di Mario Macciò
Conversazione tenuta il 18 novembre 2000 ai soci AIDMEN presso i locali della Confraternita di San Giovanni Battista de'Genovesi in Roma
Il tema che mi è stato proposto "I pionieri dell'armamento marittimo" porta ad un momento di riflessione, sotto il profilo storico e strutturale.
Sotto il profilo storico -quello culturale ne verrà di conseguenza- per un'attenta indagine sullo "status" del trasporto marittimo, è d'obbligo allargare il nostro esame alla situazione in cui si trovava la nostra Penisola, che Metternich aveva definito una "espressione geografica" nel 1815.
Il cosiddetto "senso della storia" per raccontare la vita del tempo e, quindi per dare un giusto valore all'impostazione del tema, ci porta ad affrontare, con stile agile, una letteratura di notevole spessore.
I diversi staterelli di questa "Italietta" gestivano ciascuno un loro trasporto marittimo per collegare il Continente alle isole di loro appartenenza: il Regno delle Due Sicilie, Napoli con Palermo; il Regno di Piemonte con la Sardegna; il Granducato di Toscana con l'Elba, e così via.
I primi gestori di questo trasporto si chiamano a Napoli Maurizio Dupont e Giorgio Sicard; a Genova Giobatta Torazza e Antonio De Ferrari; a Livorno Bruno e Wallich; a Palermo Beniamino Ingham.

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