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L'Operazione "Agreement" il fallito sbarco a Tobruk

Iniziato da Francesco Mattesini , 29.11.2018 - 13:32

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#1

Francesco Mattesini
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Nel preparare il saggio sull'Operazione "Agreement", in cui particolarmente importanti sono i documenti inviatimi da Platon Alexiades, mi trovo in difficoltà con l'attività aerea della RAF di cui da fonti britanniche conosciute non appare nulla, tranne il fatto che vi parteciparono aerei con bombardamenti nella notte del 13-14 settembre 1942 durati tre ore.

 

Da parte italiana e tedesca si stimà che fossero almeno 100 gli aerei e che sganciarono circa 500 tonnellate di esplosivo.

 

Qualcuno, anche con l'aiuto di amici, é in grado di dirmi il numero esatto dei velivoli e l'appartenenza ai loro reparti.

 

Franco Mattesini


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  • Inviato 29 novembre 2018 - 13:32

#2

Francesco De Domenico
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C'è un libro del noto storico Peter C. Smith, "Massacre at Tobruk. The Story of Operation Agreement" disponibile su Amazon a buon prezzo.
Poi c'è qualcosa sul reparto di commandos ebraici del LRDG.


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  • Inviato 30 novembre 2018 - 18:10

#3

Francesco Mattesini
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Grazie Francesco.

 

Ho già chiesto il libro proprio questa sera. Meno di 5 Euro quello usato, 10 quello nuovo. Comunque nelle mie ricerche ho scoperto che su 101 bombardieri attaccanti  Tobruk fu abbattuito dalla contraerea un Wellington del 108° Squadron, ma non conosco il nome del pilota.

 

Gli Statunitensi del 52° Gruppo da Bombardamento hanno attaccato quella stessa notte del 13/14 settembre 1942  il grandi aeroporto di Quesada (nonché di giorno motozzatte a sud-est di Marsa Matruh), persero, ad opera della contraerea tedesca (Flak) quattro B.25 perché, da pirle, nell'aprire il portello delle bombe avevano all'interno le luci accese.


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  • Inviato 30 novembre 2018 - 19:24

#4

Platon Alexiades
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Dear Franco,

 

I believe the name of the pilot of 108 Squadron who was shot down was Petty Officer E.R. Wardley. He took off at 1000/13 September from LG-237 (airfield west of Cairo) for Tobruk and was missing but my knowledge of air operations is rather limited.

 

All the best,

 

Platon


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  • Inviato 02 dicembre 2018 - 21:49

#5

Francesco Mattesini
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Grazie Platon, sei sempre tempestivo e preciso.

 

 

C'é una grossa confusione su quale era il numero e l'armamento dei tedeschi a Tobruk il 13/14 settembre 1941. Le forze che danno gli storici britannici (circa 2.000 uomini e 140 armi contraeree) mi appaiono eccessive, rispetto a quelle fornite dagli italiani, meno della metà di soldati (e 36 cannoni contraereio da 88 mm), quasi tutti dislocati molte miglia fuori Tobruk. So che questo é un argomento dove vi sono tra noi molti esperti. Venite in aiuto. Grazie

 

Franco


Messaggio modificato da Francesco Mattesini, 03 dicembre 2018 - 12:31

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  • Inviato 03 dicembre 2018 - 12:26

#6

Platon Alexiades
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A correction: Wardley took off at 2000/13 not 1000/13. Sorry for the typo. The other planes returned to base at about 0230-0330/14.

 

Platon


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  • Inviato 03 dicembre 2018 - 18:47

#7

Francesco Mattesini
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Grazie caro Platon. Ora é chiaro che il velivolo ha attaccato durante la notte.

 

Franco


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  • Inviato 03 dicembre 2018 - 20:46

#8

Domenico C.
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Se può essere utile:

-per il bombardamento di Tobruk la notte del 13 l'ordine di operazioni del 205 Group prevede l'impiego di 103 aerei. Gli aerei che partecipano effettivamente all'operazione sono 101 (67 Wellington e 14 Halifax inglesi e 15 B24 e 5 B17 americani); di questi 3 B24 rientrano per inconvenienti tecnici prima di raggiungere l'obiettivo, per cui Tobruk è bombardata da 98 aerei. Nell'operazione vanno persi 4 Wellingtons, 3 del 70 Sqdn ed uno del 108 Sqdn.

