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RIPENSARE IL NOSTRO BOLLETTINO - Rapallo batte Trafalgar

Iniziato da CARABINIERE , 24.02.2019 - 21:45
Trafalgar Rapallo Spinola Francia sconfitta

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#1

CARABINIERE
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Nel 1494, insegnano i libri di storia scolastici, il re di Francia Carlo VIII discese in Italia su invito (e fu un grosso errore) del duca milanese Ludovico il Moro, spingendosi facilmente fino a Napoli. Resisi conto, nel giro di pochi mesi, di aver fatto un pessimo affare, i principi italiani decisero di coalizzarsi, il Moro incluso, ma disponevano, tra tutti, di un esercito inadeguato quanto a dimensioni e a organizzazione. Per fortuna le Marine italiane, costantemente impegnate in duri pattugliamenti nel corso della propria lotta plurisecolare contro i pirati barbareschi, erano di ben altra pasta. E fu proprio la contro-assicurazione rappresentata dalla Marina che permise di capovolgere la situazione.

 

Con precisione matematica, la squadra genovese, posta agli ordini di Francesco Spinola, attaccò, il 2 maggio 1495, davanti al porto ligure di Rapallo, nel Levante, la flotta francese comandata dal Sire de Miolans. Fu una battaglia navale feroce che si concluse con la cattura di tutte le navi francesi seguita dalla liberazione della città e dalla resa dello stesso de Miolans. A questo disastro seguì, poco dopo, la cattura, nelle acque di Sestri Levante, di un convoglio, proveniente da Napoli, formato da 12 velieri francesi e finito in bocca ai liguri in seguito a una riuscita operazione d’intelligence.Furono così liberate trecento donne, rapite in Campania a titolo di ostaggi, mettendo altresì le mani su un fantastico bottino utilizzato, in seguito, per costruire la sontuosa chiesa dell’Annunziata, a Genova.  

 

I francesi, ai quali la sconfitta bruciò, allora e in seguito, parecchio, lamentarono la scarsa sportività degli avversari i quali, in effetti, non lasciarono a de Miolans il tempo di uscire con calma e di spiegarsi a battaglia, preferendo casomai forzare, all’alba, la catena di accesso al porto per poi attaccare, subito dopo, la squadra nemica colta, in pratica, come scrissero in seguito gli stessi transalpini, dans ses sous-vêtements, ovverosia in mutande.

 

Carlo VIII, secondo quanto narrato dal Guicciardini, pensò, una volta appresa la sconfitta, di intimare agli italiani la restituzione delle navi, degli equipaggi e del disgraziato de Miolans a pena di non meglio specificati sfracelli, visto che aveva perso pure gli ostaggi. I suoi generali osservarono, per contro, che l’unica cosa da fare era, a questo punto, battere in ritirata alla svelta sia pure, malauguratamente, soltanto per via di terra, ormai, attraverso quella dannata, lunga e stretta penisola, militarmente piena di guai.

 

Dopo aver perso, durante la successiva battaglia di Fornovo del 6 luglio 1495, i carriaggi, il bottino e il tesoro reale, i francesi proseguirono la loro ritirata tornando, infine, per ottobre, in patria dopo aver lasciato in Italia le ossa, disseminate da Napoli fino alle Alpi, di più del 10% del loro esercito.

 

Da allora, e fino al 1636, la flotta francese non si fece più vedere, né ebbe alcun peso nel Mediterraneo. 141 anni di vantaggio a beneficio dell’Italia dei secoli d’oro rispetto ai 10 di Trafalgar.

 

Si tratta di un fatto dimenticato nei nostri libri di scuola (copiati come sono dai manuali francesi dell’Ottocento) e poco noto anche nelle file della Marina Militare. Ma in fondo non è poi così importante. I marinai italiani possono permettersi di sorvolare su certe cose: le praticano ogni giorno e ogni notte, per anni e da secoli (se non da millenni) con ogni mare, sulla base di quei tradizionali principi etici che rappresentano la vera “arma segreta” della nostra Marina.

 

 

______

Chi mi scrive segnala che la notizia è  sul sito della Marina e anche su Marinai d'Italia...

