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ENIGMA DELL'ATTACCO DEL CB. 4 LA NOTTE DEL 15/16 SETTEMBRE 1943


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Sul sito “Grupsom.com. Base Sommergibili Mediterranei” su un’azione del CB-1 del giorno  15 Settembre 1943 è scritto.

 

 

L’ultima azione di nota dei mezzi italiani nel Mar Nero è quella riportata dal CB-1 [che] riportò l’incontro con una imbarcazione piatta di venti metri e senza sovrastruttura, scortata da unità di scorta, e con quattro uomini a bordo che indossavano tute da immersione. La chiatta sarebbe stata quindi affondata da un siluro lanciato in prossimità che danneggiò lo stesso CB-1 (con falla) il quale si immerse e sfuggì a raffiche di cariche di profondità. In realtà i Sovietici avevano in navigazione in quelle acque solo il sommergibile A-2: probabilmente lo CB-1 lanciò il siluro che esplose immediatamente dopo il lancio senza che i Sovietici se ne accorgessero [sic] ...”.

A questa versione dell’attacco al sommergibile è riportata anche nel Diario della Seekriegsleitung (SKL), sostenendo che una nave, ritenuta un posamine, era stata attaccata dal sommergibile italiano.

In effetti, il sommergibile sovietico A-2, doveva trovarsi nella zona del CB-1, ma secondo quanto riportato nel sito uboat.net, e qui si può avere la conferma dall’amico Platon Alexiades, il 16 settembre 1943 il sommergibile sovietico A-2 lanciò due siluri contro la motozattera tedesca F 369 a 12 miglia sud-sudovest di Sudak (Crimea), in posizione lat. 44°46’N, long. 34°46’E. Ma i siluri non colpirono la motozattera.

Da un articolo di Storia del novecento, n. 113, riportato nel web di Italia Sociale, e dal titolo La Regia Marina in Mar Nero, risulta che nel collaborare con i tedeschi, partendo da Yalta  il C.B. 4 (guardiamarina Giovanni Re9, si trovava in una zona di operazione a sud di Yalta. Dopo che il CB.1 aveva attaccato e ritenuto affondato il 16 settembre quello che sembrava essere una grossa maona carica di rifornimenti, in cui a  causa di una falla che si era aperta nello scafo generando una grossa infiltrazione d’acqua, “lo stesso C.B.1, rischiò di affondare e il comandante fu costretto a chiedere aiuto. In soccorso giunse una motozattera tedesca che, intorno alle ore 1,00 del 16 settembre, rimorchiò l’unità italiana fino a Yalta e di qui a Sebastopoli.

A questo punto mi chiedo: la motozattera, molto bassa sul mare, senza sovrastrutture e una piccolo torretta a poppa, è stata attaccata dal CB 1 o dal A-2, del quale non ho nessuna notizia, o da entrambi. E il siluro che avrebbe generato una grossa falla al CB-1 che rischiò di affondare, di chi era, dato che è notorio che i siluri italiani esplodevano soltanto per contatto. Anche se il siluro del CB 1 fosse esploso sul bersaglio ci sarà stata una certa distanza di lancio dall’obiettivo per avere un buon funzionamento di esplosione (come più volte si era verificato con i nostri siluri); e, infine, l’esplosione a distanza non avrebbe potuto causare i danni riportati dal CB-1.

Se invece fosse stato il siluro dell’A-2  nel fallire la motozattera a colpire il CB.1 questo sarebbe stato polverizzato. A meno che, ed é soltanto un ipotesi, il siluro passando sulla scia del CB-1, vicino al sommergibile, fosse esploso.

Non avendo le coordinate di attacco del CB.1 e neppure quale era il suo obiettivo; non conoscendo come fu realizzato l’attacco dell’A-2, e se vi fu da parte tedesca una reazione di fuoco col cannone e le mitragliere, che avrebbero potuto, con un colpo a segno, essere la causa della falla verificatasi sul CB 1, cosa dobbiamo pensare?

 

Francesco, potresti sentire nuovamente gli esperti del Forum Marinarchiv. Grazie

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L'ipotesi é errata. Messi i punti di posizione del CB-1 e dell'A2 appare che le posizioni sono troppo distanzi. Riporto la nota che ho inseito nel saggio:

Ricordo che i siluri italiani esplodevano soltanto se la spoletta colpiva un bersaglio. Quindi la versione di Grupsom.com appare non verosimile. Il 16 settembre 1943, alle ore 10.26, il sommergibile sovietico A-2 (comandante Buyanskii) lanciò 2 siluri, che non colpirono, contro la motozattera tedesca F 369 a 12 miglia sud-sudovest di Sudak, a sud di Yalta e a 57 km ad ovest di Feodosia (Crimea), in posizione lat. 44°45’N, long. 34°45’E, che è però distante dal tratto di mare in cui si doveva trovare il CB-1, a 15 miglia a sud di Jalta. Secondo I tedeschi la F 369 vide un siluro che la mancò alle 09.35 in lat. 44°45’N, long. 34°44’. Cfr., Jurggen Rohwer, Allied Submarine attacks of World War Two. European Theatre of Operations, 1939-1945, Greenhill, London, 1997. p. 117; riportato anche  da uboat.net, Sommergibile A-2.

[1]

 

 

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Il 16 settembre 1943, in Mar Nero, il sommergibile sovietico L 6 (capitano di 3a classe B.V.Gremyako)  posò uno sbarramento di 20 mine a 20 miglia a est di Olinka, Non ho trovato altri dettagli. Chiedo gentilmente se qualcuno conosce quale sia la località marittima di Olinka (dovrebbe essere in  Crimea), non avendola trovata nelle carte che ho consultato.

Grazie.

Francesco Mattesini

 

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