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La Squadriglia Aerosiluranti tedesca 1./KG.28 – Richiesta di notizie

Iniziato da Francesco Mattesini , 17.02.2018 - 13:01

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#1

Francesco Mattesini
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La Squadriglia Aerosiluranti tedesca 1./KG.28 – Richiesta di notizie

 

         Alla fine della guerra, per ordine superiore, tutto il carteggio della Luftwaffe fu bruciato per non farlo cadere nelle mani degli Alleati. La Kriegsmarune, molto più intelligentemente, evidentemente non avendo nulla da nascondere, ha conservato tutto il proprio carteggio con i rispettivi Diari, con immenso vantaggio storico.

 

         Essendo mia intensione  fare un articolo sugli aerosiluranti tedeschi nel Mediterraneo, nel periodo tra il gennaio 1941 e il novembre 1942, quando nel Mare Nostrum operò di quella specialità soltanto la 6a Squadriglia del 26° Gruppo Bombardamento (6./KG.26), con un’apparizione alla fine del 1941 della 1a Squadriglia Aerosiluranti del 28° Gruppo Bombardamento (1./KG.28), di quest’ultima vorrei saperne di più. Nel 1942 la 6./KG.26 e la 1./KG.28 operarono nel Mar Nero, con qualche rientro temporaneo della 6./KG.26 nel Mediterraneo nel corso di grosse operazioni navali (vedi Battaglia di Mezzo Agosto). E mia intenzione di estenderò le operazioni delle due squadriglie di aerosiluranti al Mar Nero, per avere un’idea di quello che hanno fatto contro il naviglio sovietico.

 

         Pertanto riporto:

 

         Il 15 dicembre 1941 il I./KG 28, che dall’ottobre era di base a Seschtschinskaja, a 42 Km a sud-est di Roslav nella Russia centrale, fu rinominato III./KG.26, e la 1./KG 28, che dal novembre era stata dislocata a Kalamaki (Grecia) per operare nel Mediterraneo, divenne la 7a Squadriglia del 26° Stormo Bombardamento (7./KG 26).  Ma con quale incarico !

 

         Però, da un ordine d’operazione dell’O.B.S, firmato dal feldmaresciallo Albert Kesselring, Comandante della 2a Luftflotte a Taormina, risulta che all’inizio di gennaio 1942 il X Fliegerkorps (Grecia) era stato rinforzato per l’appoggio all’Operazione M.43 (la scorta di importante convoglio italiano da Taranto a Tripoli) con il I./KG.28, che ebbe il compito di effettuare “Ricognizione offensiva notturna nella zona a est di Malta con aerosiluranti contro forze nemiche il giorno X+1 e X+2” dell’operazione M.43.

 

         Naturalmente, quella Squadriglia doveva essere la 1./KG.28, ed è evidente che il I./KG.28, a disposizione della 2a Luftflotte, non si era ancora trasferito a Seschtschinskaja per mettersi a disposizione della 4a Luftflotte.

 

         Il III./KG.26 fu poi rinominato III./KG.100 (quello che affondò la Roma), mentre si andava a costituire in Olanda, tra la fine di dicembre e i primi di gennaio un nuovo Gruppo III./KG.26 con l’iniziale trasferimento, da Brest a Leeuwarden, della Squadriglia Costiera 2./Ku.Fl.Gr.506 del capitano Ernst Thomsen, che poi tra il febbraio e l’aprile si trovava a Grosseto presso la Scuola aerosiluranti tedesca per addestrarsi con il velivolo Ju.88 quale 3° Gruppo Aerosiluranti del 26° Stormo, poi inviato in Norvegia.

 

         Per tutte queste continue trasformazioni, che riguardavano tutti i reparti dalla Luftwaffe, secondo me quest’organizzazione tedesca era molto confusionaria, e a volte per lo storico è di difficile comprensione.

 

         C’è qualcuno che ne sa di più sulla 1./KG.28, o può chiedere qualche aiuto agli amici più informati ?

