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Espansionismo navale e nuove partnerships

Iniziato da CARABINIERE , 07.06.2018 - 11:56
NATO CARAIBI RUSSIA CINA

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#1

CARABINIERE
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Espansionismo e nuove partnerships

 

L’ espansionismo navale è oggi un tema attuale, un po’ sottotraccia nel nostro paese.

Qualche accenno sui giornali, soprattutto riguardo alla Cina in Asia, per il controllo degli stretti e gli accessi al mar della Cina, cosi come in Africa, un espansionismo che segue in forma più ampia la Via della Seta e la completa.

Un espansionismo che in altre forme, e con maggiori preoccupazioni ha riguardato i porti sul canale di panama, altra via cruciale.

Lo stesso riguarda la Russia, tornata prepotentemente ed efficacemente al Mediterraneo, sia con le basi ormai permanenti in Siria, sia con un qualcosa di più di un buon vicinato con la Turchia, sia riallacciando buoni rapporti con l’Egitto sia puntando gli occhi sul Nord Africa, non solo con una parte delle fazioni libiche.

La Russia non solo ha mantenuto buoni rapporti in Atlantico con Cuba, sebbene non a livello della Guerra Fredda, ma ha cercato e sta cercando nuove alternative, come il Venezuela, aperto a visite di routine ed ormai tributario della Russia per le sue Forze Armate (con qualche strizzatina d’ occhi alla Cina).

Le nazioni NATO, più isolatamente seppur con qualche coordinamento, hanno cercato di riposizionarsi tra penisola arabica, Mar Rosso ed i suoi accessi, anche sotto la spinta della lotta alla pirateria.

 

I Caraibi, e Panama (per i motivi di cui sopra con la presenza cinese) rientrano nuovamente e molto in silenzio nelle preoccupazioni e nelle priorità occidentali e della Nato; mentre gli Stati Uniti presidiano la fascia nord dei Caraibi, con Porro Rico, le Isole Vergini e la stessa Cuba (Guantanamo), hanno di fatto spostato le forze aeree che in precedenza (sino agli ultimi decenni del 1900) avevano a Panama alle Antille olandesi.

Anche Olandesi e Inglesi stanno ripristinando una presenta  tanto stabile quanto di rotine nell’ area caraibica.

 

La vera novità è il ritorno, in grande, della Colombia nella sfera di influenza atlantica.

Da fine maggio la Colombia è formalmente entrato, come primo “partner globale” latinoamericano, sia nell’Osce che nella NATO.

Bogotà rafforza in tal modo e contemporaneamente l’asse con Washington, che premia le sue forze armate, rinsaldando un’ asse di collaborazione internazionale che ebbe inizio con la guerra di Corea.

«Essere parte dell’Ocse e della Nato migliora l’immagine della Colombia e ci consente maggior presenza sul palcoscenico internazionale», ha annunciato Juan Manuel Santos, attuale presidente della Repubblica, in scadenza di mandato ma forte del premio Nobel per la Pace.

“Un privilegio” poiché la Colombia “sarà l’unico Paese dell’America Latina” con tale status, anche se ovviamente la Colombia non farà parte dei 29 membri della Nato ma si unirà ai cosiddetti partners across, al pari di paesi importanti come Australia, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda. 

Non si tratta dunque di un accordo per operazioni militari ma di una collaborazione per lo scambio di informazioni, tantomeno sono previste truppe Nato in territorio colombiano.

Gli aspetti positivi di questa mossa per il sistema colombiano sono un riconoscimento per le forze armate del Paese impegnate nella lotta alla guerriglia armata e al narcotraffico, ma ormai presenti in molte missioni di pace sotto l’ egida ONU, alleggerendo la posizione di altri paesi, mentre in forma reciproca le diverse intelligences avranno maggiori possibilità e modalità di scambio di informazioni e buone pratiche, arricchendo altresì l’archivio di conoscenze e metodologie sul contrasto al crimine organizzato. 

 

 

La vicinanza con la Nato evoca evidentemente perplessità e preoccupazioni fra i suoi vicini, Venezuela in testa che non vede con entusiasmo le influenze atlantiche in America Latina: “Il Venezuela denuncia alla comunità internazionale l’intenzione delle autorità colombiane di introdurre in America Latina e ai Caraibi un’alleanza militare esterna con capacità nucleare. Ciò costituisce chiaramente una seria minaccia alla pace e alla stabilità della regione”, ha denunciato in un comunicato il Presidente del Venezuela, Maduro, rispolverado alla lontana il trattato di Tlatelolco, che concerne la non proliferazione nucleare in America Latina (era stato sottoscritto "contro" Brasile, Cile ed Argentina) e non riguarda certamente questi aspetti .


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  • Inviato 07 giugno 2018 - 11:56

#2

Giancarlo Castiglioni
  • Giancarlo Castiglioni
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  • LocationMilano

Come ho già detto più volte non ritengo che l'espansionismo navale sia un tema attuale.

Al giorno d'oggi è solo la stanca ripetizione di politiche che avevano senso 50 o meglio 100 anni fa.

Le Marine Militari vanno avanti meccanicamente a fare quello che hanno sempre fatto senza accorgersi o forse facendo finta di non accorgersi che i tempi sono cambiati.


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  • Inviato 12 giugno 2018 - 20:04





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