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La storia riscritta dagli storici navali sovietici

Iniziato da Francesco De Domenico , 25.03.2019 - 12:59

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13 risposte a questa discussione

#1

Francesco De Domenico
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Come sappiamo, nel famoso romanzo "1984" di George Orwell, scritto per l'appunto nel 1948, e che rappresenta una immaginaria Gran Bretagna sotto un regime stalinista, il protagonista Winston Smith fa di mestiere l'impiegato del Ministero della Verità incaricato di riscrivere, negli archivi dei giornali, gli episodi e i personaggi non più graditi al regime, sostituendoli con altri di pura fiction. È una classica distopia, il contrario di utopia. Mi è venuto in mente leggendo il libro degli storici sovietici V.I. Achkasov e N.B. Pavlovich "Soviet Naval Operations in the Great Patriotic War 1941-1945", pubblicato dal Ministero della Difesa dell'URSS nel 1973, nella traduzione inglese curata da Naval Institute Press nel 1981.
Siamo naturalmente in piena Guerra Fredda, e si vede...
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  • Inviato 25 marzo 2019 - 12:59

#2

Francesco De Domenico
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Traduco da pagina 30, inizio del capitolo dal titolo "La Marina della Germania fascista prima dell'attacco all'Unione Sovietica":

"I preparativi per l'attacco della Germania fascista contro l'Unione Sovietica vennero assistiti direttamente dagli imperialisti dei paesi occidentali, nel loro sforzo di distruggere gli stati socialisti e di porre in schiavitu' il popolo sovietico. A questo fine, sin da molto prima della Seconda Guerra Mondiale le forze della reazione (principalmente gli imperialisti degli Stati Uniti e della Gran Bretagna) promossero con ogni mezzo possibile la rinascita economica e militare della Germania, facendo sorgere in essa il nazismo per la lotta contro l'URSS e il movimento internazionale dei lavoratori. A questo scopo le banche americane investirono miliardi di dollari nell'economia hitleriana, mettendo così nelle mani dei fascisti tedeschi le armi per l'aggressione."
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  • Inviato 25 marzo 2019 - 13:21

#3

Francesco De Domenico
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"Il secondo più importante prerequisito utile a scatenare l'aggressione fascista fu la politica di "appeasement" verso la Germania di Hitler. Questa politica, che rinunciava ad un sistema di sicurezza collettiva europea, venne condotta dagli ambienti al potere in Gran Bretagna e in Francia, con l'assistenza degli Stati Uniti. Gli Stati dell'Europa occidentale rifiutarono la proposta del governo sovietico di organizzare una resistenza collettiva all'aggressione fascista, perché perseguivano una politica di isolamento dell'Unione Sovietica indirizzando verso est, verso l'URSS, l'aggressione di Hitler. La politica anglo-francese di "appeasement" porto' ad una serie di concessioni all'aggressore. Queste concessioni, che facilitarono il processo di avvicinamento alla guerra, andavano dalla liquidazione di tutte le limitazioni alla crescita delle forze armate tedesche, limitazioni stabilite dal Trattato di Versailles, fino al vergognoso Accordo di Monaco."
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  • Inviato 25 marzo 2019 - 13:38

#4

Francesco De Domenico
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(Segue pagg. 30-31)

"Dopo aver occupato la Cecoslovacchia, la Germania fascista - convinta della completa impunità della sua politica aggressiva - cesso' di occultare anche solo formalmente i suoi preparativi per la guerra. In effetti, questi preparativi vennero avviati subito dopo l'avvento al potere dei fascisti. Grazie alla generosa assistenza economica da parte dei monopolisti in Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, la Germania fascista fu in grado di accrescere il ritmo del suo riarmo con una rapidità eccezionale. Così, nei cinque anni dal 1932 al 1937 il numero delle divisioni di fanteria e corazzate crebbe di quasi cinque volte, e giunti al 1939 era cresciuto di quindici volte.