 

Grazie

 

Francesco


Messaggio modificato da Francesco Mattesini, 17 febbraio 2018 - 13:16

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  • Inviato 17 febbraio 2018 - 13:01

#2

Francesco Mattesini
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Il piroscafo passeggeri Armenia (capitano V.Ya. Plaushevsky), di 4.727 tsl, partito da Sebastopoli e diretto a Tuapse via Yalta, alle 08.00 del 7 novembre 1941 fu colpito da un siluro sganciato da un velivolo tedesco He.111 della Squadriglia 1./KG.28 e affondò in quattro minuti. Aveva a bordo almeno 5.000 persone, tra civili e militari, incluso personale sanitario, e se ne salvarono soltanto otto. La maggiore catastrofe della Marina sovietica e non solo.


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  • Inviato 17 febbraio 2018 - 13:47

#3

Francesco Mattesini
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Secondo i bollettini dell’O.B.S. il 13 dicembre 1941 andarono perduti in Egeo e a nord di Derna, finendo in mare per guasti meccanici, due velivoli He.111, che non dovrebbero appartenere al II./KG.26 allora di base in Grecia, non essendo riportati nell’elenco perdite di Achtung-Torpedos los di Rudi Schmidt, uno dei comandanti del II./KG.26. Appartenevano alla 1./KG.28 ?, di cui non si sa nulla.

 

Qualcuno ha gli elenchi delle perdite della Luftwaffe, o può avere l'informazione da qualche amico ricercatore ?


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  • Inviato 17 febbraio 2018 - 19:28

#4

Francesco De Domenico
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C'è un libro della serie Osprey Combat Aircraft, autore John Weal, "He.111 Kampfgeschwader on the Russian Front".
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  • Inviato 17 febbraio 2018 - 19:29

#5

Francesco Mattesini
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Ti ringrazio. Purtroppo questi libretti non contengone le singole perdite. Stavo pensando a Warsailors, dove tu ai uno scambio d'informazioni, oppure AXIS HISTORY FORUM.
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  • Inviato 17 febbraio 2018 - 19:36

#6

Francesco De Domenico
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Nulla su warsailors. Su axishistory forum ci sono molte entries, di cui almeno una sull'affondamento dell'ARMENIA. Che cosa cerchi in particolare?
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  • Inviato 17 febbraio 2018 - 19:51

#7

Francesco De Domenico
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Ho posto il quesito sui due He.111 perduti il 13.12.1941 su axishistory forum. Stiamo a vedere.
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  • Inviato 17 febbraio 2018 - 20:15

#8

Francesco Mattesini
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In particolare mi occorrerebbe sapere se vi sono state perdite nel Mar Nero di aerosiluranti He.111 della 1./KG.28 e della 6./KG.26.


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  • Inviato 18 febbraio 2018 - 08:10

#9

Francesco De Domenico
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Su axishistoryforum mi è arrivata una risposta di Larry D., americano e autore di una storia del KG 28.

Allega File(s)


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  • Inviato 19 febbraio 2018 - 10:40

#10

Francesco Mattesini
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Grazie Francesco,ringrazia Larry per me.

 

Studio la faccenda e poi rifferirò quali sono stati gli attacchi della Squadriglia 1:/KG.28  fra il 21 novembre e il 15 dicembre 1941 nel Mediterraneo, Tuttavia, trattandosi di un distaccamento della Squadriglia inviato a Kalamaki, per le operazioni in Mar Nero resta il dilemma di quando nello stesso periodo la 1./KG.28 ha attaccato gli obiettivi navali sovietici, essendoci anche la 6./KG.26.

 

Franco


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  • Inviato 19 febbraio 2018 - 13:08

#11

Francesco Mattesini
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SUNTO DELLE MISSIONI DEGLI AEROSILURANTI TEDESCHI NEL MEDITERRANEO NEI MESI DI NOVEMBRE DICEMBRE 1941

 

         Il 9 novembre 1941 tre He.111 del II./KG.,26 partiti per attaccare a levante di Malta una formazione navale britannica (Forza K) non riuscirono a rintracciare l’obiettivo.

