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Francesco Mattesini

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    Francesco Mattesini got a reaction from Luiz in La Notte di Taranto   
    Non mi dice nulla. Se volete leggere la verita, potete consultare uno dei miei ultimi libri, dalla casa editrice Cristini (Soldiershop Publihing Storia), dal titolo LA NOTTE DI TARANTO 11 NOVEMBRE 1940, pagine 234.
    Francesco Mattesini
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    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Le corazzate italiane contro il Giappone? Note da una fonte inglese   
    Grazie Francesco. Certo Somerville non considerava le corazzate italiane buone per la sua guerra nell'Oceano Indiano, ed é acido anche per la RICHELIEU che pure aveva ricevuto in USA un armamento contraereo formidabile, riguardo al tiro rapido, certamente migliore della sua RENOWN. Ma si sa, gli inglesi o britannici che siano, se non é materiale loro, hanno sempre da criticare.  Se le LITTORIO dovevano essere impiegate, sarebbe stato necessario non solo rinforzare al massimo l'armamento contraereo, sostituendo gli inutili pezzi da 90, e tutte le mitragliere Breda, che non colpivano un tubo.  Ma, secondo l'ammiraglio Accorretti, che comandava la IX Divisione ai Laghi Amari, una delle misure da prendere era quella di aumentare la protezione in coperta, impiegando lastre metalliche di 2 cm, anche se ciò avrebbe fatto diminuire la velocità delle corazzate da 30 nodi (mai raggiunta), a 29 nodi, che era quella sviluppata dalla ROMA (29,5), per un paio di ore, durante il viaggio per l'entrata in Squadra, Trieste - Taranto nell'agosto 1942.
    Franco
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    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in I danni causati dalle mine nazionali alle navi italiane nei primi venti giorni di guerra   
    Naturalmente, mi scuso, mi riferisco soltanto alle navi mercantili italiane perdute nel Mediterraneo nel mese di giugno 1940.
  4. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in I danni causati dalle mine nazionali alle navi italiane nei primi venti giorni di guerra   
    I danni causati dalle mine nazionali alle navi italiane nei primi venti giorni di guerra
     
     
     
                    Il 5 giugno 1940 l’incrociatore Pola, nave ammiraglia della 2a Squadra (ammiraglio Riccardo Paladini), e gli incrociatori della 3a Divisione Navale, Trento e Bolzano, si dislocarono a Messina e a Reggio Calabria. Lo stesso giorno iniziarono i movimenti dei sommergibili per raggiungere le dislocazioni previste dal documento DI.NA 8 ter.
             Il 6 giugno ebbe inizio la messa in opera degli sbarramenti difensivi di mine sulle coste dell’Italia e della Libia e Dodecaneso. Fu anche ordinato ai piroscafi nazionali requisiti e noleggiati dalla Regia Marina il dirottamento verso porti nazionali o neutrali. E il giorno 8 fu provveduto ad iniziare alcune esplorazioni con idrovolante dell’Aviazione Ausiliaria della Regia Marina (Ricognizione marittima), secondo i piani predisposti.
             Nella notte fra l’8 e il 9 giugno fu eseguita la posa prevista degli sbarramenti minati nel Canale di Sicilia, tutti posati da torpediniere, e si ebbero i primi incidenti della guerra “silenziosa”, perche in un momento in cui la guerra non era stata ancora dichiarata, e gli sbarramenti non notificati ai naviganti, affondarono per l’esplosione di mine la mattina del 9 giugno il piroscafo italiano Avvenire, di 957 tsl a 20 miglia a nord del semaforo di Pantelleria  mentre era in viaggio da Civitavecchia a Tripoli, ed il piroscafo greco Zinovia, di 2.975 tsl a 20 miglia a nord di Pantelleria, mentre partito da Cardiff era diretto a Chalkis con un carico di carburante. Questa nave, a differenza di quanto risulta nei documenti della Marina italiana, risulta affondata l’11 giugno, ossia il primo giorno di guerra. Ciò significava che l’armatore avrebbe potuto chiedere i danni, ed era meglio stare zitti. Vi furono due morti. Le due navi erano finite nello sbarramento 1 AN che era stato posato dai posamine Crotone e Fasana. 
    La stessa sorte dello Zinovia subì la notte del 9 il piroscafo italiano Angiulin, di 909 tsl, in navigazione da Licata a Napoli, affondato da mine posate il 6 giugno dalle torpediniere Ariel e Airone, presso Capo Granitola (Trapani), senza alcun superstite. Furono recuperati nove naufraghi dell’Avvenire, dove vi furono cinque morti dell’equipaggio, e venticinque naufraghi dello Zinovia. Il medesimo giorno 9 un peschereccio italiano, la goletta San Teodoro, di 11 tsl, entrato in acque minate e vietate presso Brindisi, saltò in aria e decedettero sei uomini dell’equipaggio. Lo sbarramento era stato posato dall’incrociatore Taranto e dai cacciatorpediniere Mirabello e Riboty.
    Il 10 giugno, sempre in periodo di pace per l’Italia, poiché Mussolini pose lo stato di guerra alle 00.01 dell’11 giugno, affondò su una mina a 9 miglia a nord-ovest di Capri posato da torpediniere il brigantino Danilo B, di 102 tsl. Lo stesso giorno il gruppo degli incrociatori leggeri Da Barbiano e Di Giussano e i posamine Scilla e Buccari, posarono uno sbarramento nel Canale di Sicilia (LK), e l’indomani fu ampliata la distesa di un’altra linea dello sbarramento fra Pantelleria e la Sicilia. Il piroscafo neutrale greco Makis, dei 3.546 tsl, in navigazione isolata tra Barry e Tessalonica con un carico di carbone, affondò sullo sbarramento 1N, a 15 miglia a nord di Pantelleria.
    A guerra iniziata, l’11 giugno, sempre a causa di mine nazionali, affondò il veliero da carico Carlo, di 253 tsl. a 18 miglia da Pianosa, mentre probabilmente per mine si persero il giorno 11 il veliero San Calogero, di 57 tsl, e la Goletta Predappio, di 26 tsl, il primo presso Trapani, il secondo nel Golfo di Taranto. Il 12 giugno la piccola e moderna motonave da pesca La Mora, di 15 tsl, affondò su una mina, naturalmente italiana, posata dai posamine Crotone, Orlando e Sgarallino, a ponente delle foci del Serchio, poco a nord di Pisa. E la stessa sorte capitò il 18 al piroscafo da carico Reno, di 1.002 tsl , a 11 miglia per 28° dal Faro di Monte Capuccini (Ancona), su uno sbarramento minato posato dai posamine Azio e San Giusto.
    Il 26 giugno 1940 la motonave da carico italiana Loasso di 5.968 tsl, in navigazione da Venezia a Bari trasportando carbone, affondo su una mina in lat. 41°40’N e 16°20’E, a 3 miglia da Mattinata nel Golfo di Manfredonia, e a 3,3 miglia per 48° da Torre Proposti. Secondo i britannici il 10 giugno il sommergibile Rorqual (capitano di corvetta Ronald Hugh Dewhurst), era salpato da Malta per posare il giorno 14 uno sbarramento di 50 mine presso Brindisi, all’incirca nella posizione 40°39'N, 18°10'E, e quindi molto più a sud del Golfo di Cefalonia. Con parecchio ottimismo, vengono assegnate all’affondamento delle mine del sommergibile britannico la perdita del  Loasso e di altre due navi italiane, il piroscafo Rina Croce, di 569 tsl, il 25 settembre 1940, e il motoveliero Peppino C, di 43 tsl,  addirittura il 17 agosto 1941.
    Se non che, tra il 6 e il 25 giugno, il posamine Vieste, il cacciatorpediniere Mirabello e l’incrociatore Taranto posarono, 255 mine nella zona del Gargano. Gli sbarramenti vanno da: lat. 41°45’E a long. 16°19’N; da lat. 41°26’ N a long. 16°17E; e infine da lat. 41°30’N a 16°18’E. Poiché, come detto, il Loasso affondò in 41°40’N e 16°20’E (e non vicino alla posizione britannica 40°39'N, 18°10'E), la zona del suo affondamento e quasi esattamente da assegnare al primo sbarramento posato dal Vieste e dal Mirabello, mentre poco più distante è il terzo sbarramento posato dal Taranto. Pertanto per l’affondamento del Loasso io ritengo sia dovuto senza dubbio a mina italiana, e con la massima probabilità del primo sbarramento.
     
    Anche il caso della perdita del piroscafo da carico Santa Croce, di 569 tsl, affondato alle 06.30 del 26 settembre a poco più di 6 miglia a levante del Capo di Torre Cavallo (coordinate lat. 39°47′56″N, long. 18°19′55″E), mentre era diretto da Augusta a Brindisi, e azzardato ad assegnarlo alle mine del sommergibile Rorqual, posate molto più distanti; e lo stesso dicasi per il motoveliero Peppino C il 17 agosto 1941 mentre si trovava in navigazione da Brindisi a Durazzo, e il cui affondamento, con nessun superstite, avvenuto al largo di Punta Mattarella a sud di Brindisi,  è stato ritenuto probabile, dall’Ufficio Storico della Marina Italiana, dovuto ad una mina alla deriva, staccatasi da chissà quale sbarramento. Dal 6 al 25 giugno furono posati nella zona di Brindisi, con 450 mine, sette sbarramenti, realizzati dall’incrociatore Taranto e dai cacciatorpediniere Mirabello e Riboty. Lo sbarramento più vicino al punto di perdita del piroscafo Santa Croce, a 6 miglia a levante di Capo Torre Cavallo, è  uno dei tre posati dal Taranto.
     
    L’ultimo affondamento del mese di giugno dovuto alle mine, le uniche che nel corso del mese causarono dei danni alle navi italiane, riguarda il piroscafo da carico Alessandro Podestà, di 633 tsl, affondato verso le 21.00 del giorno 28 nel Golfo dell’Asinara, a 9 miglia per nord-ovest di Castelsardo in posizione lat. 40°59’N, long. 08°34°E, mentre era in rotta dalla Maddalena a Porto Torres. In questo caso è responsabile della perdita lo sbarramento minato e il 2 AN posato il 6 giugno 1940 dal posamine Durazzo.
    Che ancora le navi non conoscessero le posizioni degli sbarramenti italiani mi sembra strano, è probabile che chi guidava le navi sbagliava la rotta, ma è anche possibile che non conoscessero le posizioni minate, non avendo ricevuto le carte con le posizioni. Guerra all’italiana. Anche se il nemico non faceva danni nei mari italiani ci pensava la silenziosa.
    In definitiva tutte le navi affondate per mine nel corso del mese di giugno sono state causate da sbarramenti italiani.
     
    Quanto ho scritto, dopo le dovute correzioni, farà parte di un libro, o di un grosso saggio, che sto scrivendo sui dodici giorni della guerra tra l'Italia e la Francia.
     
    Francesco Mattesini
     
     
  5. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in IL SILURAMENTO E DANNEGGIAMENTO DELL'INCROCIATORE SOVIETICO MOLOTOV   
    Miroslav Morozov mi ha scritto:
    Dear Francesco!

    Please, excuse me with the delay of the answer.
    Now I translated and read the conclusion of the new version of your article about Molotov.
    You made a great work, add a lot of new info, but you didn't appreciate the time difference between Italian and the soviet forces still. Without this we can't match all actions between both sides correctly. This is my opinion.
    Anyway I would be glad to help you in your researches in future.
    Thank you very much for Italian documents.

    Very best regards,
    Miroslav

    Ho ruisposto: Traduzione dall'inglese.
     
    Credo che il fuso orario, Avanti di un’ora, sia abbastanza corretto. Tre – quattro minuti di differenza, e anche di più, si trovano sempre in un’azione navale. Ma l’importante è stabilire che il siluramento del MOLOTOV era stato assegnato all’ultimo aereo tedesco che ha attaccato, perché quelli rientrati alla base non avevano dichiarato nessun successo. L’aereo è stato chiaramente visto attaccare dal KHARKOV sul lato sinistro dell’incrociatore, e in fiamme cadere di prora a destra dell’incrociatore per poi bruciare tra 3 e 5 minuti. In quel momento il MOLOTOV mancava di parte della poppa. Il MAS 568 ha attaccato sul fianco destro, e a visto il siluro colpire il bersaglio, e dopo quattro minuti il bagliore dell’aereo in fiamme che è stato ritenuta la prova, inesatta, che il MOLOTOV stava affondando. Non importa se è stato colpito a prora al centro o a poppa, oppure che era difficilissimo colpirlo a poppa. L’incrociatore era in manovra e presentava la poppa. In attacchi notturni si sbagliava sempre l’individuazione esatta in cui è stato procurato il danno. Su quattro siluri lanciati sull’incrociatore dagli aerei, tre sono stati visti passare a dritta senza colpire, ed un altro a sinistra. Ciò significa che la valutazione è stata errata, dovevano essere lanciati due siluri a destra e due a sinistra. E l’ultimo aereo, quello abbattuto, attaccava da sinistra. E’ incrociatore è stato colpito a poppa a destra. A meno che troviate le dichiarazioni positive di attacco da parte di rapporti della Luftwaffe, quanto ho descritto mi sembra chiaramente inattaccabile. E neppure si pèuò pensare ad una mina, come nel forum è stato accennato. Vorrei che tu sentisti, facendogli leggere quanto ho scritto, anche il parere degli altri! Non conoscendo il russo non posso rispondere, entrando nel forum.
    Regards
    Francesco
     