 

- per quanto riguarda l'artiglieria AA tedesca, sono presenti a Tobruk sei batterie, per un totale di 30 pezzi (26 da 88 mm e 4 da 94 mm di preda bellica), appartenenti al 114.gemischte Flak Abteilung ed al I./46 Flak Regiment. Il numero di 36 pezzi tedeschi riportato in alcune fonti credo che si riferisca alla dotazione teorica (che avrebbero avuto le sei batterie se fossero state al completo degli organici). 

Il numero di 133 cannoni AA (48 pesanti e 85 leggeri) indicati nel piano di operazioni inglese comprende ovviamente anche i pezzi italiani ma è comunque sovrastimato e non corrisponde alla situazione reale. 

Domenico C. 


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  • Inviato 04 dicembre 2018 - 20:54

#9

Admiral Canoga
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Dottor Mattesini, mi permetto di riportare alcune informazioni frammentarie di varia provenienza che spero possano esserLe utili, anche se molto probabilmente è già in possesso di queste informazioni.

 

1-  Tullio Marcon “Scacco Matto a Tobruk” su Storia Militare N.79, aprile 2000,  pagina10:

 

“……Alla Royal Air Force , infine, competeva l’effettuazione di un prolungato bombardamento (6 ore) sulla piazzaforte, con sgancio di ordigni anche da 2000 kg; vi avrebbero preso parte una novantina di velivoli del 205° Group (bimotori “Wellington” e quadrimotori “Halifax” e “Liberator”) in ondate successive, puntando soprattutto alle due batterie navali “Dandolo”(4x120mm) e Tordo (3x102mm), piazzate a metà strada tra Marsa Mreisa e l’abitato di Tobruk.

 

La successione degli eventi avrebbe dovuto essere la seguente:

Giorno “D-1” – ore 21.30, inizio del bombardamento aereo ed irruzione della Forza “B” nel perimetro della piazzaforte……..”

 

2-  Eric Hammel “Air War Europa: Chronology - America's Air War Against Germany In Europe and North Africa 1942-1945 “, pagine 62-63:

 

“September 9, 1942

LIBYA: USMEAF B-24s attack shipping and port facilities at Tobruk.

 

September 12, 1942

LIBYA: During the night of September 12-13, USMEAF B-24s attack shipping and port facilities at Benghazi and Tobruk.

 

September 13, 1942

LIBYA: Working in coordination with a Royal Navy battle force, British Army round observers, and RAF combat units, USMEAF B-17s and B-24s mount 35 sorties and 12th Medium Bombardment Group B-25s mount 66 sorties against the harbor at Tobruk. Twenty assorted bomber sorties are also monted against the harbor at Benghazi. Four B-25 are lost over Tobruk.

 

September 14, 1942

LIBYA: USMEAF heavy bombers attack Tobruk……”

 

Note: all’epoca il 12th Bombardment Group (Medium) era basato presso il Landing Ground 209 (LG-209 / RAF Deservoir) ed era costituito dai seguenti Squadron: 81st, 82nd, 83rd, 424th, tutti su B-25.

I B-17E appartenevano invece al 9th Bombardment Squadron. Non si tratta di un’unità casuale: questo reparto passò alla storia per via dell’attacco a Pearl Harbor. Infatti appartenevano proprio al 9th BS quei B-17 disarmati provenienti dall’America che cercarono disperatamente di atterrare nel bel mezzo dell’attacco giapponese. Il 9th BS, dopo aver partecipato alla difesa di Giava fu trasferito in Mediterraneo nel luglio 1942.

Nel settembre 1942 comandante dell’United States Army Middle East Air Forces (USMEAF) era il generale Lewis Hyde Brereton, considerato un esperto di bombardieri e di aviazione strategica. In precedenza Brereton aveva servito nelle Filippine sotto Douglas MacArthur in qualità di comandante della Far East Air Force. Per inciso: i B-17 del 9th BS sorpresi in volo su Oahu dall’attacco giapponese erano destinati esattamente alla Far East Air Force.