Il 13 marzo 1935 la Germania fascista dichiarò ufficialmente il ripristino dell'aeronautica militare tedesca, dando tre giorni prima una dimostrazione dei suoi bombardieri agli addetti militari britannico e francese, con ciò mostrando che la decisione era stata presa molto tempo prima. Il 16 marzo dello stesso anno la Germania proclamò l'introduzione del servizio militare universale in tutto il paese. Il governo britannico protesto' in una nota del 18 marzo, ma al tempo stesso chiese se il governo tedesco era disponibile a ricevere dei rappresentanti britannici per aprire un negoziato sui rapporti numerici tra le due forze navali, negoziato che si concluse il 18 luglio 1935 con il trattato navale anglo-tedesco. Churchill confermo' la portata antisovietica di questo accordo. Dichiarò che nel firmare l'accordo gli ambienti al potere in Gran Bretagna avevano tenuto conto della futura forza della Marina fascista tedesca, che "sebbene fosse pari ad un terzo della marina britannica, anche entro questi limiti controllerà il Mar Baltico." Con la conclusione del trattato navale anglo-tedesco, la Germania era totalmente libera di aumentare la sua Marina."
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  • Inviato 25 marzo 2019 - 16:36

#5

Francesco De Domenico
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(Segue pagg. 37-38)

"Lo spettacolare successo conseguito dalla Germania fascista in Europa occidentale in aprile e durante la prima metà di maggio del 1940 colse di sorpresa non solo i suoi nemici ma anche l'alto comando di Hitler, che non si aspettava un così rapido sviluppo degli eventi militari e in sostanza non aveva un piano preciso per operazioni successive in questo teatro. Allo stesso tempo, il successo in Francia affrettò l'adempimento di uno dei desideri preferiti dal Fuehrer - un attacco all'Unione Sovietica. Per realizzarlo, doveva liberarsi dagli impegni in Occidente al più presto possibile. Alla fine di maggio del 1940 il grand'ammiraglio Raeder aveva suggerito un'invasione dell'Inghilterra. Quando rammento' al Fuehrer questa idea a metà giugno, il Fuehrer penso' che i preparativi per l'invasione potevano essere sfruttati per esercitare pressione sul governo britannico per intavolare negoziati di armistizio. Ma sopratutto, nell'opinione di Hitler e dei suoi più stretti consiglieri Keitel e Jodl, i preparativi per l'invasione dell'Inghilterra potevano servire come mezzo per camuffare i preparativi strategici dell'attacco all'Unione Sovietica. Come è ben noto, la decisione della Germania fascista di attaccare l'URSS fu presa da Hitler in una riunione con Keitel e Jodl alla fine di giugno del 1940. Ritenendo di avere le spalle coperte dopo la conquista dell'Europa occidentale, e che i preparativi militari, economici e diplomatici per la guerra contro l'Unione Sovietica fossero completati, il comando supremo di Hitler comincio' a sviluppare un piano d'attacco all'Unione Sovietica sotto il nome in codice Barbarossa. "
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  • Inviato 25 marzo 2019 - 16:43

#6

Francesco De Domenico
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Tutto il resto del libro si muove in questa prospettiva: l'URSS è sola contro tutti. Le numerose navi progettate e costruite con l'aiuto italiano (incrociatori, conduttori di flottiglia, cacciatorpediniere) e tedesco (sommergibili classe S) non sono mai menzionate come tali. Il famoso accordo Molotov-von Ribbentrop dell'agosto 1939 non è mai esistito. Gli aiuti economici e militari alleati non c'erano. Si arriva al ridicolo di menzionare il piccolo contributto della Flotta sovietica del Nord alla scorta dei convogli britannici nell'Artico (nella fase finale del tragitto) come se si trattasse di un supporto ad attività di esclusivo interesse degli alleati, senza mai accennare a che cosa trasportavano quei convogli. Gli aerei e le navi di costruzione americana e britannica cedute all'URSS non ci sono. Un paio di volte sono menzionati gli A-20J Boston, ma una volta e' solo per dire che erano troppo pochi.
Insomma, tutta la storia è stata riscritta dalla prospettiva della Guerra Fredda. L'URSS ha combattuto e vinto da sola, per terra, nei cieli e anche sui mari....