  6. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in IL SILURAMENTO E DANNEGGIAMENTO DELL'INCROCIATORE SOVIETICO MOLOTOV   
    Nel corso dell’attacco dei Mas 573 e 568, sempre ritenuti dalla navi sovietiche delle torpediniere, il contrammiraglio Basistiy, Comandante della Divisione Incrociatori del Mar Nero, a bordo del MOLOTOV, ha sostenuto, nel suo libro “Sea and Shore”( in russo Море и берег, More i bereg, 1970 Moscow) , che dopo la cessazione del tiro contro il porto di Feodosia, la formazione navale, essendo sotto il tiro delle artiglierie tedesche che probabilmente usavano il radar, e che le navi nemiche stavano pronte a colpire, diresse affrettatamente a sud, inseguito da tre torpediniere, una delle quali presa sotto il tiro denso e ben mirato dei cannoni dell'incrociatore MOLOTOV fu considerata colpita, e l’attacco nemico interrotto. Precedentemente il cacciatorpediniere KHARKOV aveva  preso di mira e affondata un’altra torpediniera, che dal Molotov fu vista in fiamme. Dichiarazioni che erano delle illusioni, poiché nessuno dei Mas italiani riportò il minimo danno. Un libro, quello di Basistiy, che è soltanto un romanzo, del quale di storico non ha quasi nulla. Mi chiedo come possa essere stato preso in considerazione nel corso degli anni in mezzo mondo da storici che si ritengono seri,  visto che Basistiy  non porta un orario, una direzioni di rotta, per non parlare della conoscenza delle forze degli italiani e dei tedeschi, e della manovra dei loro attacchi. Ha riportato soltanto chiacchiere fatte con il senno di poi.
    Francesco Mattesini
     
  7. Like
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in La Notte di Taranto   
    Non mi dice nulla. Se volete leggere la verita, potete consultare uno dei miei ultimi libri, dalla casa editrice Cristini (Soldiershop Publihing Storia), dal titolo LA NOTTE DI TARANTO 11 NOVEMBRE 1940, pagine 234.
    Francesco Mattesini
  8. Sad
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Una bella cappella costruita dai prigionieri di guerra italiani a Scapa Flow.   
    Anche dopo l'armistizio gli Alleati hann preferito impiegare i soldati italiani di 10 Divisioni che erano rimaste nel Sud Italia e Sardegna, come forze di lavoro, che spesso (come nel cantiere di Taranto) apprezzavano, ma che in realta usavano per le loro esigenze lavorative e di trasporto. In realtà, come é stato scruitto daAgostino degli  Espinosa in "Il Regno del Sud (che per chi no n lo conosce dovrebbe leggere),  gli anglo-americani i soldati italiani  li usavano come "facchini".
    Franco
  9. Thanks
  10. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in IL SILURAMENTO E DANNEGGIAMENTO DELL'INCROCIATORE SOVIETICO MOLOTOV   
    Riporto due capitoli del mio saggio, postato nella mia pagina di academia edu, che sono stati aggiornati sulla base di altre notizie, discusse con lo storico russo Miroslav Morozov:
     
    L’avvistamento del Mas 568 e il discutibile attacco di aerosiluranti tedeschi.
     
    Alle 01.05 del 3 agosto, a 20° di prora a sinistra dell’incrociatore Molotov, fu avvistata un’unità sottile che stava manovrando per l’attacco e, per evitare di essere colpito da siluri il Molotov manovrò sulla dritta aprendo il fuoco con le mitragliere, mentre il cacciatorpediniere Kharkov iniziò a sparare sullo stesso obiettivo due minuti dopo, alle 00.07.[1]
    Essendo impossibile mantenere l’incrociatore su una rotta accurata di tiro, il contrammiraglio Basisty, decise interrompere l’azione di fuoco sugli obiettivi di Feodosia e di disimpegnarsi, dirigendo verso sud aumentando la velocità delle navi a 28 nodi.[2] L’unità sottile che aveva determinato quell’allarme e la deviazione di rotta doveva essere il Mas 573 (che aveva avvistato le navi sovietiche ed era andato all’attacco alle 00.15, e quindi un quarto d’ora dopo la mezzanotte) mentre, come vedremo, il Mas 568, che si trovava a 3 – 4 miglia di distanza dal Mas 573, avvistò le due unità nemiche alle 01.18. E quindi tredici minuti dopo il suo segnalato avvistamento da parte del Molotov. Avvistamento che però avvenne per il Mas 568 soltanto dopo che le due navi sovietiche avevano aperto il fuoco contro di lui; prima il comandante Legnani non si era accorto di nulla, e per evitare la reazione del nemico manovrò per disimpegnarsi, per poi andare all’attacco in un secondo tempo.
             Come abbiamo già accennato, questa disparità di orari di avvistamento e attacco, tra italiani e sovietici, è molto importante, perché i due orari erano simili, come dimostra il sorgere della luna che è riportato per entrambi alle ore 23.15 del 2 agosto.[3] E pertanto da ritenere, con fondati motivi, che altrettanto dissimili siano gli orari sugli attacchi aerei tedeschi, veri o presunti, con tutte le perplessità esistenti dell’avvenimento. 
              Allontanandosi dalla costa della Crimea le navi sovietiche sarebbero state avvicinate da alcuni aerosiluranti tedeschi He.111, che, secondo la relazione sovietica, non convalidata dalle fonti tedesche, attaccarono isolatamene e in piccole sezioni. Secondo alcune fonti varie quei velivoli sarebbero appartenuti al 2° Gruppo del 26° Stormo Bombardamento (II./KG.26), decollati dall’aeroporto di Burzau, in Romania. Nel Diario di Guerra della Seekriegsleitung, che é l’unica fonte oggi disponibile dopo la distruzione del carteggio della Luftwaffe per non farlo cadere nelle mani degli Alleati, é scritto che il “tallonamento notturno” della forza navale sovietica era eseguito dagli aerosiluranti tedeschi a iniziare dalle ore 22.45, senza specificare a quale reparto appartenessero, se fossero stati armati e se avessero attaccato le navi sovietiche.[4]
             Invece, secondo il Diario dell’Ammiraglio tedesco del Mar Mero (KTB Schwarzes Meer), è confermato che alle 00.03 del 3 agosto gli aerei da ricognizione tedeschi erano usati dal Comando Aereo Sud come “pedinatori” (mantenitori di contatto) sopra la forza navale sovietica, e non si parla di aerosiluranti. Gli equipaggi di quei velivoli riportarono di aver osservato gli spari delle navi nemiche a circa 27 miglia a sud-est di Feodosia, che era bombardata dalla parte del mare. Quando il bombardamento terminò, la forza navale fu vista ritirarsi, allontanandosi con rotta 120° ad alta velocità, per poi essere nuovamente avvistata alle 04.55 a 30 miglia ad ovest di Novorossiysk. Durante tutto il tempo dell’operazione appariva che le navi avessero tenuto il silenzio radio.
             Rudolf (Rudi) Schmidt, che all’epoca era tenente pilota della Squadriglia aerosiluranti 6./KG.26, e poi nel 1943-1944 capitano e ultimo comandante del Gruppo aerosiluranti II./KG.26, ha riportato nel suo libro che durante la notte era arrivata la notizia della presenza di incrociatori sovietici, e che, essendo impossibile effettuare un attacco notturno, esso avvenne alla luce del sole, il mattino del 3 agosto, intorno a mezzogiorno.[5]
             Pertanto è tassativamente da escludere che la 6./KG.26 abbia potuto partecipare agli attacchi notturni, come ha confermato Rudi Schmidt, e che pertanto quel presunto successo sul Molotov non può esserle accreditato.
    Anche Errico Cernuschi, in un suo modesto e confuso articolo per la Rivista Marittima, ha negato che vi sia stato quella notte un qualsiasi attacco aereo tedesco contro le navi sovietiche.[6] L’attacco, se vi fu realmente secondo le fonti russe oggi conosciute, non è però confermato nel Diario di guerra della SKL in cui è riportato soltanto che “Dalle 22,45 i nostri aerei siluranti hanno seguito la forza” navale;[7] ma è di difficile interpretazione capire da quale reparto aereo tedesco il pedinamento el’eventuale attacco sarebbe stato realizzato e da quali velivoli, poiché, come vedremo, durante il disimpegno dopo l’attacco al Molotov furono sganciate anche bombe ed effettuato il mitragliamento sul Mas 568, come risulta dalle dichiarazioni del comandante Legnani e degli uomini del suo equipaggio.[8]    
    Le altre due Squadriglie del II./KG.26 (maggiore Horst Beyling), la 4./KG.26 (capitano Gerd Schäfer) e la 5./KG.26  (tenente Eberhard Stüwe), erano costituite con velivoli He.111 da bombardamento, di base a Saki in Crimea. Invece Harold Thiele, afferma in un suo per molti versi inesatto libro sugli aerosiluranti tedeschi, che le due squadriglie erano state trasformate in reparti armati di siluri.[9] Si deve quindi ritenere che l’attacco notturno al Molotov possa essere stato realizzato dai velivoli di una o di entrambe le due squadriglie 4./KG.26 e 5./KG.26, di cui, purtroppo, ci mancano i particolari, se non, come vedremo, il fatto che l’unico aereo tedesco non rientrato alla base quel giorno 3 agosto era un He.111 della 4./KG.26, squadriglia che però nel mese di maggio 1942 aveva assunto la denominazione di 2./KG.100 che poi in luglio cambiò in 7./KG.26.
    Vediamo ora come l’attacco aereo, presunto o veritiero, è stato descritto dal comandante del Molotov, che con le sue tardive e discutibili dichiarazioni, espresse a molti anni di distanza dall’episodio in una intervista, ha sollevato una serie di polemiche, tutte contro la versione ufficiale italiana, che fino a allora era pienamente condivisa dai tedeschi.
     
    Alle 01.19 un primo aerosilurante fu visto avvicinarsi al traverso dell’incrociatore, sul lato sinistro. Il capitano di vascello Romanov ordinò di virare a destra, e uno dei due siluri lanciati dal velivolo passo lungo il lato di dritta del Molotov. Dopo cinque minuti, alle 01.26, seguì un attacco simultaneo da parte di altri due aerosiluranti. Uno degli He 111 si diresse verso il fianco destro dell'incrociatore, l'altro sul fianco sinistro con azimut 110°. A causa dello sfavorevole chiarore della luna il secondo aereo fu avvistato in ritardo. A una distanza di 3.600 metri i cannoni pesanti da 180 mm del Molotov, aprirono il fuoco con ritmo accelerato e l’incrociatore cominciò a manovrare sulla sinistra, fronteggiando sulla destra l’attacco del primo aerosilurante, che con angolo di rotta di 150° lanciò due siluri, visti passare a poppa del Molotov.
    L’altro aereo, quello che era stato avvistato in ritardo, lanciò i suoi due siluri, dei quali, sempre secondo la versione sovietica, uno passò sul lato sinistro dell’incrociatore, mentre l’altro, alle 01,27, lo colpì a poppa sul fianco destro [sic]. Молотов (крейсер)
                Se si accetta la versione del comandante del Molotov, o di chi l’ha trascritta dopo molti anni nell’intervista al capitano Romanov, vorremmo proprio sapere come può aver fatto il pilota del velivolo tedesco che attaccava da prora a sinistra ad andare a colpire l’incrociatore a poppa del fianco opposto. Occorre considerare che i siluri dovevano essere stati logicamente sganciati dal velivolo He.111, che non poteva perdere tempo essendo sotto tiro, uno dopo l’altro, e esisteva per l’incrociatore in accostata a sinistra pochissimo spazio di manovra. Per completare un ampio giro completo, in modo da presentare la poppa del fianco destro, al Molotov sarebbero occorsi alcuni minuti.
             Subito dopo aver lanciato i siluri, l’He 111 sarebbe stato abbattuto, secondo i russi, dal fuoco d’artiglieria dell’incrociatore incrementato anche dal tiro delle mitragliere. Come detto, avendo disponibile soltanto la versione russa, avrebbe potuto trattasi dell’He.111-H6 (WNr 4816 – 1T+JH) della 4a (o 7a) Squadriglia del II./KG.26. Ossia, dell’unico velivolo tedesco di cui si conosce la perdita, ma non l’orario, che doveva essere stato attrezzato al lancio dei siluri,[10] poiché i velivoli di quella Squadriglia portavano bombe, fino al peso di 2500 chili, ed erano utilizzati anche nel lancio delle mine magnetiche. Il velivolo IT-JH non rientrato alla base quel giorno 3 agosto era pilotato dal tenente Hans-Georg Bachem, che decedette con l’intero equipaggio di quattro uomini.
             Tuttavia secondo quanto risulta dalle pagine della relazione del Molotov, che mi sono state inviate in copia dal famoso storico navale russo Miroslav Morozov, con il quale recentemente ho avuto sulla questione un fruttifero scambio di e-mail, il Molotov fu colpito dal siluro alle 01.26 (e non alle 01.27) e l’aereo, contemporaneamente abbattuto precipitò in mare vicino all’incrociatore alle 01.33. Ossia dopo ben sette minuti ? Se l’He.111 precipito in fiamme contemporaneamente o poco dopo all’esplosione del siluro dobbiamo supporre che ciò avvenne alle 01.26 – 01.27. A meno che si trattasse di un altro aereo che attaccò alle 01.33, e fu quello abbattuto, ma in questo caso non poteva colpire il Molotov che, come vedremo, era già stato raggiunto da un siluro del Mas 568. Se si insiste nella tesi che il Molotov fu attaccato dall’aereo tedesco e che contemporaneamente fu colpito l’incrociatore, occorre dire che in sette minuti trascorsi nella manovra di scampo, alle 01.33 l’aerosilurante doveva trovarsi a parecchie miglia di distanza dalla nave sovietica.
    In tal caso si deve convenire che, come minimo, gli orari sovietici, come ho già fatto notare, erano sbagliati, oppure che l’aereo tedesco attacco e fu abbattuto effettivamente alle 01.33.
     
    L’attacco del Mas 568 e il siluramento dell’incrociatore Molotov.
     