Ricordiamo fu Macarthur a volere Brereton nelle Filippine e secondo i piani (prebellici) dello stesso Macarthur nell’aprile-maggio 1942 la Far East Air Force di Brereton avrebbe dovuto essere forte di 240 B-17, 75 A-24 (variante dell’SDB per l’USAAF) e circa 250/300 P-40.

Con questo giro di parole voglio semplicemente sottolineare che nell’estate del 1942 gli Alleati replicarono in Egitto con un “Bomber Command in formato bonsai” e con una “Mighty Eigth in miniatura” quella “simbiosi mutualistica” che stavano mettendo a punto in Gran Bretagna…

 

3- Il 6 settembre 1942 sulla base di Fayid in Egitto viene formato il No. 462 Squadron (RAAF). In tale reparto di nuova formazione vengono concentrati tutti i quadrimotori Halifax B Mk II e tutto il personale dei distaccamenti (“dechment”) del No. 76 Squadron  e del No. 10 Squadron  del No. 249 Wing del No. 205 Group. Il 13-14 settembre 1942 il No. 462 Squadron (RAAF) è l’unico reparto del No. 205 Group dotato di Halifax.

(si veda in proposito Victor Bingham “Halifax Second to None”, a pagina 112, Jon Lake “Halifax Squadrons of World War 2” a pagina 34 e “Units of the Royal Australian Air Force : a concise history : bomber units / compiled by the RAAF Historical Section” a pagina 124 – consultabile in internet:  http://nla.gov.au/nl...-676422372/view - )

 

4- Organigramma del No.205 Group al 23 ottobre 1942:

 

http://www.niehorste...oup-no_205.html

 

Rispetto a settembre 1942 le variazioni d’organico non furono particolarmente significative.

 

Credo che qualche informazione in più sia possibile trovarla nel volume di Christopher Shores e Giovnni Massimello “History of the Mediterranean Air War, 1940-1945. Volume 2: North African Desert, February 1942 - March 1943” e nel libro di Alun Granfield “Bombers over Sand and Snow: 205 Group RAF in World War II”, testi che purtroppo non ho a disposizione.

 

Saluti.


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  • Inviato 05 dicembre 2018 - 01:19

#10

Francesco Mattesini
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Sono particolarmente grato a Domenico C e Admiral Canoga  che mi hanno fornito una preziosissima fonte di informazioni aeronautiche che cercavo disperatamente.
 
Fino a questo momento quello che sapevo erano:
 
“I compiti assegnati alle varie unità impegnate nell’operazione “Daffodil”
 
L’operazione di sbarco, come detto, doveva iniziare il mattino del 14 settembre, sfruttando le ore di oscurità e la mancanza di luna. I compiti assegnati alle varie unità e reparti  impegnate nell’operazione “Daffodil” erano quelli di neutralizzate le difese costiere della piazzaforte e le postazioni nemiche d’artiglieria di Tobruk, dopo una preparazione aerea della RAF, assegnata al 204° Gruppo (vice maresciallo dell’aria Arthur Coningham) con bombardieri pesanti e medi, durata tutta la notte per costringere la guarnigione a restare nei ricoveri il più a lungo possibile. ...

 

Alle ore 01.05 del 14 settembre era intercettata una comunicazione radio di un cacciatorpediniere isolato che affermava di trovarsi sul punto stabilito per l’inizio dell’operazione, e contemporaneamente si verificò a Marsa Sciausc, a est dell’imboccatura della rada, lo sbarco dei soldati britannici trasportati dalle motosiluranti.[1]

Nel frattempo gli attacchi dell’aviazione britannica stavano aumentando di intensità. I bombardamenti erano iniziati, alla luce di bengala illuminanti, alle 21.00 del 13, con un ritardo di mezzora sull’ordine di operazione, e terminarono alle 03.15 con le azioni di mitragliamento. In totale, il Comando della RAF impiegò ben 101 velivoli bombardieri del 205° Gruppo, di cui 66 bimotori medi Wellington, e 35 quadrimotori Halifax e Liberator (B. 24), tra cui cinque B. 24  statunitensi, che in totale sganciarono 70 tonnellate di bombe.

