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VESIKKO - il primo battello della Reichsmarine

Iniziato da CARABINIERE , 12.01.2019 - 22:05
U.boats Type IIA Reichsmarine Submarino E1 Finnish Navy IVS

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#1

CARABINIERE
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per chi fosse interessato, insieme a Luisella Zocca abbiamo appena pubblicato un nuovo lavoro su academia.edu dal titolo   : U.Boats – VESIKKO -  il primo battello della Reichsmarine

 

E' una ricerca  sul filone dei sistemi di costruzioni saldate e della propulsione che abbiamo già toccato in passato sul nostro bollettino, sistemi che per interessi vari non si adottarono in Italia e sono una delle principali cause dell’ inefficienza (e la perdita) di molti sommergibili italiani nella 2^ GM, con un’ ecatombe di validissimi marinai.

In questa analisi si approfondisce il percorso tedesco, sotto il mascheramento finlandese, un percorso che sarebbe stato perfettamente all’ altezza dell’ industria italiana dell’ epoca (inizio anni 30)

 

Il sommergibile VESIKKO può essere considerato il primo battello progettato dalla Reichsmarine ed il prototipo del tipo IIA.  

Nel 1930 la Marina tedesca era ancora soggetta alle restrizioni del Trattato di Versailles: non avendo alcuna esperienza con battelli costieri di limitato dislocamento, sulla falsariga della precedente classe Vetehinen e sotto il controllo del I.v.S (l’organo tecnico camuffato della Reichsmarine), nel 1930 venne ordinato ai cantieri Crichton-Vulcan come costruzione CV-707.

Per ovvie ragioni di copertura - e grazie a vantaggiose condizioni economiche-finanziarie - la costruzione fu realizzata come “private venture” inserendo una clausola commerciale di First Refusal a favore della Marina Finlandese. L’unità venne varata nel maggio 1933 e sino al 1935 venne estesamente valutata (in effetti operata) dalla Reichsmarine per essere poi consegnata alla Marina Finlandese, che aveva esercitato l’opzione.

L’ unità fu impiegata nel conflitto contro l’URSS e, scampata alla demolizione dopo il trattato di pace, è oggi conservata come museo a Suomenlinna (Helsinki).

 

 


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  • Inviato 12 gennaio 2019 - 22:05

#2

Iscandar
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  • Inviato 12 gennaio 2019 - 23:07

#3

Giancarlo Castiglioni
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Conoscevo già la vicenda del Vesikko trattata estesamente su “U-boat” di Rossler, la bibbia nel campo dei sommergibili tedeschi, ma nel vostro lavoro ci sono molte altre informazioni interessanti.

Per esempio non sapevo che la IdV fosse coinvolta nel progetto degli incrociatori da battaglia olandesi nel 1940.

Il coinvolgimento tedesco era abbastanza evidente, perché l’artiglieria principale era in torri trinate da 280 uguale a quelle di Scharnorst e Gneisenau; mi è venuto il dubbio che ci fosse l’intenzione di riutilizzare proprio le artiglierie smontate dalle navi tedesche per sostituirle con torri binate da 380.

Potrei aver letto questa ipotesi da qualche parte, non ricordo, se qualcuno mi desse informazioni lo ringrazio.

Qualche altra osservazione:

  •    Riguardo all’ordine di Hitler, nell’imminenza del conflitto, di sospendere ogni ricerca che non avesse prospettive certe di applicazione operativa nell’arco di un anno (pag.22), non credo abbia influenzato in modo significativo l’ammodernamento dei sommergibili tedeschi.

L’ordine aveva una sua logica, visto che si prevedeva una guerra breve e in certi casi causò rallentamenti, ma direi che fu generalmente interpretato nel senso di interrompere la ricerca a medio periodo, non quella a lungo periodo.

Difatti l’aviazione continuò a sviluppare i missili, i motori di grande potenza, sia a pistoni che a reazione e la Marina la propulsione con sistema Walter.

  •   "Tra i miti che dovrebbero essere analizzati e forse sfatati, esiste l’opinione di molti analisti che in generale i battelli tedeschi, almeno quelli delle prime generazioni del secondo conflitto mondiale, pur non essendo tecnologicamente più avanzati dei sommergibili francesi o inglesi, erano perfettamente rispondenti alla (vecchia) dottrina operativa tedesca" (pag 22)

Qui sono con la maggioranza, ritengo che la dottrina operativa tedesca fino al ’41 fosse adeguata alle circostanze e che solo la scarsità numerica dei battelli abbia impedito risultati migliori.

Quindi non credo, come scrivi che “l’obbiettivo (e l’eventuale problema da risolvere) avrebbe dovuto essere quello di sviluppare e maturare una nuova filosofia e nuovi mezzi dell’arma subacquea”.

In quel momento la filosofia funzionava ed era difficile prevedere che tutto sarebbe cambiato nel giro di pochi anni.

Pensiamo a cosa sarebbe successo se un progettista avesse proposto a Doenitz nel ’37 o '38 di costruire un sommergibile del tipo XXI da 1600t: in quel momento Doenitz lottava contro i suoi superiori per costruire più sommergibili tipo VII da 750t e meno del tipo IX da 1.100t ed aveva ragione perché il tipo VII era più adatto del tipo IX per la battaglia dell’Atlantico e in quel momento l’esigenza era di massimizzare il numero di sommergibili in azione.

Il tipo XXI sarebbe stato sicuramente scartato perché troppo grosso e troppo costoso.

Certo sarebbe stato meglio avere un prototipo pronto in modo di accelerare la produzione quando le circostanze fossero cambiate, ma ci voleva la palla di cristallo per prevedere il futuro.

Poi in fondo il prototipo i tedeschi lo avevano o meglio credevano di averlo: erano i sommergibili con propulsione a turbina Walter su cui si lavorava fin dal 1930.

Alle prove davano risultati incoraggianti, ma non erano mai pronti per la produzione e in definitiva furono un fallimento.

La controprova la danno i giapponesi, che il prototipo lo avevano costruito e funzionante.

Si trattava del sommergibile sperimentale n.71 195t con velocità in immersione 21kn messo in cantiere nel ’37 e ultimato nel ’38; alle prove diede risultati positivi, ma non gli fu dato seguito perché in quel momento non serviva.

Solo nel ’44 i giapponesi cominciarono a costruire il loro equivalente del XXI tedesco, la classe ST di cui il primo fu ultimato nel febbraio ’45, troppo tardi per avere influenza sulla guerra.

Lo stesso ragionamento vale per lo snorkel.

Non fu adottato prima perché in quel momento non serviva.

In quel periodo i sommergibili in Atlantico di giorno navigavano di conserva ai convogli inglesi fuori vista per attaccarli di notte sempre in superficie e si immergevano in profondità solo se scoperti per sottrarsi alla caccia.

In queste condizioni lo snorkel non serviva.


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  • Inviato 13 gennaio 2019 - 19:16




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