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Il Piano "Z"

Iniziato da Giancarlo Castiglioni , 24.05.2019 - 13:59
storia marine militari II GM

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#1

Giancarlo Castiglioni
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Avevo sentito che il libro “Tecnica della sconfitta” di Franco Bandini dava una ricostruzione non convenzionale degli avvenimenti legati all’entrata in guerra dell’Italia e, malgrado qualche perplessità, mi è sembrato valesse la pena di leggerlo.

È disponibile alla Biblioteca Sormani, così seguendo la mia recente politica di limitare l’invasione di libri in casa, lo ho chiesto in prestito.

Mi è stato presentato un volume della prima edizione del ’63 con pagine ingiallite dai bordi strappati, rilegatura allentata, in condizioni tali che poteva solo dato in visione e non in prestito, comunque illeggibile.

Mi sono quindi rassegnato ad acquistare su Amazon la ristampa del 2013.

Il libro dedica molto spazio all’aspetto navale e la prima parte è dedicata al piano Z e alle reazioni che questo progetto ha causato in Inghilterra.

Per prima cosa bisogna sapere che il piano Z era una cosa molto diversa dalla flotta imperiale prebellica destinata al Mare del Nord.

È nota la battuta secondo cui Jellicoe era l’unico uomo che avrebbe potuto perdere la guerra in un pomeriggio.

In realtà anche se avesse perso in modo disastroso la battaglia dello Jutland verosimilmente sarebbe cambiato poco; i tedeschi non avevano i mezzi per organizzare uno sbarco in Inghilterra e la loro flotta di superficie con ridotta autonomia non poteva incidere nella battaglia contro i convogli in Atlantico.

La concezione del piano Z era completamente diversa.

Tutte le navi avevano alta velocità, grande autonomia e motori diesel.

Si progettavano due task force ognuna con 3 corazzate classe H, 1 portaerei, incrociatori e caccia che dovevano entrare in Atlantico; appoggiandosi a questi nuclei i 3 incrociatori da battaglia classe H avrebbero dovuto attaccare i convogli.

Nel 1938 quando fu concepito lo schema poteva funzionare e in effetti funzionò fino alla primavera del 1941, anche con i mezzi ridotti di cui i tedeschi disponevano.

Alla fine del 1942, quando al più presto sarebbero state consegnate le navi maggiori del piano Z, sarebbe stato ormai irrimediabilmente superato da portaerei e ricognizione aerea a lungo raggio.

La tesi di Bandini è che gli inglesi ritenessero di non riuscire a tenere il passo con le costruzioni tedesche e che quindi avessero concluso che era meglio la guerra subito piuttosto che nel ’43, quando il programma del piano Z sarebbe stato ultimato.

Quindi la garanzia data alla Polonia del 31 marzo 1939 non sarebbe stato un errore che ha messo la decisione tra pace e guerra nelle mani di irresponsabili generali polacchi, ma un atto deliberato con l’intenzione di arrivare rapidamente alla guerra.

Non credo che il governo inglese avesse la lucidità e il cinismo di prendere una decisione del genere, più probabile che avesse deciso di rischiare la guerra pur sperando ancora di evitarla.

Certo che mettere la decisione nelle mani di altri, polacchi o tedeschi, non può essere considerata una politica estera lungimirante.

Se volevano evitare la guerra potevano almeno mettere ben in chiaro con i polacchi che in caso di guerra non erano in grado di aiutarli, che all’inizio sarebbero stati inevitabilmente sconfitti e che la vittoria finale sarebbe arrivata solo dopo molti anni di occupazione tedesca.

Non averlo fatto farebbe pensare che la tesi di Bandini non sia poi così campata in aria; credo più probabile che il governo inglese fosse in balia degli eventi senza aver ben deciso cosa fare.

All’inizio del secolo la Germania non aveva reale necessità di una grande flotta; bastava mantenere la superiorità sulla flotta russa del Baltico e durante la guerra del ’70 si era visto che la flotta francese enormemente superiore non poteva fare danni.

Per giustificare l’esistenza della grande flotta imperiale era stata ideata la teoria del rischio, cioè che la flotta, pur inferiore a quella inglese, in una grande battaglia doveva essere in grado di infliggere danni tali da far rischiare agli inglesi la loro superiorità sul resto del mondo.

Quindi per non rischiare gli inglesi sarebbero stati indotti a mantenere buoni rapporti con i tedeschi.

