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Showing content with the highest reputation since 10/29/2020 in all areas

  1. Mi è stato segnalato dall'Autrice, con la quale avevo intrattenuto precedenti contatti, il suo ultimo lavoro: https://www.corrieredicomo.it/centanni-in-fondo-al-lago-storia-di-un-misterioso-relitto-nel-lago-di-como-e-del-suo-inventore/ Lo ho appena ordinato https://www.lafeltrinelli.it/libri/valeria-messina/cent-anni-fondo-lago-storia/9788833811970 e non mancherò di recensirlo quando lo riceverò.
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  2. Nessuno potrà mai sapere quanti tesori fotografici giacciono nelle cantine, nelle soffitte, nei cassetti, negli album di famiglia. Poco prima degli eventi seguiti all’epidemia e al blocco di tutte le attività, mi telefonò un amico che, per passatempo ma non troppo, gira per mercatini, rigattieri, soffitte da svuotare, dicendomi che aveva trovato delle foto che potevano interessarmi. Si trattava di una decina di foto attaccate su fogli neri d’album, in pessimo stato di conservazione, formato 9x6 cm. Dalle note scritte a tergo, si ricava che sarebbero state scattate da un componente de
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  3. Visto che in questo periodo stanno uscendo molti libri dedicati alla vita e alle sofferenze patite dai prigionieri di guerra italiani nella Seconda Guerra Mondiale, ho tratto dal volume appena uscito "Orkney & Scapa Flow At War 1939-45" di Craig Armstrong, Pen & Sword History, 2020, un interessante episodio. Dopo il tragico affondamento della ROYAL OAK il 14 ottobre 1939 ad opera dell'U 47 del Kptn.Ltn. Guenther Prien penetrato nottetempo nel grande ancoraggio attraverso lo Holm Sound (con ben 834 morti a bordo della corazzata), il Primo Lord del Mare dell'epoca Winston Churchill
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  4. Da Charles Stephenson, "The Eastern Fleet and the Indian Ocean 1942-1944. The Fleet that Had to Hide", Pen & Sword Maritime, Barnsley, 2020. Un gran bel libro appena uscito. La storia della "flotta che dovette nascondersi", la Eastern Fleet dell'ammiraglio James Somerville di fronte alla schiacciante superiorità aeronavale giapponese. In breve. L'Ammiragliato britannico, ossessionato com'è noto dalla presenza della TIRPITZ in Norvegia, tratteneva fisse nella Home Fleet le tre corazzate nuove della classe KING GEORGE V, per averne sempre almeno due disponibili nel caso la nave t
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  5. La prima è una nave della classe SIERRA del Norddeutscher Lloyd di Brema. La classe era composta dai piroscafi SIERRA NEVADA, SIERRA CORDOBA, SIERRA VENTANA e SIERRA SALVADA. Tutte costruite nel 1913 per la linea Bremerhafen - Rio de la Plata. Durarono poco a causa della grande guerra. Non mi è possibile stabilire quale delle quattro sia quella nella fotografia. La seconda è una nave della classe ORONSAY, della britannica Orient Line, composta dai piroscafi ORONSAY, OTRANTO, ORFORD e ORONTES. Costruite nel 1924-1925 erano in servizio sulla rotta Londra-Australia via Mediterraneo con scali
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  6. In navigazione con mare agitato. Battaglia di "Capo Stilo", il ritorno alla base dopo la battaglia.
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  7. Plancia del BOLZANO. In navigazione. Segue ...
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  8. Luiz

