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Un mio amico mi ha segnalato il francobollo che allego, con titolo "Le forze armate. L'VIII divisione in Atlantico".

E' stato emesso il 31 marzo 1995 e faceva parte della serie "Avvenimenti storici della II guerra mondiale" terza emissione.

Prima di tutto: cosa c'é da commemorare?

Poi ovviamente l'VIII divisione non è mai stata in Atlantico durante la II guerra mondiale.

Garibaldi e Duca degli Abruzzi potrebbero essere anche stati in Atlantico nel dopoguerra, ma non credo proprio si chiamassero ancora VIII divisione. 

Si tratta solo di colossale incompetenza, ignoranza, menefreghismo di chi ha ideato il francobollo?  

 

 

 

guerra9_big.jpg

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Nel periodo della cobelligeranza i due incrociatori, insieme al DUCA D'AOSTA, furono dislocati in Atlantico.

Però non saprei se ancora erano raggruppati nell'VIII Divisione.

Ho dato un'occhiata alla "filatelia", questo francobollo, insieme ad altri, appartiene ad una serie dedicata all'impegno delle Forze Armate durante proprio il periodo della co-belligeranza.

https://www.ibolli.it/php/ems-italia-1119-Avvenimenti storici della II guerra mondiale _ 3ª emissione.php

 

EDIT: ho verificato sul volume dedicato agli Incrociatori dell'USMM, si chiamava ancora VIII Divisione.

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Giuseppe mi ha preceduto.

Anche a me era venuto il dubbio che Garibaldi e Duca degli Abruzzi fossero andati in Atlantico durante la cobelligeranza, ma mi sembrava impossibile, cosa ci sarebbero andati a fare?

Ho controllato e da “Gli incrociatori italiani” dell’Ufficio storico della Marina ho scoperto che erano stati brevemente inviati in Atlantico dagli Alleati per intercettare navi tedesche corsare o violatrici del blocco.

Con base a Freetown Duca degli Abruzzi e Duca d'Aosta effettuarono 5 crociere, dal 29/11 al 7/12/43, dal 12 al 21/12/43, dal 26/12 al 5/01/44, dal 12 al 20/01/44 e dal 29/1 al 7/2/44, naturalmente senza avvistare nessun nemico, dato che corsari e violatori del blocco non c’erano più da tempo.

Tra l’altro le due navi erano senza radar, che fu fornito dagli inglesi e montato sul Duca degli Abruzzi a Freetown subito prima di iniziare il viaggio di ritorno; sul Garibaldi il radar fu consegnato a Gibilterra in occasione dello scalo nel viaggio di ritorno e montato in Italia.

Sempre da “Gli incrociatori italiani” a pag. 630 il Garibaldi partì da Taranto il 7/03/44 e arrivò a Freetown il 18/03/44 con a bordo l'Ammiraglio Oliva che doveva sostituire l'Ammiraglia Biancheri al comando dell'Ottava divisione.

Quindi è confermato che le tre navi erano ancora raggruppate nell'Ottava divisione.

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La visione dell’intera serie di nove getta luce sulla logica che sta dietro a questo francobollo.

Evidentemente per chi ha proposto il soggetto la seconda guerra mondiale per l’Italia non è quella combattuta per 3 anni contro gli Inglesi e per un anno e mezzo contro gli americani, ma quella combattuta per un anno e mezzo contro i tedeschi.

Se avessero ideato francobolli rievocativi della resistenza, poteva piacere o no, ma non ci sarebbe stato niente da obbiettare; invece solo un francobollo si richiama esplicitamente alla resistenza, quello dedicato a Teresa Gullace, uccisa a Roma da un soldato tedesco e che ispirò una scena famosa del film “Roma città aperta”. Anche qui la resistenza c’entra solo fino a un certo punto, perché stava protestando per l’arresto del marito, non faceva parte della resistenza.

Poi tre francobolli sono dedicate a città Medaglie d’oro al valor militare, Firenze, Cagliari e Vittorio Veneto.

Per Firenze sapevo che fu abbandonata dai tedeschi qualche giorno prima dell’arrivo degli Alleati e che durante l’interregno ci furono scontri tra irregolari fascisti e partigiani, con vittoria finale dei partigiani; questa potrebbe essere la motivazione della medaglia.

Non capisco la motivazione a Cagliari, che mi risulta essere stata sempre controllata dal governo Badoglio.

Non so nulla di quanto successo a Vittorio Veneto durante la II guerra mondiale, se qualcuno ne sa di più mi illumini.

Vi è un francobollo dedicato ai campi di concentramento e a Mafalda di Savoia, uccisa a Buchenwald da un bombardamento americano e un francobollo dedicato allo sbarco americano ad Anzio, dove non credo si volesse celebrare l’intervento di un piccolo reparto della X Mas dalla parte dei tedeschi.

Rimaneva un omaggio alle nostre forze armate a cui sono stati dedicati salomonicamente tre francobolli rispettivamente per Esercito, Aviazione e Marina.

Non era facile trovare qualcosa di significativo e con piena giustificazione, tenendo conto delle disastrose condizioni morali e materiali in cui si trovavano le forze armate italiane dopo l’armistizio.

Per l’Esercito si è scelta la prima azione contro i tedeschi, la battaglia di Montelungo in cui furono respinti l’8 dicembre 1943 e riuscirono a far ritirare il nemico con l’aiuto americano il 16 dicembre.

Per l’aviazione si sono scelte le missioni di lancio rifornimenti ai partigiani jugoslavi nei Balcani; non ho notizia di analoghe missioni per rifornire i partigiani italiani, effettuate invece da americani e inglesi. Decisione opportuna, se abbattuti in Italia gli equipaggi rischiavano la fucilazione, inoltre nei Balcani la contraerea tedesca era molto più debole.

Per la Marina, non autorizzata dagli alleati a soccorrere i militari italiani in Egeo, si sono scelte le pacifiche crociere in Atlantico Meridionale.

Concludendo, contrariamente alla mia prima impressione, devo esprimere la mia solidarietà a chi ha scelto i soggetti dei francobolli; gli hanno dato un compito impossibile e si è mosso come meglio ha potuto su un terreno minato.

Però sarebbe stato meglio lascia perdere questo soggetto.

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