Fu abbattuto, ad opera della contraerea della piazza un Wellington del 108° Squadron, decollato alle ore 20.00 del 13 settembre dall’aeroporto LG-237 , a ovest del Cairo, e con pilota il tenente E.R. Wardley.

Quella stessa notte, in base al piano di attaccare gli aeroporti di Creta e del Deserto, l’aeroporto di Sidi Heneish (Haggag el Qasaaba), dove avevano sede molti reparti tedeschi, tra cui i Me 109 del III./JG.27, i tre gruppi di Ju 87 dello St.G.3 e in caccia italiani Mc 202 del 3° Stormo, fu attacco dai bombardieri medi statunitensi B 25 del 12° Gruppo (Sq. 81a, 82a, 83a, 432a) da bombardamento (colonnello Charles Goodrich) di base a Ismalia. Ma quattro velivoli furono abbattuti dalla contraerea, che ebbe un facile bersaglio nel buio, a causa dell’apertura del locale (vano) delle bombe con le luci  accese.

Sempre la notte sul 13/14 settembre i bombardieri statunitensi B.24 del 98° Gruppo (343a, 344a, 345a e 415a Squadriglia), comandato dal colonnello Hugo P. Rush, decollando da un aeroporto della Palestina bombardarono, oltre a Tobruk, le navi nel porto di Bengasi, e nella giornata del 14 anche Suda, dove videro una nave in fiamme dopo l’attacco, mentre in realtà non riportarono alcun successo.”

 

 

[1] In una comunicazione tedesca diretta da un Comando navale della Cirenaica, a OBS (Kewsselring), II Luftflotte (Loerzer), Panzer Army (Rommel) e Comando Marina Germanica (Weichold), e decrittata la sera del 14 settembre dall’ organizzazione crittografica britannica Ultra, si legge: “Immediato Urgente. Alle 0210, 3 molo verde, segnale di allarme, per l'avvicinamento di nave nemica, nemico est sbarcato a Tobruk in Umel Sciause, stazione navale W/T [radiotelegrafica] è pronta per la difesa e la distruzione dei libri confidenziali”. (ZIP/0139/14/9/42).


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  • Inviato 06 dicembre 2018 - 08:06

#11

Francesco Mattesini
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Rispetto all'azione di Tobruk il libro di <Shores e Massimiello non dice nulla, il che, confrontandolo con altri episodi e per le imprecisioni, in alcuni particolari non é molto attendibile.. Specialmente quando ogni scontro di caccia italiani e tedeschi contro caccia o bombardieri britannici, si favorisce sempre i tedeschi. E questo per un particolare, loro riportavano gli orari in cui si erano verificati gli abbattimenti, cosa introvabile per i nostri piloti.

 

Negli attacchi aerei del 13/14 settembre non vi erano i B.17.

 

Sulle bombe da 2.000 kg. di Arena, che non é assolutamente attendibile (ho avuto con l'autore che conoscevo bene grosse discussioni) ne vorrei sapere di più, prima di inserirlo. Mi limitero a dire che gli aerei sganciavano anche grosse bombe.

 

Occorrerebbe anche sapere quali furono le effettive missioni dei B. 24 e dei B. 25 statunitensi. Non mi sembra che i B. 25 abbiano attaccato Tobruk con 66 velivoli. E le 35 missioni dei B. 24 (e B.17 ?) come furono distribuite!

 

Qualcuno é in grado di dirmi come a Tobruk era distribuita la contaerea italiana, e se tra le sei batterie ben 5 erano di cannoni da 90 mm. Erano tutte del 2° Reggimento Artiglieria Contraerea?


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  • Inviato 06 dicembre 2018 - 10:39

#12

Admiral Canoga
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Buonasera Dottor Mattesini,

 

sono riuscito a procurarmi il libro di Alun Granfield “Bombers over Sand and Snow: 205 Group RAF in World War II” in formato elettronico.

