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Due Gentiluomini, non solo un episodio...

Iniziato da CARABINIERE , 11.10.2018 - 10:50
Von Spee Cradock Coronel 1914 Corsari e guerra navale Royal navy Marina Imperiale tedesca

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#1

CARABINIERE
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Due Gentiluomini – di Massimo Alfano, edizioni Pathos 2018

 

Riesce sempre difficile recensire l’opera di un amico che si stima ...

 

Il secondo libro della trilogia su Von Spee sorprende, sia per l’imprevedibilità della composizione ed impaginazione sia per affrontare coraggiosamente e controtendenza temi politico navali normalmente trattati in forma molto conformista.

Al di la dell’approfondimento dei caratteri e dei comportamenti, con le conseguenti scelte operative, dei due protagonisti, Von Spee e Cradock, emerge un interessantissimo spaccato dell’ Ammiragliato inglese e della sua involuzione dell’ epoca, con una interessante spiegazione (a mio parere corretta) di questa involuzione : le comunicazioni, e la facilità della stessa.

Telegrammi, messaggi radio subissavano i comandi, sottomettendo le decisioni operative sul campo a valutazioni politiche spesso avulse dal contesto reale e privando i comandi in mare di quella sagacia e capacità di cogliere le occasioni tipiche della Royal Navy che precedentemente inviava le navi in mare solo con l’ indicazione degli obbiettivi strategici da perseguire

Evidentemente questo dà luogo ad individuare il colpevole: il giovane Winston Churchill, incontrastato dominus di uno dei gangli del potere inglese senza averne pero né dimestichezza né comprensione del funzionamento; certamente un quadro ben documentato oltre che ben caratterizzato che esce dagli schemi noti sul personaggio (schemi d’ altra parte da sempre influenzati e condizionati dalla copiosa autobiografia dello stesso …).

Mantenendo costantemente l’attenzione sul quadro strategico, non manca ovviamente di precisione la descrizione tattica degli scontri, e le condizionanti relative, senza entrare nella noiosità di certi scrittori che si perdono nella cronologia e nei secondi senza capire l’ essenza dell’ arte navale, che qui invece è la protagonista insieme all’ etica che deve esserne la base.

Questo, con l' etica e la dedizione, da spazio a spiegare i "fenomeni" della crescita ed auge della marina Imperiale tedesca e della marina Imperiale Giapponese, altri temi spesso trascurati dalla narrativa e dalla storiografia

Un libro interessante anche per la composizione e l’offerta di consultazione, con qualche tratto da annuario navale, che richiama anche il Weyer Flottentaschenbuchprima maniera, ce ne spiega le origini e l’accettazione: il testo è accompagnata dai bellissimi e precisi disegni dello stesso Alfano, miniature uniche, inframezzato da schede molto accurate di ciascuna delle unità coinvolte; le note sono strutturate esse stesse come una narrativa a parte.

Un libro interessantissimo, spunto per ulteriori analisi ed approfondimenti, che non dovrebbe essere limitato ad una ristretta cerchia di appassioni, di “eruditi” navalisti …

 


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  • Inviato 11 ottobre 2018 - 10:50

#2

Giancarlo Castiglioni
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Anche io ho letto “I due Gentiluomini” l’ultimo libro di Massimo Alfano e rinnovo le lodi fatte al precedente “La cannoniera e l’Ammiraglio”.

Mi piace molto la formula del testo illustrato con disegni, speravo addirittura che ci fosse qualche disegno in più.

Il testo è molto buono, scritto attingendo ad un gran numero di fonti, valido sia sotto l’aspetto storico che tecnico e con molte considerazioni interessanti.

Sulla parte tecnica a pag. 214 tra le caratteristiche del Glasgow pensavo di aver trovato un errore, perché per l’apparato motore sono indicate 2 turbine con 4 assi elica cosa chiaramente incoerente; ho verificato, la stessa cosa è ripetuta su Wikipedia in versione italiana, ma su quella inglese è indicato “2 turbine set”; questa è la spiegazione, il “set” è formato da due turbine, una di alta ed una di bassa pressione quindi abbiamo 4 turbine per 4 assi.