    Contemporaneamente al presunto attacco degli aerosiluranti tedeschi si era fatto sotto il Mas 568 del tenente di vascello Legnani che, ricevuto dalla stazione radiotelegrafica di Feodosia il segnale di scoperta “Unità nemiche bombardano la costa”, dopo aver passato la segnalazione al Mas 569 (che però la ricevette con un ritardo di circa un’ora), manovrando a tutta forza, con le condizioni del mare forza 3, si era portato nella zona in cui le navi sovietiche avevano iniziato il bombardamento, arrivando a contatto con esse, come detto, “alle 01.18 … in un punto a 3-4 miglia per S.E. dalla zona in cui era avvenuta l’azione del 573” alle ore 00.15.[11]
    Nel fragore d’artiglieria, il comandante Legnani ritenne di essere inquadrato dai grossi calibri delle navi nemiche, che non aveva ancora avvistato trovandosi “dal lato sfavorevole rispetto alla luna” che illuminava l’orizzonte, mentre, invece il Molotov, che secondo la sua relazione era impegnato dagli aerosiluranti tedeschi, percepita la nuova minaccia insidiosa alle 01.30 (secondo i discordanti dati russi erano le 01.05) sparò sul Mas 568 con le mitragliere.[12] 
    Il tenente di vascello Legnani, figlio dell’ammiraglio Antonio Legnani all’epoca Comandante della Squadra Sommergibili (Maricosom), dopo essersi sottratto al tiro dell’incrociatore, manovrando ad alta velocità con il mare al moscone e con il suo Mas ricoperto di spuma per gli altri spruzzi del mare che lo investivano si portò, dal lato favore rispetto alla luce lunare, a prua e sul fianco destro delle navi sovietiche, per poi lanciare i suoi due siluri su un incrociatore “di tipo imprecisato”, che procedeva a lento moto, da una distanza di 800 metri, “mirando la zona a centro prua sulla sagoma nera della nave”,[13] e ritenne di averla colpita alle 01.30, a prora e al centro, con entrambe le armi. Seguì poco dopo su quella nave, che nel manovrare a sinistra per evitare i siluri e sviluppare il massimo volume di fuoco mostrava la poppa, un’esplosione violenta con fiamme (e fumo) che si spensero dopo quattro minuti, facendo ritenere a bordo del Mas 568 che l’incrociatore fosse affondato. Nello stesso tempo il Mas accostò subito per sottrarsi nell’oscurità alla reazione nemica.
    Ha scritto al riguardo il capitano di fregata Francesco Mimbelli, Comandante della 4a Flottiglia:[14]
     
     
    I due siluri lanciati a breve distanza hanno entrambi colpito l’unità maggiore che si è incendiata ed è esplosa violentemente dopo pochi minuti. L’esplosione è stata osservata distintamente anche dall’altro Mas [Mas 573], che nel frattempo era andato alla fonda sotto costa, [e] dagli armamenti delle batterie costiere germaniche e dalle stazioni di vedetta.
     
     
     
    Quindi soltanto dopo il lancio dei siluri del Mas 568 furono viste esplosioni  e fiamme  avvolgere il Molotov, che pertanto non poteva essere stato colpito nei precedenti minuti del presunto attacco aereo. Né, la violenta esplosione poteva essersi verificata, come qualcuno ha sostenuto, al momento in cui l’aereo tedesco era caduto in mare dopo essere stato colpito dalla contraerea del Molotov; anche perché il velivolo He.111, lo ricordiamo, era stato abbattuto, secondo la relazione dell’incrociatore, alle 01.33, ossia  tre minuti dopo l’attacco del Mas 568. Ma a questo punto occorre considerare che, come abbiamo già detto, l’orario trascritto sul Molotov non poteva essere esatto rispetto a quello dell’unità italiana, poiché discordante di ben tredici minuti al momento del primo avvistamento del medesimo Mas 568 da parte dell’incrociatore sovietico. E ciò è confermato, lo ripetiamo, dal sorgere della luna che è riportato per entrambi alle ore 23.15 del 2 agosto.[15]
    Inoltre, se si insiste a sostenere che il Molotov, come è riportato nella sua relazione, fu colpito alle ore 01.26 (mentre il Mas 568 lo colpì alle 01.30) occorre dire che tra l’esplosione di un siluro sullo scafo della nave e la caduta in mare dell’aereo che, liberatosi dei siluri, poteva trasportare ormai come corpo infiammabile solo la rimanenza della benzina, vi sono inequivocabili errori di orario. Infatti, se l’esplosione era dovuta al siluro dell’He.111 che aveva colpito lo scafo prodiero del Molotov asportandolo, quell’esplosione violenta seguita da incendio e colonne di fumo, sarebbe stata sicuramente vista molti minuti prima dai Mas italiani e dalle posizioni tedesche sulla costa, che invece non notarono nulla. Soltanto dopo alcuni minuti che il Molotov era stato colpito dal siluro italiano, ossia alle 01.30, dal Mas 568 furono avvistate esplosione e fiamme, che si spensero dopo quattro minuti, e che dettero l’impressione che il colpito incrociatore fosse esploso affondando. In questo caso le ore 01.33 dimostrano che l’aereo He.111, della Squadriglia 4. o 7./KG.26, era stato effettivamente abbattuto tre minuti dopo il lancio dei siluri del Mas 568.[16]
     
    FRANCESCO MATTESINI - Roma, 23 Ottobre 2020
                    [1]  Ricordiamo che il Mas 573 andò all’attacco alle 01.15, e pertanto dieci minuti dopo il suo avvistamento da parte  del Molotov. Questa disparità di orario è molto importante nei riguardi del successivo attacco del Mas 568. 
                    [2] Молотов (крейсер) (Wikipedia Russia).
    [3] Черноморский флот  – Крейсер «Молотов» на сайте Черноморского флота РФ; AUSMM, Relazione sull’attività della 4a Flottiglia M.A.S. nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, Prot. n. 01746 del 1° Ottobre 1942.     
                    [4] Kriegstagebuch der Seekriegsleitung/Operationsabtailung 1939-1945, parte A, Mittler & Sohn, Heford-Bonn, 1988 ss., vol. 36: August 1942, 03.08.1942, p. 48-50.
                    [5] Rudi Schmidt, Achtung – Torpedo Loss, Bernhard & Graefe Verlag, Coblenz, 1991, p. 148-149.
                    [6] Enrico Cernuschi, Questione di merito, Rivista Marittima, Marzo 2011.
                    [7] Nel Diario KTB Marinegruppenkommando Sued- prima parte è scritto: “Alle 04.55 un reparto della Luftwaffe riferisce di un incrociatore pesante, 1 cacciatorpediniere, 7 navi scorta  a 16 miglia marine a SSW di Anapa, rotta 100°, alta velocità. I piloti interrompono ulteriori contatti. L'ultimo rapporto della ricognizione riferisce alle 06.36 di un incrociatore, un cacciatorpediniere, 15 motosiluranti  a 25 miglia marine a SW di Novorossiisk, rotta 130°, alta velocità”. Non si accenna ad un successivo attacco di aerosiluranti.
                    [8] AUSMM, Relazione sull’attività della 4a Flottiglia M.A.S. nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, Prot. n. 01746 del 1° Ottobre 1942.
                    [9] Harold Tiele, Luftwaffe Aerial Torpedo Aircraft and Operation in World War Two, Hikoki, 2004, pag. 39.
                    [10] All’inizio del 1942 era rimasta a operare nel Mar Nero come reparto aerosilurante soltanto la 6./KG.26, che nel gennaio del 1942 si trasferì a Saki, nella Penisola di Crimea, già base della Squadriglia 1./KG.28, ove all’inizio di marzo fu raggiunta, dall’aeroporto greco di Kalamaki, dall’intero II./KG.26, con la 4a e 5a Squadriglia da bombardamento, al comando del maggiore Host Beyling, che aveva in carico trentaquattro velivoli He.111. Secondo Robert Forezyk, prima di raggiungere la Crimea i velivoli da bombardamento della 4./KG.26 (capitano Ernst Haller) e 5./KG.26 (capitano Georg Teske) si addestrarono al lancio di siluri alla Scuola di Grosseto, e come tali impiegati nel Mar Nero, e ciò è confermato anche da altre fonti. Cfr., Robert Forezyk, Iron Cross Grow, Osprey, 2014; Torpedoschule Grossetto Kampfschulgeschwader, in Forum Marine Archiv (Internet).
                [11] AUSMM, Relazione sull’attività della 4a Flottiglia M.A.S. nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, Prot. n. 01746 del 1° Ottobre 1942. Nella relazione è scritto: “Il fatto che in oltre un’ora di tempo la formazione nemica si era spostata di tanto poco ed il fatto che durante l’attacco del 568 procedeva molto lentamente, danno – a mio avviso – la quasi sicura certezza che il 573 abbia messo a segno il suo secondo siluro. Non si spiegherebbe altrimenti la permanenza del nemico in una zona che per esperienza diretta sapeva infestata dai nostri mezzi, n’è d'altra parte sembra verosimile l’ipotesi che si trattasse di due formazioni differenti.
     
                    [12] Ibidem.
                [13] Mare Nostrum Rapallo, 2002:  Intervista all’Ammiraglio “rapallese” Emilio Legnani. Una Notte di Guerra nel Mar Nero (Internet).
                [14] Ibidem.
    [15] Черноморский флот  – Крейсер «Молотов» на сайте Черноморского флота РФ; AUSMM, Relazione sull’attività della 4a Flottiglia M.A.S. nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, Prot. n. 01746 del 1° Ottobre 1942.     
                    [16] Nel “KTB Marinegruppenkommando Sued- prima parte, 3 agosto 1942” è scritto che in seguito all’attacco del Mas 568 “Il comando del porto di Feodosia ha osservato alte fiammate e colonne di fumo”. Inoltre, secondo il KTB della 3. Raumboot-Flottille  (moto dragamine),  “La sezione distaccata R 35, R 37, all'uscita sud dello Stretto per la scorta arretrata alle motozattere, è testimone oculare da distanza del siluramento dell'incrociatore russo KRASNA KRIM [sic] da parte dei MAS italiani”. E’ comunque importante sottolineare che, anche trovandosi a grande distanza gli equipaggi dei due motodragamine tedeschi R 35 e R 37 avevano osservato l’esplosione del siluramento del Molotov da parte del Mas 568.
     
     
       
     
     
     
  11. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Variazioni di aggiornamento al mio saggio dei sommergibili CB in Mar Nero su academia edu.   
    VARIAZIONI AL SAGGIO



    I SOMMERGIBILI TASCABILI ITALIANI

                                                                              NEL MAR NERO

    (Maggio 1942 – Agosto 1944)


     
    FRANCESCO MATTESINI


     
    Ho ricevuto, nella mia pagina di academia edu, questo e-mail da Miroslav Morozov, che é considerato il più grande esperto di sommergibili sovietici e russi, ma anche di altri episodi di guerra navale.

    “Miroslav Morozov


    Gentile Sig. Francesco Mattesini!


    Sono Miroslav Morozov, ricercatore e storico militare di RF. Ora sto leggendo il tuo articolo sui CB sul Mar Nero. A volte ho anche ricercato questo argomento con documenti tedeschi (da NARA) e russi. Hai scritto un articolo molto interessante, ma ho qualche avviso e informazioni aggiuntive. Se sei interessato a questo puoi contattarmi via e-mail red-sub@yandex.ru.


    Reagrds,
    Miroslav”

     

    Naturalmente no  risposto che ero interessato alle sue informazioni e ne sarei stato onorato.


     
    La risposta di Morozov è arrivata con un lettera e-mail dell’11 ottobre 2020, di cui riporto la prima parte:


     
    Mi occupo da tempo del tema della guerra sottomarina durante la seconda guerra mondiale nei bacini che circondano l'URSS - Barents, Mar Baltico e Mar Nero, e io sono impegnato non solo nelle operazioni di combattimento dei sottomarini sovietici, ma anche nei sottomarini dei paesi dell'Asse. Mi ha fatto piacere trovare sulla 31a pagina del tuo articolo un link al mio libro compilato in comune con K.L. Kulagin sui sottomarini del tipo "Pike". Inoltre, ho pubblicato molti altri libri in russo, purtroppo poco conosciuti al di fuori della Russia. Nei miei lavori mi affido a documenti originali della parte sovietica e tedesca (dall'archivio NARA USA). Purtroppo non ho accesso ai documenti italiani e rumeni, quindi cerco di seguire da vicino il lavoro degli storici di questi paesi. Pertanto, il tuo articolo sui sottomarini di classe CB è stato destato grande interesse per me. Il tuo articolo merita la massima lode. In esso ho trovato molte cose nuove per me stesso, specialmente su problemi come i negoziati tra Germania e Italia sull'invio di sottomarini nel Mar Nero, il continuazione della lotta degli equipaggi sottomarini italiani dopo Settembre 1943 dalla stessa parte dei tedeschi fino al dicembre 1943, il trasferimento dei sottomarini in Romania nel dicembre 1943 e il loro ritorno nella flotta della Repubblica Sociale Italiana nel 1944. Conoscevo tutte queste questioni sulla base di documenti tedeschi, ma il punto di vista della parte italiana non mi era noto. Grazie per questi dati! A mia volta, posso esprimere rammarico che alcuni punti relativi alle azioni della parte sovietica siano stati divulgati sulla base di vecchi lavori scritti da storici europei durante la Guerra Fredda senza conoscere i documenti sovietici. Pertanto, ho una serie di chiarimenti che potrebbero interessarti e che possono essere utilizzati nei tuoi futuri articoli su questo argomento.


     
    Le spiegazione, che hanno portato alle correzioni ed aggiunte al mio saggio, mandatemi da Morazov, e che non posso riportare nel mio lavoro in PDF perche dovrei cancellarlo e poi riportarlo sul sito corretto (eliminando le visite al sito e le  considerazioni che finora sono state riportate dai lettori), vengono da me segnalate, in rosso,  come segue:


     

     
    Pag. 16


     
    In realtà, come sappiamo da Fabrizio Gatti, il sommergibile attaccato era un’unità che veniva impiegata come posamine, L-5 che “era rimasto leggermente danneggiato dall’impatto dei due siluri, inesplosi, lanciati dal CB-3 il 15 giugno 1942”.[1] Ciò mi è stato personalmente confermato dallo storico russo Miroslav Morozov, riferendo, con lettera dell’11 ottobre 2020 (e con copia di documenti originali allegati), che alle ore 13.04 l’L-5 avvistò un sommergibile, ma supponendo fosse sovietico diretto a Sebastopoli, non prese alcuna precauzione, con manovra evasiva, per poi udire alle 13.28 due colpì sullo scafo a tribordo. In questa occasione il sommergibile italiano fu molto sfortunato e quello sovietico al contrario parecchio fortunato.