 

Il testo aggiunge poco a quanto avevamo già trovato, anche se troviamo alcune conferme e alcuni interessanti dettagli.

 

Comunque sia, dal capitolo 5 - "Crisis and Recovery in the Desert - May to December 1942" :

 

"On the night of 13/14 September the bombers of No. 205 Group carried out a series of attacks on the defences at Tobruk in order to create a diversion for a raid on the port (Operation Agreement). A force of Special Service troops was to penetrate the Tobruk perimeter at dusk and seize an inlet east of the harbour. Here, it would be reinforced by troops carried from Alexandria in MTBs, and the combined forces would then work their way westwards, capturing coastal defence and flak batteries on the way. A third force of Royal Marines would land from destroyers north of Tobruk town, capture the guns on the north side of the harbour, and enter the town. After causing general mayhem in the port some of the force would be withdrawn by sea and others would proceed westwards by land to cause further destruction. The concept was a bold one, and both Tedder and Montgomery had serious reservations about the whole operation.

A total of 103 aircraft took part in the attack, including sixteen Liberators and five Fortresses of the USAAF. Several large fires were started on the peninsula and a number of exceptionally large explosions reported. A particularly violent explosion was seen near the naval fuel tanks, followed by two big fires. A 4,000-lb bomb dropped on the western encampment area was claimed to have ‘created more debris than ever before seen by the crews’. Gun positions were heavily attacked, and it was ‘significant that whereas twenty-four guns were firing effectively during the first hours of the operation, they diminished and became erratic as the attack developed’. The last aircraft to leave the target area reported that not more than three guns were still firing intermittently.

Four of the Wellingtons failed to return. The crew of one was captured, but several of them attempted to escape and three were killed in a skirmish with a patrol on the Sidi Barrani–Sollum road on 18 September. Another made a forced-landing on the return journey, and the crew started walking back. On the way they met a member of No. 148 Squadron (whose aircraft had crashed in the desert on 19/20 September). Gradually, the crew members started to drop out with exhaustion, and only two made it back to Allied lines. A third Wellington lost an engine over the target and eventually force-landed in the desert behind enemy lines. The crew evaded capture until 20 September, but eventually became prisoners of war. The fourth Wellington sent a message that it was eturning with engine trouble, but force-landed and all the crew were captured. One died later when the ship in which he was being transferred to Italy was torpedoed.

Also, on 13/14 September twenty Liberators of No. 159 Squadron and the 1st Provisional Bombardment Group attacked Benghazi between 2045 and 0001 hours as part of Operation Bigamy. The object of the operation was similar to that of Operation Agreement, the temporary capture of Benghazi to carry out major demolitions in the port, but only a land force was involved. Results of the bombing were obscured by 10/10 cloud, and only bursts were seen in the target area. Operation Bigamy was abandoned after a preliminary attack by the land force found the defences on the alert. Operation Agreement was a disaster, as the naval force was discovered after only a few men were put ashore, and two destroyers and the light cruiser HMS Coventry were sunk. The land force withdrew without penetrating the Tobruk defences. Tedder and Montgomery were right to have reservations about these harebrained and unnecessary ‘special operations’.

In September the bombers flew 1,286 sorties, which was considerably fewer than the effort during the crisis months of June, July and August. Of these, 978 sorties were by the Wellingtons of Nos 37, 40, 70, 104, 108, 148 and 162 Squadrons. The Halifaxes of No. 10/76/462 Squadron contributed 118 sorties, and the Liberators of No. 159/160 Squadron launched another 88 sorties. Some 23 sorties were flown by the Wellingtons of the Special Operations Flight, 11 to the Balkans, 10 to Greece, and 2 to Crete. The USAAF units operating in the Middle East managed 79 sorties, with a few B-25 operations now being mentioned in the Group ORB. Of these, 871 were bombing operations directed against ports, with another 31 minelaying sorties and 21 directed at ships at sea. Thus, a total of 923 sorties (72 per cent of the effort) was involved in the attempt to strangle Rommel’s supply lines. Of the rest, 231 (18 per cent) went to targets in the battle area during the Battle of Alam el Halfa, and 103 (8 per cent) to the airfields."

