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Il radar italiano nella 2^ GM – Un mito da sfatare

Iniziato da CARABINIERE , 12.02.2018 - 15:25
Sviluppo del radar radar scoperta collettiva problemi dei radars navali supremazia della tecnologia

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#1

CARABINIERE
  • CARABINIERE
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Cari colleghi,

 

Avendo difficoltà a caricare un file molto pesante, per chi fosse interessato all’ argomento  può trovare un mio saggio : “il radar Italiano nella 2GM – un mito da sfatare” pubblicato on line  sul sito  Academia.Edu  (per un eventuale ricerca il file è denominato “La Guerra dei Radar - il suicidio italiano - rivisitazione 10 2017 v1”

In tale lavoro analizzo in forma comparativa la nascita del radar nelle principali marine e cerco freddamente di fare il punto sui "progressi" italiani del settore

 

cari saluti a tutti

 

Carabiniere


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  • Inviato 12 febbraio 2018 - 15:25

#2

Giuseppe Garufi
  • Giuseppe Garufi
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Ho dato un'occhiata ma, sul tuo profilo, mi dice che non hai ancora caricato alcun documento.

Potresti mettere il link, come fa Mattesini ?


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  • Inviato 12 febbraio 2018 - 16:37

#3

CARABINIERE
  • CARABINIERE
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  • 179 messaggi

scusate, ecco il link

 

https://www.academia...uta?source=link


  • Luiz, Giuseppe Garufi, Francesco De Domenico e 2 altri piace questo
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  • Inviato 12 febbraio 2018 - 18:50

#4

sandokan
  • sandokan
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  • 184 messaggi

Fantastico! Proprio l'argomento che mi è congeniale! wow corro!


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  • Inviato 12 febbraio 2018 - 20:13

#5

Giancarlo Castiglioni
  • Giancarlo Castiglioni
  • AIDMEN Council Members
  • 86 messaggi
  • LocationMilano

Dopo una serie di complicazioni per me inutili e incomprensibili (collegamenti, autorizzazioni, e-mail di conferma) sono riuscito a leggere il testo.

Qualche osservazione.

Anche questa volta ho trovato Poddighe troppo duro nelle sue critiche.

Uno degli argomenti è l’accusa a Guglielmo Marconi di scarso patriottismo nei riguardi dell’Italia per non aver dato informazioni sul radar alle forze armate italiane.

È vero considerando che Marconi era cittadino italiano, aveva fatto il servizio militare in Italia (all’acqua di rose) ed era Senatore del Regno; considerando i suoi interessi economici ed industriali in Inghilterra è legittimo pensare che abbia seguito più il portafoglio che il cuore.

D’altra parte aveva un debito di riconoscenza verso l’Inghilterra che aveva subito apprezzato le sue idee mente l’Italia non lo aveva neanche preso in considerazione, aveva la madre irlandese ed il padre diventato cittadino britannico, quindi nel ’35 quando le relazioni tra Italia e Inghilterra peggiorarono si è trovato in una situazione scomoda.

Naturale che abbia preferito non dare informazioni militari ad una nazione a scapito dell’altra, tanto più che l’Italia non gli chiedeva nulla.

Dal saggio di Poddighe si scopre che il radar avrebbe potuto essere sviluppato già negli anni ’20; anche se in quel periodo la guerra sembrava molto lontana e le spese militari erano basse, in tutte le nazioni si mancò di cogliere la possibilità di importanti impieghi civili.

La vicenda del radar italiano ricorda quelle di altre forniture militari italiane, come i motori d’aerei e i carri armati; fino alla guerra malgrado ritardi e incomprensioni delle necessità si riesce a rimanere non troppo lontani da quanto si faceva all’estero; quando inizia la guerra gli altri accelerano il passo, la debole struttura industriale italiana non consente recuperi e anzi il distacco aumenta paurosamente.


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  • Inviato 16 febbraio 2018 - 17:17




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