         Alla metà di Novembre il X Fliegerkorps disponeva un Grecia di diciotto aerosiluranti, ma non conosciamo a quale reparto appartenevano, forse alla 1./KG.28, oppure alla 6./KG.26 che dalla Romania alternava le missioni al Mar Nero e al Mediterraneo.

         Nella seconda metà del mese il II./KG.26, con le due Squadriglie 4a e 5a,  rientrò dalla Romania a Creta, a Kalamaki, assieme ad un distaccamento della 1./KG.28, che era stato aggregato al 2° Gruppo il 28 novembre.

         In dicembre la 6./KG.26 1941 si trasferì da Buzeau (Romania) a Saki, in Crimea.

         L’8 dicembre 1941 l’Ufficio di Collegamento dell’Alto Comando della Luftwaffe con lo Stato Maggiore della Regia Aeronautica, portò a conoscenza di Superaereo che il Comando del 28° Gruppo Bombardamento (KG.28), messo a disposizione del Comandante Superiore del Sud (O.B.S.), nella persona del feldmaresciallo Albert Kesselring (Comandante anche della 2a Luftflottr), avrebbe sistemato il suo Comando tattico a Catania, e che il suo Comandante, colonnello Roth, era nominato Fliegerführer Sicilia, assumendo la direzione di tutti i reparti germanici presenti sull’isola, in attesa dell’arrivo del Comando II Fliegerkorps, in trasferimento dalla Russia.

         Nell’ordine operativo del 10 dicembre n. 5148 Segreto, del Comandante della 2a Luftflotte, riguardante la scorta aerea da assegnare alla protezione del convoglio italiano dell’Operazione M.42, diretto in Libia, è riportato che vi avrebbe partecipato anche il II./KG.26, con aggregata la Squadriglia aerosiluranti 1./KG.28. E quindi da ritenere che gli attacchi di aerosiluranti che si svolsero in novembre a dicembre nel Mediterraneo orientale siano stati realizzati dalla 1./KG.28 (capitano Gerd Schäfer), mentre il trasferimento del II./KG.26 era forse dovuto all’offensiva britannica dell’operazione “Crusader”, che era iniziata il 18 novembre al confine della Cirenaica.

         Il primo di questi attacchi col siluro si svolse il 23 novembre, quando decollarono da Heraklion quattro He.111 per ricercare, a est di Marsa Matruh, una nave mercantile britannica di grosso tonnellaggio scortata da cacciatorpediniere, segnalata da Marina Rodi. Dirigendo verso l’obiettivo un He.111 invertì la rotta per noie meccaniche. Degli altri tre velivoli due non trovarono la nave da attaccare a causa dell’oscurità. Il quarto alle 17.49 avvistò una formazione di cinque cacciatorpediniere con rotta est ad alta velocità, e attacco, sotto una notevole reazione contraerea di cannoni e mitragliere, lanciando due siluri 2F 5W (siluro italiano) da un’altezza di 50 metri e alla distanza di 1.200 metri. Uno dei siluri fu visto arenarsi sulla vicina costa, mentre dall’altro non furono notati segni che avesse colpito il bersaglio. Nella rotta di rientro, l’He.111 avvistò un piroscafo di 7-8.000 tonnellate e un cacciatorpediniere che dirigevano con rotta ovest, ma non poté far nulla essendo rimasto senza siluri. 

         Il 27 novembre, per rintracciare e attaccare una formazione di quattro incrociatori e quattro cacciatorpediniere della Mediterranean Fleet che si spostava verso Malta, e che era stata avvistata da uno Ju.88D della 1a Squadriglia del 121° Gruppo Ricognizione Strategica del X Fliegerkorps (1./(F)121), decollarono da Creta, alle 13.30, altri sei aerosiluranti He.111. Ma di essi uno fu costretto a rientrare per malessere del pilota e degli altri cinque velivoli soltanto tre attaccarono tra le 17.30 e le 17.45, a 20 miglia a nord-est di Marsa Matruh, lanciando sei siluri dall’altezza di 40 metri e dalla distanza di 800-1.000 metri, che non arrivarono a segno a causa del mare molto mosso e anche perché gli He.111 furono disturbati nella fase di avvicinamento ai bersagli da alcuni caccia britannici Fulmar dell’Aviazione Navale (FAA) che proteggevano le  navi britanniche.