Naturalmente questo concetto contorto non funzionò o meglio funzionò alla rovescia, la grande flotta fu considerata una minaccia per l’Inghilterra e rese difficile mantenere i buoni rapporti come era intenzione dei tedeschi.

In realtà le dimensioni della flotta erano dovute a motivi di prestigio e dall’ambizione dell’Imperatore.

Hitler nel Main Kampf  criticò questa politica che considerava un errore e andato al potere seguì la strada opposta con il trattato navale anglo tedesco, che fu considerato uno dei suoi maggiori successi in politica estera.

Con la denuncia del trattato navale anglo tedesco e con il piano Z direi che Hitler è tornato alla politica che aveva già considerata sbagliata. Forse si sentiva abbastanza forte per sfidare l’Inghilterra, forse non considerava più essenziale evitare la guerra, sta di fatto che oltre che negativo sul piano diplomatico il piano Z sarebbe stato un enorme impiego di risorse che sarebbe stato meglio impegnare per aviazione, esercito e sommergibili.

Comunque con lo scoppio della guerra e l’immediata sospensione della costruzioni sotto questo aspetto i danni furono limitati.


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  • Inviato 24 maggio 2019 - 13:59

#2

Francesco De Domenico
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L'immancabile soi-disant "storico" revisionista nostrano che vuole riversare sugli inglesi una parte della colpa della "guerra per Danzica", come al solito nella più completa ignoranza di una  realtà storica pur abbastanza nota (Chamberlain pacifista a tutti i costi, Halifax sedotto da Goering con una battuta di caccia alla volpe, il peso della lobby filo tedesca nell'alta società e nella stessa dinastia britannica). Ci vorrebbe qualcuno che si leggesse i diari delle conferenze navali del Fuehrer, magari, con le sue prolungate dispute sulla portaerei.... 

Ci manca solo il solito giustificazionismo verso il patto Ribbentrop-Molotov  che ne attribuisca tutta la colpa ai francesi e agli inglesi. Oppure un po' di negazionismo verso l'Olocausto, tanto per non farci mancare nulla...


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  • Inviato 26 maggio 2019 - 14:56

#3

Giancarlo Castiglioni
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Non mi interesso di storia per dare colpe a qualcuno, ma per capire come si sono svolti i fatti.

Non capisco a cosa alludi per " completa ignoranza della realtà storica".

Io non credo a Chamberlain pacifista a tutti i costi a Monaco e guerrafondaio sei mesi dopo.

Penso che a Monaco si rendesse conto di non poter fare la guerra perché non sarebbe stato appoggiato dalla sua opinione pubblica, mentre la poteva fare dopo l'occupazione della intera Cecoslovacchia, con l'appoggio di giornali e opinione pubblica.

Il punto fondamentale è se la guerra fosse o no evitabile.

Su questo argomento due libri importanti: “Le origini della seconda guerra mondiale” di J. P. Taylor che ho letto e “Churchill, Hitler, and The Unnecessary War: How Britain Lost Its Empire and the West Lost the World” di Patrick J. Buchanan che non ho letto.

Si possono condividere o no, ma bisogna confutarli, non si possono liquidare senza discuterli definendoli revisionisti.

Io credo che prima della garanzia incondizionata alla Polonia ci fossero delle possibilità di evitare la guerra e che dopo fossero ridotte praticamente a zero.

Mi interesserebbe sapere in sintesi cosa diceva Hitler nelle conferenza navali e soprattutto cosa diceva delle portaerei.


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  • Inviato 26 maggio 2019 - 18:03

#4

Francesco De Domenico
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Da "Fuehrer Conferences on Naval Affairs 1913-1945", Chatham Publishing, Londra 2005:

 

Pag. 37: "Considerazioni del C-in-C della Marina sullo scoppio della guerra, 3 settembre 1939"

