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IL SILURAMENTO E DANNEGGIAMENTO DELL'INCROCIATORE SOVIETICO MOLOTOV


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Riporto due capitoli del mio saggio, postato nella mia pagina di academia edu, che sono stati aggiornati sulla base di altre notizie, discusse con lo storico russo Miroslav Morozov:

 

L’avvistamento del Mas 568 e il discutibile attacco di aerosiluranti tedeschi.

 

Alle 01.05 del 3 agosto, a 20° di prora a sinistra dell’incrociatore Molotov, fu avvistata un’unità sottile che stava manovrando per l’attacco e, per evitare di essere colpito da siluri il Molotov manovrò sulla dritta aprendo il fuoco con le mitragliere, mentre il cacciatorpediniere Kharkov iniziò a sparare sullo stesso obiettivo due minuti dopo, alle 00.07.[1]

Essendo impossibile mantenere l’incrociatore su una rotta accurata di tiro, il contrammiraglio Basisty, decise interrompere l’azione di fuoco sugli obiettivi di Feodosia e di disimpegnarsi, dirigendo verso sud aumentando la velocità delle navi a 28 nodi.[2] L’unità sottile che aveva determinato quell’allarme e la deviazione di rotta doveva essere il Mas 573 (che aveva avvistato le navi sovietiche ed era andato all’attacco alle 00.15, e quindi un quarto d’ora dopo la mezzanotte) mentre, come vedremo, il Mas 568, che si trovava a 3 – 4 miglia di distanza dal Mas 573, avvistò le due unità nemiche alle 01.18. E quindi tredici minuti dopo il suo segnalato avvistamento da parte del Molotov. Avvistamento che però avvenne per il Mas 568 soltanto dopo che le due navi sovietiche avevano aperto il fuoco contro di lui; prima il comandante Legnani non si era accorto di nulla, e per evitare la reazione del nemico manovrò per disimpegnarsi, per poi andare all’attacco in un secondo tempo.

         Come abbiamo già accennato, questa disparità di orari di avvistamento e attacco, tra italiani e sovietici, è molto importante, perché i due orari erano simili, come dimostra il sorgere della luna che è riportato per entrambi alle ore 23.15 del 2 agosto.[3] E pertanto da ritenere, con fondati motivi, che altrettanto dissimili siano gli orari sugli attacchi aerei tedeschi, veri o presunti, con tutte le perplessità esistenti dell’avvenimento. 

          Allontanandosi dalla costa della Crimea le navi sovietiche sarebbero state avvicinate da alcuni aerosiluranti tedeschi He.111, che, secondo la relazione sovietica, non convalidata dalle fonti tedesche, attaccarono isolatamene e in piccole sezioni. Secondo alcune fonti varie quei velivoli sarebbero appartenuti al 2° Gruppo del 26° Stormo Bombardamento (II./KG.26), decollati dall’aeroporto di Burzau, in Romania. Nel Diario di Guerra della Seekriegsleitung, che é l’unica fonte oggi disponibile dopo la distruzione del carteggio della Luftwaffe per non farlo cadere nelle mani degli Alleati, é scritto che il “tallonamento notturno” della forza navale sovietica era eseguito dagli aerosiluranti tedeschi a iniziare dalle ore 22.45, senza specificare a quale reparto appartenessero, se fossero stati armati e se avessero attaccato le navi sovietiche.[4]

         Invece, secondo il Diario dell’Ammiraglio tedesco del Mar Mero (KTB Schwarzes Meer), è confermato che alle 00.03 del 3 agosto gli aerei da ricognizione tedeschi erano usati dal Comando Aereo Sud come “pedinatori” (mantenitori di contatto) sopra la forza navale sovietica, e non si parla di aerosiluranti. Gli equipaggi di quei velivoli riportarono di aver osservato gli spari delle navi nemiche a circa 27 miglia a sud-est di Feodosia, che era bombardata dalla parte del mare. Quando il bombardamento terminò, la forza navale fu vista ritirarsi, allontanandosi con rotta 120° ad alta velocità, per poi essere nuovamente avvistata alle 04.55 a 30 miglia ad ovest di Novorossiysk. Durante tutto il tempo dell’operazione appariva che le navi avessero tenuto il silenzio radio.