     
    Pag. 18 - 19

    Per quanto riguarda il successo del CB-2 contro un sommergibile del tipo “Tschuka”, sul quale colpito da un siluro lanciato da una distanza di 1.800 metri si verificò una “violentissima esplosione” e fu ritenuto il sicuro affondamento,[2] escludendo l’ShCh-206, che era stato affondato il 9 luglio 1941 dalla motosilurante romena Viscolul in posizione lat. 43°51’N, long. 29°45’E, tonnellate, il nome dell’unità sovietica attaccata appariva sconosciuto. Ma recentemente,  come ha scritto Fabrizio Gatti  consultando un sito russo “il battello italiano dovrebbe avere invece colpito il sommergibile M-31 con due siluri che però non esplosero”, a ripetizione di quanto successo con il CB.3.

    Ed in effetti ciò mi è stato confermato per lettera da Miroslav Morozov, scrivendo che “da un estratto dal rapporto del comandante dell'M-31, alle 05.55 fu scoperto”, dal sommergibile sovietico, “il periscopio del sommergibile”, e che  “alle 06.05 a babordo, a prua, furono sentiti sullo scafo due colpi dal rumore metallico”. Anche in questa occasione il sommergibile sovietico, colpito da due siluri che non esplosero, fu fortunato al pari dell’L-5, mentre la iella dei CB era dovuta al fatto che, per un difetto di costruzione a cui probabilmente non si era data tanta importanza, i siluri si guastavano essendo continuamente a contatto con l’acqua del mare, invece di essere sistemati in lanciasiluri stagni.[3] 

    Tre ore dopo l’attacco, alle 05.02 del 18 giugno, il CB-2 fu attaccato da due motobarche nemica che aprendo un nutrito fuoco di armi automatiche, a cui il sommergibile rispose con il fucile mitragliatore, lo colpì sulle sovrastrutture con almeno venti proiettili, causandogli soltanto lievi danni.


     

    Il sommergibile sovietico  M32,  della classe  costiera Malyutka, e dello stesso tipo dell’M-31  che il 18 giugno 1941 fu colpito da due siluri del CB 2, che non esplosero. Nella sua attività di guerra, il 6 ottobre e il 4 novembre 1942 affondò due navi rumene, il rimorchiatore Mina Daniel (293 tsl) e il piroscafo Bessarabia (6672 tsl). Risulta perduto presso l’Isola Fidonis dopo il 17 dicembre 1942.


     
    Pagina 19

    La notte di quello stesso 19 giugno fu ripetuto sul porto di Jalta un attacco di superficie da parte, secondo la versione italiana, di tre motosiluranti sovietiche, che però furono contrastate dalla difesa tedesca e costrette a lanciare da lontano due siluri da 533 mm, andati ad esplodere in fondo al porto senza provocare danni sensibili, se non, per la grossa scheggia di un siluro, una lacerazione in un doppiofondo del CB-3. Nella violenta reazione della difesa tedesca una delle motosiluranti fu vista allontanarsi in fiamme, e l’indomani furono avvistati dalla ricognizione aerea soltanto le altre due unità che dirigevano verso la loro base.[4]

    La versione sovietica e stata portata alla mia conoscenza per posta elettronica dal Miroslav Morozov, scrivendo: che parteciparono all’attacco ancora una volta le due motosiluranti D-3 e SM-3, specificando: “Entrambe le motosiluranti lanciarono due siluri, uno è esploso nella costa  all’entrata del porto, altri tre all'interno del porto. Due proiettili tedeschi sono esplosi vicino alla SM-3. Due dei suoi tre motori furono messi fuori servizio, due marinai furono uccisi e due feriti, ma la motosilurante è riuscita a rientrare alla base”.

    A questo punto, in seguito ai danni al CB-3 restarono operativi soltanto il CB-1, il CB-4 e il CB-6, che tra il 20 e il 28 giugno svolsero quattro missioni, in due delle quali il CB-4 fu attaccato da navi di superficie. ...


     
    Pag. 33

    L’affondamento del sommergibile ShCh-203 da parte del CB-4 è stato  confermato dagli autori russi K.L Kulagin e M.E. Morozov nel 2002 in un libro sui sommergibili sovietici del tipo “Pike”, ed é riportato anche nel sito uboat.net.


     
    Pag. 35 – 36

    Concludendo, pur avendo l’assoluta certezza dell’affondamento del sommergibile sovietico ShCh-203 da parte del CB-4 e la perdita del solo CB-5, il bilancio delle missioni dei CB è da considerarsi, sotto il profilo dei successi nel corso di sei attacchi, con lancio di dodici siluri, di cui due contro un incrociatore e cinque contro sommergibili, nel dopoguerra furono considerati soddisfacenti, ritenendo che fossero stati affondati tre sommergibili sovietici. In  realtà fu affondato un solo sommergibile, e ne furono colpiti altri due, ognuno di essi da due siluri, che però, lo ripeto, sfortunatamente non esplosero. Ne consegue che, nonostante l’impegno profuso dagli equipaggi, degni di ogni elogio, per quelle mancate esplosioni di siluri il risultato dell’attività operativa del CB in Mar Nero, rappresentata dal giugno 1942 al settembre 1943 in 43 missioni, non fu soddisfacente, e non portò a risultati complessivamente significativi nel contesto dello sforzo bellico dell’Asse nel Mar Nero, a differenza di quanto si legge nelle tre ottimistiche relazioni compilate per Supermarina dal capitano di vascello Francesco Mimbelli, che dopo la conquista tedesca di Sebastopoli era stato decorato dai tedeschi con la Croce di Ferro di 1a Classe.

     Il fatto che i due lanciasiluri dei sommergibili tascabili fossero esterni, e non a tenuta stagna, contribuì a rendere difficoltosi gli attacchi perché almeno quattro siluri, specie per scarsa manutenzione impossibile da realizzare in base avanzate e non a quella attrezzata di Costanza, colpendo l’obiettivo non esplosero ed altri ebbero corsa irregolare o affondarono subito dopo i lanci.


     
    Pag. 37

    Sul sito ubout net nel saggio di Fabrizio Gatti, “L’attività della 1a Squadriglia CB in Mar Nero tra il Settembre e il Dicembre 1943”, su un’azione del CB-1 del giorno 15 Settembre 1943 è scritto:


     
    Alle 21:45 il CB-1 (com. GM Giovanni Re) avvistò in superficie, a circa 1000 metri di distanza, al largo di Capo Sarych, tre unità dirette verso occidente ad una velocità stimata di 6-7 nodi: delle tre unità una appariva come un’imbarcazione dal ponte piatto, senza alcuna sovrastruttura, lunga circa 20 m. Sul ponte stazionavano quattro persone in tute di gomma. Le altre due unità sembravano delle cannoniere di scorta. Il CB lanciò un siluro a brevissima distanza, affondando l’unità dal ponte piatto: disgraziatamente l’esplosione danneggiò la prua del piccolo battello italiano, provocando infiltrazioni d’acqua e l’arresto dei motori. Le cannoniere si allontanarono, lanciando qualche bomba di profondità. Alle 00:45 del 16, una motozattera tedesca rimorchiò il CB-1 a Yalta dove il sommergibile venne tenuto a galla pompandone fuori l’acqua. La sera del 20, il rimorchiatore Schürmann  cominciò il lento rimorchio del CB-1 da Yalta a Sebastopoli dove il convoglio arrivò alle 9:45 del 21. A Sebastopoli si rilevò che anche i motori elettrici erano rimasti danneggiati dall’acqua e che per almeno due mesi il battello non sarebbe potuto rientrare in servizio. Si discusse anche dell’opportunità di trasferire il battello da Sebastopoli a Costanza ma i dubbi riguardanti l’atteggiamento rumeno nei confronti degli Italiani che avevano proseguito la guerra a fianco della Germania sconsigliarono di intraprendere l’operazione. … La sola unità sovietica nei pressi (al largo di Yalta) era il sommergibile A-2 che non era impegnato in operazioni speciali né riferì di essere stato attaccato.[5]


     
             Ciò è confermato da Miroslay Morozov che nella sua lettera mi ha riferito:


     
    Attacco del 15 settembre 1943. Ho controllato attentamente i documenti sovietici e posso affermare che non una sola nave di superficie sovietica era quel giorno al largo della costa della Crimea in questa zona. C'erano sottomarini, ma non furono soggetti ad alcun attacco. Forse un sommergibile italiano ha attaccato qualche peschereccio civile tra quelli che avevano il permesso dai tedeschi di pescare al largo della Crimea.


     
    Pag. 40

    Da una correzione di Platon Alexiades:

    I primi due sommergibili ad uscire in mare il 12 settembre furono il C.B. 1 e il C.B. 4, comandati da Giovanni Re e Armando Sibille, i quali “ricevettero l’ordine di trasferirsi a Yalta dove si trasferì anche il Capo squadriglia, capitano di fregata Alberto Torri [ex comandante del sommergibile Jalea] …

    Dopo che il CB.1 aveva attaccato e ritenuto affondata la sera del 15 settembre quella che sembrava essere una grossa maona carica di rifornimenti, …

    Pag. 41 – 42

    Ma poiché non abbiamo il riscontro dalla documentazione russa sull’affondamento dei mezzi da sbarco DB e delle chiatte semoventi Bolinder, non possiamo avere la certezza che si trattasse di una nave dell’una o dell’altro tipo. Anche perche Morozov la esclude assolutamente dopo un attenta consultazione della documentazione sovietica di quel giorno 15 settembre 1943.

    Pag. 46

    I sei sommergibili italiani tipo CB (poi ridotti a cinque), la cui scarsa autonomia (60-70 miglia) non gli permetteva di operare troppo distanti dalla propria base in compiti quasi sempre di carattere antisom, affondarono soltanto un sommergibile sovietico (ShCh-203) nel periodo giugno 1941-agosto 1943, e ne colpirono altri due ciascuno con due siluri che non esplosero (L-5 e M-31) causando danni leggeri. La modesta imbarcazione piatta lunga 20 metri e senza sovrastrutture, considerata una chiatta, che sarebbe stata affondato dal CB-1 la notte del 15-16 settembre 1943 non ne è confermato il nome o il numero. I CB effettuarono sette attacchi, con un consumo di quattordici siluri, dei quali sei andarono a segno, quattro senza esplodere.

    Ho già iniziato ad apportare tutte le variazioni più importanti, e ne ho chieste altre da riportare sul mio saggio, che verrà sostituito nella mia pagina di academia edu con un esemplare più aggiornato sul problema dei CB in Mar Nero.


     
    FRANCESCO MATTESINI

    [1] Fabrizio Gatti, L’attività della 1a Squadriglia CB in Mar Nero tra il Settembre e il Dicembre 1943”,  nel sito academia edu, pagina 1, nota 1.

    [2] Ibidem. * Dopo il lancio del secondo siluro contro il sommergibile attaccato in superficie il CB-2 si immerse. Giunto a quota 17 metri da bordo fu percepito uno scoppio fortissimo che fece vibrare il CB.2. Circa un minuto dopo fu udito  un rumore come di schianto forte e prolungato. Venuto il superficie il CB-2 non trovò nella zona dell’attacco alcun segno di affondamento se non che, come annotò il comandante Russo, “passando a breve distanza dal punto dell’affondamento noto una vastissima zona nella quale il mare perde la sua forza viva, presumibilmente per nafta emesse dal sommergibile affondato.”. Quindi non vi era alcuna certezza sull’affondamento del sommergibile. Cfr. La voce del marinaio, 18.6.42 il comandante Attilio Russo, di Claudio 53 e Antonio Cimino.

    [3] Mi ha scritto Miroslav Morozov:  “Il CB-2 ha lanciato i siluri alle 05.03 ora di Berlino e anche questa è una corrispondenza esatta con i dati dell’M-31. L'unica cosa che mi confonde sono le esplosioni che si sono sentite sul sommergibile italiano. Secondo me, entrambi i siluri hanno colpito il fianco dell'M-31 e non sono esplosi, e il motivo delle esplosioni che sono state ascoltate sul CB-2 e che non hanno udito sull’M-31 non mi è chiaro. Lo stesso si può dire della macchia di nafta, che, a quanto ho capito, i marinai italiani hanno visto sul punto dove i siluri colpiscono il bersaglio. Come hai giustamente notato, i sommergibilisti sovietici furono molto fortunati e quelli italiani molto sfortunati. Né l’L-5 né l’M-31 hanno riportato gravi danni che li avrebbero costretti a essere riparati dopo questi colpi”.

    [4] AUSMM,  “Supermarina – Diario dell’Attività della 4a Flottiglia MAS dall’arrivo in Mar Nero al giorno 30 giugno 1942”, fondo,  Scontri Navali e Operazioni di Guerra, cartella n. 86. * Potrebbe trattarsi di una delle due motosiluranti sovietiche n. 73 e n. 83, della classe “MO-4”, che però risultano perdute per causa non riportata il 22 giugno.  Questa parte  va cancellata.