         Per attaccare il medesimo obiettivo, decollarono altri quattro He.111, tre dei quali rientrarono senza aver avvistato alcun traffico di navi nemiche. Il quarto aereo si spinse fino al quadrato di posizione 23 Est 6353 ed avvisto una formazione navale che ritenne composta da un incrociatore pesante e tre piccole unità. Ma a causa della forte difesa incontrata, “con antiaerea di tutti i calibri, razzi con fili metallici ed esplosivi”, il pilota dell’He.111 preferì non realizzare  l’attacco.

         Nel pomeriggio del 28 novembre, tra le 10.04 e le 21.10, decollarono quattro aerosiluranti He.111 che, volando isolati, svolsero una ricognizione offensiva a rastrello per ricercare una formazione navale avvistata alle 11.17 da un ricognitore Ju.88D della 1.(F)/121. Uno dei velivoli rientrò alla base per avaria, e degli altri tre soltanto un He.111 riuscì ad avvistare l’obiettivo e alle 17.31 diresse contro una nave mercantile, lanciando due siluri, dalla quota di 50 metri d’altezza e dalla distanza di 800 metri, senza poterne osservare le scie e l’esito dell’attacco.

         Nelle prime ore del pomeriggio del 29 novembre decollarono da Creta, tra le 14.45 e le 14.47, tre aerosiluranti He.111, che però non riuscirono a rintracciare l’obiettivo a nord-ovest di Bengasi. Uno dei velivoli rientrò dopo il decollo per un guasto, gli altri due andarono ad atterrare a Derna, in Cirenaica.

         Il 1° dicembre, cinque aerosiluranti He.111, sempre della Squadriglia 1./KG.28 aggregata al II./KG.26, decollarono da Heraklion per rintracciare un convoglio avvistato dai ricognitori tedeschi presso Sidi el Barrani. Dapprima, alle 17.55, gli equipaggi avvistarono e attaccarono senza successo una nave sconosciuta, e poi, alle 18.00, con il medesimo esito, anche un convoglio di otto navi mercantili e sei cacciatorpediniere di scorta con rotta 300°.

         Un'altra missione d’attacco si verificò nel pomeriggio del 2 dicembre, con la partenza da Heraklion, tra le ore 13.50 e le ore 14.00, di due formazioni, rispettivamente di quattro e cinque He.111. La prima formazione doveva  attaccare un convoglio, la seconda una formazione navale ritenuta comprendere due navi da battaglia un incrociatore e due cacciatorpediniere che procedevano in linea di fila con rotta est a velocità elevata. Soltanto due He.111 della prima formazione avvistarono, alle 17.40, le unità navali e le attaccarono con condizioni di visibilità pessime, tanto che il siluro di un He.111 andò ad esplodere contro uno scaglio scambiato per nave.    Anche per la seconda formazione soltanto due dei cinque He.111 che la componevano poterono effettuare l’attacco. Alle 19.45 un velivolo lanciò i suoi due siluri contro un piroscafo apparentemente scarico di 7-8.000 tonnellate che fu ritenuto colpito dall’equipaggio del velivolo, che ritenne di aver visto sulla nave il verificarsi di un’esplosione e forte sviluppo di fumo. Il secondo velivolo attaccò una formazione di quattro cacciatorpediniere, lanciando i siluri su uno di essi, senza però raggiungere il bersaglio.

         Il mattino del 4 dicembre decollarono da Heraklion, per una ricognizione offensiva nella zona tra Tobruk e il Golfo d’Arabia, quattro He.111, uno dei quali fu costretto a rientrare per una sopraggiunta avaria. Alle 16.05 fu avvistata una formazione navale di due unità, probabilmente ritenute un incrociatore e un cacciatorpediniere, che procedevano a velocità ridotta. Alle 17.32 uno degli He.111 attaccò lanciando due siluri 2F 5W da un’altezza di 60 metri e da una distanza tra 800 e 1.000 metri, ma fallì il bersaglio. Gli altri due, di fronte alla violenta reazione contraerea delle navi rinunciarono ad attaccare. I velivoli rientrarono poco dopo mezzogiorno e andarono ad atterrare, due a Kalamaki e uno a Heraklion.