 "Il 3 settembre 1939 la Germania è entrata in una guerra con la  Gran Bretagna, dato che quest'ultima - contrariamente a quanto ipotizzato dal Fuehrer secondo cui "l'Inghilterra non aveva necessità di combattere a causa della questione polacca" - ha ritenuto conveniente combattere ora usando la questione polacca come pretesto. Presto o tardi, dal loro punto di vista, avrebbero dovuto combattere la Germania, e più tardi probabilmente in condizioni militari sfavorevoli, vale a dire contro una flotta tedesca potenziata. Per quanto riguarda la marina, ovviamente essa non era attrezzata molto adeguatamente per una grande lotta contro la Gran Bretagna nell'autunno del 1939. E' vero che nel breve periodo trascorso dal 1935, data del Trattato Navale, essa ha costruito un'arma sottomarina ben addestrata e idoneamente organizzata, di cui al momento circa 26 battelli sono capaci di operare nell'Atlantico; l'arma sottomarina è tuttavia ancora di gran lunga  troppo debole per avere un effetto decisivo sulla guerra. Le forze di superficie, inoltre, sono così inferiori in numero e in potenza a quelle della flotta britannica che, anche nel pieno delle forze, non possono far altro che dimostrare che sanno morire eroicamente e che in tal modo  sono disposte a porre le fondamenta per una successiva ricostruzione."

 

Mi pare che queste considerazioni del grand'ammiraglio Raeder mettano in luce un punto di vista comune a quelle esposte da Castiglioni: la responsabilità della guerra sarebbe britannica, non tedesca, nonostante la Renania, l'Anschluss,  Monaco e i Sudeti, Praga, la Boemia e la Moravia, poi Memel... 

 

Pag. 46 Rapporto  del C-in-C della Marina dal Fuehrer, 10 ottobre 1939

"Il Fuehrer chiede se è necessario completare la GRAF ZEPPELIN. La risposta è affermativa, dato che potrebbe esser necessaria per scortare in alto mare gli incociatori da 10.000 tonnellate e per operare con essi, e dato che mettere alla prova una sola nave del genere è necessario. Il Fuehrer conorda."

 

Pag.101 Rapporto del C-in-C della Marina dal Fuehrer il 29 aprile 1940

1. Prosecuzione della costruzione della portaerei GRAF ZEPPELIN. Il C-in-C della Marina propone di cessare la prosecuzione del lavoro di costruzione, dato che la nave non sarà pronta ad entrare in servizio fino alla fine del 1940, e l'artiglieria non sarà installata per altri dieci mesi circa (i cannoni antiaerei sono attualmente già utilizzati altrove, il controllo del tiro dell'artiglieria navale è stato ritardato dalle transazioni con la Russia ecc.). Includendo le necessarie prove, la portaerei non sarà quindi interamente pronta fino alla fine del 1941. Il Fuehrer è dell'opinione che, considerando i probabili sviluppi degli aerei, portaerei che imbarchino aerei con motori a combustione interna non saranno più utilizzabili in questa guerra. L'artiglieria della GRAF ZEPPELIN deve esser usata per proteggere le acque costiere della Norvegia (difesa dei pescherecci e del traffico costiero).


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  • Inviato 27 maggio 2019 - 11:48

#5

Francesco De Domenico
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Pag.115 Rapporto del C-in-C della Marina dal Fuehrer, 11  luglio 1940, Obersalzberg (il cosidetto "Nido dell'Aquila" ndt)

 

 

11. Il C-in-C della Marina riferisce circa il piano per l'espansione della flotta. Il Fuehrer concorda sull'immediata prosecuzione della costruzione di H* e J*, a meno che la guerra non duri così a lungo che  si possano elaborare piani completamente nuovi. L'elaborazione di questi piani deve cominciare. Sulle grandi navi il ponte di coperta deve essere il più forte per risultare a prova di bomba, e tutte le strutture sul ponte di coperta devono almeno esser a prova di schegge; tutto il resto va eliminato. Il Fuehrer concorda di proseguire la costruzione di O*, P* e Q*, con ponti di coperta rinforzati. Il C-in-C della Marina non discute il tipo di corazzata tascabile migliorata.

Il Fuehrer ritiene che incrociatori muniti di ponti di volo siano necessari per la guerra contro il naviglio mercantile in alto mare. Il C-in-C della Marina concorda. La GRAF ZEPPELIN sarà completata e inviata alle prove in mare, ed un incrociatore con ponte di volo è in costruzione.


