Jump to content

Francesco Mattesini

AIDMEN Fellows
  • Content Count

    1,090
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    128

Everything posted by Francesco Mattesini

  1. Naturalmente, mi scuso, mi riferisco soltanto alle navi mercantili italiane perdute nel Mediterraneo nel mese di giugno 1940.
  2. I danni causati dalle mine nazionali alle navi italiane nei primi venti giorni di guerra Il 5 giugno 1940 l’incrociatore Pola, nave ammiraglia della 2a Squadra (ammiraglio Riccardo Paladini), e gli incrociatori della 3a Divisione Navale, Trento e Bolzano, si dislocarono a Messina e a Reggio Calabria. Lo stesso giorno iniziarono i movimenti dei sommergibili per raggiungere le dislocazioni previste dal documento DI.NA 8 ter. Il 6 giugno ebbe inizio la messa in opera degli sbarramenti difensivi di mine sulle coste dell’Italia e della Libia e
  3. Naturalmente questi sbarramenti, con parecchie mine, mettono in dubbio gli affondamenti del RINA CROCE e PEPPINO P. assegnati al RORQUAL. Ansi, direi di escluderlo.
  4. Grazie Frncesco. Adesso pensiamo a sistemare una faccenda: ll piroscafo LOASSO è affondato il 26 giugno 1940 in lat. 41°40’N e 16°20’E, a 3 miglia da Mattinata nel Golfo di Manfredonia. Il posamine VIESTE, il cacciatorpediniere MIRABELLO e l'ncrociatore TARANTO posarono, tra il 6 e il 25 giugno, 255 mine nella zona del Gargano. Gli sbarramenti: vanno da .: 41°45 a 16°19’; da 41°26’ a 16°17; e infine da 41°30’ a 16°18’. Il primo sbarramento (posato dal VIESTE e dal MIRABELLO) sicuramente, e il 3° sbarramento (possibile), posato dal TARANTO, hanno causato l’affondamento del pi
  5. Quello che mi interessa é questo: A guerra iniziata, l’11 giugno, sempre a causa di mine nazionali, affondò il veliero da carico Carlo, di 253 tsl. a 18 miglia da Pianosa, mentre probabilmente per mine si persero il giorno 11 il veliero San Calogero, di 57 tsl, e la Goletta Predappio, di 26 tsl, il primo presso Trapani, il secondo nel Golfo di Taranto. Il 12 giugno la piccola e moderna motonave da pesca La Mora, di 15 tsl, affondò su una mina, naturalmente italiana, posata dai posamine Crotone, Orlando e Sgarallino, a ponente delle foci del Serchio, poco a nord di Pisa. E la stessa sorte
  6. Il piroscafo italiano Reno affondò il 18 giugno 1940, a 11 miglia per 28° dal Faro di Monte Capuccini (Ancona), su uno sbarramento minato posato dai posamine Azio e San Giusto.
  7. La LOASSO non mi interessa perché é affondata dopo che la Francia si é arresa. Comunque farò un'investigazione per sapere se é vero che é stato il RORQUAL. Le mine avrebbero dovuto essere viste e neutraliazzate in 12 giorni, trovavando a Manfredonia e sotto costa. Ma anch'io nella guerra di mine di Pagano ho messo causa affondamento RORQUAL. Però, uboat.net riporta: The claim that it also caused the loss of the Italian motorship Loasso (5968 GRT, built 1921) is incorrect as this vessel ran afoul of an Italian defensive minefield off Minata on 26 June 1940. A questo punto dubito
  8. A guerra iniziata, l’11 giugno, sempre a causa di mine nazionali, affondò il veliero da carico Carlo, di 253 tsl. a 18 miglia da Pianosa, mentre probabilmente per mine si persero il giorno 11 il veliero San Calogero, di 57 tsl, e la Goletta Predappio, di 26 tsl, il primo presso Trapani, il secondo nel Golfo di Taranto. Il 12 giugno la piccola e moderna motonave da pesca La Mora, di 15 tsl,affondo su una mina, naturalmente italiana, a ponente delle foci del Serchio. E la stessa sorte capitò il 18 al piroscafo da carico Reno, di 1.002 tsl , a 11 miglia per 28° dal Faro Monte Capuccino (Ancona).
  9. Francesco, hai la possibilità du trovare quialche foto delle navi maggiori affondate dalle mine, meno l'AVVENIRE che stà in Internet. Sull'ANNGIOLIN ho trovato che era diretto da Civitavecchi a Tripoli. Franco
  10. Me lo fari leggere, quando lo hai fatto tu. Ho interesse per l'attacco a Ceylon dell'aprile 1942.
  11. Grazie Francesco. Certo Somerville non considerava le corazzate italiane buone per la sua guerra nell'Oceano Indiano, ed é acido anche per la RICHELIEU che pure aveva ricevuto in USA un armamento contraereo formidabile, riguardo al tiro rapido, certamente migliore della sua RENOWN. Ma si sa, gli inglesi o britannici che siano, se non é materiale loro, hanno sempre da criticare. Se le LITTORIO dovevano essere impiegate, sarebbe stato necessario non solo rinforzare al massimo l'armamento contraereo, sostituendo gli inutili pezzi da 90, e tutte le mitragliere Breda, che non colpivano un tubo. M
  12. Caro Francesco. Me lo hai detto per telefono per le aggiunte e correzioni e ti rinnovo i miei ringraziamenti. Forse, leggendo l'articolo, ci si può rendere conto che le mie affermazioni, a volte necessariamente critiche, ma documentate, sono la verità. Amara, ma é così. Franco