 

Dottor Mattesini mi permetto di sottolineare che sull'Operazione Agreement Le ho citato un articolo dell'ingegner Tullio Marcon e non di Nino Arena: con tutto il dovuto rispetto solitamente il primo è sempre stato di gran lunga più attendibile del secondo.

 

Riguardo la bomba "blockbuster" da 4000 libbre, questa è una celebre foto di un Wellington Mk X del No 205 Group fotografato a Kairouan West in Tunisia nel settembre 1943 (la foto è presente anche sul libro di Granfield) :

https://upload.wikim...WM_CNA_4071.jpg

 

Forse qualche altra utile informazione potremmo trovarla sul libro di Robert Dorr sul Settimo Bombardment Group.Le farò sapere.

 

Saluti.


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  • Inviato 17 dicembre 2018 - 22:26

#13

Francesco Mattesini
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Caro Ammiraglio

 

Mille ringraziamenti.

 

E' pasrticolaremente interessante, pero devo studiarlo bene e poi riferirò.

 

Non ho l'articolo di Marcon, e quindi non posso consultarlo.

 

Ho però riochiesto "Ventiquatt'ore a Tobruk" dfi Migliavacca e lo attendo da un giorno all'altro.

 

Nuovamente tanti ringraziamenti.

 

Buon Natale e Buone Feste

 

Francesco Mattesini


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  • Inviato 19 dicembre 2018 - 09:40

#14

Francesco Mattesini
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Da quanto risulta nella "USAAF Chronology - COMBAT CHRONOLOGY OF THE US ARMY AIR FORCES"   non risulta che abbiano attaccato Tobruk e Bengasi le Fortezze volanti (B 17) ma soltanto bombardieri B 24:

 

13 September 1942 - MEDITERRANEAN THEATER OF OPERATIONS [MTO, US Army, Middle East Air Force (USAMEAF)]: In Libya during the night of 13/14 Sep, B-24s attack Tobruk and shipping in Bengasi harbor while B-25s hit landing grounds SE of Matruh, Egypt.

 

14 September 1942 - MEDITERRANEAN THEATER OF OPERATIONS [MTO, US Army, Middle East Air Force(USAMEAF)]: B-24s attack  shipping at Suda Bay, Crete, setting 1 vesselafire, while other B-24s hit Tobruk, Libya; P-40s fly a sweep with the RAF over the frontlines.

 

Secondo lo Storico Militare britannico, generale Playfair, in Mediterranean and Middle East, gli aerei statunitensi che bombardarono Tobruk la notte del 13/14 Settembre erano 5 B.24 (Libertator per i britannici).


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  • Inviato 19 dicembre 2018 - 10:31

#15

Admiral Canoga
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Buongiorno Dottor Mattesini,

 

purtroppo non sono ancora riuscito a procurarmi il libro di Robert Dorr sul Settimo Bombardment Group, ma ho scoperto che su Google Libri è possibile consultare alcune pagine. ( https://books.google...epage&q&f=false )

 

Trascrivo dunque quanto è riportato alle pagine 129-130 di "7th Bombardment Group/Wing 1918-1995" da Robert Dorr:

 

"“…..One of the major battles participated in by the B-17s of “Brereton’s Bastards” occurred the night of 13-14 September 1942. The Allies were going to land between 40.000 and 80000 from the Long Range Desert Group commandos (- evidentemente un refuso -) at the ports of Tobruk and Benghazi, in an attempt to capture them. If the commandos were successful, this would cut off nearly all supplies to Rommel’s troops at El Alamein, thus ending the Battle for North Africa.

 

BIG OPERATION

 

At least 300 planes were involved in the total operation. Some planes had been over the target all the day.

The Brereton B-17 were to be part of the 101 (35 heavy, 66 medium) British and American bombers making a seven hour shuttle bombardment of Tobruk that night; 20 B-24 were going to hit Benghazi. The attack from the air would continue until 3:00 a.m. on the 14th, when the commandos would attempt to land and fight until dawn.