    [5] Il 16 settembre 1943, alle ore 10.26, il sommergibile sovietico A-2 (tenente di vascello B.S. Buyanskii) lanciò 2 siluri, che non colpirono, contro la motozattera tedesca F 369 a 12 miglia sud-sudovest di Sudak, a sud di Yalta e a 57 km ad ovest di Feodosia (Crimea), in posizione lat. 44°46’N, long. 34°45’E, che è però distante dal tratto di mare in cui si doveva trovare il CB-1, a 15 miglia a sud di Jalta. Secondo I tedeschi la F 369 vide un siluro che la mancò alle 09.35 in lat. 44°45’N, long. 34°45’, a circa 30 miglia per 55° da Yalta.  Sempre il 16 settembre 1943, in Mar Nero, il sommergibile sovietico L 6 (capitano di 3a classe B.V.Gremyako)  posò uno sbarramento di 20 mine a 20 miglia a est di Olinca (Romania), ma senza conseguire risultati. Cfr., Jurggen Rohwer, Allied Submarine attacks of World War Two. European Theatre of Operations, 1939-1945, Greenhill, London, 1997. p. 117; riportato anche  da uboat.net, Sommergibile A-2.
  12. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in ENIGMA DELL'ATTACCO DEL CB. 4 LA NOTTE DEL 15/16 SETTEMBRE 1943   
    Il 16 settembre 1943, in Mar Nero, il sommergibile sovietico L 6 (capitano di 3a classe B.V.Gremyako)  posò uno sbarramento di 20 mine a 20 miglia a est di Olinka, Non ho trovato altri dettagli. Chiedo gentilmente se qualcuno conosce quale sia la località marittima di Olinka (dovrebbe essere in  Crimea), non avendola trovata nelle carte che ho consultato.

    Grazie.

    Francesco Mattesini

     
  13. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in ENIGMA DELL'ATTACCO DEL CB. 4 LA NOTTE DEL 15/16 SETTEMBRE 1943   
    L'ipotesi é errata. Messi i punti di posizione del CB-1 e dell'A2 appare che le posizioni sono troppo distanzi. Riporto la nota che ho inseito nel saggio:
    Ricordo che i siluri italiani esplodevano soltanto se la spoletta colpiva un bersaglio. Quindi la versione di Grupsom.com appare non verosimile. Il 16 settembre 1943, alle ore 10.26, il sommergibile sovietico A-2 (comandante Buyanskii) lanciò 2 siluri, che non colpirono, contro la motozattera tedesca F 369 a 12 miglia sud-sudovest di Sudak, a sud di Yalta e a 57 km ad ovest di Feodosia (Crimea), in posizione lat. 44°45’N, long. 34°45’E, che è però distante dal tratto di mare in cui si doveva trovare il CB-1, a 15 miglia a sud di Jalta. Secondo I tedeschi la F 369 vide un siluro che la mancò alle 09.35 in lat. 44°45’N, long. 34°44’. Cfr., Jurggen Rohwer, Allied Submarine attacks of World War Two. European Theatre of Operations, 1939-1945, Greenhill, London, 1997. p. 117; riportato anche  da uboat.net, Sommergibile A-2.

    [1]
     
     
  14. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in ENIGMA DELL'ATTACCO DEL CB. 4 LA NOTTE DEL 15/16 SETTEMBRE 1943   
    Sul sito “Grupsom.com. Base Sommergibili Mediterranei” su un’azione del CB-1 del giorno  15 Settembre 1943 è scritto.
     
     
    L’ultima azione di nota dei mezzi italiani nel Mar Nero è quella riportata dal CB-1 [che] riportò l’incontro con una imbarcazione piatta di venti metri e senza sovrastruttura, scortata da unità di scorta, e con quattro uomini a bordo che indossavano tute da immersione. La chiatta sarebbe stata quindi affondata da un siluro lanciato in prossimità che danneggiò lo stesso CB-1 (con falla) il quale si immerse e sfuggì a raffiche di cariche di profondità. In realtà i Sovietici avevano in navigazione in quelle acque solo il sommergibile A-2: probabilmente lo CB-1 lanciò il siluro che esplose immediatamente dopo il lancio senza che i Sovietici se ne accorgessero [sic] ...”.
    A questa versione dell’attacco al sommergibile è riportata anche nel Diario della Seekriegsleitung (SKL), sostenendo che una nave, ritenuta un posamine, era stata attaccata dal sommergibile italiano.
    In effetti, il sommergibile sovietico A-2, doveva trovarsi nella zona del CB-1, ma secondo quanto riportato nel sito uboat.net, e qui si può avere la conferma dall’amico Platon Alexiades, il 16 settembre 1943 il sommergibile sovietico A-2 lanciò due siluri contro la motozattera tedesca F 369 a 12 miglia sud-sudovest di Sudak (Crimea), in posizione lat. 44°46’N, long. 34°46’E. Ma i siluri non colpirono la motozattera.
    Da un articolo di Storia del novecento, n. 113, riportato nel web di Italia Sociale, e dal titolo La Regia Marina in Mar Nero, risulta che nel collaborare con i tedeschi, partendo da Yalta  il C.B. 4 (guardiamarina Giovanni Re9, si trovava in una zona di operazione a sud di Yalta. Dopo che il CB.1 aveva attaccato e ritenuto affondato il 16 settembre quello che sembrava essere una grossa maona carica di rifornimenti, in cui a  causa di una falla che si era aperta nello scafo generando una grossa infiltrazione d’acqua, “lo stesso C.B.1, rischiò di affondare e il comandante fu costretto a chiedere aiuto. In soccorso giunse una motozattera tedesca che, intorno alle ore 1,00 del 16 settembre, rimorchiò l’unità italiana fino a Yalta e di qui a Sebastopoli.
    A questo punto mi chiedo: la motozattera, molto bassa sul mare, senza sovrastrutture e una piccolo torretta a poppa, è stata attaccata dal CB 1 o dal A-2, del quale non ho nessuna notizia, o da entrambi. E il siluro che avrebbe generato una grossa falla al CB-1 che rischiò di affondare, di chi era, dato che è notorio che i siluri italiani esplodevano soltanto per contatto. Anche se il siluro del CB 1 fosse esploso sul bersaglio ci sarà stata una certa distanza di lancio dall’obiettivo per avere un buon funzionamento di esplosione (come più volte si era verificato con i nostri siluri); e, infine, l’esplosione a distanza non avrebbe potuto causare i danni riportati dal CB-1.
    Se invece fosse stato il siluro dell’A-2  nel fallire la motozattera a colpire il CB.1 questo sarebbe stato polverizzato. A meno che, ed é soltanto un ipotesi, il siluro passando sulla scia del CB-1, vicino al sommergibile, fosse esploso.
    Non avendo le coordinate di attacco del CB.1 e neppure quale era il suo obiettivo; non conoscendo come fu realizzato l’attacco dell’A-2, e se vi fu da parte tedesca una reazione di fuoco col cannone e le mitragliere, che avrebbero potuto, con un colpo a segno, essere la causa della falla verificatasi sul CB 1, cosa dobbiamo pensare?
     
    Francesco, potresti sentire nuovamente gli esperti del Forum Marinarchiv. Grazie
  15. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in I SOMMERGIBILI TASCABILI ITALIANI NEL MAR NERO (Maggio 1942 – Agosto 1944)   
    Il saggio sui sommergibili CB in Mar Nero é stato ultimato e postato ieri sera, 7 ottobre 2020  Sono grato a tutti coloro che mi hanno aiutato fornendomi dati e informazioni.
    Grazie
    Franco
    I SOMMERGIBILI TASCABILI ITALIANI

                                                                                NEL MAR NERO

    (Maggio 1942 – Agosto 1944)


     

     
    FRANCESCO MATTESINI

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    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in I SOMMERGIBILI TASCABILI ITALIANI NEL MAR NERO (Maggio 1942 – Agosto 1944)   
    Il saggio si trova in:
    https://independent.academia.edu/FrancescoMattesini
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    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Citazione pubblicazioni della guerra dei sommergibili tradotte da Gougle dello storico russo Konstantin Borisovich Strelbitsky   
    Ho tradotto questo da WIKIPEDIA RUSSO, ma praticamente é la versione italiana.
     
    WIKIPEDIA RUSSO


     
    Formazione e invio

    Il piano iniziale per l'attacco della Germania all'Unione Sovietica prevedeva forze piuttosto esigue per le operazioni navali nel Mar Nero. Ma poche settimane dopo l'inizio delle ostilità, il comando tedesco si rese conto che il controllo del Mar Nero consente alle forze navali sovietiche di resistere ai tedeschi dal mare, rifornire le loro basi costiere (ad esempio, Sebastopoli) e, in caso di peggioramento della situazione, evacuare una parte significativa delle forze. Le forze insignificanti della Marina del Regno di Romania, alleate dei tedeschi e situate con accesso al Mar Nero, costrinsero il comando della Kriegsmarine ad avviare i preparativi per rafforzare la presenza delle forze navali tedesche in mare. In particolare, erano necessarie torpediniere e sottomarini. L'alleato più stretto dei tedeschi, che avevano una notevole esperienza nella costruzione e nell'uso di questi tipi di navi, era l'Italia. I tedeschi, impressionati dalle operazioni di sabotaggio compiute nel Mediterraneo dalla 10a flottiglia MAS italiana, chiesero agli italiani una flottiglia simile per dispiegarla in Crimea, con successive azioni sul Mar Nero. Forse questa fu una delle poche volte durante la seconda guerra mondiale in cui gli stessi tedeschi chiesero aiuto al loro principale alleato in Europa.

    Formulata ufficialmente il 14 gennaio 1942 dal comandante della Kriegsmarine, Grossadmiral Erich Röder, questa richiesta fu accolta favorevolmente dal comando della Regia Marina italiana. Si è deciso di creare, con la partecipazione della 10a flottiglia MAS, una flottiglia mista di siluri e armi d'assalto, inizialmente composta da quattro torpediniere MAS (organizzate nel 19 ° squadrone), cinque navi MTM esplosive e cinque nuove torpediniere di tipo MTSM. Poi furono aggiunti i primi sei esemplari dei nuovissimi sommergibili italiani della classe CB (numeri da 01 a 06) di Caproni, appena entrati in servizio. Da loro è stato formato il 1 ° squadrone di sottomarini "CB". Il Capitano Francesco Membelli è stato nominato comandante della nuova 4a Flottiglia IAS.

    La flottiglia si costituì a Venezia e salpò verso il Mar Nero il 22 aprile 1942 con l'aiuto della grande compagnia di trasporti Fumagalli di Milano. L'attrezzatura è stata trasportata via terra, attraverso il Brennero, fino a Vienna. Le barche del tipo MAS erano allo stato semi-smontato, prive della parte superiore, dei motori e delle armi, installate su appositi rimorchi, che venivano trainati da motrici. A Vienna, le barche furono spostate sul Danubio e andarono con le proprie forze al porto rumeno di Constanta, dove arrivarono il 2 maggio. Le piccole CB sono partite per ferrovia da La Spezia il 25 aprile dopo essere state alleggerite il più possibile e hanno raggiunto Costanza anche il 2 maggio. Per il trasporto di natanti galleggianti fu organizzato uno speciale Convoglio "Autocolonna Moccagatta" o Mocagatta, intitolato al Tenente Comandante della 10a Flottiglia IAS Vittorio Mokagatta, morto nell'attacco a Malta nel luglio 1941. Consisteva di 28 pezzi di equipaggiamento. Il set di attrezzature comprendeva anche l'attrezzatura per la preparazione e la manutenzione del galleggiante della flottiglia. Il 23 maggio il convoglio ha raggiunto la città occupata di Foros, sulla punta meridionale della penisola di Crimea.

    Assedio di Sebastopoli

    Trasporto di torpediniere MAS attraverso l'Europa fino al Mar Nero. 1942 anno
    Torpediniera serie MAS 500
    Piccolo sottomarino "SV" in Crimea. 1942 anno

    Il 29 maggio, le forze della 4a flottiglia completarono la loro prima missione militare nel Mar Nero (ricognizione per unità di torpediniere tedesche). Il 5 giugno, dopo aver completato l'installazione e all'arrivo del carburante necessario, i primi tre piccoli sottomarini CB furono inviati da Constanta a Yalta. Durante la transizione, CB 2 ha effettuato un attacco senza successo a un sottomarino sovietico. Gli altri tre OC hanno raggiunto Yalta l'11 giugno. Il 13 giugno, il sottomarino SV 5, quando era all'ancora a Yalta, fu affondato da una torpediniera sovietica, che entrò nel porto sotto la copertura di un attacco aereo, ma l'equipaggio della barca sopravvisse. La 4a Flottiglia fu immediatamente inviata a combattere le navi che rifornivano la Sebastopoli assediata, il porto e la base militare più importante e chiave della Flotta del Mar Nero, che le forze tedesco-rumene avevano assediato dall'ottobre 1941. Il 10 giugno, MTSM 216 ha attaccato il cacciatorpediniere sovietico Tashkent vicino a Sebastopoli. Tuttavia, l'attacco non ha avuto luogo: il siluro lanciato dalla barca non è esploso. Anche senza successo fu l'attacco del MTSM 210 il giorno successivo contro una nave leggera sovietica.

    Il 15 e 18 giugno, durante le imboscate notturne al largo di Sebastopoli, i piccoli sottomarini italiani CB 3 CB 2 affondarono due sottomarini sovietici, anche se i dati differiscono. Secondo alcune fonti, si trattava dei sottomarini Shch-213 e Shch-214 o Shch-208 e S-32 (altre fonti attribuiscono il loro affondamento da aerei tedeschi).

    Il 18 giugno si è verificata una collisione che ha coinvolto due imbarcazioni MAC e un convoglio navale sovietico composto da diverse chiatte accompagnate da sei cannoniere: le chiatte sono state affondate, mentre il tenente della barca MAC 571 è rimasto ferito a morte. Tra il 27 e il 28 giugno, le unità italiane erano impegnate a simulare un tentativo di atterraggio lungo la punta meridionale della Crimea per distrarre i difensori sovietici da un assalto anfibio tedesco attraverso la baia di Severnaya. Qui, gli italiani per l'unica volta sul Mar Nero hanno coinvolto l'esplosione di barche MTM. Il 29 giugno 1942, una MTM 80 fu lanciata e fatta esplodere vicino al porto di Balaklava, vicino alla 18esima batteria della guardia costiera. In totale, dal maggio 1942 alla fine dell'assedio di Sebastopoli il 4 luglio, le torpediniere MAS fecero 65 uscite di combattimento, mentre le barche MTSM ei sottomarini CB fecero rispettivamente 56 e 24 uscite di combattimento.
    Operazioni sulla costa orientale

    A luglio, la 4a flottiglia ha iniziato a spostarsi nella parte orientale del bacino del Mar Nero e nel Mar d'Azov, a sostegno delle forze dell'Asse durante l'operazione in corso per catturare il Caucaso. Inoltre, a Yalta, e nel porto di Feodosia, furono fissate le basi della 4a flottiglia, la cui composizione fu rifornita con altre quattro barche MAS provenienti dall'Italia. Nella notte dal 2 al 3 agosto 1942, MAS 573 e 568 riuscirono a danneggiare in modo significativo l'incrociatore Molotov e il cacciatorpediniere conduttore Kharkiv a sud-ovest di Kerch: MAS-568 riuscì a colpire la Molotov con un siluro, provocando gravi danni a poppa , e in "Kharkov" è stato leggermente danneggiato dalle cariche di profondità. Molotov riuscì ad arrivare a Batumi, dove rimase fuori uso per riparazioni fino alla fine di luglio 1943.