 

Rapallo batte Trafalgar 141 a 10. Storia e Gloria della nostra Marina

http://www.marina.di...05_rapallo.aspx

https://www.marinaid.../2009_10_14.pdf

 

Qualcuno più dotto di me, uomo nero delle navi moderne, prodotto della più abbietta “mano nera”, sa qualcosa ?  

la battaglia ci fu ed ebbe questa portata e questi risvolti? 

 

-------  

data l' importanza di queste scoperte, e la lezione impartita, credo che con umiltà ci si debba chiedere se sia il caso di continuare a prodigarci per trovare motivi di approfondimento ed episodi dimenticati per il nostro bollettino


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  • Inviato 24 febbraio 2019 - 21:45

#2

Conterosso
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Che pena leggere sul notiziario ufficiale della Marina Militare la storia raccontata con toni e considerazioni da "Bar Sport" e imbarazzanti conclusioni nazionalistiche dove episodi e accadimenti storici vengono attualzzati senza alcun riguardo per la prospettiva storica e per fini ridicolmente revanchisti.


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  • Inviato 24 febbraio 2019 - 22:40

#3

sandokan
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Sono allibito da tale potenza navale de noantri. Francamente non me lo sarei aspettato ma visto che il narratore è il tale noto, credo sulla parola.
Non posso che concordare quindi, amaramente, con le conclusioni di chi mi precede.

Messaggio modificato da sandokan, 25 febbraio 2019 - 02:11

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  • Inviato 25 febbraio 2019 - 02:09

#4

Francesco Mattesini
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Sembra che la fantasia del volenteroso  non conosca limiti. Sii vince sempre. Se ci crede!


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  • Inviato 25 febbraio 2019 - 09:56

#5

CARABINIERE
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È un argomento che mi è completamente estraneo, pur avendo cotanto evento suscitato la mia curiosità e dimostrata la mia ignoranza:  per fortuna ho avuto lumi da uno storico che vorrei veramente brillasse nell’ ambito del nostro consesso.

Uno storico che mi ha dato riferimenti ineccepibili per gli opportuni approfondimenti, facendomi notare che semmai erano i genovesi che si stavano eclissando nel XVI secolo nel Mediterraneo orientale. 

Il riferimento è all’ opera di Celine Dauverd, Imperial ambition in early modern mediterranean, Cambridge UP, 2015,

Mi insegna inoltre che la flotta francese era assente nella prima metà del XVI secolo nel Mediterraneo, e fu solo un elemento marginale dello scontro imperiale tra i Valois e gli Asburgo

 

Mi ha anche indicato come altro riferimento importante per questo periodo sia 

Jan Glete, Warfare at sea, 1500-1650, Routledge, Londra 1999, 

ma ovviamente bisogna vedere come i nuovi “storici/scoopisti/ricercatori” lo considerino rispetto al nuovo e soprattutto estremamente prolifico vate , per molti nessuno ....tranne forse uno dei padri della storia navale contemporanea e uno dei maggiori storici esistiti sull'argomento. 

Sembra fosse svedese, e quindi potrebbe essere che in Svezia siano parte del complotto per negare il valore dei marinai italiani. 

Da queste consultazioni si evince che la vera diminuzione della presenza navale francese avvenne solo dopo il 1556, con la smobilitazione della flotta, come ne riferisce un altro signor nessuno, superato ovviamente dagli strabilianti scoop: Fernand Braudel.

 

Mi riesce difficile  (è notoria la mia incapacità) postare alcuni passaggi di tali testi che mi sono stati gentilmente inviati, per evitarmi la normale brutta figura dell’ ingenuo “abboccamento”  (in genovese “brumesu” o bromeggio).

Se non riesco a caricarli li invierò con altro mezzo, o a mezzo posta se qualcuno fosse interessato


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  • Inviato 25 febbraio 2019 - 15:01

#6

Francesco De Domenico
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Be', ma scusa, anche a Trafalgar c'erano molti marinai italiani, genovesi in particolare. Solo che erano dalla parte sbagliata...Anche qui ci vorrebbe un personaggio che sappia riscrivere la storia, come Winston Smith nel "1984" di Orwell, ma che sappia  farlo un po' meglio di così. "The Fighting Temeraire" di Turner della mia icona era stato catturato da noi agli inglesi, no?