Un altro esempio: a pagg. 8-9 si dice che "Le navi da guerra costruite durante gli anni prima della guerra, in specie quelle durante il secondo piano quinquennale (1933-1938 ndt) non erano qualitativamente inferiori a quelle delle marine straniere costruite durante lo stesso periodo, ed anzi le superavano in diverse performance. Così gli incrociatori classe KIROV, che erano i più veloci di quel tipo e al tempo stesso possedevano i cannoni più potenti (nove cannoni da 180 millimetri), sebbene sia vero che questi incrociatori erano debolmente protetti (50 millimetri). I conduttori di flottiglia e i cacciatorpediniere, che avevano una velocità elevata, avevano un potente armamento sia di cannoni che di siluri. I sommergibili delle classi S e K erano i più moderni sommergibili di quel periodo."
No comment.
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  • Inviato 25 marzo 2019 - 18:43

#7

sergio spinella
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Come sappiamo, nel famoso romanzo "1984" di George Orwell, scritto per l'appunto nel 1948, e che rappresenta una immaginaria Gran Bretagna sotto un regime stalinista, il protagonista Winston Smith fa di mestiere l'impiegato del Ministero della Verità incaricato di riscrivere, negli archivi dei giornali, gli episodi e i personaggi non più graditi al regime, sostituendoli con altri di pura fiction. È una classica distopia, il contrario di utopia. Mi è venuto in mente leggendo il libro degli storici sovietici V.I. Achkasov e N.B. Pavlovich "Soviet Naval Operations in the Great Patriotic War 1941-1945", pubblicato dal Ministero della Difesa dell'URSS nel 1973, nella traduzione inglese curata da Naval Institute Press nel 1981.
Siamo naturalmente in piena Guerra Fredda, e si vede...

Be', mi pare degno di nota il loro senso dell'ironia ( ! ). A tale proposito permettetemi di accennare ad un episodio di cui sono stato testimone in prima persona .

In quegli anni venne in Italia René Greger, a mio avviso il massimo studioso della Marina zarista, oltre che notissimo collezionista navale ed amico, tra gli altri, di Arrigo Barilli .

Poichè all'epoca internet non esisteva ancora, i nostri contatti avvenivano di solito in forma epistolare, in inglese o in tedesco ; e per effettuare quel viaggio

René aveva dovuto superare difficoltà di ogni genere con le autorità dell' Ungheria socialista . Queste ultime infatti mal tolleravano un'attività sospetta come il traffico di vecchie fotografie, e quando diedero il loro consenso  gli permisero a malapena di portare con sè solo il denaro strettamente sufficiente per l'albergo ; ne derivò, naturalmente, che i suoi movimenti furono drasticamente ridotti, e non poté visitare tutti gli amici che avrebbe desiderato .

A quanto pare le foto, che so io, della Kniaz Suvorov rappresentavano una temibile minaccia al sistema . ..


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  • Inviato 25 marzo 2019 - 19:04

#8

Francesco De Domenico
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Domani qualche altra perla tra le tante...


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  • Inviato 26 marzo 2019 - 19:58

#9

Francesco De Domenico
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Da pag. 250:

 

"Mentre le operazioni di minamento dall'aria  a sostegno della battaglia contro le rotte marittime del nemico vennero condotte in conformità al piano operativo da parte di tutte le altre forze della Flotta Bandiera Rossa del Baltico, lo stesso non può dirsi per la Royal Air Force, che durante il terzo periodo [1944-45] della Grande Guerra Patriottica e sopratutto prima della fine della guerra, ha sganciato 1.563 mine (744 nel Golfo di Pomerania, 700 nel Golfo di Danzica, 100 al largo dell'isola di Bornholm e 19 mine ad influenza al largo di Pillau).