    Il 6 settembre, il MAC 568 ha affondato un piroscafo con un dislocamento di circa 3.000 tonnellate a sud di Anapa. Il 9 settembre due barche MAS 571 e 573 furono affondate all'ancora a Yalta da un raid aereo sovietico, che danneggiò anche le altre tre unità italiane: per sostituire le due barche perdute, nell'ottobre 1942 arrivarono dall'Italia diversi nuovi MAS. In connessione con l'offensiva delle forze "dell'Asse" nella Russia meridionale, è stato proposto che quattro torpediniere MAS e mezzi speciali potessero essere inviati nel Mar Caspio, tuttavia, un brusco cambiamento nella situazione strategica con il corso della battaglia di Stalingrado non ha permesso l'attuazione di questi piani. Le attività della 4a flottiglia nel Mar Nero negli ultimi mesi del 1942 e all'inizio del 1943 andarono senza molto successo e furono ostacolate dalla mancanza di carburante per le operazioni. Il 12 maggio 1943, la torpediniera MAS 572 fu persa dopo una collisione con la MAS 566 per errore a causa della fitta nebbia.

    Dopo una serie di discussioni tra italiani e tedeschi, iniziate già nel gennaio 1943, a maggio si decise di porre fine alla partecipazione dell'Italia alle operazioni sul Mar Nero: dopo l'ultima operazione al largo delle coste sovietiche il 13 maggio, le sette navi MAS rimanenti furono consegnate entro il 20 maggio e trasferite al servizio dei tedeschi. al porto di Yalta. La Kriegsmarine ha utilizzato i propri equipaggi tedeschi addestrati per operare queste navi in Italia. Le attrezzature speciali della colonna "Mokkagatta" praticamente non si sono più mostrate dopo la fine dell'assedio di Sebastopoli ed erano già state restituite alla loro patria, a partire dal marzo 1943. La Marina Militare Italiana e la Kriegsmarine non sono riuscite a trovare un accordo sulla compravendita dei piccoli sommergibili "CB", che, dopo un periodo di lavoro e riposo nel porto di Constanta, hanno continuato a lavorare nel Mar Nero con equipaggi italiani. Il 26 agosto, il CB 4 affondò un sottomarino sovietico Sch-203 vicino a Evpatoria.

    Dopo la resa dell'Italia l'8 settembre 1943, i tedeschi catturarono il sottomarino italiano

     
  18. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Citazione pubblicazioni della guerra dei sommergibili tradotte da Gougle dello storico russo Konstantin Borisovich Strelbitsky   
    Caro Francesco.
    Ho trovato uno degli articoli, ma il risultato é quello che segue. L'elenco delle pubblicazione é in lingua russa. Trovare qualcosa non sarà facile. Segue la parte originale.
    Franco
     
    Biografia

    Konstantin Borisovich Strelbitsky è nato il 23 settembre 1966 nella città di Mosca. Il rappresentante della vecchia famiglia dei boiardi di Strelbitsky, i cui rappresentanti alla fine del XVIII secolo confermarono la loro nobile origine nella Rubernia Podolsk dell'Impero russo. Dopo l'approvazione presso il Dipartimento di araldica del Senato governativo, la famiglia Strelbitsky è stata inclusa nella VI parte del libro di genealogia della provincia di Podolsk.

    Nel 1983 si è diplomato al liceo.
    1984 - il primo corso del dipartimento a tempo pieno della facoltà di storia dell'Università di Mosca; nel 1990 - Facoltà di Storia.
    Nel 1984-1986. - un coscritto. Dopo essersi diplomato, entrò nel dipartimento a tempo pieno della Facoltà di Storia, fu espulso per fallimento accademico, ma prese un congedo accademico e fu arruolato nell'esercito, servito nelle unità ausiliarie dell'Air Force, nel grado di grado e file. Alla fine del servizio è rientrato nel reparto a tempo pieno, con la perdita del corso.
    1986-1990 - studente a tempo pieno del dipartimento di storia [Università statale di Mosca], diploma - storico.
    Dal 1989 svolge attività di ricerca nei principali archivi statali e dipartimentali dell'URSS e della Russia, inclusi i militari: RGAVMF, RGVA, TsVMA, TsAMO, TsAFPS, ecc.
    Dal 2000 - un attivista del movimento di ricerca. Era l'unico rappresentante della comunità di ricerca russa nelle file delle spedizioni per cercare, trovare ed esaminare le navi da guerra fluviali della flottiglia militare di Pinsk che furono uccise nel 1941 - i monitor "Smolensk", "Vinnitsa" e la barca blindata n. 205.
    Partecipante alle indagini storico-militari delle isole di Konevets sul Lago Ladoga e Gogland nel Golfo di Finlandia.
    È stato consulente scientifico per spedizioni ai sottomarini L-24, M-97, S-8, S-10, Shch-212, trasporto "Rodina", così come a una serie di altre navi e navi affondate.
    Pubblica attivamente dal 1990, anche sui media di Polonia, paesi scandinavi e Bielorussia. Oggi - l'autore di circa trecento pubblicazioni sulla storia militare in russo, bielorusso, polacco, finlandese e svedese. Autore di una serie di libri di riferimento, comprese due edizioni di "Martyrology of the Black Sea Submariners of the Fatherland (1909-1945)".
    L'autore e compilatore dell'esclusivo Computer Database "Elenco alfabetico dei sottomarini della Marina russa e sovietica che morirono nel 1904-2008", lanciato nel 1998 e che include oggi dati di riferimento su oltre cinquemila marinai morti per la madrepatria.
    “Tre dei miei zii e mio fratello hanno dato la vita al servizio della Flotta della Patria, quindi prendo particolare attenzione a perpetuare la memoria dei marinai perduti. Su mia iniziativa e con la mia partecipazione diretta, sono state installate targhe commemorative per i connazionali deceduti sui sottomarini e sulla corazzata Novorossiysk (Kiev, Ucraina), croci commemorative con targhe ai membri morti dell'equipaggio di monitoraggio di Vinnitsa (villaggio Novaya Belitsa, distretto di Svetlogorsk Regione di Gomel in Bielorussia) e marinai della famiglia Belkin (il villaggio di Vvedenie, regione di Yaroslavl, regione di Yaroslavl). Presto grande attenzione allo studio della Necropoli Marina della Patria ".
    Redattore capo dell'almanacco "Secrets of Submarine War". Vice redattore capo, redattore scientifico degli almanacchi storici dell'informazione "Submariner of Russia" e "For the Fleet!" Membro dei comitati editoriali delle riviste storiche marine "Naval" e "Okrety Wojenny" (Polonia).


     
    Elenco delle pubblicazioni sulla storia della flotta
    Libri e opuscoli


    • Perdite di flotte nemiche nel teatro delle operazioni marittime della Grande Guerra Patriottica 1941-1945 (Edizione di riferimento). - Leopoli, 1992 - 88 p. (Co-autore con S. V. Bogatyrev; versione Internet.
    • Perdite del nemico nel teatro delle operazioni marittime e lacustri dell'Europa orientale nel 1941-1945. e in Estremo Oriente nell'agosto 1945: Cronaca storica. Problema 1. Perdite del nemico sul teatro delle operazioni Mar Nero-Azov e sul Danubio inferiore nel 1941 - Lvov, 1994. - 12 p. (Co-autore con S. V. Bogatyrev).
    • Anche. Problema 2. Perdite del nemico sul teatro delle operazioni Mar Nero-Azov e sul Danubio inferiore nel 1942 - Lvov, 1994. - 12 p. (Co-autore con S. V. Bogatyrev).
    • Anche. Problema 3. Perdite del nemico nel teatro delle operazioni Mar Nero-Azov e sul Danubio inferiore nel 1943 - Lvov, 1994. - 12 p. (Co-autore con S. V. Bogatyrev).
    • Perdite della Marina russa durante la prima guerra mondiale 1914-1918 (Riferimento). - Leopoli, 1994. - 40 p.
    • Perdite di avversari della Marina Sovietica 1918-1940 (Manuale). - Leopoli, 1995. - 32 p. (in polacco - Straty przeciwnikow sowieckich sil morskich w latach 1918-1940. - "Przeglad Morski", 1996, n. 1. - S. 81 - 96)
    • Agosto 1945: Guerra in mare sovietico-giapponese - Il prezzo della vittoria (Manuale sulle perdite delle flotte sovietiche, giapponesi e Manciù durante le ostilità nell'Oceano Pacifico e nel bacino dell'Amur dal 9 agosto al 3 settembre 1945). - Leopoli, 1996 .-- 56 p. (Ci sono una serie di collegamenti su Internet per scaricare una scansione di questo manuale)
    • Resoconto di combattimento dei sommergibilisti sovietici 1918-1945 (Manuale). - "Secrets of Submarine Warfare: Issue 3". - Leopoli, 1998 .-- 84 p. (ci sono una serie di link su Internet per scaricare una scansione di questo manuale)
    • Viaggia lungo la Yauza. Raccolta di saggi su un progetto scientifico ed educativo ambientale. - M., 1999 .-- 96 p. (Co-autore con un gruppo di altri autori).
    • Martirologio dell'emigrazione navale russa secondo le pubblicazioni del 1920-2000. - M; Feodosia, 2001 - 192 p. (In collaborazione con I. M. Alabin, V. V. Lobytsyn, A. Yu. Savin).
    • Cittadino della città di Bely Ivan Pavlovich Markelov (1864-1942). - M., 2002 - 40 p. (Compilato e scritto in collaborazione con I.P. Markelov, O. A. Bordyukov e G. A. Krylov).
    • Collezione Bizertinsky Marine 1921-1923: pagine selezionate. - M., 2003 .-- 530 p. (Compilazione e commenti in collaborazione con un gruppo di altri autori).
    • Rimase per sempre nelle profondità del Mar Nero ... Martirologio dei sommergibilisti della Patria del Mar Nero (1909-1945). - M., 2003 - 156 p.
    • In nome della Russia: Martirologio dei sommergibilisti della Patria del Mar Nero (1909-1945). ("Submariner of Russia", 2003, numero speciale). - M., 2003 .-- 196 p.
    • Marina russa e territorio di Ryazan: esperienza del dizionario storico ed enciclopedico. Ed., Comp. Prof. B.V. Gorbunova. - Ryazan, 2011 - 448 p. (coautore con un gruppo di altri autori). Elenco delle pubblicazioni sulla storia della flotta
    Libri e opuscoli
    • Perdite di flotte nemiche nel teatro delle operazioni marittime della Grande Guerra Patriottica 1941-1945 (Edizione di riferimento). - Leopoli, 1992 - 88 p. (Co-autore con S. V. Bogatyrev; versione Internet.
    • Perdite del nemico nel teatro delle operazioni marittime e lacustri dell'Europa orientale nel 1941-1945. e in Estremo Oriente nell'agosto 1945: Cronaca storica. Problema 1. Perdite del nemico sul teatro delle operazioni Mar Nero-Azov e sul Danubio inferiore nel 1941 - Lvov, 1994. - 12 p. (Co-autore con S. V. Bogatyrev).
    • Anche. Problema 2. Perdite del nemico sul teatro delle operazioni Mar Nero-Azov e sul Danubio inferiore nel 1942 - Lvov, 1994. - 12 p. (Co-autore con S. V. Bogatyrev).
    • Anche. Problema 3. Perdite del nemico nel teatro delle operazioni Mar Nero-Azov e sul Danubio inferiore nel 1943 - Lvov, 1994. - 12 p. (Co-autore con S. V. Bogatyrev).
    • Perdite della Marina russa durante la prima guerra mondiale 1914-1918 (Riferimento). - Leopoli, 1994. - 40 p.
    • Perdite di avversari della Marina Sovietica 1918-1940 (Manuale). - Leopoli, 1995. - 32 p. (in polacco - Straty przeciwnikow sowieckich sil morskich w latach 1918-1940. - "Przeglad Morski", 1996, n. 1. - S. 81 - 96)
    • Agosto 1945: Guerra in mare sovietico-giapponese - Il prezzo della vittoria (Manuale sulle perdite delle flotte sovietiche, giapponesi e Manciù durante le ostilità nell'Oceano Pacifico e nel bacino dell'Amur dal 9 agosto al 3 settembre 1945). - Leopoli, 1996 .-- 56 p. (Ci sono una serie di collegamenti su Internet per scaricare una scansione di questo manuale)
    • Resoconto di combattimento dei sommergibilisti sovietici 1918-1945 (Manuale). - "Secrets of Submarine Warfare: Issue 3". - Leopoli, 1998 .-- 84 p. (ci sono una serie di link su Internet per scaricare una scansione di questo manuale)
    • Viaggia lungo la Yauza. Raccolta di saggi su un progetto scientifico ed educativo ambientale. - M., 1999 .-- 96 p. (Co-autore con un gruppo di altri autori).
    • Martirologio dell'emigrazione navale russa secondo le pubblicazioni del 1920-2000. - M; Feodosia, 2001 - 192 p. (In collaborazione con I. M. Alabin, V. V. Lobytsyn, A. Yu. Savin).
    • Cittadino della città di Bely Ivan Pavlovich Markelov (1864-1942). - M., 2002 - 40 p. (Compilato e scritto in collaborazione con I.P. Markelov, O. A. Bordyukov e G. A. Krylov).
    • Collezione Bizertinsky Marine 1921-1923: pagine selezionate. - M., 2003 .-- 530 p. (Compilazione e commenti in collaborazione con un gruppo di altri autori).
    • Rimase per sempre nelle profondità del Mar Nero ... Martirologio dei sommergibilisti della Patria del Mar Nero (1909-1945). - M., 2003 - 156 p.
    • In nome della Russia: Martirologio dei sommergibilisti della Patria del Mar Nero (1909-1945). ("Submariner of Russia", 2003, numero speciale). - M., 2003 .-- 196 p.
    • Marina russa e territorio di Ryazan: esperienza del dizionario storico ed enciclopedico. Ed., Comp. Prof. B.V. Gorbunova. - Ryazan, 2011 - 448 p. (coautore con un gruppo di altri autori).

