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E’ scomparso Augusto Nani, maestro, amico, appassionato e prolifico fotografo navale, uno dei più bravi disegnatori navali.

Si deve a lui la ripresa delle pubblicazioni dell’ Almanacco Navale negli anni 60

Una capacità artistica innata che univa a quella di grande progettista di turbine.

Ho avuto l’ onore di essere suo collega durante il mio periodo all’ Ansaldo Meccanico Nucleare, ricevendo spontaneamente da lui molti segreti del mestiere

Molti di noi devono a lui, ed a quella mitica pattuglia delle Vie del Mare, la passione per gli argomenti navali, ed il rigore nella ricerca e negli approfondimenti.

Ne sentiremo profondamente la mancanza

Edited by Luiz

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E' vero. Alcuni di noi (ora non più giovanissimi) hanno avuto l'occasione di formare i propri istinti navalisti con la lettura de "Le vie del mare".  Aspettavamo il giorno dell'uscita gironzolando dalle parti all'edicola e questo per alcuni anni, sino a che, nel luglio del 1960, cessò  le pubblicazioni senza una parola di preavviso. La pattuglia - come la chiama "Carabiniere" - era di prima scelta, ragionevolmente equilibrata fra coloro che già avevano maturato una importante esperienza ed un gruppo di giovani di talento, che saranno fra le colonne portanti della pubblicistica specializzata nei decenni successivi. Augusto Nani resse - dall'estate del 1958 sino alla fine, salvo, se non erro, alcuni interventi di Erminio Bagnasco - la rubrica "Navi di ieri e di oggi", che era dedicata monograficamente ad alcune navi (o classi di navi) descritte sinteticamente, ma efficacemente, in una pagina di testo e dati, corredata da una seconda pagina (in realtà era la prima) con un profilo di rara nitidezza e valore. 

Sono riuscito a recuperare, nel giacimento di ricordi che ho in qualche modo conservato, il primo articolo della serie, pubblicato nel numero 7 del 1958, e lo propongo a tutti gli amici, come rispettoso omaggio ad Augusto Nani. Un caro saluto a tutti voi.

Francesco Rapalli

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Vorrei semplicemente limitarmi a qualche ricordo personale.

Ho conosciuto Augusto e Giorgio Giorgerini a Bologna, dove venivano per incontrarsi con Arrigo Barilli e consultare il suo archivio ; quest'ultimo era infatti all'epoca la più imponente collezione fotografica navale privata esistente in Italia , ed io mi onoravo di godere della Sua amicizia e di collaborare con Lui .

Con grande generosità Augusto mise a mia disposizione la sua collezione di negativi ( ovviamente a soggetto navale ) e posso aggiungere che quegli incontri , in cui si parlava a tutto campo delle  " barchette " ( per usare la terminologia affettuosamente ironica di Arrigo ) rimangono uno dei miei ricordi più preziosi . L' unica persona a rimanere di regola perplessa era la signora Barilli, che scuotendo la testa di fronte a così tanta scienza diceva : " io le navi non le capisco " .

Per quanto riguarda Le Vie del Mare credo che la rivista abbia cessato le pubblicazioni a causa delle Marine Militari nel Mondo 1960 ;  quel volume di Giorgerini e Nani riprendeva la tradizione dell' Almanacco Navale degli anni trenta , ma nella parte relativa alla Marina Italiana qualcuno ( non gli Autori ) aveva pensato bene di inserire delle aspre critiche sulle nuove costruzioni .

A Roma la cosa non fu troppo gradita, sicchè ne risultò la disdetta degli ordini in corso - con la  chiusura della rivista .

Per fortuna in quel periodo venne nominato Direttore dell 'Ufficio Storico della Marina l' Ammiraglio Cocchia ( un'altra cara figura che ricordo con commozione ), il quale arruolò armi e bagagli Augusto e Giorgio, riuscendo così ad impedire che il lavoro da loro fatto andasse perduto : nacquero  così la nuova edizione dell' Almanacco Navale e la stupenda serie delle Navi d'Italia .

Memorie d' antan ...

grazie per l'attenzione

 

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...ma..., con Cocchia, all' USMM esistevano competenze ed un comitato di redazione capace di comprendere materia, valori e contenuti (io conservo ancora bozze con fregacci e note in rosso di Cocchia, che leggeva, e faceva leggere, tutto

Non è stato l' unico, ha tracciato un solco profondo, che per anni ha dato frutti fecondi, poi è mancata l' irrigazione ed è venuto "l' acquisto all' estero", la terziarizzazione del pensiero e della produzione.

Ci sono corsi e ricorsi, e non bisogna disperare ... la Marina è comunque un' organizzazione sana, capace sempre di reinveintarsi e soprattutto di autocritica ....

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Lei ha ragione : la Marina è di sicuro un' organizzazione sana , e quanto ho succintamente detto non intende certo oscurare il contributo insostituibile del gruppo di collaboratori  dell' Ufficio Storico , o il lavoro quotidiano ( quasi sempre sconosciuto ) del personale  imbarcato e no .Vorrei solo aggiungere che, a mia conoscenza, la serie " Le Navi d'Italia " non trova riscontro nelle grandi ( o più gettonate ....) Marine   -  almeno a livello ufficiale : per non parlare dell' Almanacco Navale .

Non credo di esagerare se giudico tali fatti un miracolo, quando si tenga conto del clima di quegli anni e delle perenni ristrettezze di bilancio : e la nostra Marina, pur non disponendo, che so io, di 20 CVA o di 50 SSBN, è un asset di grande valore morale e civile per noi tutti, un esempio di serietà, purtroppo non sempre presente in altri settori .

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