I britannici ritengono ancora oggi che questa posa di mine abbia rappresentato  una grave minaccia alla navigazione e quindi abbia costretto gli svedesi a rifiutare la consegna, in un momento estremamente critico per la Germania,  di significative quantità di carichi già noleggiati dai tedeschi. In realtà, gli svedesi hanno rifiutato la spedizione a causa del drastico cambiamento della situazione nel teatro baltico,  quale diretta conseguenza dei successi delle forze armate sovietiche. LA POSA DI MINE DA PARTE BRITANNICA HA INTRALCIATO LE OPERAZIONI DEI SOMMERGIBILI SOVIETICI PIU' CHE BLOCCARE LA SPEDIZIONE DI MERCI DESTINATE ALLA  GERMANIA, DATO CHE LE ESATTE POSIZIONI DEI CAMPI MINATI RESTAVANO SCONOSCIUTE."  [MAIUSCOLE MIE NDT]


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  • Inviato 28 marzo 2019 - 16:53

#10

Francesco De Domenico
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Da pag. 310:

 

"Sembrerebbe che in un'area dove gli aerei da caccia della Flotta del Nord non potevano operare, il contrattaccare gli aerei tedeschi avrebbe richiesto un rafforzamento della difesa antiaerea diretta dei convogli e quindi innanzitutto l'inclusione non di una, ma di due portaerei nella scorta dei convogli. Tuttavia i britannici preferirono una soluzione più semplice:  sospesero i movimenti dei convogli del nord [nell'Artico ndt] per tre mesi nel 1942 [i mesi immediatamente successivi al disastro del convoglio PQ 17 nel luglio 1942 ndt] e per otto mesi nel 1943 [in realtà cinque mesi, dal marzo all'agosto 1943, nella fase più acuta della Battaglia dell'Atlantico, che rese necessario il rafforzamento delle forze di  scorta, con la creazione dei Support Groups indipendenti composti da navi scorta   che intervenivano ove gli attacchi dei "branchi di lupi" degli U-Boote lo richiedevano, uno sviluppo  che non lasciava abbastanza navi scorta disponibili per i convogli dell'Artico ndt]. Fu solo nel 1944, quando le operazioni dei sommergibili tedeschi erano diminuite in maniera significativa, che i britannici aumentarono il numero delle portaerei nei loro  convogli dell'Artico.

L'ammiragliato britannico attribuì la sospensione dei movimenti dei convogli alleati nell'Artico  a un certo numero di fattori, in particolare la difficoltà di proteggerli dai sommergibili e dagli aerei nemici durante il periodo del sole di mezzanotte, la grande richiesta di navi scorta nel Mediterraneo, la distruzione del convoglio PQ 17 e le perdite subite dai convogli nell'Atlantico  e dal convoglio PQ 18. IN REALTA' QUESTI ERANO TUTTI SOLO DEI PRETESTI. LA RAGIONE VERA DELLA SOSPENSIONE DEI MOVIMENTI DEI CONVOGLI NELL'ARTICO  ERA IL PERDURANTE TENTATIVO DA PARTE DEGLI ALLEATI DI RIDURRE LA CONSEGNA DI EQUIPAGGIAMENTI E  RIFORNIMENTI ALL'URSS,  E IN QUESTO MODO DI INTRALCIARE LE OPERAZIONI DI COMBATTIMENTO DELL'ESERCITO SOVIETICO, I CUI SUCCESSI CRESCEVANO DI GIORNO IN GIORNO."

 

[maiuscole mie ndt]


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  • Inviato 28 marzo 2019 - 17:34

#11

Francesco Mattesini
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La questione principale per cui furono sospesi, temporaneamente, i convogli diretti alla Russia Settentrionale, risiedevano nel fatto che ogni unità navale disponinile di un certo peso era stata assegnata da inglesi e americani ad un'operazione di grande importanza come la "Torch:" ossia lo sbarco nei territori del Nord Africa francese, la cui preparazione comportò di raccogliere il più grande numero possibile di unità navali, perché oltre a dover fronteggiare (si fa per dire) le navi della Marina italiana, non si conosceva con sicurezza quale sarebbe stato quello della Marina Francese.

 

Quando poi l'emergenza fini alla fine di novembre 1942, con il rientro a Scapa Flow e Islanda delle unità della Home Fleet, in dicembre furono ripresi periodicamente i rifornimenti di armi e mezzi all'Unione Siovietica. Il combattmento sfortunato dell'incrociatore HIPPER contro il BERWICK e il JAMAICA a difesa del convoglio JW-51B costò il posto di Capo di S.M. della Kriegsmarine al Grande Ammiraglio Raeder. Dopo di che i convogli artici proseguirono al ritmo di uno e anche due al mese fino alla termine della guerra. Anche quando i Russi stavano stravincendo sui tedeschi.

