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Francesco De Domenico

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Everything posted by Francesco De Domenico

  1. Sorry, Maurice, I am on holiday now... You will have to be patient.
  2. Addenda: TETI, 1926 first to Raffaele Turchi di Ravenna, 963 grt 571 tdw, composite engine, 1 screw, 636 ihp. Later in 1926 to SINTES, Soc. It. di Navigazione Trasporti e Spedizioni, Ravenna PADENNA, Oct. 1932 to S.A. Marittima Ravennate of Ravenna, 1.596 grt, 1.318 nrt, 2.743 tdw, triple expansion engine, 950 ihp, one screw, 9 knots LAURA SCOTTI 499 grt, diesel engine, 1965 to Aldo Scotti of Savona, date of loss 8.2.1967 ARDITO, 3.540 grt, steam engine, acquired 1901 by A. Mancini of Genova, sold 1907 to the Bank of Athens, mgr. G. Vergottis ALGERIA, 2.559 grt, 1.582 nrt, quadruple expansion engine, 1.644 hp, acquired 1925 by Domenico Saglimbene of Catania, same year to S. A. Navigaz. Nettuno, D. Saglimbene mgr, as GIANNI, in 1931 EDOARDO, sold 1932 to Parobrodsko Drustvo Alcesu, Orebic
  3. Assomiglia al vecchio ISTRIA della Soc. di Navigaz. a Vapore Istria-Trieste (1906)
  4. Apart from the well known photos of her sinking, there are a couple of photos about POTRERO DEL LLANO here: the second one should be POTRERO DEL LLANO (i) ex LUCIFERO. Another photo is of FAJA DE ORO, the other Mexican tanker sunk by an U-Boot in May, 1942. deviantart.com/antonioalexishuerta/art/Mexican-Tankers-of-WWII-779006552
  5. Si tratta di un eccellente lavoro, che si raccomanda per completezza, obiettività - in tempi in cui non sempre se ne trova molta - e maturità della ricerca. Tutte quelle caratteristiche che siamo abituati ad attenderci dal nostro Mattesini, direi anzi quelle che possiamo pretendere da lui. Mancanza di radar, assoluta assenza di preparazione al combattimento notturno, estrema dispersione e imprecisione del tiro delle artiglierie principali, intercettazione dei nostri messaggi codificati con Enigma da parte di ULTRA a Bletchley Park, questi i principali fattori di una tragedia che ha messo fine all'unica e sola incursione compiuta dalle grandi navi della Regia Marina lontano dalle rotte abituali del Nordafrica. P.S. Franco mette a disposizione mio tramite dei soci interessati due copie a metà prezzo (15 Euro anziché 30).
  6. L'amico Carlo Gavazzi ha insistito per pubblicare a mio nome sulla "Rivista Biellese", del cui comitato di redazione fa parte, questo che era nato come un semplice contributo informativo senza pretese su un bel modello conservato a Biella.
  7. Mattesini torna su un terreno da lui già percorso con successo, prima ne "Il giallo di Matapan" del 1985 e poi ne "L'operazione di Gaudo e lo scontro notturno di Capo Matapan" di ben 740 pagine del 1998.
  8. La nave dietro dovrebbe esser la corazzata a barbette KRONPRINZESSIN ERZHERZOGIN STEFANIE (tirate il fiato, dopo principesse ereditarie e arciduchesse) del 1889, in disarmo nel 1910 e dal 1914 usata come nave caserma per la scuola della guerra di mine. Demolita in Italia nel 1926
  9. U 3 e U 4 di Germaniawerft avevano un abbozzo di castello di prua e una struttura verso poppa. Could be them.
  10. https://edition.cnn.com/2020/07/19/asia/us-navy-warship-fire-effects-intl-hnk-scli/index.html
  11. Se è austro-ungarica, non riesco a riconoscere la nave in secondo piano.
  12. E' una nave da sbarco zarista, la numero 410, per i tedeschi FD 20. Il nome ELPIDIFOR deriva da quello di un armatore credo greco o greco-ebraico, che all'inizio del '900 (1905 credo) commerciava granaglie nel mare di Azov e quindi aveva costruito una nave a chiglia piatta e basso pescaggio per i bassi fondali di quel mare, dandogli il suo nome. La marina zarista la riprodusse in serie per i progetti di sbarco sulla costa dell'Asia Minore. A Lei il gioco.