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  • Inviato 25 febbraio 2019 - 17:55

#7

Giancarlo Castiglioni
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Naturalmente ignoravo completamente l'argomento.

Comunque quanto racconta Cernuschi è sostanzialmente corretto, la battaglia avvenne e fu una completa disfatta dei francesi.

Poi come suo solito sui fatti ricama considerazioni nazionalistiche fuori luogo, ma questo è un'altra storia.

Ricopio dalla voce Wikipedia "Guerra d'Italia del 1494".

 

Un evento poco conosciuto: la seconda battaglia di Rapallo

Consequenzialmente al cambio di alleanza del Moro e del Ducato di Milano, anche Genova, che in quell'epoca ne era soggetta, (pur essendoci comandanti genovesi sia nel campo francese sia in quello alleato), si ritrovò a combattere i transalpini nelle forze della Lega. La flotta franco-genovese aveva stabilito nel 1495 una base a Rapallo, in Liguria, per assicurare gli approvvigionamenti all'esercito di Carlo VIII e soprattutto il trasporto delle pesantissime artiglierie. In quell'occasione i mercenari svizzeri al soldo del re di Francia avevano dato prova di una brutalità inusitata quanto inutile, saccheggiando la cittadina subito dopo uno scontro con le forze aragonesi. I francesi avevano avuto quindi modo di suscitare le ire dei rapallesi e con loro dei genovesi stessi, che si sarebbero vendicati l'anno seguente. 
Infatti il 2 maggio 1495, la flotta francese (sette galere, due fuste e due galeoni), comandata dal Sire de Molans si scontrò con la squadra genovese di Francesco Spinola e di Fabrizio Giustiniani, (otto galere, due saettie e una caracca). Lo scontro avvenne all'alba, e fu una sconfitta totale per i francesi: tutte le navi vennero catturate, e, contemporaneamente, a terra, un contingente di truppe sbarcate dalla flotta genovese al comando di Gian Ludovico Fieschi e Giovanni Adorno, aiutati dai Rapallini, sbaragliarono i transalpini rimasti a terra prendendo il controllo dell'abitato. Il successo ottenuto venne incrementato pochi giorni dopo quando un convoglio di dodici velieri venne catturato nelle acque di Sestri Levante.

Nel bilancio della battaglia si devono considerare poi le ingenti ricchezze trasportate dalle navi dei transalpini, che comprendevano, tra l'altro, diverse donne e monache partenopee, e le porte bronzee di Castel Nuovo di Napoli. Porte che poco dopo vennero restituite, e che recano ancora, sul retro, i segni della battaglia. Il resto del bottino fu distribuito tra i marinai, i soldati e i comandanti, e in parte venne usato per erigere la chiesa di Santa Maria Annunziata a Genova.[3]

Dopo questa sconfitta la flotta francese cessò virtualmente di esistere per molti e molti anni. Ciò inoltre rese molto più precaria la situazione di Carlo VIII, che si vide costretto a ritirarsi dal momento che non poteva più contare né su vie di terra, (ora che non aveva più appoggi negli stati italiani), né su rotte di mare per i contatti con la Francia, l'approvvigionamento e la spedizione del bottino fatto in Italia, senza contare l'assenza di navi per trasportare la sua tanto poderosa quanto pesante e lenta artiglieria.


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  • Inviato 26 febbraio 2019 - 20:49

#8

CARABINIERE
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Mi meraviglio un pò, soprattutto nel nostro ambito: Wikipedia diventa credibile a seconda dei casi, e bisognerebbe vedere chi ha caricato: spesso - e non dico sia il caso - è un comodo strumento di autocertificazione

Il problema non è la notizia, per quanto labile o opportunamente elaborata, è la sua diffusione ed il titolo calcistico da parte di un sito che dovrebbe essere dogmatico, dottrinale.

