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La battaglia di Lissa - 1866

Iniziato da Nereo Castelli , 19.12.2016 - 11:42

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2 risposte a questa discussione

#1

Nereo Castelli
  • Nereo Castelli
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Per i filatelici

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  • Inviato 19 dicembre 2016 - 11:42

#2

Francesco De Domenico
  • Francesco De Domenico
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La Sehnsucht austro-ungarica è multinazionale.


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  • Inviato 19 dicembre 2016 - 11:59

#3

Danilo Pellegrini
  • Danilo Pellegrini
  • AIDMEN Council Members
  • 182 messaggi
  • LocationVenezia

Per i filatelici

               E non solo...

Il quotidiano della comunità italiana in Istria dà giustamente risalto di come buona parte dei marinai imbarcati sulle navi austroungariche fosse di origini istriano dalmate. Vorrei però ricordare anche la forte componente veneta presente nella Marina austriaca che, a partire dalla caduta della Serenissima, per oltre mezzo secolo, fino all'insurrezione del '48, aveva mutato il nome da “österreichische Kriegsmarine” in “österreichische-venezianische Kriegsmarine”.

Tegetthoff era entrato appena tredicenne nel Collegio di Marina di Venezia uscendone cadetto effettivo a 18 anni nel 1845; parlava correntemente il dialetto veneto, non è certo però che nel corso dello scontro di Lissa il Contrammiraglio possa aver incitato Vincenzo (Nino) Vianello con la frase daghe dosso Nino che la ciapemo   http://www.centrostu...0 - Parte X.pdf .

Da una ricerca di Alessandro Marzo Magno http://alessandromar...0-miti-sfatare/ pare che in realtà il Vianello, detto “el graton” di Pellestrina fosse il timoniere (Steuermann 2. Klasse) del KAISER, mentre al timone della nave ammiraglia ERZHERZOG FERDINAND MAX che speronò la pirofregata RE D'ITALIA stava l'Obersteuermann Tomaso Penso di Chioggia, detto “ociai” ! (occhiali). 

Sta di fatto che sia il Vianello che il Penso, unici tra gli equipaggi, appartenenti all'etnia italiana, vennero insigniti della medaglia d'oro al valore.


Messaggio modificato da Danilo Pellegrini, 19 dicembre 2016 - 20:59

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  • Inviato 19 dicembre 2016 - 17:02




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