  13. Essendomi a suo tempo specializzato nelle baleniere norvegesi acquistate in giro per il mondo dalla Regia Marina nel 1916, adesso ne ho trovata un'altra arrivata in Italia ma come mercantile. Da Marc Saibène, "La Marine Imperiale Russe de 1870 à sa Chute", Lela Presse, Le Vigen, 2° trim. 2020. Costruita dal cantiere norvegese Moss Vaerft & Dokk a Moss, n. costruz. 12, completata 27.3.1912 come GAMA per A/S South Atlantic/Blacksod Whaling Co. Ltd. (gest. Lorentz Bruun) di Toensberg, 142 tsl. In seguito prende il nome ERRIS sempre per lo stesso armatore norvegese. Nel 1915 acquistata come dragamine dalla marina zarista insieme ad altre quattro baleniere norvegesi (con lo scoppio della guerra la caccia alla balena si era interrotta) con il nome KITOBOI, dislocamento 240 o 310 tonn., per la flotta del Baltico (trasferita dall'Artico a San Pietroburgo attraverso i canali interni da Arkhangelsk, oppure secondo altra fonte fermata dai tedeschi come nave spia ancora sotto il nome ERRIS durante l'attraversamento del Belt, internata a Swinemuende poi rilasciata nel 1917). Altre sei baleniere norvegesi vennero acquistate per la flotta dell'Artico. Nell'aprile-marzo 1918 sfugge da Helsingfors (oggi Helsinki) a Kronshtadt e passa in mano bolscevica, ma il 17.6.1919, approfittando di una missione di pattuglia, passa dalla parte dei bianchi nel Golfo di Finlandia (diventando così la loro unica unità navale nel Baltico) e va con 27 ufficiali a bordo a Reval dove rimane fino a dicembre, poi a Libau poi a Copenaghen. Da qui si trasferisce nel Mar Nero, impiegando quasi un anno per il viaggio, passando da Costantinopoli a fine ottobre 1920 per poi unirsi alla flotta del generale Wrangel a Sebastopoli, e acquistando una certa fama per il periplo compiuto. Con la ritirata della squadra navale dei bianchi dalla Crimea, di pochi giorni successiva al suo arrivo, salpa da Sebastopoli con a bordo 19 componenti l'equipaggio e 5 loro familiari a metà novembre del 1920 andando prima a Costantinopoli. Ne salpa il 10 dicembre per Argostoli, poi da qui il 22 dicembre per Biserta dove arriva il 27 dicembre 1920, viene internata dai francesi e messa in disarmo insieme all'intera squadra (delle altre quattro baleniere ex zariste, una sarà catturata dai finlandesi nel 1918 e tre rimarranno in mani bolsceviche). Sarà venduta commercialmente dalla Francia alla fine del 1922 per far fronte alle spese sostenute nell'ancoraggio (che l'URSS si rifiuta di sobbarcarsi) come rimorchiatore a Italo Sartirano fu Paolo di Genova con il nome ITALO, 137 tsl. E qui purtroppo le mie informazioni, anche con il prezioso aiuto della scheda del Lessico di Giorgio Spazzapan che devo alla cortesia di Nereo Castelli, si fermano al R.I.Na. del 1927. In ogni caso, non sarà l'unica nave russa internata a Biserta e venduta in Italia nel dicembre del 1922: ci sono anche la nave appoggio sommergibili DOBYCHA (1.304 tsl del 1883, ex preda austriaca, ex turca ITTIHAD, ex greca PRINCIPESSA SOPHIA, ex spagnola MALLORCA, ex britannica DYNAMIC) poi AMBRO per la Soc. Transitaria Ital. Marittima di Genova, demolita nel 1° trim. 1926; i cargo rompighiaccio GAIDAMAK (1.250 tonn./1897) poi alla Soc. Miglia (?) (rivenduto nel febbraio 1924) e VSADNIK ex LEDOKOL (488 o 532 tonn./1891) poi MANIN II per G. Bertorello fu A. & C. di Sampierdarena, il rimorchiatore GOLANDSKIJ BUGSIR (154 o 180 tsl del 1914, ex olandese HOLLAND) poi SALVATORE per Salvatore Bertorello di Genova Sampierdarena (poi rivenduto in Brasile nel 1924 o nel 1932)

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