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Luciano Grazioli

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  1. Grazie, le CP 329 e CP 330 sono venute brevemente a Messina per collaudi ed integrazione con la più grossa 420; saranno destinate ad altre sedi. Anche la CP 420 andrà via fra qualche mese, dopo addestramento ed integrazione dell'equipaggio. Alla fine dell'estate dovrebbe essere varata la gemella. Luciano.
  2. Sono state consegnate alla Guardia Costiera Italiana le motovedette CP 329 e CP 330, prime unità di un lotto di cinque commissionate al cantiere navale Vittoria di Adria. Realizzate in alluminio, autoraddrizzanti, hanno le dimensioni di m. 20x6,1x1. Propulse da due motori MTU 8V 2000 M 84L da 885 Kw ciascuno, accoppiate id altrettanti idrogetti, possono di raggiungere la velocità di 35 nodi. Possono ospitare fino a 200 naufraghi.
  3. Transito nello Stretto della ST VICTORIA, ex COSTA VICTORIA, diretta ad Aliaga a rimorchio del VOS CHAB:LIS. Luciano.
  4. Unisco due foto della CP 420, scattate il 18.12.2020, in occasione di una navigazione di collaudo. L. Grazioli.
  5. L'ottimo Giuseppe è "covidalizzato" fra le montagne e lo sostituisco, temporaneamente quanto indegnamente, nella sua attività fotografica. Il 2020 se ne è andato, regalando una mareggiata, abbastanza modesta non ostante l'apparenza, nello Stretto di Messina. Unisco le foto di tre traghetti in navigazione appunto nello Stretto.
  6. Complimenti per l'ampio panorama. Personalmente sarei favorevole ad intitolare uno degli ultimi PPA a Matilde di Canossa e l'altro ad Eleonora d'Arborea, due donne di grande rilevanza storica. Quanto alla corrente onomastica, non posso non rilevare l'incongruenza di aver battezzato soltanto "Cavour" la nave intitolata a Camillo Benso Conte di Cavour, universalmente noto semplicemente come "Conte di Cavour". A prescindere dal fatto che una "Conte di Cavour" è esistita nella Marina italiana, con la denominazione attuale il riferimento più ovvio è al paese di Cavour, ameno centro in passat
  7. Gentile signor Pellegrini, La ringrazio per il suo interessamento ed il tempo che mi ha dedicato. Spero di poter, prima o poi, venire a capo della vicenda. Spero di poter ricambiare la sua cortesia. Cordialmente, Luciano Grazioli.
  8. Buon pomeriggio. Nella Cappella di Santa Barbara, ubicata nella base navale di Messina, si trova una campana, fortunosamente recuperata, appartenuta ad una Nave non nota. La campana, di 40 cm circa di diametro, non reca alcun nominativo, temo scomparso a causa di "energiche" lucidature. L'oggetto reca tre stemmi , dei quali unisco le foto, Il frontale (foto 1) mi sembra pacifico essere quello della Regia Marina; gli altri due (foto 2 e 3) non riesco a classificarli, Quello della foto 2 mi pare abbia caratteristiche araldiche che potrebbero aiutare ad identificare il nome del personaggio
  9. Grazie. Ho fatto un tentativo presso Compamare, ma con esito negativo, Mi è stato detto che bisognerebbe cercare nell'archivio generale, "sepolto" in un capannone della zona portuale. Cercare negli archivi non é. in generale, molto gradito, ma con qualche conoscenza personale spesso si ottengono risultati. Quale che sia l'esito della visita. molte grazie. L. Grazioli.
  10. Scusate, ho dimenticato la foto. L. Grazioli.
  11. Orientativamente attorno agli anni 1980/1990 la Capitaneria di Porto di Venezia ebbe in uso due idroscivolanti ("air boat"), tipo quelli in uso nelle Everglades della Florida. quasi certamente per essere usati fra le barene della laguna. Mi risulta che detti mezzi siano stati impiegati molto poco, anche per il rumore infernale che l'accoppiata motore infernale che producevano. La loro esistenza è confermata da un ritaglio con fotografia tratto dalla Rivista Marittima, ritaglio dal quale ho maldestramente eliminato da data del fascicolo. I due mezzi erano contraddistinti dalle sigle GC 210, po
  12. Buonasera a tutti. Cari consoci, ho tentato, malgrado i negativi precedenti, di scaricare un articolo dall'archivio della Rivista Marittima, archivio che, per non smentire la sua fama, non ha funzionato. In breve, cerco l'articolo dell'ing. Ferdinando Cassone, dal titolo "La fase attuale dell'evoluzione delle navi da battaglia", pubblicato sul numero di ottobre 1921 della Rivista Marittima, In questo articolo, fra l'altro, l'autore illustra un suo progetto di protezione subacquea con sfogo verso l'alto e l'esterno dei gas. Qualche consocio dispone del fascicolo indicato e può estrapolare l'
  13. Buongiorno. Sono alla ricerca di notizie e dati relativi alla motovedetta CP 201. Le uniche notizie che ho, incontrollate, la definiscono "ex motosilurante inglese". Che sia stata un "lascito" bellico è possibile, visto che era operativa nei primi anni '50, ma non so altro ed i volumi di cui dispongo non mi aiutano. Qualche socio ne sa più di me o mi può indicare dove trovare notizie? Grazle. Unisco una foto della motovedetta in questione. Luciano.
  14. Cari amici, trovandomi a Varna, ho notato che davanti alla chiesa di San Nicola, patrono - fra gli altri - dei marinai, vi è una grossa ancora, proveniente verosimilmente da un naufragio.Il cartello che la accompagna, alquanto malridotto, non mi ha consentito di capire a quale nave apparteneva l'ancora. Sono riuscito a leggere parzialmente il nome (M/t hydrop....) e forse, una data (1944?, 1966?).Qualche specialista di marina mercantile può identificare la nave e l'evento che la coinvolse? Grazie. Luciano.
  15. Vorrei solo precisare, per .... amore di bandiera ..... e per ultraventennale esperienza , che Capitanerie di Porto - Guardia Costiera non hanno alcuna competenza tecnica in ordine alla progettazione di qualsiasi nave ed anche in occasione di visite, il parere tecnico è sempre del Registro. Durante il mio servizio, qualche volta ho osato interloquire in materia di stabilità (ho frequentato il nautico quando era nautico, e devo al Capitano GN Girolamo d'Antoni, insegnante al corso di complemento in Accademia, quel poco che so in materia) sono stato guardato da colleghi e capitani marittimi con
  16. Ho del materiale su navi svedesi non costruite, vedo di caricarlo il prima possibile. Casomai ci sentiamo per email. Ciao Luciano. 00 Monitor_1934.pdf
  17. Nel volume "Le croiseur sous-marin Surcouf", del C.V. Claude Houan è riportata la notizia di un progetto di sommergibile italiano dalle caratteristiche decisamewnte insolite. Riporto testualmente: "En Italie apparurent, en 1912, les plans d'un croiseur sous-marin de 11.000 t filant 25 nodi, propulsé par des diesels ou des turbines, armé de 12 à 14 canons de 152 mm, protegé par un blindage de 40 cm". Si tratta odi tutta evidenza di un progetto paledsemente irrealistico, ma mi interesserebbe reperire i piani citati dal Comandate Houan. Qualche socio può darmi indicazioni in merito? Grazie. Lucia
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