         Rudolf (Rudi) Schmidt, che all’epoca era tenente pilota della Squadriglia aerosiluranti 6./KG.26, e poi nel 1943-1944 capitano e ultimo comandante del Gruppo aerosiluranti II./KG.26, ha riportato nel suo libro che durante la notte era arrivata la notizia della presenza di incrociatori sovietici, e che, essendo impossibile effettuare un attacco notturno, esso avvenne alla luce del sole, il mattino del 3 agosto, intorno a mezzogiorno.[5]

         Pertanto è tassativamente da escludere che la 6./KG.26 abbia potuto partecipare agli attacchi notturni, come ha confermato Rudi Schmidt, e che pertanto quel presunto successo sul Molotov non può esserle accreditato.

Anche Errico Cernuschi, in un suo modesto e confuso articolo per la Rivista Marittima, ha negato che vi sia stato quella notte un qualsiasi attacco aereo tedesco contro le navi sovietiche.[6] L’attacco, se vi fu realmente secondo le fonti russe oggi conosciute, non è però confermato nel Diario di guerra della SKL in cui è riportato soltanto che “Dalle 22,45 i nostri aerei siluranti hanno seguito la forzanavale;[7] ma è di difficile interpretazione capire da quale reparto aereo tedesco il pedinamento el’eventuale attacco sarebbe stato realizzato e da quali velivoli, poiché, come vedremo, durante il disimpegno dopo l’attacco al Molotov furono sganciate anche bombe ed effettuato il mitragliamento sul Mas 568, come risulta dalle dichiarazioni del comandante Legnani e degli uomini del suo equipaggio.[8]    

Le altre due Squadriglie del II./KG.26 (maggiore Horst Beyling), la 4./KG.26 (capitano Gerd Schäfer) e la 5./KG.26  (tenente Eberhard Stüwe), erano costituite con velivoli He.111 da bombardamento, di base a Saki in Crimea. Invece Harold Thiele, afferma in un suo per molti versi inesatto libro sugli aerosiluranti tedeschi, che le due squadriglie erano state trasformate in reparti armati di siluri.[9] Si deve quindi ritenere che l’attacco notturno al Molotov possa essere stato realizzato dai velivoli di una o di entrambe le due squadriglie 4./KG.26 e 5./KG.26, di cui, purtroppo, ci mancano i particolari, se non, come vedremo, il fatto che l’unico aereo tedesco non rientrato alla base quel giorno 3 agosto era un He.111 della 4./KG.26, squadriglia che però nel mese di maggio 1942 aveva assunto la denominazione di 2./KG.100 che poi in luglio cambiò in 7./KG.26.

Vediamo ora come l’attacco aereo, presunto o veritiero, è stato descritto dal comandante del Molotov, che con le sue tardive e discutibili dichiarazioni, espresse a molti anni di distanza dall’episodio in una intervista, ha sollevato una serie di polemiche, tutte contro la versione ufficiale italiana, che fino a allora era pienamente condivisa dai tedeschi.

 

Alle 01.19 un primo aerosilurante fu visto avvicinarsi al traverso dell’incrociatore, sul lato sinistro. Il capitano di vascello Romanov ordinò di virare a destra, e uno dei due siluri lanciati dal velivolo passo lungo il lato di dritta del Molotov. Dopo cinque minuti, alle 01.26, seguì un attacco simultaneo da parte di altri due aerosiluranti. Uno degli He 111 si diresse verso il fianco destro dell'incrociatore, l'altro sul fianco sinistro con azimut 110°. A causa dello sfavorevole chiarore della luna il secondo aereo fu avvistato in ritardo. A una distanza di 3.600 metri i cannoni pesanti da 180 mm del Molotov, aprirono il fuoco con ritmo accelerato e l’incrociatore cominciò a manovrare sulla sinistra, fronteggiando sulla destra l’attacco del primo aerosilurante, che con angolo di rotta di 150° lanciò due siluri, visti passare a poppa del Molotov.

L’altro aereo, quello che era stato avvistato in ritardo, lanciò i suoi due siluri, dei quali, sempre secondo la versione sovietica, uno passò sul lato sinistro dell’incrociatore, mentre l’altro, alle 01,27, lo colpì a poppa sul fianco destro [sic]. Молотов (крейсер)

            Se si accetta la versione del comandante del Molotov, o di chi l’ha trascritta dopo molti anni nell’intervista al capitano Romanov, vorremmo proprio sapere come può aver fatto il pilota del velivolo tedesco che attaccava da prora a sinistra ad andare a colpire l’incrociatore a poppa del fianco opposto. Occorre considerare che i siluri dovevano essere stati logicamente sganciati dal velivolo He.111, che non poteva perdere tempo essendo sotto tiro, uno dopo l’altro, e esisteva per l’incrociatore in accostata a sinistra pochissimo spazio di manovra. Per completare un ampio giro completo, in modo da presentare la poppa del fianco destro, al Molotov sarebbero occorsi alcuni minuti.

