupanti sono come gli Inglesi in India. ;) 

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L'embargo alla Russia è una guerra economica e il blocco delle coste russe mi sembra la logica prosecuzione.

Ovviamente spero non ci sia arrivi e sono d'accordo che tirare ulteriormente la corda non conviene a nessuno, ma nel campo NATO vedo solo un continuo aumento della tensione. Si sta incoraggiando l'Ucraina a resistere, come se potesse vincere la guerra.  

Non ho detto che missili contraerei e controcarro sono inutili; solo che gli Stati Uniti se ne sono andati dall'Afghanistan senza che russi o cinesi mandassero queste armi ai talebani. Se ne può fare a meno in tempi lunghi.

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Il fatto che Putin sia un aggressore è enfaticamente sottolineato sui giornali e sulle televisioni come se fosse la cosa più importante, per me la cosa più importante è la guerra e come terminarla.

Per non parlare una volta tanto degli Stati Uniti, per l'Italia furono sicuramente guerre d'aggressione quelle del 1866 contro l'Austria, del 1896 contro l'Etiopia, del 1915 contro l'Austria-Ungheria, del 1935 contro l'Etiopia e del 1940 contro Francia e Inghilterra. Nel 1858 fu l'Austria a dichiarare guerra al Piemonte, e la si può definire per questo aggressore? Il Piemonte aveva accuratamente preparato la guerra e fatto di tutto per farla scoppiare.

Solla guerra attuale invito a leggere il seguente collegamento, una analisi che condivido.

https://www.analisidifesa.it/2022/03/vincitori-e-vinti-nella-guerra-in-ucraina/

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Si, il blocco è, come correttamente detto sopra, più che altro una dimostrazione di forza. Non a caso le anvi si fanno 'vedere', in modo da far capire agli abitanti che i russi sono li. Una mossa più psicologica che militare: la flotta russa del Mar Nero non era un competitor per quella ucraina, che ha visto autoaffondare la sua maggiore unità nei primi giorni di guerra.

Di certo, le implicazioni sono chiare: ma sono cose che si sanno da tempo. Le motovedette lanciamissili, a parte il caso dell'Eilat, non sono MAI state una minaccia per le marine maggiori, e la Russia è fra queste, pur con i noti limiti, ma sono solo utili verso unità similari. In assoluto, l'Ucraina non poteva opporsi, fin da subito, alla marina Russa.

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20 minuti fa, MIRCO MAZZETTI ha scritto:

Si, il blocco è, come correttamente detto sopra, più che altro una dimostrazione di forza. Non a caso le anvi si fanno 'vedere', in modo da far capire agli abitanti che i russi sono li. Una mossa più psicologica che militare: la flotta russa del Mar Nero non era un competitor per quella ucraina, che ha visto autoaffondare la sua maggiore unità nei primi giorni di guerra.

Di certo, le implicazioni sono chiare: ma sono cose che si sanno da tempo. Le motovedette lanciamissili, a parte il caso dell'Eilat, non sono MAI state una minaccia per le marine maggiori, e la Russia è fra queste, pur con i noti limiti, ma sono solo utili verso unità similari. In assoluto, l'Ucraina non poteva opporsi, fin da subito, alla marina Russa.

Mi era sfuggito, sui nostri mezzi di informazione tutte le notizie sfavorevoli all'Ucraina sono in sottotono.

Da rapida ricerca ho trovato:

https://www.thedrive.com/the-war-zone/44563/the-ukrainian-navys-flagship-appears-to-have-been-scuttled?fbclid=IwAR11aCmHx1zSNrAEUkRiONT_-eGMcFb0K6Pz5mDC07Z3IPkm4Db-5gOPFYc

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Una guerra in cui gli aspetti navali sono di certo secondari. L'unica nave russa certamente affondata, un ALLIGATOR, lo è stata in porto, parzialmente coinvolgendo due unità da sbarco della classe ROPUCHA, che sono riuscite ad allontanarsi. In ogni caso, le tre navi russe erano usate per trasporto materiali.

 

P.S.: non riesco ad entrare nel link di "thedrive", ma non è un problema, avevo già visto la notizia dell'autoaffondamento della nave ucraina.

 

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