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CARABINIERE

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  1. Avrei voluto postare alcuni schizzi ed illustrazioni relativi anche alle ultime costruzioni di Monfalcone, ma l’ operazione non mi è risultata agevole. Il problema della chiodatura, e dei ritardi nell’ adozione della saldatura, è un problema che ha afflitto sia le navi di superficie che i sommergibili, questi ultimi in maggior misura per ulteriori fenomeni collegati. Se è pur vero che dal tardo 1938, con molto ritardo rispetto alle stesse proprie capacità, il Cantiere di Monfalcone cominciò ad adottare la saldatura ad arco anche nella costruzione dei sommergibili, a cominciare dalla
  2. Ho già commentato che le riparazioni seguivano nel possibile la linea e le modalità costruttive. alla fine degli anni 30 i cantieri di Monfalcone cominciarono ad adottare la saldatura anche per i sommergibili, già da tempo impiegata nello stesso cantiere per le costruzioni mercantili (in particolare per la ottima e fortunata serie delle motocisterne AGIP); è probabile che anche per le carenze sugli acciai in uso all' epoca, non tutti idonei alla saldatura, si siano adottate ancora ampie strutture chiodate, in particolare quelle non resistenti; la foto commentata (che viene data nel
  3. L' osservazione è corretta: prima di tutto si trattava, nel caso si riparazioni, di acciai di fatto non saldabili ad arco: spesso oltre a ripristinare la chiodatura (operazione non agevole su strutture già in opera) si ricorreva alla saldatura autogena. La trattazione e l' osservazione - in generale - tra scafi saldati e scafi chiodati (di fatto il peggio per le unità militari, non solo i sommergibili) riguarda tutta la catena industriale e la preparazione dell' industria degli anni 30. Diventa inspiegabile però che mentre a fine anni trenta su scali contigui si costruiscono le ottime
  4. Purtroppo, per evidenti ragioni politiche, sui giornali e media italiani non si è dato alcun risalto ad un gravissimo incidente occorso nei giorni scorsi tra una nave da crociera ed una fregata venezuelana che ha portato all’ affondamento di quest’ ultima Sul fatto ho poco da aggiungere, in rete sono molti i siti, anche eri e professionali che ne dibattono, ne cito solo uno per la completezza del tracciato: https://blog.halifaxshippingnews.ca/2020/03/update-on-rcgs-resolute-it-has-now-sunk-a-naval-vessel.html, forse uno dei meno anti-venezuelani in rete. Un caso che farà scuola nel diritto
  5. Mi sembra ci sia un po’ di confusione, superficialità al limite sotto certi aspetti se non del raggiro della disinformazione, magari di tipo rassicurante per la popolazione, il tutto rigorosamente delle mai e mal definite fake news. Veniamo al punto: per fare qualcosa di soddisfacente (ed in Liguria ci sono le competenze) bisognerebbe applicare (ma è praticamente impossibile a posteriori) gli standard delle unità militari che sono previste per operare in ambiente NBC, ed una delle chiavi di volta è la procedura di decontaminazione entrando od uscendo dalla cittadella, non solo con lavaggi,
  6. Non dimenticate un particolare importante: seguendo il concetto che si trattativa fondamenta di un "radiotelemetro" e quindi un ausiliare di condotta del tiro, e non di un sistema di scoperta, le antenne, a prescindere (si fa per dire, soprattutto per semplificare) dal tipo di radar e di emissione non erano rotanti né indipendenti, ma collegati ai telemetri: questo limitava il campo di osservazione, che non era circolare, obbligava ad un brandeggio predeterminato, lo rendeva lento, ma soprattutto sovraccaricava il sistema ed i motori di brandeggio, che già in origine davano problemi. Un err
  7. come sempre Mattesini centra il problema e non fa sconti, certamente non dovuti Grazie Francesco
  8. Venezia e la deriva professionale Il problema delle navi da crociera è solo la punta dell’iceberg di una crisi di involuzione delle costruzioni navali, un’ involuzione che ha visto in pratica la sparizione dell’ ingegneria navale e delle sue buone pratiche. Un’ involuzione che purtroppo è stata scatenata anche dalla miopia della cantieristica italiana. Per fare sempre più navi, rapidamente, per assecondare armatori sempre più avidi e spregiudicati, la cantieristica non è stata da meno, assecondando in tutto gli aspetti più biechi di un mercato assurdo. La caduta di qualità non è servita a nu