    La Notte di Taranto

    Alle volte e inaspettatamente i quotidiani rievocano fatti storici navali, non è scontato e non è frequente. L'articolo non mi pare firmato https://www.ilpost.it/2020/11/11/bombardamento-taranto-marina-italiana/
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  9. Alla c.a. Il Palermo che è stato ridotto in pezzi per il ferro vecchio era il piroscafo Virginia ex Etna (1874-1915). Costruita da M. Pearse & Co., Stockton da 1065 grt. Affondata il 29.5.1915 dal sottomarino U-12 (Egon Lerch), 7,6 nm dal faro di Salvore, presso il confine Italo-Sloveno. I pochi resti rimasti sul fondo si attengono piu alle dimensioni del Virginia, 70 m di lunghezza x 10 m larghezza. Mentre il Palermo era di 104 x 14 m. Le poche pareti rimaste sono di una fattezza simili a una nave del 1874, sicchè di una del 1910. Nei pressi di Salvore si trova il relitto del pi
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  10. Dallo stesso testo ho scansionato questa foto. Mi pare che la forma della prua sia molto simile a quella che si vede nel tuo video.
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  11. Ammesso che si tratti dello stesso mezzo, da "Navi militati perdute" , pubblicazione dell'Ufficio storico della MMI, si evince che il rimorchiatore N 90 - fra l'11 e il 16 settembre, non è noto se a Pola od a Fiume fu catturato dai tedeschi in circostanze non note. Risulta affondato a Capo Salvore per urto contro una mina nel febbraio 1944. Si tratta dell'ex rimorchiatore austroungarico T 106 costruito a Trieste dallo Stabilimento Tecnico Triestino-Cantiere San Marco. Da "Storia del Cantiere San Marco di Trieste" di Ernesto Geller e Paolo Valenti allego la scheda del mezzo.
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  12. Sul Groener c'è un ADRIANA I, un rimorchiatore olandese costruito da A. Vuijk & Zon a Capelle an der Ijssel nel 1929, 130 grt, armatore Maarten Boele di Sliedrecht, nell'agosto 1940 requisito dalla Kriegsmarine per l'Operazione Seeloewe come R(Rotterdam) 9S, nell'ottobre 1940 C(Cherbourg) 151 S, affondato il 18 giugno 1944, recuperato nel 1946 e riparato come ADRIANA I, 1971 trasformato in CALYPSO con diesel da 800 hp (anziché 600), 1983 ancora in servizio. Non può essere lui.
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  13. Naturalmente, mi scuso, mi riferisco soltanto alle navi mercantili italiane perdute nel Mediterraneo nel mese di giugno 1940.
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  14. I danni causati dalle mine nazionali alle navi italiane nei primi venti giorni di guerra Il 5 giugno 1940 l’incrociatore Pola, nave ammiraglia della 2a Squadra (ammiraglio Riccardo Paladini), e gli incrociatori della 3a Divisione Navale, Trento e Bolzano, si dislocarono a Messina e a Reggio Calabria. Lo stesso giorno iniziarono i movimenti dei sommergibili per raggiungere le dislocazioni previste dal documento DI.NA 8 ter. Il 6 giugno ebbe inizio la messa in opera degli sbarramenti difensivi di mine sulle coste dell’Italia e della Libia e
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  15. Grazie Francesco. Certo Somerville non considerava le corazzate italiane buone per la sua guerra nell'Oceano Indiano, ed é acido anche per la RICHELIEU che pure aveva ricevuto in USA un armamento contraereo formidabile, riguardo al tiro rapido, certamente migliore della sua RENOWN. Ma si sa, gli inglesi o britannici che siano, se non é materiale loro, hanno sempre da criticare. Se le LITTORIO dovevano essere impiegate, sarebbe stato necessario non solo rinforzare al massimo l'armamento contraereo, sostituendo gli inutili pezzi da 90, e tutte le mitragliere Breda, che non colpivano un tubo. M
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  16. https://it.insideover.com/guerra/pirati-golfo-guinea-martinengo-marina-militare.html
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  17. Le due unità coinvolte nell'incidente. SELINUNTE JET TINDARI JET
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  18. Dopo tre anni che cercavo il Virginia, ho raccolto svariate storie su quasi tutto quello che c'era nel golfo di Trieste. Un sommozzatore da Trieste mi ha mandato anche il video del recupero della caldaia. Se erro, MEA CULPA MAXIMA. Lo smonto dal telefono e lo metto sul canale Youtube dove carichiamo lo stato attuale dei relitti intorno a Pirano e Salvore.
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  19. Non mi dice nulla. Se volete leggere la verita, potete consultare uno dei miei ultimi libri, dalla casa editrice Cristini (Soldiershop Publihing Storia), dal titolo LA NOTTE DI TARANTO 11 NOVEMBRE 1940, pagine 234. Francesco Mattesini
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  20. Facendo riferimento al post di Giuseppe Garufi http://www.aidmen.it/topic/1100-salvatore-todaro-su-ulisse-e-in-aidmen/ segnalo che dal minuto 1h 32' 07'' a 1h 38' 56'' del filmato citato, è visibile un interessante documentazione completa di riprese subacquee sulla perdita e relativo ritrovamento della batisfera in oggetto, drammatico evento avvenuto sul lago di Como il 28 novembre 1920. Il link per la visione ed il download dell'intero documentario è il seguente: https://www.raiplay.it/video/2018/04/Ulisse-il-piacere-della-scoperta-Sfida-agli-abissi-fa2d2687-8037-4dbd-a3e0-81c438041af9.html,
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  21. e adesso con l'assicurazione come la mettiamo?
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  22. Miroslav Morozov mi ha scritto: Dear Francesco! Please, excuse me with the delay of the answer. Now I translated and read the conclusion of the new version of your article about Molotov. You made a great work, add a lot of new info, but you didn't appreciate the time difference between Italian and the soviet forces still. Without this we can't match all actions between both sides correctly. This is my opinion. Anyway I would be glad to help you in your researches in future. Thank you very much for Italian documents. Very best regards, Miroslav Ho ruisposto: Traduz
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  23. Da "Soviet Navy At War 1941-1945" di Przemyslav Budzbon, Arms and Armour Press, 1989
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  24. Da "Warship 2009", Conway, London, 2009 Dal saggio "The Soviet Light Cruisers of the KIROV Class" di Vladimir Yakubov e Richard Worth, pagg. 93-95.
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  25. Nel corso dell’attacco dei Mas 573 e 568, sempre ritenuti dalla navi sovietiche delle torpediniere, il contrammiraglio Basistiy, Comandante della Divisione Incrociatori del Mar Nero, a bordo del MOLOTOV, ha sostenuto, nel suo libro “Sea and Shore”( in russo Море и берег, More i bereg, 1970 Moscow) , che dopo la cessazione del tiro contro il porto di Feodosia, la formazione navale, essendo sotto il tiro delle artiglierie tedesche che probabilmente usavano il radar, e che le navi nemiche stavano pronte a colpire, diresse affrettatamente a sud, inseguito da tre torpediniere, una delle quali presa
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  26. Anche dopo l'armistizio gli Alleati hann preferito impiegare i soldati italiani di 10 Divisioni che erano rimaste nel Sud Italia e Sardegna, come forze di lavoro, che spesso (come nel cantiere di Taranto) apprezzavano, ma che in realta usavano per le loro esigenze lavorative e di trasporto. In realtà, come é stato scruitto daAgostino degli Espinosa in "Il Regno del Sud (che per chi no n lo conosce dovrebbe leggere), gli anglo-americani i soldati italiani li usavano come "facchini". Franco
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