         Subito dopo aver lanciato i siluri, l’He 111 sarebbe stato abbattuto, secondo i russi, dal fuoco d’artiglieria dell’incrociatore incrementato anche dal tiro delle mitragliere. Come detto, avendo disponibile soltanto la versione russa, avrebbe potuto trattasi dell’He.111-H6 (WNr 4816 – 1T+JH) della 4a (o 7a) Squadriglia del II./KG.26. Ossia, dell’unico velivolo tedesco di cui si conosce la perdita, ma non l’orario, che doveva essere stato attrezzato al lancio dei siluri,[10] poiché i velivoli di quella Squadriglia portavano bombe, fino al peso di 2500 chili, ed erano utilizzati anche nel lancio delle mine magnetiche. Il velivolo IT-JH non rientrato alla base quel giorno 3 agosto era pilotato dal tenente Hans-Georg Bachem, che decedette con l’intero equipaggio di quattro uomini.

         Tuttavia secondo quanto risulta dalle pagine della relazione del Molotov, che mi sono state inviate in copia dal famoso storico navale russo Miroslav Morozov, con il quale recentemente ho avuto sulla questione un fruttifero scambio di e-mail, il Molotov fu colpito dal siluro alle 01.26 (e non alle 01.27) e l’aereo, contemporaneamente abbattuto precipitò in mare vicino all’incrociatore alle 01.33. Ossia dopo ben sette minuti ? Se l’He.111 precipito in fiamme contemporaneamente o poco dopo all’esplosione del siluro dobbiamo supporre che ciò avvenne alle 01.26 – 01.27. A meno che si trattasse di un altro aereo che attaccò alle 01.33, e fu quello abbattuto, ma in questo caso non poteva colpire il Molotov che, come vedremo, era già stato raggiunto da un siluro del Mas 568. Se si insiste nella tesi che il Molotov fu attaccato dall’aereo tedesco e che contemporaneamente fu colpito l’incrociatore, occorre dire che in sette minuti trascorsi nella manovra di scampo, alle 01.33 l’aerosilurante doveva trovarsi a parecchie miglia di distanza dalla nave sovietica.

In tal caso si deve convenire che, come minimo, gli orari sovietici, come ho già fatto notare, erano sbagliati, oppure che l’aereo tedesco attacco e fu abbattuto effettivamente alle 01.33.

 

L’attacco del Mas 568 e il siluramento dell’incrociatore Molotov.

 

Contemporaneamente al presunto attacco degli aerosiluranti tedeschi si era fatto sotto il Mas 568 del tenente di vascello Legnani che, ricevuto dalla stazione radiotelegrafica di Feodosia il segnale di scoperta “Unità nemiche bombardano la costa”, dopo aver passato la segnalazione al Mas 569 (che però la ricevette con un ritardo di circa un’ora), manovrando a tutta forza, con le condizioni del mare forza 3, si era portato nella zona in cui le navi sovietiche avevano iniziato il bombardamento, arrivando a contatto con esse, come detto, “alle 01.18 … in un punto a 3-4 miglia per S.E. dalla zona in cui era avvenuta l’azione del 573” alle ore 00.15.[11]

Nel fragore d’artiglieria, il comandante Legnani ritenne di essere inquadrato dai grossi calibri delle navi nemiche, che non aveva ancora avvistato trovandosi “dal lato sfavorevole rispetto alla luna” che illuminava l’orizzonte, mentre, invece il Molotov, che secondo la sua relazione era impegnato dagli aerosiluranti tedeschi, percepita la nuova minaccia insidiosa alle 01.30 (secondo i discordanti dati russi erano le 01.05) sparò sul Mas 568 con le mitragliere.[12] 

Il tenente di vascello Legnani, figlio dell’ammiraglio Antonio Legnani all’epoca Comandante della Squadra Sommergibili (Maricosom), dopo essersi sottratto al tiro dell’incrociatore, manovrando ad alta velocità con il mare al moscone e con il suo Mas ricoperto di spuma per gli altri spruzzi del mare che lo investivano si portò, dal lato favore rispetto alla luce lunare, a prua e sul fianco destro delle navi sovietiche, per poi lanciare i suoi due siluri su un incrociatore “di tipo imprecisato”, che procedeva a lento moto, da una distanza di 800 metri, “mirando la zona a centro prua sulla sagoma nera della nave”,[13] e ritenne di averla colpita alle 01.30, a prora e al centro, con entrambe le armi. Seguì poco dopo su quella nave, che nel manovrare a sinistra per evitare i siluri e sviluppare il massimo volume di fuoco mostrava la poppa, un’esplosione violenta con fiamme (e fumo) che si spensero dopo quattro minuti, facendo ritenere a bordo del Mas 568 che l’incrociatore fosse affondato. Nello stesso tempo il Mas accostò subito per sottrarsi nell’oscurità alla reazione nemica.