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  • Inviato 27 maggio 2019 - 12:06

#6

Francesco De Domenico
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Conferenza del C-in-C della Marina con il Fuehrer al Berghof il 22 maggio 1941

 

11. Il C-in-C della Marina riferisce che ci vorranno otto mesi per completare la costruzione della portaerei, compresa l'installazione dei cannoni antiaerei, se il lavoro verrà ripreso alla conclusione dell'Operazione "Barbarossa " (l'attacco all'URSS ndt). Un ulteriore anno sarà necessario per le prove. Non appena sarà stato deciso con certezza di continuare il lavoro sulla portaerei, il Fuehrer dovrebbe ordinare al C-in-C della Luftwaffe di rendere disponibili in tempo gili aerei necessari.


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  • Inviato 27 maggio 2019 - 12:14

#7

Francesco De Domenico
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Rapporto del C-in-C della Marina al Fuehrer al Wolfsschanze (la Tana del Lupo in Prussia Orientale ndt)  del 13 novembre 1941

 

9. Prosecuzione della costruzione della portaerei. Lo Stato Maggiore della Marina annette ancora grande importanza alla prosecuzione della costruzione della portaerei. Il primo punto essenziale è tuttavia la messa a disposizione degli operai necessari per finire il lavoro e la fornitura degli aerei richiesti per le operazioni imbarcate. Lo sviluppo di aerei imbarcati impegnerebbe considerevoli impianti di produzione e comporterebbe grandi spese. Secondo  un rapporto della Luftwaffe, i nuovi tipi di aerei non possono esser disponibili prima della fine nel 1944 anche nelle circostanze più favorevoli. In considerazione degli effetti che ciò comporterebbe sui programmi della Luftwaffe, lo Stato Maggiore della Marina ritiene che la loro richiesta di continuare il lavoro sulla portaerei dovrà dipendere dal fatto se il Fuehrer decide di render disponibile la forza lavoro necessaria per i cantieri e di sopportare taluni svantaggi per l'attuale programma dell'arma aerea. Il Fuehrer vuole che il lavoro sulla portaerei prosegua; si ritiene sicuro che la Luftwaffe sarà in grado di sopperire nella prima fase con aerei terrestri adattati all'impiego imbarcato.


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  • Inviato 27 maggio 2019 - 17:56

#8

Francesco De Domenico
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Pag. 253   Conversazione tra il grand'ammiraglio Raeder e l'ammiraglio della flotta Darlan a Evry-le-Bourg il 28 gennaio 1942

 

L'ammiraglio della flotta discute poi la questione del blocco della demolizione della portaerei JOFFRE. Il grand'ammiraglio risponde che ha già dato l'ordine di fermare tale lavoro. L'ammiraglio della flotta è dell'opinione che la JOFFRE sia adatta solo come nave per addestramento. Come portaerei era troppo piccola, dato che con le moderne armi d'offesa solo le navi più grandi hanno la possibilità di sopravvivere ad un siluramento.


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  • Inviato 28 maggio 2019 - 17:41

#9

Francesco De Domenico
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Pagg. 265-266 Rapporto del C-in-C della Marina al Fuehrer al QG del Wolfsschanze il 12 marzo 1942

 

2. La guerra nel Nord. La TIRPITZ ha compiuto una sortita nell'oceano Artico quando la ricognizione aerea ha riferito di un convoglio di 15 navi vicino alle isole Jan Mayen, diretto in Russia. Lo Stato Maggiore della Marina è dell'opinione che in simili casi tutte le forze disponibili debbano esser usate senza riserve per l'importante compito di interdire il trasporto di rifornimenti in Russia oppure per impedire uno sbarco nemico. La TIRPITZ non è stata in grado di intercettare il convoglio, che evidentemente aveva cambiato rotta quando il nemico si rese conto che era stato avvistato da aerei tedeschi. Una forte task force nemica, compresa una portaerei, è stata inviata all'inseguimento della TIRPITZ. Nonostante coraggiosi attacchi di aerosiluranti, il nemico ha fallito il bersaglio. Abili manovre difensive, unite  ad una dose di fortuna, sono state responsabili per la salvezza della TIRPITZ.

Conclusioni tratte da questa operazione. - Questa operazione rivela la debolezza delle nostre forze navali nell'area del Nord.  Il nemico risponde ad ogni sortita tedesca facendo uscire forti task forces, in particolare portaerei, che rappresentano la più grande minaccia per le nostre grandi navi. (...)

Le seguenti considerazioni possono esserne ricavate: (...)

e) Il lavoro sulla nostra portaerei va accelerato. A questo proposito un sufficiente numero di aerei imbarcati va reso disponibile.

