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Giancarlo Castiglioni

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About Giancarlo Castiglioni

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    Advanced Member
  • Birthday 06/07/1945

Profile Information

  • Gender
    Male
  • Location
    Milano
  1. Domande sulla doppia prua delle navi di questa classe. Quali sono i vantaggi di questa soluzione? La resistenza all'avanzamento è maggiore rispetto a una tradizionale prua a bulbo? Su quale nave è stata installata per la prima volta?
  2. Ho il libro di Achille Rastelli "Torpediniere (ex CT) tipo "Pattison" e "Orlando". I nomi sono diversi, ma si tratta sempre degli stessi "tre pipe". Quando uscì il libro Achille mi confessò che ricostruire le attività e le modifiche subite da tutte queste navi era stata una fatica improba. Mai più avrebbe scritto un libro su una classe di navi così numerosa.
  3. Tornando al giudizio degli alleati su Roatta "Un codardo nato" da quanto scrivi è del tutto ingiustificato. Probabilmente gli alleati, contando solo le forze sulla carta, pensavano che la difesa di Roma sarebbe stata possibile. Agli aeroporti disponibili per gli italiani aggiungo l'Aeroporto dell'Urbe, dove mio padre si presentò in divisa il mattino del 9 settembre e gli fu detto di mettersi in borghese e andarsene. Li i tedeschi non c'erano. Comunque io critico la rinuncia all'operazione di sbarco aereo, o almeno il modo in cui è stato fatto. Si doveva far presente onestamente agli ufficiali americani le difficoltà dell'operazione, ma chiedere che fosse eseguita egualmente. Era un rischio, ma in guerra in certe circostanze bisogna rischiare. Se la decisione di rinunciare fosse stata presa dagli americani almeno ci si sarebbe risparmiata l'accusa di codardia. Effettuando lo sbarco, non si può sapere cosa sarebbe successo. Poteva finire in un disastro, ma in fondo i tedeschi sono stati abbastanza incerti sul da farsi, avevano preso seriamente in considerazione l'idea di ritirarsi sulla linea gotica. L'aviosbarco poteva spingerli a prendere la decisione sbagliata.
  4. Il diario è stato scritto immediatamente dopo gli avvenimenti ed è rimasto tra le sue carte, non è stato rimaneggiato per la pubblicazione. Sicuramente è servito da base per la relazione ufficiale, non credo differisca in modo significativo, però non è privo di interesse. Comunque, da quanto hai scritto nel tuo primo intervento, mi sembra che anche tu abbia forti dubbi che la difesa di Roma fosse possibile. Nel suo diario più avanti Roatta osserva che non erano più i tempi in cui gli eserciti ubbidivano incondizionatamente ai sovrani. Non si poteva più cambiare nemico da un giorno all'altro. Io credo che se si fosse tentato seriamente di difendere Roma l'esercito italiano si sarebbe squagliato in pochi giorni. E più per indecisione e fuga dei comandi che della truppa.
  5. Sulla difesa di Roma, se non fosse già a tua conoscenza, ti segnalo il "Diario 6 settembre-31 dicembre 1943" di Mario Roatta che nelle prime pagine da la sua versione degli avvenimenti, Allego la recensione del libro che ho mandato a Amazon. Per capire come possa convivere una recensione entusiastica con una stroncatura, bisogna considerare che ci sono due tipi di diario. Quelli scritti con l’idea di usarli in futuro come base per le proprie memorie, come quelli di Ciano e che vertono su argomenti politici, anche se a volte riportano vicende personali. Quelli privati, essenzialmente una registrazione di fatti personali, come quelli di Roatta. Scrive “sono andato da Badoglio” o “mi ha visitato il Principe Umberto”, più o meno come scrive “sono andato dal sarto”, “la scorsa notte ho dormito bene”. Raramente riporta quanto detto in un colloquio, generalmente solo quando l’interlocutore importante dice qualcosa di lusinghiero nei suoi confronti. Non fa mai ragionamenti filosofici, le rare concessioni ai sentimenti sono le preoccupazione per la moglie e il figlio rimasti al nord e qualche deprecazione per lo stato miserevole dell’Italia. Il curatore Francesco Fochetti scrive che i diari coprono i periodi 1915-19, 1939-41, dal 6/09/43 fino all’arresto il 16/11/44 e periodi successivi; inoltre vi è un lunghissimo racconto sulla permanenza in Polonia come addetto militare dal 1926 al 1930. Mancano quelli che ritengo i periodi più interessanti, la permanenza in Spagna 1936-39 