  13. Sul DELFINO abbiamo il nostro Articolo sul Bollettino. Se mettiamo insieme tutte le navi neutrali affondate, mentre erano in regola dalla Marina italiana, c'é da pensare che erano cechi!.
  14. Grazie Francesco, io sull'elenco delle navi perdute, partendo dal 10 giugno 1940, non l'avevo trovato. Ecco la discussione che sto scrivendo sulle mine: Il 6 giugno ebbe inizio la messa in opera degli sbarramenti difensivi di mine sulle coste dell’Italia e della Libia e Dodecaneso. Fu anche ordinato ai piroscafi nazionali requisiti e noleggiati dalla Regia Marina il dirottamento verso porti nazionali o neutrali. E il giorno 8 fu provveduto ad iniziare alcune esplorazioni con idrovolante dell’Aviazione Ausiliaria della Regia Marina (Ricognizione marittima), secondo i piani predisposti
  15. Il giorno 9 giugno 1940, vigilia della dichiarazione di guerra dell'Italia, a Francia e Gran Bretagna, entrata in vigore alle 00.01 dell'11, un peschereccio italiano entrato in acque minate e vietate presso Brindisi, saltò in aria e decedettero sei uomini dell’equipaggio. Lo sbarramento era stato posato dall’incrociatore Taranto e dai cacciatorpediniere Mirabello e Riboty. Vorrei conoscere dai nostri esperti, se possibile, il nome e alcuni dati su quel peschereccio sconosciuto. Grazie Francesco Mattesini
  16. L’ARMISTIZIO E LA MANCATA DIFESA DI ROMA I combattimenti di Monterosi, lago di Bracciano, Monterotondo e Porta San Paolo FRANCESCO MATTESINI https://independent.academia.edu/FrancescoMattesini Buona lettura. L'argomento può essere indigesto, ma ho consultato tutti i documenti dell'Archivio dello Stato Maggiore dell'Esercito Ufficio Storico, anche i più segretissimi, e non ci sono dubbi che solo una parte delle truppe, in parti
  17. Non mi dice nulla. Se volete leggere la verita, potete consultare uno dei miei ultimi libri, dalla casa editrice Cristini (Soldiershop Publihing Storia), dal titolo LA NOTTE DI TARANTO 11 NOVEMBRE 1940, pagine 234. Francesco Mattesini
  18. Anche dopo l'armistizio gli Alleati hann preferito impiegare i soldati italiani di 10 Divisioni che erano rimaste nel Sud Italia e Sardegna, come forze di lavoro, che spesso (come nel cantiere di Taranto) apprezzavano, ma che in realta usavano per le loro esigenze lavorative e di trasporto. In realtà, come é stato scruitto daAgostino degli Espinosa in "Il Regno del Sud (che per chi no n lo conosce dovrebbe leggere), gli anglo-americani i soldati italiani li usavano come "facchini". Franco
  19. Miroslav Morozov mi ha scritto: Dear Francesco! Please, excuse me with the delay of the answer. Now I translated and read the conclusion of the new version of your article about Molotov. You made a great work, add a lot of new info, but you didn't appreciate the time difference between Italian and the soviet forces still. Without this we can't match all actions between both sides correctly. This is my opinion. Anyway I would be glad to help you in your researches in future. Thank you very much for Italian documents. Very best regards, Miroslav Ho ruisposto: Traduz
  20. Nel corso dell’attacco dei Mas 573 e 568, sempre ritenuti dalla navi sovietiche delle torpediniere, il contrammiraglio Basistiy, Comandante della Divisione Incrociatori del Mar Nero, a bordo del MOLOTOV, ha sostenuto, nel suo libro “Sea and Shore”( in russo Море и берег, More i bereg, 1970 Moscow) , che dopo la cessazione del tiro contro il porto di Feodosia, la formazione navale, essendo sotto il tiro delle artiglierie tedesche che probabilmente usavano il radar, e che le navi nemiche stavano pronte a colpire, diresse affrettatamente a sud, inseguito da tre torpediniere, una delle quali presa
  21. Riporto due capitoli del mio saggio, postato nella mia pagina di academia edu, che sono stati aggiornati sulla base di altre notizie, discusse con lo storico russo Miroslav Morozov: L’avvistamento del Mas 568 e il discutibile attacco di aerosiluranti tedeschi. Alle 01.05 del 3 agosto, a 20° di prora a sinistra dell’incrociatore Molotov, fu avvistata un’unità sottile che stava manovrando per l’attacco e, per evitare di essere colpito da siluri il Molotov manovrò sulla dritta aprendo il fuoco con le mitragliere, mentre il cacciatorpediniere Kharkov iniziò a sparare sullo
  22. Da una intercettazione Ultra (ZIP/ZTPGR/6608) trasmessa alle 1824 del 27 gennaio 1944 dalla 30a Flottiglia Sommergibili germanica e ricevuta alle 0232 del 28 dal Gruppo Sud, con caratteristica Immediata e Segretissima, risulta che il sommergibile tascabile italiano CB-23 era arrivato a Costanza il 24 gennaio smontato, senza disporre delle batterie e senza il periscopio, e sollevato da una gru si trovava nella banchina della Marina Germanica. Il messaggio terminava con le frasi: “Completamento impossibile senza disegno e personale speciale. Stiamo cercando di far galleggiare la nave”. Da un'
×
×
  • Create New...