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Francesco Mattesini

IL MANCATO RADAR ITALIANO IN GUERRA - UNO SPRECO DI ENERGIE

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Non c'é nessuna portaerei IMPERO,  che era una corazzata della classe "Littorio" la cui costruzione fu abbandonata poco dopo l'inizio della guerra. La portaerei era l'AQUILA, dal,la trasformazione del transatlantico ROMA.

 

Riporto dal mio saggio:

 

Su consiglio dell’ammiraglio Iachino, a iniziare dalla seconda metà di ottobre 1942, Marinarmi veniva incaricato dallo Stato Maggiore della Marina di fare installare a Livorno i primi due Gufo forniti dalla Ditta costruttrice, allo scopo di “poter incominciare l’addestramento del personale”.[1] Successivamente, con il promemoria n. 49 (“Assegnazione radiolocalizzatori”), n. 50 (“Sistemazione RARI” e n. 55 (“Assegnazione RARI”, rispettivamente datati 15 e 16 novembre e 2 dicembre 1942,[2] l’Ufficio Naviglio di Maristat affrontava, nei dettagli, le precedenze da accordare e i problemi tecnici da attuare sulle singole unità destinate a ricevere i primi radiolocalizzatori di costruzione nazionale e quelli già consegnati dalla Kriegsmarine.

Agendo sulla base di ordini verbali ricevuti dal Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Sansonetti, e sulla base di accordi intercorsi tra l’ammiraglio Borgatti e il generale Matteini, l’Ufficio Naviglio di Maristat affrontò tutta una serie di problematiche. Esse riguardavano, in particolare, la precedenza da accordare per la sistemazione dei radiolocalizzatori sulle unità della flotta, compresi quelli da sistemare sulla nave portaerei Aquila (ex piroscafo da passeggeri Roma), che si trovava ai lavori di trasformazione a Genova, e che avrebbe dovuto essere montato, per le sperimentazioni e per l’addestramento del personale, sul vecchio incrociatore Bari. Fu infine deciso di assegnare i primi due EC.3/ter “Gufo” ai cacciatorpediniere  Mitragliere e Lanzerotto Malocello e, nel contempo, di sistemare i primi due De.Te. tedeschi sul Carabiniere e sul Fuciliere.[3]

Ho cliccato station radar of Home Chain for fighter Command e vi sono una serie di fotografie su quel sistema radar di difesa britannico che a spavento, se lo si considera alla nostra miseria c’è da piangere. Ma come si fa ha dire che il “Gufo” e altri radar progettati ci venivano invidiati  dagli Alleati, come ha sostenuto nel suo fascicoletto per la Rivista Marittima EC.

[1] Ibidem.

[2] Ibidem.

[3] Ibidem.

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Non dimenticate un particolare importante:  seguendo il concetto che si trattativa fondamenta di un "radiotelemetro" e quindi un ausiliare di condotta del tiro, e non di un sistema di scoperta, le antenne, a prescindere (si fa per dire, soprattutto per semplificare) dal tipo di radar e di emissione non erano rotanti né indipendenti, ma collegati ai telemetri:   questo limitava il campo di osservazione, che non era circolare, obbligava ad un brandeggio predeterminato, lo rendeva lento, ma soprattutto sovraccaricava il sistema ed i motori di brandeggio, che già in origine davano problemi.

Un errore comune anche ai tedeschi, seppur il loro sistema di brandeggio fosse meno problematico

Questo è un' altro aspetto del rigetto della"gente di bordo" per un apparato non solo inaffidabile ma anche limitante i già problematici sistemi originali

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Vedere questo disegno mi fa tenerezza.

Quindi nel '43 avevamo il progetto di un buon radar.

In apparecchiature di questa complessità il problema è che dopo il progetto bisogna costruirle, provarle, metterle a punto, installarle sulla nave, addestrare il personale.

Come minimo sarebbe stato in servizio nel '45.

D'accordo che la struttura tecnica industriale dell'Italia aveva grossi limiti, ma la mia impressione è che si siano anche impiegate male le risorse che c'erano.

Lo stesso progetto di trasformare l'Impero in portaerei è uno spreco di risorse.

Doveva essere evidente che in Italia non c'erano le risorse per realizzarlo.

A discolpa bisogna considerare che nell'autunno '42 molti potevano credere di star vincendo la guerra.