    (collegamento inaccessibile) (collegamento inaccessibile); in Internet sono presenti numerosi collegamenti per scaricare una scansione di questo materiale; in polacco - Okręty i statki Flotylli Sungarskiej w 1929 roku (in polacco - navi e cortili della flottiglia Sungarsky nel 1929). - "Okręty Wojenne", 1999, Numer specjalny. - S. 23 - 25)
    • Treni blindati della flottiglia Azov. - "Lokotrans", 1997, n. 3 (21). - pagg. 10-11.
    • Rimase per sempre in mare ... (Sottomarini della Marina Sovietica, persi durante la Seconda Guerra Mondiale 1939-1945). - "Secrets of submarine war-4: pagine poco conosciute della seconda guerra mondiale in mare 1939-1945". - Lviv, 1996. - pp. 5 - 23 (in collaborazione con P. V. Bozhenko e A. A. Smagin; in polacco - Radzieckie okręty podwodne utracone w czasie II wojny swiatowej w latach 1939-1945. - "Okręty Wojenne ", 1999, n. 2 (30). - pag. 32 - 35).
    • Affondato dalla flotta sovietica. - Nello stesso posto. - S. 24 - 27.
    • Navi da guerra turche durante la guerra del 1877-1878 sul Danubio. - "Breeze", 1997, n. 6 (18). - С.6-12 (versione Internet - (collegamento inaccessibile) (collegamento inaccessibile); ci sono una serie di collegamenti su Internet per scaricare una scansione di questo materiale)
    • Ancora una volta sull'esplosione dell'incrociatore "Kirov" da parte di una mina nell'ottobre 1945. - "Pagine di storia marina", n. 3. - P. 20.
    • Distaccamento di addestramento delle navi del fiume Volga. - Nello stesso posto. - S. 48 - 49.
    • "White Spot" di Moonsund. - "Collezione Marine", 1998, n. 12. - P.72 - 73.
    • "Pigmeo" è affondato in acqua. - "Military Parade", 1999, n. 1 (31). - P. 80 - 82. (Versioni Internet - [3], azovmar.com ›articles.php? Article_id = 199, [4], [5]; ci sono una serie di collegamenti su Internet per scaricare una scansione di questo materiale. Versione inglese dell'articolo - “Pigmei svanì senza lasciare traccia.” - “Military Parade”, 1999, N. 1 (31) - P.66 - 68, versione Internet - [6]; una versione abbreviata dell'articolo - “Pigmey” è affondato in acqua. Sommergibilisti italiani e tedeschi impararono dai costruttori navali sovietici - "Independent Military Review", 1999, n. 29 (152).
    • C'era una linea principale attraverso Ezel Island? - "Lokotrans", 1999, n. 4 (34). - С.8 (versione Internet - (collegamento inaccessibile) (collegamento inaccessibile))
    • Gli svedesi li hanno trovati. È nostro dovere preservarne la memoria. - "Novye Izvestia", 21 agosto 1999 (n. 153 (439); versione Internet - [7])
    • L'ultima campagna S-8 si è conclusa a Öland? - "Novye Izvestia", 26 agosto 1999 (n. 156 (442).
    • Sottomarini in fondo al mare. - "Mare", 1999, n. 10. - P.36 - 38.
    • Martirologio dei sottomarini russi e sovietici morti 1904-1991. - "Secrets of Submarine War-5". - P.5 - 22 (Co-autore con P. V. Bozhenko, A. F. Voronov e A. A. Smagin).
    • La sorte dell'equipaggio del sottomarino S-11: nuovi reperti negli archivi. - Nello stesso posto. - P.52 - 59 (Ristampa: "Flotta sottomarina", n. 9. - P. 25 - 27; Versione Internet - (link inaccessibile) (link inaccessibile))
    • La guerra che non ha avuto luogo. Nel 1941, l'Armata Rossa si stava preparando per un'offensiva, non una difesa. - "Book Review Ex libris NG", n. 40 (112), 14.10.1999. - С.5 (versione Internet - [8])
    • Anno 1940: sottomarini britannici e francesi sul Mar Nero? - "Secrets of Submarine War-6", Lvov, 2000. - P. 5-8.
    • Perso nei teatri della Grande Guerra Patriottica. - Nello stesso posto. - S. 8 - 18.
    • Baltico. 1941: sottomarini in difesa di Moonsund. - Nello stesso posto. - pp. 19 - 29 (revisione dell'autore - "Submariner of Russia", 2002, n. 1, pp. 116-126; versione Internet - (link inaccessibile) (link inaccessibile))
    • Unità ferroviarie posteriori e suddivisioni della Marina Sovietica durante la Grande Guerra Patriottica del 1941-45. - "Lokotrans", 2000, n. 4 (42). - S. 9.
    • Nuovi ritrovamenti nella parte inferiore del Baltico. Chi è il prossimo? - "Nuova Izvestia", n. 105 (636). - 2000, 17 giugno (versione Internet - [9])
    • Le battaglie per l'isola di Vormsi nel 1941. - "Citadel", 2000, n. 1 (9). - P. 3 - 12. (versione Internet - [10], [11],

    12], (link inaccessibile) (link inaccessibile))
    • Sottomarini russi e sovietici smarriti scoperti sul fondo del Mar Baltico nel 1990-2000 (materiale di riferimento). - "Secrets of submarine war-7: Little-known pages of submarine war 1914-1945", Lvov, 2000. - pp. 5 - 7.
    • Guerra sottomarina fallita nella giungla amazzonica. - Nello stesso posto. - P.20 - 23.
    • Due sottomarini contro le "Sette Province". - Nello stesso posto. - S. 23 - 25.
    • Il destino dei primi sottomarini cinesi. - Nello stesso posto. - S. 30 - 32.
    • Non ha partecipato alla guerra dei sottomarini ... (Materiale di riferimento). - Nello stesso posto. - S. 32 - 34.
    • Battelli corazzati fluviali del tipo Bars. - "I marinai nella guerra civile: collezione". - M., 2000 .-- S. 28.
    • Punteggio di battaglia dei sottomarini russi (1914-1917). - "Secrets of submarine war-8: Little-known pages of submarine warfare of the ventesimo secolo", Lvov, 2000. - p. 5-15 (revisione dell'autore - "Submariner of Russia", 2002, n. 1, p. 78-93, ristampa con abbreviazioni - "Le forze sottomarine della Russia 1906-2006", M., 2006, p. 173)
    • Tutti i sottomarini americani persi (1915-1988). - Nello stesso posto. - P. 15-22 (In collaborazione con A.F. Voronov e V. B. Filippov).
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    • Postfazione al destino di "Kitoboy". - In: N. A. Bogolyubov "Kitboy" a guardia dell'onore della bandiera di Andreevsky. - SPb., 2000 .-- S. 55-56.
    • Partecipazione degli idrografi KBF alla difesa delle Isole Moonsund nel settembre-ottobre 1941. - "Navigation and Hydrography", 1999, No. 9. - P.111 - 114 (versione Internet - (link inaccessibile) (link inaccessibile), [13])
    • Spagna. 1936-1939: Guerra civile in mare: perdite di navi e navi delle parti in guerra e degli stati neutrali. - "Breeze", 1999, n. 2 (26). - P.21-28 (versione Internet - [14]; ci sono numerosi collegamenti su Internet per scaricare una scansione di questo materiale)
    • Navi idrografiche della Marina dell'URSS, che furono perse durante la Grande Guerra Patriottica del 1941-1945. - "Navigazione e idrografia", 2000, n. 10. - P.150 - 153 (versione Internet - (collegamento inaccessibile) (collegamento inaccessibile))
    • Al 60 ° anniversario della prima campagna militare del "Submariner No. 1". - "Secrets of Submarine War-9: Little-Known Pages of the Twentieth Century Submarine War", Lvov, 2001. - P. 5 - 10 (versione Internet - [15] (link inaccessibile))
    • Tutti i sottomarini britannici persi (1904-1971). - Nello stesso posto. - P. 11-22 (In collaborazione con A.F. Voronov e V. B. Filippov).
    • Tutti gli attacchi e le vittorie del "Submariner No. 1". - "I segreti della guerra dei sottomarini-11: pagine poco conosciute della guerra dei sottomarini del XX secolo", Lvov, 2001. - pp. 6 - 7.
    • Tutti i sottomarini giapponesi persi (1910-1945). - Nello stesso posto. - pp. 20 - 32 (in collaborazione con A.F. Voronov e V. B. Filippov).
    • Il migliore in ogni flotta di sottomarini nella seconda guerra mondiale. - Nello stesso posto. - pagg. 32-34.
    • Torpedo - da solo! - Nello stesso posto. - pagg. 34-37.
    • Tutti i sottomarini italiani persi (1909-1945). - "Segreti di guerra sottomarina-10: pagine poco conosciute di guerra sottomarina del ventesimo secolo", Lvov, 2001. - pp. 7-21 (Co-autore con AF Voronov e VB Filippov).
    • Enigmi dell'ultimo viaggio del sottomarino Kalev. - Nello stesso posto. - S. 21 - 36.
    • Vittime di guerra sottomarina (navi e navi sovietiche. Affondate da sottomarini nemici durante la seconda guerra mondiale 1939-1945). - Nello stesso posto. - S. 36 - 46.
     