Una soluzione tecnica comune all’epoca, quando non si era in grado di costruire riduttori a ingranaggi per quelle potenze a le turbine dovevano essere direttamente calettate sull’asse elica.

Una considerazione interessante dell’autore è la contrapposizione all’interno della Royal Navy tra la marina di Fischer e la marina di Baresdorf; da una parte i “tecnici”, che guardavano alla sostanza e dall’altra i “gentiluomini” con attenzione maniacale all’estetica, la verniciatura delle navi, le divise, il rispetto della tradizione, l’esecuzione acritica degli ordini ricevuti.

Per i secondi le esercitazioni di tiro erano una noiosa pratica richiesta dai regolamenti, da sbrigare nel minor tempo possibile e da affidare magari agli ufficiali inferiori; i risultati non contavano molto, più importante era pulire i cannoni e il ponte dopo.

Questo modo di ragionare sembra assurdo e ho cercato di capire come ufficiali indubbiamente colti e razionali potessero ragionare così.

Oggi la visione corrente dei primi anni dei ‘900 è un susseguirsi di crisi che dovevano portare necessariamente alla guerra, prima o poi inevitabile.

Indubbiamente anche allora c’era chi ragionava così; in sintesi la guerra è scoppiata perché militari e governo tedesco pensavano fosse inevitabile, e quindi, sbagliando, ragionavano “meglio ora che in seguito quando la Russia sarà più forte”.

Ma credo fossero molti di più quelli che ritenevano impossibile una guerra tra le grandi potenze europee, guardavano con scetticismo le crisi diplomatiche e pensavano “tanto rumore per nulla, ma poi ci si mette sempre d’accordo”.

Non si sarebbe mai combattuto sul serio, la flotta, le bandiere, le salve di saluto in fondo erano tutta una commedia e tanto valeva recitarla bene.

Mi è venuta spontanea una considerazione sulla Regia Marina tra le due guerre, che aveva come modello la Royal Navy; purtroppo mi sembra che si ispirasse più alla Royal Navy di Baresford che a quella di Fisher.


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  • Inviato 13 ottobre 2018 - 10:17

#3

Francesco De Domenico
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Vorrei suggerire la lettura di "Churchill and Fisher. Titans at the Admiralty" di Barry Gough, Seaforth Publishing, settembre 2017. Forse un poco più aggiornato di altre fonti.


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  • Inviato 13 ottobre 2018 - 11:30

#4

CARABINIERE
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Turbine ed assi :  per questa sofisticazione di ricerca non possiamo pretendere troppo da  Wikipedia, che tutti consultiamo salvo poi criticarlo aspramente.

Credo che la spiegazione data sia  ingegneristicamente valida, considerando anche le produzioni meccaniche e le capacità dell' epoca, senza ricorso a riduttori.

La dizione esatta dovrebbe essere "due apparati motori", visto che un minimo di logica dovrebbe portare la sistemazione molto prossima tra turbina di AP e turbina di BP, che dovrebbe essere alimentata dal vapore di scarico della prima.

Ulteriore conferma, seppur indiretta, viene da Taschenbuch der Kriegsflotten 1914 che riporta il profilo del Glasgow con 4 assi ed eliche


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  • Inviato 14 ottobre 2018 - 17:33

#5

Giancarlo Castiglioni
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Anche sul Conway's 1906-1921 la classe Bristol a cui appartiene il Glasgow è con 4 assi turbine Parsons.

Avevo supposto 2 assi con turbine di alta e 2 con turbine di bassa pressione; probabilmente l'apparato motore era un po' più complicato di come pensavo, ma la sostanza non cambia.

Per esempio sulle Danton, le prime corazzate francesi a turbina, c'erano una turbina alta di crociera e una di bassa sugli assi interni e una turbina di alta e una per la marcia indietro sugli assi esterni.

Le turbine ad ingranaggi pare siano state installate per la prima volta sugli incrociatori da battaglia Glorious e Corageous.


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  • Inviato 16 ottobre 2018 - 22:17





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