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Riporto dal mio saggio:

 

Su consiglio dell’ammiraglio Iachino, a iniziare dalla seconda metà di ottobre 1942, Marinarmi veniva incaricato dallo Stato Maggiore della Marina di fare installare a Livorno i primi due Gufo forniti dalla Ditta costruttrice, allo scopo di “poter incominciare l’addestramento del personale”. Successivamente, con il promemoria n. 49 (“Assegnazione radiolocalizzatori”), n. 50 (“Sistemazione RARI” e n. 55 (“Assegnazione RARI”, rispettivamente datati 15 e 16 novembre e 2 dicembre 1942, l’Ufficio Naviglio di Maristat affrontava, nei dettagli, le precedenze da accordare e i problemi tecnici da attuare sulle singole unità destinate a ricevere i primi radiolocalizzatori di costruzione nazionale e quelli già consegnati dalla Kriegsmarine.

 

Agendo sulla base di ordini verbali ricevuti dal Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Sansonetti, e sulla base di accordi intercorsi tra l’ammiraglio Borgatti e il generale Matteini, l’Ufficio Naviglio di Maristat affrontò tutta una serie di problematiche. Esse riguardavano, in particolare, la precedenza da accordare per la sistemazione dei radiolocalizzatori sulle unità della flotta, compresi quelli da sistemare sulla nave portaerei Aquila (ex piroscafo da passeggeri Roma), che si trovava ai lavori di trasformazione a Genova, e che avrebbe dovuto essere montato, per le sperimentazioni e per l’addestramento del personale, sul vecchio incrociatore Bari. Fu infine deciso di assegnare i primi due EC.3/ter “Gufo” ai cacciatorpediniere  Mitragliere e Lanzerotto Malocello e, nel contempo, di sistemare i primi due De.Te. tedeschi sul Carabiniere e sul Fuciliere

Ho cliccato in Internet ”station radar of Home Chain for fighter Command” e vi sono una serie di fotografie su quel sistema radar di difesa britannico che a spavento, se lo si considera alla nostra miseria c’è da piangere. . Soltanto i tedeschi riuscivano a mantenere una certa efficienza nei confronti degli straordinari successi degli anglo - americani.

 

Francesco Mattesini

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Aggiungo queste brevi note

Non c'é nessuna portaerei IMPERO,  che era una corazzata della classe "Littorio" la cui costruzione fu abbandonata poco dopo l'inizio della guerra. La portaerei era l'AQUILA, dalla trasformazione del transatlantico ROMA.

 

Riporto dal mio saggio:

Su consiglio dell’ammiraglio Iachino, a iniziare dalla seconda metà di ottobre 1942, Marinarmi veniva incaricato dallo Stato Maggiore della Marina di fare installare a Livorno i primi due Gufo forniti dalla Ditta costruttrice, allo scopo di “poter incominciare l’addestramento del personale”. Successivamente, con il promemoria n. 49 (“Assegnazione radiolocalizzatori”), n. 50 (“Sistemazione RARI” e n. 55 (“Assegnazione RARI”, rispettivamente datati 15 e 16 novembre e 2 dicembre 1942, l’Ufficio Naviglio di Maristat affrontava, nei dettagli, le precedenze da accordare e i problemi tecnici da attuare sulle singole unità destinate a ricevere i primi radiolocalizzatori di costruzione nazionale e quelli già consegnati dalla Kriegsmarine.

Agendo sulla base di ordini verbali ricevuti dal Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Sansonetti, e sulla base di accordi intercorsi tra l’ammiraglio Borgatti e il generale Matteini, l’Ufficio Naviglio di Maristat affrontò tutta una serie di problematiche. Esse riguardavano, in particolare, la precedenza da accordare per la sistemazione dei radiolocalizzatori sulle unità della flotta, compresi quelli da sistemare sulla nave portaerei Aquila (ex piroscafo da passeggeri Roma), che si trovava ai lavori di trasformazione a Genova, e che avrebbe dovuto essere montato, per le sperimentazioni e per l’addestramento del personale, sul vecchio incrociatore Bari. Fu infine deciso di assegnare i primi due EC.3/ter “Gufo” ai cacciatorpediniere  Mitragliere e Lanzerotto Malocello e, nel contempo, di sistemare i primi due De.Te. tedeschi sul Carabiniere e sul Fuciliere

Ho cliccato ”station radar of Home Chain for fighter Command” e vi sono una serie di fotografie su quel sistema radar di difesa britannico che a spavento, se lo si considera alla nostra miseria c’è da piangere. Ma come si fa ha dire che il “Gufo” e altri radar progettati ci venivano invidiati  dagli Alleati, come ha sostenuto nel suo fascicoletto per la Rivista Marittima EC. Soltanto i tedeschi riuscivano a mantenere una certa efficienza nei confronti degli straordinari successi degli anglo - americani.

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