Mayhew continued, “Our five B-17s were scheduled to hit Tobruk around midnight. Each plane would be on its own, ut we would fly at different preset altitudes to reduce the chance of colliding over the target in the dark. Fennell was  leading our attack, so our plane was scheduled to be the first over the target. Our  job was to keep the gunners on the ground busy, so commandos would not be discovered sitting offshore. Consequently, we were supposed to remin over the target at least 30 minutes.

“We took off from our advanced base at Landing Ground 224, west of Cairo, at 2030 on 13 September. We approached the target at 180 mph fro 25,000 ft. The temperature was 50 degrees below zero  [Fahreneit] at that altitude that night. We could see the battle raging long before we reached it. There was a 50 per cent overcast, and the reflections on these clouds of anti-aircraft fire, bombs bursting on  the ground, and shells falling from naval vessels a few miles offshore, made an eerie scene in front of us.

“We dropped three of our 500-lb bombs on each pass. As we approached the target on our first pass, a searchlight caught a British “Wimpy” (Vickers Wellington medium bomber) in its beam. Instantly, the other searchlights converged on that spot, making the Wimpy look like a moth in candlelight. There were 29 searchlights in a circle around  one master beam. There also were 29 radio controlled antiaircraft guns that operated automatically with these lights. These guns  now set up a cone of fire within the beam of the searchlights. In a few seconds the plane exploded. Less than a minute later the process was repeated with the same results. In the darkness, these planes appeared to be at our altitude, whereas actually they were attacking from 4,000 ft. Nevertheless, I was certain this would be our fate I a few minutes when we reached the drop zone.

“one small caliber (probably 40-mm) antiaircraft gun picked us up just before we dropped our first bombs. The line of tracers coming up from that gun looked like they were headed directly for my turret. It was very unnerving to watch the slow approach of that line of steel coming at me. However, when these shells reached what I would guess was  about 15,000 ft, they fell back toward the earth. From then on I enjoyed watching those gunners waste their ammunition on us as they followed us across the sky.

“Joe Taulbee, our Bombardier, released the first string of bombs, and a few moments later there was a terrific explosion on the ground directly beneath us. He had hit an ammunition dump. I could have read a magazine in my turret, if I’d one, from the brilliant light that filled the sky. Flame and debris flew several thousand feet into the air, then fell back to earth.

“The other two bombs run over the target were somewhat anticlimactic for our crew, except that longerwe stayed over the target the greater the chance of being shot down. Finally, around midnight, after 40 minutes over the target, we headed for home.

“Our problems were not over. Number three engine lost oil pressure and had to be feathered. Then around 1:30 a.m., number one engine gave off a shower of sparks. Now we were flying essentially on two engines, and we didn’t know how long they would continue to function. At the time we were flying over the Mediterranean about 60 miles from shore and about 200 miles from Lydda.

“we reached Lydda at about 2:35 a.m. that morning and joined the circling B-17s and B-24s. We were nearly out of gas and flying on two engines, so we were given the preference for landing.

“The next morning we learned the results of the battle and also the conditions of our remaining engines. Many of the new engines that succeeded in bringing the B-17s home were in such poor condition, due to corrosion, that our crew chief said they could have failed anytime. Five engines, including our two, failed during mission. We learned years later that Senator Harry S Truman conducted a Senate hearing about the poor quality of new B-17 engines at that time. As the result of that investigation, one Army Air Forces General later was sent to prison.

“The battle had not been a total success, since neither Tobruk nor Benghazi had been taken. In addition to the hundred of commandos killed, about 600 were captured. Although all our B-17s returned safely, the British lost 22 planes over Tobruk. They also lost the destroyers Sikh and Zulu out of the six cruisers and destroyers used I the attack. One launch and one motor boat were also lost. On the other hand, a great deal of damage hd been done to Tobruk by this combined air-naval-commando attack.

Oil and gas installations were burned, ammunition dumps were blown up, etc. We learned we had distracted the Germans enough to allow thousands of commandos to land, destroy many enemy installations, and reoard their ships. General Sir Harold Alexander, Commander-in-Chief in the Middle East, sent a message to congratulate us for our efforts at Tobruk. ........”"

 

Buone Feste.

 

Saluti.

 


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  • Inviato 27 dicembre 2018 - 14:41




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