e quella in Croazia gennaio 1942 – febbraio 1943, ma anche così la scelta fatta da Fochettti per la pubblicazione mi ha lasciato perplesso prima ancora di leggere il libro. Giustificata per il periodo dal 6 settembre a 11 novembre 1943 quando era Capo di Stato Maggiore Esercito, ma il periodo successivo fino al 31 dicembre ’43 è di scarso interesse, come ammette anche il curatore e poteva essere tranquillamente condensato come per il periodo successivo al 1 gennaio 1944. In pratica dopo la metà settembre ’43 non c’era più un esercito da comandare, si chiedeva agli alleati di poter combattere contro i tedeschi e gli alleati rispondevano che accettavano solo forze per presidiare il territorio, quindi nei diari non poteva esserci qualcosa di storicamente rilevante. Fochetti è un bravo e scrupoloso archivista, non uno storico. L’interesse rimane dal punto di vista della storia del costume, siamo riportati in un mondo in cui non esistevano vestiti preconfezionati, si comprava la stoffa e la si portava dal sarto, le auto si guastavano spesso e così via. In un primo tempo mi è piaciuta la decisione del curatore di coprire con OMISSIS alcuni dati di natura privata e personale, ma ripensandoci ho trovato l’OMISSIS sui diari un po’ ridicolo; le persone che potrebbero offendersi sono magari morte da 50 anni! Nei diari sono citate molte persone, generali e politici e le note per inquadrarle sono decisamente scarse, in questo caso il curatore è stato carente. Dal punto di vista della documentazione delle figure minori è eccezionale “Lenin a Zurigo” di Solzenicyn; alla fine del libro ci sono 25 pagine di note biografiche su rivoluzionari ed altri personaggi redatte dall’autore. Concludendo, i difetti del libro non sono colpa di Roatta.
  6. Acting Navy Secretary Thomas Modly ha dato le dimissioni. Ormai era inevitabile. Il comandante Crozier prima di scrivere la lettera, ha certamente richiesto ai suoi superiori di sbarcare parte dell'equipaggio per impedire il diffondersi dell'epidemia. Non è saltato fuori e probabilmente non si saprà mai chi ha fatto l'errore più grave che ha dato inizio a tutto. Negargli l'autorizzazione.
  7. Io ritengo che dal punto di vista disciplinare la rimozione sia giustificata, perché il comandante anche se non ha pubblicato direttamente la lettera, lo ha trasmessa in modo tale da renderla pubblica. Però la rimozione è un grave errore politico da parte della marina, una mossa impopolare che ha sollevato vaste critiche. Se avessero avuto un po' più di accortezza avrebbero potuto rimuoverlo per ragioni di salute.
  8. La CNN non riporta integralmente la dichiarazione dell'armatore, che sotto la sua responsabilità dichiara soltanto: The proprietors of the German-owned RCGS Resolute cruise ship said its vessel had been receiving maintenance in international waters on Tuesday morning when the armed navy boat approached it and ordered it to change direction. Per il resto si riferisce a quanto dichiarato dalla Columbia Cruise Service. "gun shots were fired and, shortly thereafter, the navy vessel approached the starboard side at speed with an angle of 135 degrees and purposely collided with the RCGS Resolute." "The navy vessel continued to ram the starboard bow in an apparent attempt to turn the ship's head towards Venezuelan territorial waters," Versione smentita dal filmato dove si vede la prua della Resolute contro il fianco della Naiguatà. Più avanti: According to Venezuela, the incident occurred in the early hours of Tuesday in Venezuelan waters, next to Isla La Tortuga. Columbia CS says it took place in International waters, near Willemsted, Curacao. Il vicino a Curacao è molto relativo, dista oltre 200 miglia da Isla La Tortuga.
  9. Adesso sono riuscito a vedere il filmato, che non dice molto di più. Si vede la prua della Resolute che si alza e si abbassa contro la Naiguatà. Si può interpretare che la Resolute dopo l'urto continui a spingere contro l'altra nave e che quindi essendo la parte superiore della prua molto inclinata ci salga sopra, oppure che il mare fosse agitato e causasse il movimento tra le due navi. Aggiungo che il mattino dopo si è vista una macchia d'olio proveniente dal relitto ritenuta a 13,5 miglia dalla costa, quindi oltre al limite di 12 miglia delle acque internazionali. Da un commento sembra che il Venezuela consideri il limite delle acque territoriali a 20 miglia.