 

Questa vicenda è la dimostrazione di come sia facile  ripescare notizie tra testi antichi e desueti, magari difficili da trovare e consultare ma sempre contando con la superficialità della platea .

Premetto che la notizia ripubblicata era già stata proposta almeno due anni fa: diventa poi facile centrifugare le notizie, puntellandole da parte degli stessi autori, spacciandole – anche grazie a wiki - come frutto di ricerche e scoop di grande livello: esistono importanti fonti di approfondimento (basta ed occorre conoscerle e farci ricorso) e questo permette di ricollocare nelle sue giuste dimensioni una scaramuccia che - da quello che si evince dalle note - più che una battaglia navale fu uno scontro (o uno scambio) tra predoni

Io non possiedo il Manfroni ed ho dovuto chiedere a terzi, ma sapendo chi poteva mi hanno dato immediata risposta  Per quanto riguarda specificamente la battaglia di Rapallo, il Manfroni la descrive in modo un poco diverso:

Carlo VIII lasciò a Napoli dodici galee sottili, tre galeazze ed altri legni minori e si avviò per terra [per ritornare in Francia]; giunto però a Pisa, credendo d'aver ormai il mare libero, caricò su alcune galeazze le più preziose spoglie del regno di Napoli. Quando però la piccola squadra fu giunta a Sestri Levante, fu sorpresa dall'armatella genovese e fu costretta a rifugiarsi in quel porto, dove venne assediata; pochi giorni dopo, essendo riuscita ad uscire, fu battuta a Rapallo e dovette arrendersi.
I Genovesi in quella circostanza fecero un bottino lautissimo, perché oltre alle artiglierie ed alle munizioni trovarono su quei legni ori, argenti, merci preziosissime e perfino trecento donne napolitane, in gran parte monache, che a guisa dei Turchi i Francesi avevano imbarcato.

PS: stante la ricerca effettuata non pare che compaia alcun Spinola ….


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  • Inviato 27 febbraio 2019 - 16:37

#9

Giuseppe Garufi
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Non parliamo di certe pagine di Wiki, per carità.

Nel mio piccolo, sto assistendo alla riformulazione di alcune pagine da parte dei neo-borbonici.  :lol:

Da morire.


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  • Inviato 27 febbraio 2019 - 16:54

#10

sandokan
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Già. Una revisione del Risorgimento e di tutta la storia italiana in chiave neo-meridionalista anti-piemontese che i dietrologi da bar, quelli che in 40 di vita lavorativa (esperienza vissuta) non avevano mai letto un libro o qualcosa che non fosse "come fare il sistema a totocalcio". Ora, dopo il libro di Pino Aprile essi ci spiegano che tutta l'unità d'Italia sarebbe dovuta al raid predatorio piemontese, viste le casse ormai vuote dei Savoia, a danno delle ricchezze del Regno delle due Sicilie, notoriamente stracolme di tutto, industria compresa e popolazione che faceva la bella vita. Per questo motivo oggi il sud sarebbe depresso!

Messaggio modificato da sandokan, 27 febbraio 2019 - 19:32

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  • Inviato 27 febbraio 2019 - 19:27

#11

Giancarlo Castiglioni
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Certamente Wikipedia non è attendibile sempre e comunque.

Però per contestarla bisogna portare qualche argomento concreto.

In questo caso la fonte Manfroni conferma la seconda parte del testo Wikipedia, cioè la cattura del convoglio con ricco bottino e la liberazione delle donne.

Non dice nulla sulla prima parte, la sconfitta della flotta francese a Rapallo, ma questo non vuol dire che questo episodio non sia avvenuto.

E' strano che un convoglio così importante viaggiasse senza scorta. 

La distruzione della flotta francese lo spiegherebbe.


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  • Inviato 28 febbraio 2019 - 21:53

#12

Giancarlo Castiglioni
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Per chi volesse approfondire, aggiungo che su Wikipedia come fonte è indicato il libro "Le guerre d'Italia 1494 - 1559" di Marco Pellegrini, disponibile su Amazon al modico prezzo di 16,10 €.

Buona lettura.


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  • Inviato 28 febbraio 2019 - 22:13




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