         Per attaccare un convoglio segnalato dalla ricognizione aerea, il 5 dicembre partirono da Creta cinque aerosiluranti He.111 della 1./KG.28 e quattro bombardieri Ju 88 del II./LG.1. I Soltanto un He.111 attaccò alle 17.35 un piroscafo lanciando un siluro che non raggiunse il bersaglio, mentre i quattro Ju.88 svilupparono la loro azione in picchiata, tra le 17.15 e le 17.25, sganciando quattro tonnellate di bombe. Una bomba fu vista centrare in pieno un piroscafo, le altre caddero tutte intorno alle navi prese di mira. Non risulta che nell’occasione fosse stata colpita qualche nave.

         Il 14 dicembre per attaccare una formazione navale, segnalata alle 09.55 con rotta nord-ovest e alta velocità da uno Ju 88 del II./LG.1 in missione di ricognizione marittima, alle 14.50 decollarono da Heraklion, per un attacco combinato di bombardieri e aerosiluranti, dodici H. 111 del II./KG.26. Secondo la segnalazione del ricognitore tedesco, la formazione britannica era costituita da tre incrociatori che avevamo in vicinanza due presunte navi da battaglia e nove cacciatorpediniere.  Gli aerosiluranti della 1./KG.28 attaccarono alle 13.00 ma, a causa del tempo pessimo e della scarsa visibilità, gli equipaggi non riuscirono a osservarne l’esito.

         Nel pomeriggio, alle 14.36, partirono da Heraklion altri cinque aerosiluranti He.111 della 1./KG.28 ma non trovarono la formazione navale da attaccare. Lungo la rotta avvistarono alle 17.04 un cacciatorpediniere, che fu lasciato andare perché, data la sua manovrabilità, i piloti ritennero che l’attacco non avrebbe consentito di colpire quella nave.

         Il 17 dicembre, per attaccare un convoglio diretto a Malta, decollarono dalla Sicilia  sei aerosiluranti. Dato che gli He.111 partirono dalla Sicilia, e non da Creta, erano probabilmente velivoli della Scuola Aerosiluranti tedesca di Grosseto (II./KSG.26), sul cui aeroporto erano atterrati il giorno 14 dicembre sei He.111 partiti da Monaco, sorvolando il Brennero. L’attacco si sviluppò a circa 200 km a nord di Bengasi ma soltanto quattro velivoli riuscirono a lanciare i siluri. Tre equipaggi si resero conto di aver fallito il bersaglio, mentre, invece, gli uomini del quarto He.111 riferirono, ottimisticamente, che un incrociatore era stato colpito da due siluri all’altezza della plancia.

         Nei giorni successivi alla conclusione dell’operazione “M. 42”, non si ebbero azioni di aerosiluranti italiane che portassero ad attacchi contro obiettivi navali, mentre, invece, da parte tedesca il 26 dicembre, durante una ricognizione armata di cinque He.111 della II./KG.26, svolta tra il 20° e il 24° meridiano est, un velivolo avvistò un piroscafo, con un cacciatorpediniere di scorta, e attaccò quest’ultimo, alle 10.26, lanciando il siluro dalla distanza di 800 metri e da un’altezza di 40 metri senza riuscire a colpirlo. Dopo di che per tutto il restante periodo del mese di dicembre non si ebbero da parte degli aerosiluranti tedeschi altre occasioni di attacco, e l’attività aerea dell’intero II./KG.26 fu rivolta quasi interamente a rifornire di benzina il fronte africano, ove la battaglia terrestre in corso in Cirenaica volgeva ormai nettamente a favore dei britannici.

