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Loligo

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  1. mi guardo bene dall'ascoltarlo, evidentemente si tratta di una ritrasmissione dell' articolo già postato qui da da Danilo Pellegrini a ricordo che il Bollettino AIDMEN è stato il PRIMO a trattare l'argomento. Il persistente silenzio che ha accompagnto (qui è ovvio si tratta di una nave mercantile!)la più che sacrosanta nota di Danilo allora, sembra continuare tuttora nonostante l'inopportuna "cicalata" estiva (specie se vale il noto binomio silenzio-assenso)dimostrando una volta di più l'indifferenza dei lettori verso notizie ed argomenti trattati dalla nostra associazione : sono profondamente deluso Non so se l'autore abbia contattato Danilo o la segretaria AIDMEN per avere il permesso di riprendere o riprodurre il nostro articolo. Farebbe bene la responsabile del forum a sottolineare con maggior evidenza questa incresciosa situazione piuttosto che intonare peana all' indirizzo di chi arriva in ritardo dopo di noi (buonafede o malafede che sia)
  2. Ci sono stati diversi piroscafi a portare il nome PERSIA a cavallo tra 800 e 900, in primis il PERSIA di Rubattino/NGI, secondo il PERSIA nave da carico dell'Ilva, per non parlare dei due PERSIA del Lloyd Austriaco. Per poter dire di più bisognerebbe avere sottocchio le foto
  3. Sono d'accodo per l'identificazione del WASHINGTON, con qualche dubbio sui colori del fumaiolo. Nella foto a sinistra si intravede la stella della SNSM e non la banda bianca della SITMAR, Nella foto di destra la stella è su una banda non nera orlata da due bandine più chiare (difficile dire se bianche o no) ben diverso quindi da SNMS o SITMAR. Temo un ritocco piuttosto pesante magari per farlo passare per l'incaglio del MEMFI della CITRA (annesso che non sia proprio il MEMFI modificatio nel suo ultimo anno di vita co riduzione dei ponti per passeggeri... So che vi scandalizerò ma sarebbe bene controllare..). Da escludere in maniera tassativa l'ELETTRICO che è tutta altra cosa. Neanche nella mia scheda si ha notizia di questo sinistro del WASHINGTON e mi pare strano che nessuno lo abbia mai riportato. Per la cartolina di Venezia confermo l'osservazione di Castelli : sulla cartolina originale (Edizioni Luigia Alzetta ved. Zaneo-Venezia) si legge chiaramente ad occhio nudo il nome TRIESTE e non METCOVICH (ahi ahi quella K, Conterosso....... !!!)
  4. Non volete capire che wikipedia per le navi non è affidabile..... Ecco una parte della scheda del Lessico e vedete che non c'è uno che la dica giusta. Bisogna consultare i volumi e i documenti dell'epoca e non le elaborazioni cervellotiche dei siti..... Loligo
  5. costruito1878 a Genova come GIULIA 21 tsl, armatore ignoto successivamente (1890. ?) LA FAMIGLIA 27tsl come nave passeggeri : armatore Francesco La Cava -Lipari 191. LA FAMIGLIA : Francesco Bonico - .... ??? 192. LA FAMIGLIA : Francesco Germano e Giovanni Vigilanti - Reggio Calabria 1924 ultima entrata in RINa ( mancano RINA 25 e 26) Non più in RINA 27
  6. Loligo

    PE 104

    Se ammettiamo ( e perchè no?) che la PE 104 diventi R.104 (o N 104) dobbiamo ammettere anche i seguenti punti : a)l'affondamento nel 1943 non fu una perdita totale ma portò ad un successivo recupero senza ripristino b)il recupero, dato il cambio di nominativo (se vero), potrebbe significare il passaggio da "uso" a "proprietà" della Marina, giustificabile dalla situazione politica al momento c)il nominativo N 104 non compare in nessun elenco della Marina dopo la nota di Fraccaroli e pone domande circa un eventuale destino dell'unità : demolizione perchè non più utilizzabile, cambio di nome, vendita a privati con cambio nome????? La mancanza di un qualsiasi dato tecnico o storico sulla nave prima del 1939 richiederebbe una ricerca presso gli archivi del R. Esercito, utile non solo per questo caso ma anche per la conoscenza di tante navi che, colpevoli di appartenere all'Esercito e non alla Marina, non sono mai state tenute in considerazione
  7. Loligo