Ha scritto al riguardo il capitano di fregata Francesco Mimbelli, Comandante della 4a Flottiglia:[14]

 

 

I due siluri lanciati a breve distanza hanno entrambi colpito l’unità maggiore che si è incendiata ed è esplosa violentemente dopo pochi minuti. L’esplosione è stata osservata distintamente anche dall’altro Mas [Mas 573], che nel frattempo era andato alla fonda sotto costa, [e] dagli armamenti delle batterie costiere germaniche e dalle stazioni di vedetta.

 

 

 

Quindi soltanto dopo il lancio dei siluri del Mas 568 furono viste esplosioni  e fiamme  avvolgere il Molotov, che pertanto non poteva essere stato colpito nei precedenti minuti del presunto attacco aereo. Né, la violenta esplosione poteva essersi verificata, come qualcuno ha sostenuto, al momento in cui l’aereo tedesco era caduto in mare dopo essere stato colpito dalla contraerea del Molotov; anche perché il velivolo He.111, lo ricordiamo, era stato abbattuto, secondo la relazione dell’incrociatore, alle 01.33, ossia  tre minuti dopo l’attacco del Mas 568. Ma a questo punto occorre considerare che, come abbiamo già detto, l’orario trascritto sul Molotov non poteva essere esatto rispetto a quello dell’unità italiana, poiché discordante di ben tredici minuti al momento del primo avvistamento del medesimo Mas 568 da parte dell’incrociatore sovietico. E ciò è confermato, lo ripetiamo, dal sorgere della luna che è riportato per entrambi alle ore 23.15 del 2 agosto.[15]

Inoltre, se si insiste a sostenere che il Molotov, come è riportato nella sua relazione, fu colpito alle ore 01.26 (mentre il Mas 568 lo colpì alle 01.30) occorre dire che tra l’esplosione di un siluro sullo scafo della nave e la caduta in mare dell’aereo che, liberatosi dei siluri, poteva trasportare ormai come corpo infiammabile solo la rimanenza della benzina, vi sono inequivocabili errori di orario. Infatti, se l’esplosione era dovuta al siluro dell’He.111 che aveva colpito lo scafo prodiero del Molotov asportandolo, quell’esplosione violenta seguita da incendio e colonne di fumo, sarebbe stata sicuramente vista molti minuti prima dai Mas italiani e dalle posizioni tedesche sulla costa, che invece non notarono nulla. Soltanto dopo alcuni minuti che il Molotov era stato colpito dal siluro italiano, ossia alle 01.30, dal Mas 568 furono avvistate esplosione e fiamme, che si spensero dopo quattro minuti, e che dettero l’impressione che il colpito incrociatore fosse esploso affondando. In questo caso le ore 01.33 dimostrano che l’aereo He.111, della Squadriglia 4. o 7./KG.26, era stato effettivamente abbattuto tre minuti dopo il lancio dei siluri del Mas 568.[16]

 

FRANCESCO MATTESINI - Roma, 23 Ottobre 2020


                [1]  Ricordiamo che il Mas 573 andò all’attacco alle 01.15, e pertanto dieci minuti dopo il suo avvistamento da parte  del Molotov. Questa disparità di orario è molto importante nei riguardi del successivo attacco del Mas 568. 

                [2] Молотов (крейсер) (Wikipedia Russia).

[3] Черноморский флот  – Крейсер «Молотов» на сайте Черноморского флота РФ; AUSMM, Relazione sull’attività della 4a Flottiglia M.A.S. nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, Prot. n. 01746 del 1° Ottobre 1942.     

                [4] Kriegstagebuch der Seekriegsleitung/Operationsabtailung 1939-1945, parte A, Mittler & Sohn, Heford-Bonn, 1988 ss., vol. 36: August 1942, 03.08.1942, p. 48-50.