         Occorre fare una considerazione sulla 6a Squadriglia del 26° Stormo Bombardamento, l’unica che nel corso del 1941 era specializzata nel compito aerosilurante. Nonostante sia considerata, ancora oggi, qualcosa di speciale occorre sfatare questa leggenda, e dire che nel corso del 1941 i risultati da essa conseguiti nel Mediterraneo e Mar Rosso furono quasi insignificanti, mentre non conosciamo come effettivamente si comportò nel Mar Nero. Dopo l’affondamento del neutrale piroscafo francese Louis Charles Schiaffino presso la costa settentrionale della Tunisia, uk 25 febbraio 1941, soltanto in ultra occasione i piloti della 6./KG.26 erano riusciti d ottenere qualcosa di concreto. Ciò avvenne la notte del 3 agosto attaccando il naviglio all’ancora nel Golfo di Suez, che portò al siluramento di un piccolo piroscafo affondato (Escaut – 1.087 tsl), e di due petroliere danneggiate (Alexandre André e Desmoulea). Ancora peggio si comportò la 1./KG.28 che, tra il novembre e il dicembre 1941 non ottenne nessun risultato, ma nello stesso tempo non riportò alcuna perdita.

         Nulla a che vedere con i successi conseguiti da alcune squadriglie di aerosiluranti italiani in navi da guerra e mercantile, se non altro per l’importanza delle unita da guerra colpite. Per fare un esempio vi fu il danneggiamento della corazzata Nelson, degli incrociatori Manchester e Phoebe, del posacavi Protettor, del cacciatorpediniere Jackal, del trasporto truppe Glenroy. In totale gli aerosiluranti, che erano indubbiamente in numero molto maggiore di quelli tedeschi, andarono a segno diciotto volte, affondando il cacciatorpediniere Fearless e otto navi mercantili e ausiliarie, e danneggiando sei navi militari e tre navi mercantili, una delle quali prima danneggiata e poi affondata in un’azione successiva.

 

Francesco Mattesini

 

___________________________

Francesco, se vuoi, puoi passarlo a AXIS HISTORY FORUM, può darsi che arrivino risposte di notizie interessanti. E poi sarà conosciuto da chi è interessato all’attività degli aerosiluranti tedeschi. Tutte le infoirmazioni provengono dalle relazioni giornaliere del X Fliegerkorps, Fligerfuhrer Afrika, e per il mese di dicembre anche dalle relazioni del Fliegerfuhrer Sizilien (Sicilia).


Messaggio modificato da Francesco Mattesini, 19 febbraio 2018 - 14:13

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  • Inviato 19 febbraio 2018 - 14:07

#12

Francesco Mattesini
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Bollettino del X Fliegerkorps del 13 dicembre [1941] ore 0025:

 

3) Otto He. 111del II./KG.26  decollati ore 1629 -1648. Missione attacco su impianti portuali di Tobruk e azioni particolari.

 

Bollettino del X Fliegerkorps del 13 dicembre [1941] delle ore 10.17

 

Seguito comunicazione del mattino 13/12

Al 3) II./KG.26 perde un He.111, precipitato vicino all’isola Fleves. E’ stato salvato l’equipaggio leggermente ferito. He.111 con avaria al motore non ha atterrato a Derna, ma risulta disperso.

 

12 dic 41: (X.Fl.K.) - 1.St. He 111H-5 (1T + DH) FTR dal raid su Tobruk, 100%, 4 MIA.

Che cosa è 1.St.  (forse 1./KG.28 ?).  Oppure é alle dipendenze del 1° Stormo Stuka (St.G.1).

 

Le perdite degli He.111 del 13 dicembre non sono riportate neppure da Shores nel 1° Volume di "Mediterranean Air War", p. 394.

 

Il 15 Novembre  la 6./KG.26 risulta assegnata ancora al II./KG.26  che ha diciotto velivoli in carico, di cui otto efficienti in Grecia.

(tabella del libro di Karl Kundelach “Die deutsche Luftwaffe in Mittelmeere 1940-1945 Band 1, p. 304).