    PE 104

    direi che con le ultime precisazioni le cose si stanno chiarendo : aprile 1939 dovrebbe essere la data in cui si decide di dare in uso il rim. alla R. Marina, il trasferimento ufficioso avviene alla Maddalena in ottobre 1939 col trasferimento a Messina con equipaggio specificatamente non militare. Il trasferimento ufficiale a Messina ai primi del 1940 non appena sistemato il problema dell'equipaggio. A questo punto anche la "proprietà" passa ufficialmente da Esercito a Marina o rimane solo "uso" ?????
  8. Loligo

    PE 104

    stando a documenti trovati recentemente da Napy, il GRANATIERE UGO passa alla R.Marina come PE 104 nell'ottobre 1939 ( prego Napy di controllare la data esatta) e lascia La Maddalena per Messina, con equipaggio "borghese"-sic nel documento, dove l'equipaggio dovra essere costituito da personale della R. Marina o, se questo non fosse possibile, da personale borghese opportunamente inquadrato. Grazie per la probabile origine e per la data di affondamento. Bisogna ora trovare il cantiere e la data di costruzione nonché qualche dato tecnico che confermi o meno l'appartenenza alla classe POLLIO o altre Loligo & Napy
  9. Loligo

    PE 104

    No, il GRANATIERE UGO diventa PE 104 nel 1939 e quindi non può e non deve essere assimilato agli ex jugoslavi del 1941. Quindi è qualcos'altro Loligo & Napy
  10. Loligo