                [5] Rudi Schmidt, Achtung – Torpedo Loss, Bernhard & Graefe Verlag, Coblenz, 1991, p. 148-149.

                [6] Enrico Cernuschi, Questione di merito, Rivista Marittima, Marzo 2011.

                [7] Nel Diario KTB Marinegruppenkommando Sued- prima parte è scritto: “Alle 04.55 un reparto della Luftwaffe riferisce di un incrociatore pesante, 1 cacciatorpediniere, 7 navi scorta  a 16 miglia marine a SSW di Anapa, rotta 100°, alta velocità. I piloti interrompono ulteriori contatti. L'ultimo rapporto della ricognizione riferisce alle 06.36 di un incrociatore, un cacciatorpediniere, 15 motosiluranti  a 25 miglia marine a SW di Novorossiisk, rotta 130°, alta velocità. Non si accenna ad un successivo attacco di aerosiluranti.

                [8] AUSMM, Relazione sull’attività della 4a Flottiglia M.A.S. nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, Prot. n. 01746 del 1° Ottobre 1942.

                [9] Harold Tiele, Luftwaffe Aerial Torpedo Aircraft and Operation in World War Two, Hikoki, 2004, pag. 39.

                [10] All’inizio del 1942 era rimasta a operare nel Mar Nero come reparto aerosilurante soltanto la 6./KG.26, che nel gennaio del 1942 si trasferì a Saki, nella Penisola di Crimea, già base della Squadriglia 1./KG.28, ove all’inizio di marzo fu raggiunta, dall’aeroporto greco di Kalamaki, dall’intero II./KG.26, con la 4a e 5a Squadriglia da bombardamento, al comando del maggiore Host Beyling, che aveva in carico trentaquattro velivoli He.111. Secondo Robert Forezyk, prima di raggiungere la Crimea i velivoli da bombardamento della 4./KG.26 (capitano Ernst Haller) e 5./KG.26 (capitano Georg Teske) si addestrarono al lancio di siluri alla Scuola di Grosseto, e come tali impiegati nel Mar Nero, e ciò è confermato anche da altre fonti. Cfr., Robert Forezyk, Iron Cross Grow, Osprey, 2014; Torpedoschule Grossetto Kampfschulgeschwader, in Forum Marine Archiv (Internet).

            [11] AUSMM, Relazione sull’attività della 4a Flottiglia M.A.S. nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, Prot. n. 01746 del 1° Ottobre 1942. Nella relazione è scritto: “Il fatto che in oltre un’ora di tempo la formazione nemica si era spostata di tanto poco ed il fatto che durante l’attacco del 568 procedeva molto lentamente, danno – a mio avviso – la quasi sicura certezza che il 573 abbia messo a segno il suo secondo siluro. Non si spiegherebbe altrimenti la permanenza del nemico in una zona che per esperienza diretta sapeva infestata dai nostri mezzi, n’è d'altra parte sembra verosimile l’ipotesi che si trattasse di due formazioni differenti.

 

                [12] Ibidem.

            [13] Mare Nostrum Rapallo, 2002:  Intervista all’Ammiraglio “rapallese” Emilio Legnani. Una Notte di Guerra nel Mar Nero (Internet).

            [14] Ibidem.

[15] Черноморский флот  – Крейсер «Молотов» на сайте Черноморского флота РФ; AUSMM, Relazione sull’attività della 4a Flottiglia M.A.S. nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre, Prot. n. 01746 del 1° Ottobre 1942.     

                [16] Nel “KTB Marinegruppenkommando Sued- prima parte, 3 agosto 1942” è scritto che in seguito all’attacco del Mas 568 Il comando del porto di Feodosia ha osservato alte fiammate e colonne di fumo”. Inoltre, secondo il KTB della 3. Raumboot-Flottille  (moto dragamine),  La sezione distaccata R 35, R 37, all'uscita sud dello Stretto per la scorta arretrata alle motozattere, è testimone oculare da distanza del siluramento dell'incrociatore russo KRASNA KRIM [sic] da parte dei MAS italiani. E’ comunque importante sottolineare che, anche trovandosi a grande distanza gli equipaggi dei due motodragamine tedeschi R 35 e R 37 avevano osservato l’esplosione del siluramento del Molotov da parte del Mas 568.

