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sandokan

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  1. Vicende interessanti, che non conoscevo. Grazie Maurice. Merci
  2. Oh che bella notizia, grazie carissimo. Resto in attesa di istruzioni per il pagamento. Un cordiale abbraccio Tib
  3. Grazie, non conoscevo questo fatto. Faccenda stravagante direi.
  4. Salve a tutti. Ho trovato su facebook nel gruppo "Navy General Board", un articolo (ormai si dice "post", neologismo per me strindente) che commenta una foto di un smg italiano col dispositivo lanciafiamme Girosi. Sapevo di un tentativo sperimentale su nave in funzione antiaerea ma di sommergibili no. Si conosce qualcosa in più? Ecco il testo del "post": 《 I've been seeing this photo circulating recently so I thought I would shed some light on what it is. The photo depicts the Italian mameli class submarine Tito Speri testing out her Girosi flamethrower in 1938. Now why would a submarine need a flamethrower? The Girosi flamethrower takes its name from its creator Carlo Girosi. The weapon was designed to create a barrier of sorts. The weapon operated differently then what you see in the photo. In actual use, it would be used while submerged. The submarine would discharge fuel from its tanks, creating a slick on the surface. The flamethrower, mounted on a protruding mast, would then be used to ignite this slick. The resulting flame would last for a few minutes, creating a formidable looking barrier. It was intended to use this barrier against harbor entrances and channels, impeding the movement of ships. The submarine would then take advantage of this to inflict more damage during the confusion. Some sources state that the testing was successful enough that twenty or more Italian submarines were eventually equipped with the Girosi device. However, I have not found any sources that suggest the device was actually used during the Second World War or confirmed which submarnes actually recieved it.》
  5. Efficacissimo riassunto. Grazie davvero. Una vicenda straordinaria e crudele.
  6. Grazie Danilo. Quanto mai interessante questo fatto, a me sconosciuto!
  7. Riguardo al Gufo con antenna a parabola unica, sfogliando il libro (devo lavorare in giardino uffa!) " Aircraft carrier Impero", documentatissimo su quel progetto sorprendente, gli autori riportano quanto scoperto sul "Gufo 2" dalle carte dell'archivio Campagnoli. Tutto coincide con quanto noto come Gufo III che sarebbe una evoluzione derivata dal EC-3bis e ter, in base agli studi ed sperimentazione del Tiberio e basato sulle esperienza germaniche. Dovrebbe quindi trattarsi di un radar tipo impulsivo, con paraboloide rotante di 3 mt di diametro e previsto per direzione tiro navale con possibilità di ricerca/tiro contraereo. Stando a quanto noto doveva avere una portata (posizionato a livello del mare) di circa 30km per rilevamento di bastimenti da almeno 200tons con soprastrutture di 4 metri; Grossi aerei (rilevante radar cross section quindi) a 1000mt di quota rilevabili sempre a 30km circa. Distanza minima di rilevamento 800mt (quindi una frequenza di prf bassina e sistemi commutazione Tx-Rx lenti; precisione del rilevamento 50mt (larghezza del lobo); precisione angolare +- 0,5° (viene precisato "con personale mediamente istruito e operante); angolo di apertura del lobo di irradiazione 10-11° dipendendendo dalla frequenza (stabilità in frequenza o possibilità di variarla?) In questi pochi dati si vede come, finalmente, si sarebbe potuto avere un buon radar imbarcato, anche se lo si voleva polifunzionale che non è il massimo, all'altezza di quanto avevano in servizio gli altri nel '43. Il allegato la foto della pagina del libro dove è mostrato il progetto Safar di transizione tra i due tipi. In pratica un radar diverso e anche qui un po di confusione regnava.o

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