    (недо­ступ­ная ссыл­ка) (недо­ступ­ная ссылка); в Ин­тер­не­те име­ет­ся ряд ссы­лок для ска­чи­ва­ния скана этого ма­те­ри­а­ла; на поль­ском языке — Okręty i statki Flotylli Sungarskiej w 1929 roku (на поль­ском языке — Ко­раб­ли и суда Сун­га­рий­ской фло­ти­лии в 1929 году). — «Okręty Wojenne», 1999, Numer specjalny. — S. 23 — 25)
    Бронепоезда Азовской флотилии. — «Локотранс», 1997, № 3 (21). — С.10 — 11. Навечно остались в море… (Подводные лодки Советского ВМФ, погибшие в период Второй Мировой войны 1939—1945 годов). — «Тайны подводной войны-4: Малоизвестные страницы Второй Мировой войны на море 1939—1945 гг.». — Львов, 1996. — С.5 — 23 (В соавторстве с П. В. Боженко и А. А. Смагиным; на польском языке — Radzieckie okręty podwodne utracone w czasie II wojny swiatowej w latach 1939—1945. — «Okręty Wojenne», 1999, № 2 (30). — S. 32 — 35). Потоплены Советским Флотом. — Там же. — С. 24 — 27. Турецкие военные корабли периода войны 1877—1878 годов на Дунае. — «Бриз», 1997, № 6 (18). — С.6 — 12 (Интернет-версия — (недоступная ссылка) (недоступная ссылка); в Интернете имеется ряд ссылок для скачивания скана этого материала) Ещё раз о подрыве крейсера «Киров» на мине в октябре 1945 года. — «Страницы морской истории», № 3. — С. 20. Учебный отряд кораблей реки Волга. — Там же. — С. 48 — 49. «Белое пятно» Моонзунда . — «Морской сборник», 1998, № 12. — С.72 — 73. «Пигмей» как в воду канул. — «Военный парад», 1999, № 1 (31). — С.80 — 82. (Интернет-версии — [3], azovmar.com›articles.php?article_id=199, [4], [5]; в Интернете имеется ряд ссылок для скачивания скана этого материала. Английский вариант статьи — «Pigmei vanisched without a trace». — «Military Parade», 1999, № 1 (31). — P.66 — 68, Интернет-версия — [6]; сокращённый вариант статьи — «Пигмей» как в воду канул. Итальянские и немецкие подводники учились у советских судостроителей. — «Независимое военное обозрение», 1999, № 29 (152). Существовала ли железнодорожная магистраль через остров Эзель? — «Локоторанс», 1999, № 4 (34). — С.8 (Интернет-версия — (недоступная ссылка) (недоступная ссылка)) Шведы их нашли. Наш долг сохранить память о них. — «Новые Известия», 1999, 21 августа (№ 153(439); Интернет-версия — [7]) Последний поход «С-8» закончился у Эланда? — «Новые Известия», 1999, 26 августа (№ 156(442). Подводные лодки на дне моря. — «Море», 1999, № 10. — С.36 — 38. Мартиролог погибших русских и советских подводных лодок 1904—1991. — «Тайны подводной войны-5». — С.5 — 22 (В соавторстве с П. В. Боженко, А. Ф. Вороновым и А. А. Смагиным). Судьба экипажа подводной лодки С-11: новые находки в архивах. — Там же. — С.52 — 59 (Перепечатка: «Подводный флот», № 9. — С. 25 — 27; Интернет-версия — (недоступная ссылка) (недоступная ссылка)) Война, которая не состоялась. В 1941 году Красная Армия готовилась к наступлению, а не к обороне. — «Книжное обозрение Ex libris НГ», № 40 (112), 14.10.1999. — С.5 (Интернет-версия — [8]) Год 1940-й: английские и французские субмарины на Чёрном море? — «Тайны подводной войны-6», Львов, 2000. — С. 5 −8. Потеряны на театрах Великой Отечественной. — Там же. — С. 8 — 18. Балтика. Год 1941-й: подводники в обороне Моонзунда. — Там же. — С. 19 — 29 (авторская переработка — «Подводник России», 2002, № 1, с. 116—126; Интернет-версия — (недоступная ссылка) (недоступная ссылка)) Тыловые железнодорожные части и подразделения Советского Военно-Морского Флота периода Великой Отечественной войны 1941 — 45 гг. — «Локотранс», 2000, № 4 (42). — С. 9. Новые находки на дне Балтики. Кто следующий? — «Новые Известия», № 105(636). — 2000, 17 июня (Интернет-версия — [9]) Бои за остров Вормси в 1941 году. — «Цитадель», 2000, № 1(9). — С. 3 — 12. (Интернет-версия — [10], [11], [12], (недо­ступ­ная ссыл­ка) (недо­ступ­ная ссылка))
    Погибшие русские и советские подводные лодки, обнаруженные на дне Балтийского моря в 1990—2000 годах (справочный материал). — «Тайны подводной войны-7: Малоизвестные страницы подводной войны 1914—1945», Львов, 2000. — С. 5 — 7. Несостоявшаяся подводная война в джунглях Амазонии. — Там же. — С.20 — 23. Две подводные лодки против «Семи провинций». — Там же. — С. 23 — 25. Судьба первых китайских подводных лодок. — Там же. — С. 30 — 32. В подводной войне не участвовали… (Справочный материал). — Там же. — С. 32 — 34. Речные бронекатера типа «Барс». — «Моряки в Гражданской войне: Сборник». — М., 2000. — С. 28. Боевой счёт русских подводников (1914—1917). — «Тайны подводной войны-8: Малоизвестные страницы подводной войны ХХ века», Львов, 2000. — С. 5 — 15 (авторская переработка — «Подводник России», 2002, № 1, с. 78 — 93, перепечатка с сокращениями — «Подводные силы России 1906—2006», М., 2006, с.173) Все потерянные американские подводные лодки (1915—1988). — Там же. — С. 15 — 22 (В соавторстве с А. Ф. Вороновым и В. Б. Филипповым). Проблемы изучения истории Черноморского флота периода Второй мировой войны 1939—1945 гг. — "Черноморский флот в судьбе России. Международная конференция «Чёрное море и Флот: история и современность», Крым, Симферополь, 26 октября — 1 ноября 1997 г.: Материалы. — Симферополь, 2000. — С. 140—143. Послесловие к судьбе «Китобоя». — В: Н. А. Боголюбов «Китобой» на страже чести Андреевского флага. — СПб., 2000. — С. 55 — 56. Участие гидрографов КБФ в обороне Моонзундских островов в сентябре — октябре 1941 года. — «Навигация и гидрография», 1999, № 9. — С.111 — 114 (Интернет-версия — (недоступная ссылка) (недоступная ссылка), [13]) Испания. 1936—1939 годы: Гражданская война на море: Потери кораблей и судов воюющих сторон и нейтральных государств. — «Бриз», 1999, № 2 (26). — С.21 — 28 (Интернет-версия — [14]; в Интернете имеется ряд ссылок для скачивания скана этого материала) Гидрографические суда ВМФ СССР, погибшие в период Великой Отечественной войны 1941—1945 гг. — «Навигация и гидрография», 2000, № 10. — С.150 — 153 (Интернет-версия — (недоступная ссылка) (недоступная ссылка)) К 60-летию первого боевого похода «Подводника № 1». — «Тайны подводной войны-9: Малоизвестные страницы подводной войны ХХ века», Львов, 2001. — С. 5 — 10 (Интернет-версия — [15] (недоступная ссылка)) Все потерянные английские подводные лодки (1904—1971). — Там же. — С. 11 — 22 (В соавторстве с А. Ф. Вороновым и В. Б. Филипповым). Все атаки и победы «Подводника № 1». — «Тайны подводной войны-11: Малоизвестные страницы подводной войны ХХ века», Львов, 2001. — С. 6 — 7. Все потерянные японские подводные лодки (1910—1945). — Там же. — С. 20 — 32 (В соавторстве с А. Ф. Вороновым и В. Б. Филипповым). Лучшие в каждом подводном флоте во Второй Мировой войне. — Там же. — С.32 — 34. Торпедой — по своим! — Там же. — С.34 — 37. Все потерянные итальянские подводные лодки (1909—1945). — «Тайны подводной войны-10: Малоизвестные страницы подводной войны ХХ века», Львов, 2001. — С. 7 — 21 (В соавторстве с А. Ф. Вороновым и В. Б. Филипповым). Загадки последнего похода подводной лодки «Калев». — Там же. — С. 21 — 36. Жертвы подводной войны (Советские корабли и суда. потопленные подводными лодками противника в период Второй Мировой войны 1939—1945 годов). — Там же. — С. 36 — 46.

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    Francesco Mattesini got a reaction from Platon Alexiades in I SOMMERGIBILI TASCABILI ITALIANI NEL MAR NERO (Maggio 1942 – Agosto 1944)   
    Il saggio si trova in:
    https://independent.academia.edu/FrancescoMattesini
  20. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from Giuseppe Garufi in I SOMMERGIBILI TASCABILI ITALIANI NEL MAR NERO (Maggio 1942 – Agosto 1944)   
    Il saggio sui sommergibili CB in Mar Nero é stato ultimato e postato ieri sera, 7 ottobre 2020  Sono grato a tutti coloro che mi hanno aiutato fornendomi dati e informazioni.
    Grazie
    Franco
    I SOMMERGIBILI TASCABILI ITALIANI

                                                                                NEL MAR NERO

    (Maggio 1942 – Agosto 1944)


     

     
    FRANCESCO MATTESINI

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    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Danneggiamento del cacciasommergibile sovietico SKA-0132   
    Caro Francesco, qui di seguito abbiamo una novità, che mette in dubbio quello abbiamo trattato sulle fonti tedesche e russe. Si trova su WIKIPEDIA, 4a  Flottiglia MAS. Il che complica la mia ultima parte del saggio che stò compilando:

    “Dopo una serie di discussioni tra italiani e tedeschi iniziate già in gennaio, nel maggio 1943 fu convenuto di terminare la partecipazione italiana alle operazioni nel teatro del Mar Nero: dopo un'ultima missione al largo delle coste sovietiche il 13 maggio, i sette superstiti MAS furono consegnati il 20 maggio alle autorità tedesche nel porto di Jalta, e la Kriegsmarine provvide ad armarli con equipaggi nel frattempo addestrati in Italia; i mezzi speciali della colonna "Moccagatta", di fatto scarsamente impiegati dopo la fine dell'assedio di Sebastopoli, erano nel frattempo già stati fatti rientrare in patria a partire dal marzo 1943. Regia Marina e Kriegsmarine non riuscirono a pervenire a un accordo per la cessione dei CB, i quali, dopo un periodo di lavori e riposo nel porto di Costanza, continuarono a operare in Mar Nero con equipaggi italiani ridislocandosi nel luglio 1943 a Sebastopoli; il 26 agosto il CB 4 ottenne un ultimo successo affondando il sommergibile sovietico Šč-203 al largo di Eupatoria.[15][16]

    L'annuncio dell'Armistizio di Cassibile l'8 settembre 1943 colse i sommergibili italiani nella loro base di Sebastopoli: gli equipaggi continuarono a operare a fianco dei tedeschi fino al 29 novembre, quando tutti i battelli furono trasferiti a Costanza dove il personale fu internato dalle autorità romene; dopo lunghe e complesse trattative tra Romania e Repubblica Sociale Italiana, il controllo dei mezzi fu formalmente restituito alla Marina Nazionale Repubblicana nel luglio 1944, la quale tuttavia fu in grado di rimettere in condizioni operative un'unica unità, il CB 3, autoaffondato poi al momento della resa romena all'URSS nell'agosto seguente. I quattro superstiti CB furono catturati dai sovietici a Costanza e impiegati poi nel dopoguerra per prove ed esperimenti.”[17]


     
    NOTE

    15   Bagansco 2012, p. 379.

    16  (EN) ShCh-203, su uboat.net. URL consultato il 26 gennaio 2016.

    17  Bagansco 2012, p. 380.


    Io non ho il libro di Bagnasco e quindi non posso fare alcun riscontro. Forse qualcuno della lista ci può dire qualcosa.

    Franco

     
     
     
     
  22. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Danneggiamento del cacciasommergibile sovietico SKA-0132   
    Secondo i dati sugli statini  dei sommergibili CB in Mar Nero nel 1943, che mi ha fornito Augusto De Toro, le ultime missioni  erano state:

    CB 1 dal 30 agosto al 1° Settembre;

    CB 2 dall’1 al 3 settembre;

    CB 3 dall’1 al 5 settembre;

    CB 4 dal 30 agosto all’1 settembre;

    CB 6 dal 27 al 30 agosto.

    Se c’è stato un attacco con CB 1 il 15 settembre può soltanto significare che i barchini, consegnati ai Romeni l’8 settembre, secondo le versioni della nostra Marina, avevano continuato ad operare, con i loro equipaggi in favore dei tedeschi. Non vi era possibilità alcuna che equipaggi romeni o tedeschi avrebbero preso cognizione di quei mezzi, che non dimentichiamolo per le missioni belliche, verso il Caucaso, si trovavano a Sebastoboli  (Crimea), mettendoli in condizioni di navigare ed operare in alto mare in soli 7 giorni.

    Ogni intervento o suggerimento su questa questione è il benvenuto.

    Francesco Mattesini

  23. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Danneggiamento del cacciasommergibile sovietico SKA-0132   
    Evidentemente hanno sbagliato la data, ossia il il 2-3 agosto 1942, nella famosa azione che ha portato al siluramento del MOLOTOV da parte del MAS 568 del tenente di vascello Legnani, come io ho confewrmato nel mio articolo, demolendo la versione che invece era stato colpito da un aerosilurante tedesco. Hanno copiato la vecchia versione italiana.
    Questo dimostra che consultando Internet dibbiamo fare sempre molta attenzione.
     
  24. Thanks
    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Danneggiamento del cacciasommergibile sovietico SKA-0132   
    E poi ci sarebbe questa notizia, che se fosse vero sarebbe eccezionale: Da
    Die Schnellboot-Seite:  S-Boats in the Kriegsmarine 1935 – 1945  - War-Zones of the S-Boats - Black Sea 1942 to 1943

    http://www.s-boot.net/englisch/sboats-km-blacksea42-43.html



     
    During the night 02./03.08.1943 the Soviet cruiser "Krasny Krim" and three destroyers fired at Iwan Baba. The S-boats "MAS 573" (Oblt.z.S. Ramboni) and "MAS 568" of the 19. MAS-flotilla bumped into this unit. "MAS 573" hit the cruiser at her stern, "MAS 568" hit the destroyer "Gniewny", which exploded and sank. The cruiser reached the harbour of Tuaspe with great difficulty but was never getting ready for sea again. 

    Nella notte del 02./03.08.1943 l'incrociatore sovietico "Krasny Krim" e tre cacciatorpediniere spararono contro Iwan Baba. Gli S-boat "MAS 573" (Oblt.z.S. Ramboni) e "MAS 568" della 19a Flottiglia MAS si sono scontrati con questa unità. Il "MAS 573" ha colpito l'incrociatore a poppa, il "MAS 568" ha colpito il cacciatorpediniere "Gniewny", che è esploso e affondato. L'incrociatore [Krasny Krim] raggiunse il porto di Tuaspe con grande difficoltà ma non si preparò più per il mare.

    Ha me sembra una balla!

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    Francesco Mattesini got a reaction from sandokan in Danneggiamento del cacciasommergibile sovietico SKA-0132   
    Quale importanza dobbiamo dare a queste notizie di:
    Grupsom.com Base Sommergibili Mediterranei
    15 Settembre 1943
    L’ultima azione di nota dei mezzi italiani nel Mar Nero è quella riportata dallo CB-1.
    CB-1 riportò l’incontro con una imbarcazione piatta di venti metri e senza sovrastruttura, scortata da unità di scorta, e con quattro uomini a bordo che indossavano tute da immersione. La chiatta sarebbe stata quindi affondata da un siluro lanciato in prossimità che danneggiò lo stesso CB-1 (con falla) il quale si immerse e sfuggì a raffiche di cariche di profondità. In realtà i Sovietici avevano in navigazione in quelle acque solo il sommergibile A-2: probabilmente lo CB-1 lanciò il siluro che esplose immediatamente dopo il lancio senza che i Sovietici se ne accorgessero. I Sovietici del resto non avevano nel Mar Nero reparti di sommozzatori per operazioni di sabotaggio e le uniche operazioni speciali che svolgevano erano infiltrazione di agenti o sabotatori via canotti partiti da sommergibili. E’ possibile che oltre ad aver genuinamente ritenuto di aver colpito un bersaglio (data l’ora notturna) i dettagli forniti dall’equipaggio al rientro fossero anche motivati dagli eventi politici appena svoltisi in patria.

    19 Dicembre 1943
    Trasferimento dei battelli CB alla Marina Romena che non li impiegò mai in azione.

    30 Gennaio 1944
    Trasferimento dei battelli CB alla Marina della Repubblica Sociale Italiana. Nonostante i piani previsti, per poter rientrare in azione i battelli erano in cattivo stato e necessitavano di estesi lavori che non vennero mai ultimati.

    20 Giugno 1944
    L’aviazione Sovietica, nei giorni del crollo del fronte dell’Asse in Romania e con l’imminente passaggio di alleanze della Romania agli Alleati, sferra un massiccio raid aereo di bombardieri A-20 e Pe-2 nel porto di Costanza durante la quale vennero affondate e danneggiate molteplici unità (tra cui un u-boat tedesco e una torpediniera romena). Durante il raid CB-4 e CB-6 subirono danni.

    Tutti i battelli CB vennero quindi autoaffondati per poi essere recuperati dai sovietici ed impiegati per qualche tempo nel dopoguerra.


     
     
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