 

FM


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  • Inviato 28 marzo 2019 - 20:32

#12

Francesco De Domenico
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I convogli per Murmansk ebbero due pause: tra PQ 18 del 2/21.9.1942 e JW 51A del 15/25.12.1942 la prima, e come ho detto tra JW 53 del 15/27.2.1943 e JW 54A del 15/24.11.1943 la seconda. La seconda pausa e' stata causata dalla carenza di scorte per l'Artico dovuta alla formazione dei Support Groups non aggregati ai convogli, dopo le gravi perdite nell'Atlantico del nord del marzo 1943, con la conseguente svolta a favore degli alleati del maggio 1943 che ha segnato l'intera Battaglia dell'Atlantico.
Tra il 29 ottobre e il 2 novembre 1942 13 mercantili (6 britannici, 6 americani, 1 russo) sono stati inviati isolati e senza scorta a Murmansk (5 perduti, 3 rientrati, 5 arrivati: Operations FB). Tra il 29 ottobre 1942 e il 24 gennaio 1943 25 mercantili russi hanno pure navigato isolati: 3 perduti, 22 arrivati.

Fonte: Arnold Hague, "The Allied Convoy System 1939-1945. Its Organization, Defence and Operation", Chatham, Londra, 2000.

 

Dal libro di Martin Middlebrook "Convoy SC 122 & HX 229. Climax of the Battle of the Atlantic. March 1943", Pen & Sword Maritime, Barnsley, 2011 (ediz. originale 1976), pagg. 288-289:

 

"Non c'è dubbio che i pesanti affondamenti durante i primi venti giorni di marzo 1943 riportarono di nuovo in prima linea il problema dei Support Groups. (...) Uno degli entusiasti dei Support Groups era  il captain Neville Lake, in servizio a Derby House, Western Approaches Headquarters [a Liverpool ndt]."

(...)

Nel suo rapporto, il captain Lake scrive:

" L'ammiraglio Horton [c-in-c Western Approaches Command] fu convocato  a partecipare ad una riunione del Comitato Antisommergibili del primo ministro. Improvvisamente ci balenò l'idea  che poteva esser sottoposta a discussione addirittura  la questione di abbandonare i convogli, e così la bozza del rapporto sull'esercitazione teorica [condotta da Lake, il quale aveva inserito l'ipotetica  partecipazione di tre Support Groups alle battaglie dei convogli di marzo,  cambiandone completamente l'esito] fu completata in fretta e furia, giusto in tempo per darla all'ammiraglio Horton  mentre stava andando a prendere il treno notturno. Al suo ritorno l'ammiraglio Horton mi disse che  grazie al rapporto aveva  ottenuto i suoi quindici cacciatorpediniere. Mi disse che il primo ministro, di umore molto nero, aveva descritto  una situazione in cui gli U-boats stavano minacciando la stessa continuazione della guerra. Le riserve di nafta nel Regno Unito e in Nord Africa erano al di sotto del livello di guardia, e c'era una grave carenza di navi cisterna. Si rivolse all'ammiraglio Horton e gli chiese che cosa avrebbe fatto in proposito. Horton rispose: "Dammi quindici cacciatorpediniere e  sconfiggeremo gli U-boats". Il primo ministro picchiò il pugno sul tavolo e disse: "Voi ammiragli state sempre a chiedere più navi, e quando le ottenete le cose non migliorano".

 

"L'ammiraglio Horton gli passò il rapporto dell'esercitazione, e dopo che gli ebbe  dato una scorsa ci fu un temporaneo aggiornamento della riunione mentre il primo ministro e l'ammiraglio Stark (comandante delle forze navali statunitensi in Europa) se lo studiavano. Dopo un poco, Winston si rivolse a Horton e gli disse "Puoi avere i tuoi quindici cacciatorpediniere; dovremo fermare per il momento i convogli per la Russia." L'ammiraglio Horton mi disse che non aveva mai ammirato tanto il primo ministro come in quel momento: sotto il peso della pressione russa per l'apertura di un secondo fronte, si stava sprofondando ancora di più nei guai."