    PE 104

    Abbiamo trascorso tutta la giornata assieme a Napy per trovare storia e dati della pirobarca PE 104 in servizio a Messina durante il periodo bellico. Non abbiamo trovato nulla all'infuori dell'ex nome GRANATIERE UGO. Chi ci aiuta ???? Napy & Loligo
  11. grazie a Danilo e a Domenico C. per la brillantissima soluzione del problema PALERMO
  12. Mi raccomando prudenza e riservatezza
  13. Official maps of wreck sites in the Gulf of Trieste still report the wreck of PALERMO. there. Sinking version at Fiume must therefore carefully checked and accepted only with heavy doubts
  14. Grazie Serena, chiamo a raccolta Carabiniere Danilo Gian Carlo e Giampiero e gli altri che erano presenti Dati di fatto :1) esiste una draga museata a Boretto recante il nome SECCHIA (confermato da stampa e siti locali) Domande : quando è stata museata? Esiste una documentazione relativa alla nave presso il museo di Boretto ??Se affermativo bisognerebbe darci un'occhiata2) A mia personale conoscenza ho trovato una sola SECCHIA ed è quella costruita dal CNOM di Venezia e consegnata al Corpo Reale del Genio Civile di Parma nel settembre 1933. Caratteristiche : 149tsl 55tsn, 32,00 x 6,00 x 2,35m, 1 macchina compound 170CI 2eliche.questa SECCHIA (progressivo RINA 541) è l'ultima di un gruppo di quattro gemelle PARMA(RINA 538), ENZA (RINA 539, TREBBIA (RINA 540). Queste quattro draghe sono riportate ancora in RINA 1941, non compaiono più nei RINA del dopoguerra, per perdita durante gli eventi bellici 1943-45 o perchè passate sotto l'Ispettorato per la Motorizzazione Civile come tutte le altre navi delle acque interne ?????3) Altra possibilità: la SECCHIA museata non è quella CNOM ma una unità successiva di cui non sappiamo nulla, oppure il museo ha dato il nome SECCHIA di sua iniziativa Mi rivolgerei alla cortesia di Danilo per eventuale consultazione degli archivi CNOM in Venezia(se esistono) per ricercare un disegno o una foto delle quattro draghe a conferma o meno in confronto alla museata e ad altri soci volenterosi per una ricerca presso l'Archivio di Stato di Parma o presso gli archivi del Genio Civile (a Roma ???)4) a Boretto è stato comunicato trattarsi di una (o due ?) draga ex austroungarica ricevuta come indenizzo per danni di guerra. Potrebbe anche darsi ma non certo di unità presenti in Adriatico, dato che unità similari non si rilevano dagli elenchi dell'I.R. Governo Marittimo. A proposito si sanno le caratteristiche dell'unità museata ??????5) altra possibilità relativa ai danni di guerra : se vera è più probabile che si tratti di danni pagati dalla Germania e non dall'Austria e quindi si dovrebbe dare un occhiata ai vari Groener ecc. circa draghe date all' Italia in conto riparazioni ( a parte la GENERALE CHIODO citata dal presidente, che nulla ha assolutamente a vedere con quanto stiamo discutendo).6) Dalle relazioni alla visita a Boretto salta fuori anche il nome PORTO ROSEGA come possibile primitivo nome della nave museata (se consideriamo la versione di origine austroungarica).Porto Rosega è il nome della zona delle installazioni portuali allo sbocco del canale Valentinis a Monfalcone, in territorio austriaco fino al 1915. PORTO ROSEGA è il nome assegnato dalla R. Marina italiana alla draga AUSTRIA costruzione n.8 del Cantiere Navale Triestino di Monfalcone, consegnata nel 1909 alla committente Gebrüder Howaldt di Kiel (non è chiaro se la draga battesse in origine bandiera germanica e poi sia passata sotto quella austroungarica, in quanto non compare negli elenchi dell'I.R. Governo Marittimo). Caratteristiche ricavate dagli elenchi del cantiere (P. Valenti Storia del Cantiere di Monfalcone) : 520tsl 44,98 x 10,01 x 3,5m non viene riportato apparato motore confermando l'impressione di Poddighe che la fotografia rappresenti una nave non autopropulsa.Confrontiamo le caratteristiche riportate da Giorgerini-Nani in Almanacco Storico delle navi militari ecc. : 600 td. 47,70 x 10,4 x 1,6m 1 ALTERNATIVA 250CI da cui la domanda : ha sbagliato Valenti a non mettere l'apparato motore o la macchina è stata aggiunta durante la ricostruzione in Italia tra il 1917 e il 1918 ?????7) Concludo cercando di fare chiarezza anche sulle fantasiose versioni della storia di questa nave chiedendo aiuto per i buchi mancanti:Dagli elenchi di cantiere : impostazione 15. 7.1908, varo 22.11.1909, consegna 31.12.1909Da Giorgerini-Nani : impostazione (manca) varo 1908 completamento 1917 (in servizio per R.Marina come P.R 1918)Da Bargoni (tutte le navi...) varo 1908 entrata in servizio come PORTO ROSEGA per la R.Marina 6. 6.1918Si resta basiti nel leggere quanto scritto da Bargoni a proposito delle vicende di questa nave e soprattutto riportato pedissequamente dal presidente nellasua ultima mail : " recuperata presso Monfalcone dove era stata affondata dagli austriaci nella primavera del 1917". A parte la svista tra "affondata" e "autoaffondata", mi domando se la mancanza di una virgola tra austriaci e nella sia un semplice errore di stampa o una madornale castroneria storica:come tutti sanno o dovrebbero sapere, la zona di Monfalcone (compreso il cantiere) fu occupata dalle truppe italiane il 9 . 6.1915 fino alla disfatta di Caporetto (ottobre 1917). Ne consegue a) che gli austriaci autoaffondarono la nave nel giugno 1915 prima di ritirarsi b) che gli italiani ricuperarono la draga nella primavera del 1917 passandola ai lavori (dove ??? a Venezia???) e rimettendola in servizio per la R.Marina il 6. 6.1918 ossia ancora in corso di belligeranza.Essendo confermato che la draga era a Taranto nel maggio 1940, non si può parlare di questa come ricevuta in conto riparazioni. Bisogna però accertare cosa sia successo alla nave dopo tale data, se per caso sia stata trasferita sul Po.Navalisti al lavoro!

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