 

. Quindi  la 6./KG.26 non poteva essere in Romania dove si era trasferita nel mese di settembre, per poi trasferirsi a Saki, in Crimea, restandovi fino all'ottobre 1942.


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  • Inviato 19 febbraio 2018 - 18:44

#13

Domenico C.
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Il tema è interessante.

Vorrei solo segnalare che nei rapporti del X Fliegerkorps l'attacco descritto sopra con la data del 4 Dicembre 1941 è riportato invece con la data del 3 Dicembre, con la precisazione che la posizione dell'attacco è 31°23' N 27°50'E. 

In effetti lo sloop inglese FLAMINGO, di ritorno ad Alessandria da Tobruk in compagnia di un'altra unità, riporta di essere stato attaccato al tramonto del 3 Dicembre 1941 presso Marsa Matruh da due aerosiluranti, uno dei quali, dopo vari tentativi, sgancia senza colpire due siluri, uno dei quali passa a breve distanza dalla nave (che non sarà così fortunata qualche giorno dopo).

Considerata la corrispondenza di circostanze e che non ci sono attacchi di aerosiluranti italiani, si tratta evidentemente dell'attacco degli aerosiluranti tedeschi, avvenuto appunto la sera del 3, e non del 4. Del resto mi è già capitato di notare che nelle relazioni giornaliere dell'Ufficio di Collegamento con l'O.B.S. alcune azioni sono riportate in ritardo, creando un po' di confusione.

Evidentemente anche l'annotazione nel testo che i velivoli sarebbero rientrati "poco dopo mezzogiorno", considerando la cronologia, è un refuso.

Per quanto riguarda i due aerei persi il 13, uno dei due è l'He 111H6 W.Nr.4210 del II./KG 26 la cui perdita è annotata con "Notlandung auf See. Besatzung gerettet.", del secondo non ho notizie.

Domenico C. 


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  • Inviato 20 febbraio 2018 - 00:27

#14

Francesco Mattesini
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E' interessante la versione dell'attacco al Flamingo.

 

 

Il giorno 4 dicembre si trovavano in mare i cacciatorpediniere britannici Jervis, Hero e Havock partiti da Alessandria per svolgere un pattugliamento notturno presso Derna. Nello stesso tempo la cannoniera Aphis bombardò le posizioni terrestri dell’Asse nella stessa zona di Derna. Inoltre, alle ore 16.00, salpò da Alessandria diretto a Tobruk il convoglio AT.2, costituito da due sezioni: la prima comprendente due navi mercantili e tre mezzi da sbarco" A" (LCT) e scortato dagli sloop Yarra e Flamingo; la seconda comprendente i piroscafi Crista e Wolborough, la nave ausiliaria Chantala e i cacciatorpediniere Heythrop e Avon Vale. Il convoglio arrivò a Tobruk il giorno 6.

 

Il Flamingo non poteva trovarsi in mare il giorno 3. Avrebbe dovuto raggiungere Alessandria da Marsa Matruck, rifornirsi e ripartire a distanza di poche ore. Quindi il riferimento dell'attacco allo sloop é il 4 dicembre, mentre con il convoglio AT 2 dirigeva per Tobruk, dove le due sezioni arrivarono il 6 e 7 dicembre.


Messaggio modificato da Francesco Mattesini, 20 febbraio 2018 - 06:34

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  • Inviato 20 febbraio 2018 - 06:32

#15

Domenico C.
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Il FLAMINGO parte da Tobruk, dove aveva accompagnato il convoglio AT 01, la sera del 2 Dicembre e, dopo l'attacco degli aerosiluranti al tramonto del 3 presso Marsa Matruh, arriva ad Alessandria nelle prime ore del 4: l'arrivo è riportato in questi termini " 4. a.m. Arrived Alexandria and embarked oil fuel.". Come già correttamente detto sopra, il FLAMINGO riparte poi alle 16.00 dello stesso giorno di scorta al convoglio AT 2 e non riporta alcun altro attacco aereo di alcun tipo né il 4 né il 5. 

Domenico C. 


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  • Inviato 20 febbraio 2018 - 21:08




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