 

Il Fuehrer ritiene che la portaerei sia una urgente necessità e darà conformi istruzioni al C-in-C della Luftwaffe. Va fatto tutto quanto serve per la formazione in tempi brevi di una task force tedesca composta dalla TIRPITZ, la SCHARNHORST, una portaerei, due incrociatori pesanti e da 12 a 14 cacciatorpediniere. Rappresenterebbe una seria minaccia per il nemico nell'area del Nord e potrebbe esser usata molto efficacemente.


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  • Inviato 28 maggio 2019 - 18:03

#10

Francesco De Domenico
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Pagg. 274-275  Rapporto del C-in-C della Marina al Fuehrer al Wolfsschanze, 13 aprile 1942

 

VI. Completamento della portaerei GRAF ZEPPELIN

A. Ci vorrà almeno fino all'estate del 1943 per completare lo scafo e installare le macchine.

B.  Il tempo totale necessario per completare la portaerei non dipende dal completamento dello scafo e delle macchine, ma dal cambio delle installazioni di volo per l'uso da parte di aerei adattati dagli Ju87D e Bf109F. Circa due anni sono richiesti per sviluppare, costruire e provare le catapulte necessarie per questi aerei. Se è possibile convertire le catapulte esistenti, il tempo necessario sarà ridotto di sei mesi. Sono necessari nuovi verricelli per i sistemi d'arresto. La compagnia che produce questi verricelli non ha ancora fatto sapere quando potranno esser consegnati. La portaerei perciò non può esser completata prima dell'inverno del 1943. Il Fuehrer fa notare che in generale le forze armate impongono requisiti troppo esigenti.

C. Aerei. Saranno disponibili solo 10 caccia convertiti per l'impiego imbarcato  e 22 bombardieri convertiti, inclusi gli aerei da ricognizione. Non ci sono aerosiluranti. Se verrà sviluppato un nuovo tipo speciale di aereo imbarcato, la produzione in serie non può esser ottenuta prima del 1946! Lo Stato Maggiore della Marina considera che i risultati dei nostri sforzi finora non giustifichino la prosecuzione del lavoro sulla portaerei. Mentre i problemi tecnici concernenti la costruzione della nave e la conversione degli aerei possono evidentemente esser risolti, gli svantaggi che ancora rimangono in piedi riducono il valore tattico della portaerei fino al livello critico. Il C-in-C della Marina ne riparlerà con il Fuehrer, se le discussioni con il C-in-C della Luftwaffe circa gli aerei imbarcati non producono risultati soddisfacenti. Il Fuehrer ritiene che gli aerosiluranti siano necessari in ogni caso; inoltre è importante che i nostri aerei siano in grado di tener testa a quelli nemici.


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  • Inviato 28 maggio 2019 - 18:42

#11

Giancarlo Castiglioni
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Non avevo letto gli ultimi interventi di De Domenico, come al solito non segnalati dal programma.

Sono tornato sull'argomento per i "mi piace" di Sandokan.

Le vicissitudini della portaerei tedesca sono normalmente ritenute un fallimento ed effettivamente si sono risolte in un grande spreco di risorse senza nessun risultato utile.

Pero non si può dire che la Marina e Hitler in particolare non avessero capito l'importanza delle portaerei.

La Graf Zeppelin è stata impostata nel dicembre '36 quindi non direi che siano partiti troppo tardi.

Si prevedeva di completarla per la fine del '40 e per la fine del '41 sarebbe potuta essere in piena efficienza con la sua dotazione di aerei e piloti addestrati, quindi in tempo per il piano Z.

In quegli anni Hitler e Mussolini tra di loro parlavano di guerra non prima del '42.

L'interruzione dei lavori in aprile del '40 è apparentemente dovuta al motivo contingente di utilizzare diversamente l'artiglieria contraerea, ma credo che la ragione effettiva sia stata l'aver riconosciuto l'impossibilità pratica di completarla prima della fine della guerra.

Da considerare la vicenda parallela della portaerei italiana.

Disponendo di risorse inferiori ai tedeschi per avere una portaerei in servizio nel '40 si sarebbe dovuti partire ancora prima, almeno all'inizio degli anni '30, produrre una prima generazione di aerei imbarcati già superati e da sostituire prima della guerra.

Mi è difficile pensare che ne sarebbe uscito qualcosa di buono.


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  • Inviato 08 luglio 2019 - 09:40





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