 

La decisione fu rapidamente resa operativa, ed entro la fine di marzo non meno di cinque Support Groups erano stati formati o erano in via di formazione - due con sloops e fregate nuove, due con cacciatorpediniere della Home Fleet  e il quinto intorno alla nuova portaerei di scorta britannica HMS BITER. Questi cinque Support Groups, con la portaerei di scorta americana  BOGUE e  i suoi caccia di scorta, entrarono presto in azione. Quando i successivi convogli delle serie SC e HX salparono, entrambi vennero minacciati da U-boats, ma la scorta dello SC 123 fu rinforzata prima dal gruppo della BOGUE e poi da un Support Group  di cacciatorpediniere della Home Fleet. Quando lo SC 123 fu passato oltre la zona del pericolo, questi caccia andarono a rafforzare lo HX 230. Solo un mercantile, rimasto indietro dallo HX 230, fu silurato."


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  • Inviato 29 marzo 2019 - 09:17

#13

Francesco De Domenico
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La pausa nei convogli del 1943 a partire da marzo si prolungò in modo da saltare anche i mesi estivi (quelli del "sole di mezzanotte"), che nel luglio-settembre 1942 avevano visto i disastri dei convogli PQ 17 (24 mercantili perduti su 39) e PQ 18 (13 perduti su 44), cui si sommavano le gravi perdite dei convogli di ritorno QP 13 (6 perduti su 35) e QP 14 (4 su 20). 47 mercantili perduti in tre mesi su quella rotta non erano un tasso di perdite tollerabile per gli anglo-americani.

Appena posso aggiungo un thread su una vicenda collegata a questa pausa nel convogli dell'Artico. Si tratta di dieci PT americane del tipo Higgins da 78' destinate nel febbraio 1943 all'URSS in base al Lend-Lease, che poi hanno seguito invece per effetto della pausa strade e destini abbastanza diversi, ivi compresa la nostra Marina Militare.
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  • Inviato 31 marzo 2019 - 09:26

#14

Luiz
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Come sappiamo, nel famoso romanzo "1984" di George Orwell, scritto per l'appunto nel 1948, e che rappresenta una immaginaria Gran Bretagna sotto un regime stalinista, il protagonista Winston Smith fa di mestiere l'impiegato del Ministero della Verità incaricato di riscrivere, negli archivi dei giornali, gli episodi e i personaggi non più graditi al regime, sostituendoli con altri di pura fiction. È una classica distopia, il contrario di utopia. Mi è venuto in mente leggendo il libro degli storici sovietici V.I. Achkasov e N.B. Pavlovich "Soviet Naval Operations in the Great Patriotic War 1941-1945", pubblicato dal Ministero della Difesa dell'URSS nel 1973, nella traduzione inglese curata da Naval Institute Press nel 1981.
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io ce l'ho tradotto in tedesco, scovato ad un mercatino del libro usato davanti alla Humboldt a Berlino. 3 euro.

lo uso come fermalibri


Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita (C.M. Cipolla)

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  • Inviato 04 aprile 2019 - 11:41

#15

Giancarlo Castiglioni
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Le falsificazioni della storia da parte dei Russi sono grossolane.

A parziale giustificazione possono riportare giudizi nel tempo di guerra che comunque nel 1973 si sarebbe avuto tutto il tempo di rettificare.

Per esempio è del tutto comprensibile che l'interruzione dei convogli all'inizio del 1943 sia stata interpretata come volontà di danneggiare la Russia e che le giustificazioni occidentali non siano state credute.

Ma io volevo far notare che anche dall'altra parte vi sono falsificazioni, certamente meno evidenti, più subdole e per questo più adatte ad influenzare una opinione pubblica più critica.

In certi casi queste falsificazioni sono smentite in ambito accademico, ma continuano ad essere credute in rievocazioni giornalistiche e discorsi ufficiali di autorità.

Qualche esempio:

Le armi di distruzione di massa in Irak.

L'incidente del Golfo del Tonchino, occasione per l'intervento In Vietnam.

L'esplosione del Maine.


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  • Inviato 18 aprile 2019 - 16:16




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