  9. La storia non si fa con idee per quanto brillanti, ingegneristicamente si possono fare ipotesi purché sostenibili e di conseguenza si possono trarre deduzioni che vanno poi provate / documentate. L’ingegneria navale, per l’ epoca cui facciamo riferimento, era certamente la più avanzata, e comunque dal punto di vista del calcolo strutturale ancor oggi la più difficile. Non è possibile considerare di costruire su due scafi su due scali paralleli, ma neppure nel caso che sullo stesso scalo (letto o base) fossero in costruzione allo stesso tempo due unità identiche: la chiglia non è di nessuno de
  10. La discussione, seguendo certamente i maggior interessi dei soci, ha virato verso una galleria di immagini molto completa che aiuta a comprendere di cosa stiamo parlando ma lascia aperti gli spazi tecnici, certamente più ostici ed evidentemente di minore interesse generale. Io avevo provocatoriamente accomunato le citazioni ricorrenti su queste unità dissimili ma tutte dotate di controcarene, o meglio di quelle che a volte sembrano esserlo, e ricorrentemente citate anche da nostri soci, per vedere quanto si sarebbe potuto confrontare o mettere insieme su fonti diverse e soprattutto motivazi
  11. La discussione, seguendo certamente i maggior interessi dei soci, ha virato verso una galleria di immagini molto completa che aiuta a comprendere di cosa stiamo parlando ma lascia aperti gli spazi tecnici, certamente più ostici ed evidentemente di minore interesse generale. Io avevo provocatoriamente accomunato le citazioni ricorrenti su queste unità dissimili ma tutte dotate di controcarene, o meglio di quelle che a volte sembrano esserlo, e ricorrentemente citate anche da nostri soci, per vedere quanto si sarebbe potuto confrontare o mettere insieme su fonti diverse e soprattutto motivazi
  12. Oggi pomeriggio, nell' ambito di un importante simposio internazionale tenutosi a Torino sulle ripercussioni politico7strategiche/economiche dell' apertura del Canale di Suez, Fabio de Ninno ha presentato un' interessantissima relazione politico/strategico/navale sugli interventi italiani nell' areaMar Rosso mediterraneo dal 1865 sino al 1943, passando logicamente attraverso episodi acuti, prima della Guerra Italo Turca e poi della vigilia della 2^ GM E' possibile scaricare il lavoro da Academia.edu The Italian Navy and Suez - Italy and the Suez Canal, Turin 23,24 may
  13. Non si tratta della caccia all’ errore, ma di ricerca di contributi e condivisone di opinioni, per di più in un forum di un certo spessore professionale e non in una contesa di particolari e chi ha letto di più. Generalmente, bollettino e post, si parte da, e si propongono, tesi più che sostenibili che non sminuiscano il valore del forum. Esiste poi evidentemente la richiesta, la domanda, ed ovviamente il quesito da caccia all’ errore, ma siamo nelle "nicchie”. La mia opinione sui cilindri Pugliese è evidente, e non ho espresso conclusioni (che magari ho) ma ho solo sintetizzato alcune notiz
  14. Per Francesco grazie della spiegazione operativa; io avevo citato l' impiego da parte della US Navy per l' intrigante aspetto che eventuali prove o valutazioni non vennero neppure prese in considerazione
  15. caro Danilo, fornisci una perla assoluta, ed in un solo colpo due chiavi di lettura. La prima più importante è la prima volta in assoluto che ho prove, malgrado le lunghissime ricerche, del riutilizzo di componenti inizialmente destinati i sommergibili in costruzione, per vedere se qualcosa di simile sia stato fatto in italia dallo smantellamento di qualcuno dei 9 nmg tedeschi ricevuti dalla' Italia come preda bellica. Se hai altri elementi sarebbero veramente benvenuti per altro copioso lavoro in corso. Sulle controcareke del Nautilus ci sono poche ma contrastanti notizie, certo che sarebb
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