 

 

 

 

 

 

 

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Nel corso dell’attacco dei Mas 573 e 568, sempre ritenuti dalla navi sovietiche delle torpediniere, il contrammiraglio Basistiy, Comandante della Divisione Incrociatori del Mar Nero, a bordo del MOLOTOV, ha sostenuto, nel suo libro “Sea and Shore”( in russo Море и берег, More i bereg, 1970 Moscow) , che dopo la cessazione del tiro contro il porto di Feodosia, la formazione navale, essendo sotto il tiro delle artiglierie tedesche che probabilmente usavano il radar, e che le navi nemiche stavano pronte a colpire, diresse affrettatamente a sud, inseguito da tre torpediniere, una delle quali presa sotto il tiro denso e ben mirato dei cannoni dell'incrociatore MOLOTOV fu considerata colpita, e l’attacco nemico interrotto. Precedentemente il cacciatorpediniere KHARKOV aveva  preso di mira e affondata un’altra torpediniera, che dal Molotov fu vista in fiamme. Dichiarazioni che erano delle illusioni, poiché nessuno dei Mas italiani riportò il minimo danno. Un libro, quello di Basistiy, che è soltanto un romanzo, del quale di storico non ha quasi nulla. Mi chiedo come possa essere stato preso in considerazione nel corso degli anni in mezzo mondo da storici che si ritengono seri,  visto che Basistiy  non porta un orario, una direzioni di rotta, per non parlare della conoscenza delle forze degli italiani e dei tedeschi, e della manovra dei loro attacchi. Ha riportato soltanto chiacchiere fatte con il senno di poi.

Francesco Mattesini

 

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1 ora fa, Francesco Mattesini ha scritto:

Ho postato ieri sera il saggio sull'incrociatore Molotov, completamente aggiornato negli attacchi dei Mas italiani e degli aerosiluranti tedeschi. Non l'ho detto a nessuno ma già in Russia lo sanno, me lo ha scritto Morozov che lo ha scaricato.  Morozov è particolarmente interessato perché ha scritto un libro sulla guerra nel Mar Nero, e le nostre versioni sull'esito del MOLOTOV non coincidono.  Ma spero, con le nuove modifiche al saggio, di poterlo convincere.

Francesco Mattesini

 

 

 

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Miroslav Morozov mi ha scritto:

Dear Francesco!

Please, excuse me with the delay of the answer.
Now I translated and read the conclusion of the new version of your article about Molotov.
You made a great work, add a lot of new info, but you didn't appreciate the time difference between Italian and the soviet forces still. Without this we can't match all actions between both sides correctly. This is my opinion.
Anyway I would be glad to help you in your researches in future.
Thank you very much for Italian documents.

Very best regards,
Miroslav

Ho ruisposto: Traduzione dall'inglese.

 

Credo che il fuso orario, Avanti di un’ora, sia abbastanza corretto. Tre – quattro minuti di differenza, e anche di più, si trovano sempre in un’azione navale. Ma l’importante è stabilire che il siluramento del MOLOTOV era stato assegnato all’ultimo aereo tedesco che ha attaccato, perché quelli rientrati alla base non avevano dichiarato nessun successo. L’aereo è stato chiaramente visto attaccare dal KHARKOV sul lato sinistro dell’incrociatore, e in fiamme cadere di prora a destra dell’incrociatore per poi bruciare tra 3 e 5 minuti. In quel momento il MOLOTOV mancava di parte della poppa. Il MAS 568 ha attaccato sul fianco destro, e a visto il siluro colpire il bersaglio, e dopo quattro minuti il bagliore dell’aereo in fiamme che è stato ritenuta la prova, inesatta, che il MOLOTOV stava affondando. Non importa se è stato colpito a prora al centro o a poppa, oppure che era difficilissimo colpirlo a poppa. L’incrociatore era in manovra e presentava la poppa. In attacchi notturni si sbagliava sempre l’individuazione esatta in cui è stato procurato il danno. Su quattro siluri lanciati sull’incrociatore dagli aerei, tre sono stati visti passare a dritta senza colpire, ed un altro a sinistra. Ciò significa che la valutazione è stata errata, dovevano essere lanciati due siluri a destra e due a sinistra. E l’ultimo aereo, quello abbattuto, attaccava da sinistra. E’ incrociatore è stato colpito a poppa a destra. A meno che troviate le dichiarazioni positive di attacco da parte di rapporti della Luftwaffe, quanto ho descritto mi sembra chiaramente inattaccabile. E neppure si pèuò pensare ad una mina, come nel forum è stato accennato. Vorrei che tu sentisti, facendogli leggere quanto ho scritto, anche il parere degli altri! Non conoscendo il russo non posso rispondere, entrando nel forum.

Regards

Francesco

 

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