  10. Altre informazioni dal sito: https://www.thedrive.com/the-war-zone/32893/video-emerges-of-venezuelan-navy-ship-firing-on-and-colliding-with-cruise-ship-before-sinking C'è un filmato ma non riesco a vederlo. Le due parti confermano che prima dell'impatto i venezuelani hanno sparato con un kalashimov contro la Resolute. Secondo il Venezuela le due navi procedevano affiancate quando la Resolute ha virato a dritta speronando la Naiguatà al centro. Dopo l'urto la Resolute ha proseguito, la Naiguatà ha ruotato e si è staccata scivolando di fianco alla nave investitrice, con danni gravissimi ed è affondata. La versione della società armatrice Columbia Cruise Services: "When the event occurred, the cruise vessel RCGS Resolute has already been drifting for one day off the coast of the island to conduct some routine engine maintenance on its idle voyage to its destination, Willemstad/Curaçao," the statement from Columbia Cruise Services says. "Shortly after mid-night, the cruise vessel was approached by an armed Venezuelan navy vessel, which via radio questioning [sic] the intentions of the RCGS Resolute’s presence." Strano questa manutenzione di routine fatta in piena notte e che per farla fosse necessario fermare la nave che ha due motori. D'altra parte può darsi che il lavoro fosse lungo per cui dovesse essere svolto in turni anche di notte e che, dato che non c'era fretta di arrivare, fosse più semplice e comodo fermare completamente la sala macchine. Prosegue: "While the Master was in contact with the head office [in Germany], gun shots were fired and, shortly thereafter, the navy vessel approached the starboard side at speed with an angle of 135° and purposely collided with the RCGS Resolute," the statement continued. "The navy vessel continued to ram the starboard bow in an apparent attempt to turn the ship’s head towards Venezuelan territorial waters." Questa versione in cui la nave venezuelana sperona ripetutamente la "Resolute" come picchiasse la testa contro un muro è del tutto incredibile. Tirando le somme io credo che le soluzioni più semplici siano quasi sempre quelle giuste.Quindi la Resolute stava semplicemente rientrando da Buenos Aires verso Willemstad, non aveva imbarcato mercenari e non stava preparando azioni ostili contro il Venezuela.Però, date le circostanze, i sospetti dei venezuelani erano giustificati.Il capitano della Resolute si è spaventato, ha pensato che in una prigione venezuelana si sa quando si entra ma non quando si esce e si è immaginato che il Venezuela creasse una speculazione propagandistica sulla sua pelle.Fatto sta che le due navi si sono scontrate; sicura imprudenza e imperizia del comandante venezuelano, sospetto almeno una parte di volontarietà da parte dell'altro comandante.Fatto il guaio, naturale che la Resolute sia scappata alla massima velocità e che magari abbia anche spento il trasponder temendo di essere inseguita.
  11. Il comandante ha usato espressioni decisamente troppo forti per rivolgersi ai suoi superiori. Evidentemente era esasperato per la loro indifferenza. Ha preferito rischiare la carriera per difendere la salute dei suoi uomini. Non aveva alternative; se a bordo fosse scoppiata una epidemia sarebbe stato rimosso ugualmente.
  12. Da altri siti qualche informazione in più. Nell'ottobre 2019 la Resolute doveva fare una crociera nell'Antarico abortita senza rimborsare i passeggeri perché gli operatori non erano in grado di pagare il carburante. Dal 27 ottobre 2019 era ferma a Buenos Aires per debiti. Da li ricompare il 30 marzo al largo del Venezuela, poco credibile che non abbia fatto un altro scalo intermedio. L'armatore sostiene che era a 13 miglia da Tortuga giusto fuori le acque territoriali di 12 miglia. A proposito credo che il Venezuela consideri più ampio il limite delle acque territoriali. Comunque i venezuelani sostengono che la Resolute era a 7 miglia dalla costa.
  13. Ho letto rapidamente i vari link, non voglio dedicarci troppo tempo, spero che escano altre notizie. Sembra che tutti abbiano qualcosa da nascondere. Cosa faceva la "Resolute" in acque territoriali venezuelane e con AIP spento? Da dove era salpata, dove doveva arrivare, chi la aveva noleggiata? Aveva avuto un guasto o stava facendo manutenzione ad un motore in alto mare? Verosimile che fosse impegnata in qualche operazione contro il governo venezuelano e stesse aspettando istruzioni. La Naiguata ha cercato di fermare la Resolute. Se è affondata significa che non è stata una collisione involontaria a bassa velocità. Il comandante non si aspettava uno speronamento, si è messo in una posizione in felice e la Resolute è partita a tutta forza. Date le dimensioni delle due navi non è sorprendente che sia affondata.
  14. A poco a poco le navi da crociera in navigazione riusciranno a trovare un porto dove sbancare i passeggeri ancora a bordo. A questo punto saranno messe in disarmo in attesa di tempi migliori, non si sa per quanto, sicuramente qualche mese, ma credo molto di più. L'operazione non sarà semplice, ci sono molti problemi. Come pensano di risolverli gli armatori italiani, Costa e MCS? Prima di tutto dove le metteranno? Sono navi grandi, non potranno riempire i porti. Un po' finiranno nel vallone di Muggia come il Rex? Poi ci sono gli equipaggi numerosi e spesso provenienti da posti lontani, filippini ecc. Nella situazione attuale non sarà facile farli rientrare in patria.
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