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  1. Due Gentiluomini – di Massimo Alfano, edizioni Pathos 2018 Riesce sempre difficile recensire l’opera di un amico che si stima ... Il secondo libro della trilogia su Von Spee sorprende, sia per l’imprevedibilità della composizione ed impaginazione sia per affrontare coraggiosamente e controtendenza temi politico navali normalmente trattati in forma molto conformista. Al di la dell’approfondimento dei caratteri e dei comportamenti, con le conseguenti scelte operative, dei due protagonisti, Von Spee e Cradock, emerge un interessantissimo spaccato dell’ Ammiragliato inglese e della sua involuzione dell’ epoca, con una interessante spiegazione (a mio parere corretta) di questa involuzione : le comunicazioni, e la facilità della stessa. Telegrammi, messaggi radio subissavano i comandi, sottomettendo le decisioni operative sul campo a valutazioni politiche spesso avulse dal contesto reale e privando i comandi in mare di quella sagacia e capacità di cogliere le occasioni tipiche della Royal Navy che precedentemente inviava le navi in mare solo con l’ indicazione degli obbiettivi strategici da perseguire Evidentemente questo dà luogo ad individuare il colpevole: il giovane Winston Churchill, incontrastato dominus di uno dei gangli del potere inglese senza averne pero né dimestichezza né comprensione del funzionamento; certamente un quadro ben documentato oltre che ben caratterizzato che esce dagli schemi noti sul personaggio (schemi d’ altra parte da sempre influenzati e condizionati dalla copiosa autobiografia dello stesso …). Mantenendo costantemente l’attenzione sul quadro strategico, non manca ovviamente di precisione la descrizione tattica degli scontri, e le condizionanti relative, senza entrare nella noiosità di certi scrittori che si perdono nella cronologia e nei secondi senza capire l’ essenza dell’ arte navale, che qui invece è la protagonista insieme all’ etica che deve esserne la base. Questo, con l' etica e la dedizione, da spazio a spiegare i "fenomeni" della crescita ed auge della marina Imperiale tedesca e della marina Imperiale Giapponese, altri temi spesso trascurati dalla narrativa e dalla storiografia Un libro interessante anche per la composizione e l’offerta di consultazione, con qualche tratto da annuario navale, che richiama anche il Weyer Flottentaschenbuchprima maniera, ce ne spiega le origini e l’accettazione: il testo è accompagnata dai bellissimi e precisi disegni dello stesso Alfano, miniature uniche, inframezzato da schede molto accurate di ciascuna delle unità coinvolte; le note sono strutturate esse stesse come una narrativa a parte. Un libro interessantissimo, spunto per ulteriori analisi ed approfondimenti, che non dovrebbe essere limitato ad una ristretta cerchia di appassioni, di “eruditi” navalisti …
  2. Si sono concluse le operazioni di monitoraggio del relitto della nave da sbarco anglo-americana HMS LST 429 http://www.messinaweb.eu/features-2/k2/categories/item/4620-soprintende
  3. Buonasera a tutti,oggi sono arrivato ad Aliaga con la mia nave rimorchiando una piattaforma che sarà presto demolita. Mentre eravamo in attesa delle pratiche, è arrivato un convoglio composto dalla portaerei ex Inglese HMS ILLUSTRIOUS (R 06) rimorchiata dal rimorchiatore Italiano ERACLEA della Augustea (ramo rimorchio d'altura non acquisito dalla Rimorchiatori Riuniti spa). Dopo aver atteso anche loro le pratiche doganali, la portaerei è stata spiaggiata per essere successivamente demolita. Vorrei condividere con Voi alcune foto che ho fatto. Scusatemi per la qualità (Nikon AW120 waterproof) e la quantità ma internet di bordo non mi permette niente di più...... Il convoglio entra nella Baia di Aliaga da ovest L'ERACLEA cerca di mantenere la posizione in attesa delle formalità doganali Avendo avuto il via libera si procede verso la spiaggia Primo piano dovuto per l'ILLUSTRIOUS al suo ultimo viaggio..... I rimorchiatori portuali si avventano sulla preda I rimorchiatori portuali sono connessi e l'ERACLEA può essere liberato La fine è vicina L'ILLUSTRIOUS è ormai con la prua in spiaggia e viene tenuta in quella posizione dal rimorchiatore che spinge dallo specchio di poppa. Dopo verrà assicurata a terra penso con catene e ne verrà iniziato lo smantellamento........(foto fatta con poca luce)
  4. Come noto le motozattere MZ 721 ed F 480 partono la sera del 10.06.43 da Trapani per Pantelleria e risultano perse il giorno successivo a Pantelleria in circostanze non note a seguito della caduta dell’isola; i relitti delle due navi non sono tra quelli ritrovati a Pantelleria. Questo, in sintesi, quanto finora noto, almeno a me, sulla fine delle due unità. Mi sono tuttavia imbattuto in un documento britannico che forse fa un po’ di luce questa vicenda. Secondo questo documento, relativo all’impiego dei Beach Commandos (o Beach Parties) della Royal Navy durante gli sbarchi in Mediterraneo nel 1943, personale di questa unità, dopo lo sbarco sull’isola, fu utilizzato per trasferire da Pantelleria due motozattere catturate. Le due motozattere, una italiana ed una tedesca, erano state trovate alla resa dell’isola in un ancoraggio della costa meridionale (la località non è precisata ma mi sembra probabile si possa trattare di Scauri), abbandonate dagli equipaggi, la motozattera italiana intatta e quella tedesca con danni a prua per un esplosione, forse dovuta ad un colpo di cannone (“…Two enemy landing craft of the type we called “F” Lighters roughly equivalent to our LCTs (Landing Craft Tank) had come in on the very morning of our invasion. One was manned by the German Navy and the other by Italians ….. they were captured. The German craft had received some damage to her bow …”). Le due motozattere, al comando rispettivamente dei Sub.Lt. Jonas e Birley e con equipaggi di formazione composti da personale di questa unità e soldati dei Royal Engineers come motoristi, vengono trasferite da Pantelleria a Sousse: quella italiana parte il pomeriggio del 17 Giugno 1943 aggregandosi ad un convoglio di mezzi da sbarco di rientro, mentre quella tedesca, partita con lo stesso convoglio, era dovuta rientrare per problemi connessi ai danni a prua e riparte il giorno successivo in compagnia di un LCT inglese. A Sousse le due navi sono consegnate alle locali autorità portuali (NOIC Sousse) e dopo qualche giorno gli equipaggi rientrano alle rispettive unità. Il documento termina, su questa vicenda, osservando che al momento della partenza da Sousse dei marinai le due unità, lasciate incustodite nel porto, erano state completamente saccheggiate (“…both vessels were left quite unguarded in Sousse harbour where they were thoroughly looted.”). Purtroppo il documento non precisa il nome delle due unità ma, considerando le circostanze e le varie possibilità, avrei pochi dubbi sul fatto che non può che trattarsi delle due motozattere MZ 721 ed F 480 citate. Mi è sembrato quindi interessante segnalare la cosa che, se la mia identificazione è corretta (ma non vedo altre possibilità), aiuta a chiarire la sorte, finora sconosciuta, delle due navi. Domenico C.
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