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I sommergibili CB del Mar Nero, di Francesco Mattesini


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Le ultime missioni dei sommergibili tascabili CB nell’agosto 1943

 

Nel maggio 1943, con l’aggravarsi della situazione nel Mediterraneo in seguito alla caduta della Tunisia, che era rimasto per l’Asse l’ultimo baluardo in Africa prima dell’invasione degli Alleati in Italia,  e con il proseguimento della controffensiva sovietica, Supermarina decise di far rientrare in Patria tutto il personale dei mezzi gnavali della 6Flottiglia operanti nel Mar Nero. Ma mentre il personale dei Mas e dei barchini d’assalto effettuò il trasferimento, quello dei sommergibili della 1Squadriglia, che erano stati posti in un primo tempo in disarmo, restò a Costanza e dal mese di giugno fino ai primi di settembre i cinque CB 12346,  agendo dalla base operativa apprestata a Sebastopoli, poterono riprendere le missioni belliche, e si presentarono loro tre possibilità di attacco, come è riportato in un documento di Supermarina del 26 agosto 1943.

         Nella notte sul 23 agosto il CB 1 in crociera offensiva a sud di Capo Tarchan (ovest di Eupatoria), alle 03.26 avvistò due sommergibili nemici in emersione. Portatosi prontamente all’attacco, il CB 1 lanciò i due siluri, dalla distanza di 1.200 metri, contro il sommergibile sovietico più vicino. Tuttavia il lancio non ebbe successo per effetto della irregolare traiettoria dei siluri, e a  ciò si aggiunse il fatto che il sommergibile fu successivamente preso di mira dal tiro di una batteria costiera tedesca, fortunatamente senza gravi conseguenze.

         Nella stessa notte del 23 agosto e nella medesima zona, alle ore 06.06, il CB 6 avvistò e attaccò un altro sommergibile sovietico fermo in emersione, e lanciò i suoi due siluri che purtroppo affondarono dopo una corsa di circa 100 metri.

         La terza occasione avvenne nella notte del 25 – 26 agosto quando, alle ore 01.15, il CB 4 del tenente di vascello Armando Sibille attaccò da brevissima distanza, calcolata in circa 400 metri, un sommergibile sovietico stimato di circa 800 tonnellate che navigava in superficie a ponente di Capo Eupatoria. Fallito da un primo siluro, ma colpito  in pieno dal secondo siluro il sommergibile nemico fu visto   spezzarsi in due tronconi e affondare.[1] Al mattino sul posto del siluramento fu riscontrata una grande chiazza di nafta.

          Secondo quanto riportato da Rohwer per anni si è creduto in Italia che potesse trattarsi del sommergibile ShCh 207, che in realtà, dopo aver effettuato tre attacchi lanciando 10 siluri contro navi romene e tedesche senza successo, sopravvisse alla guerra per essere poi radiato nel 1954 e demolito il 16 luglio 1957.

Ma recentemente è stato riportato da molte fonti (citate in bibliografia) tra cui il sito uboat.netche in realtà il successo del CB 4 era avvenuto nei confronti del sommergibile ShCh-203 (nome sovietico KAMBALA, capitano di 3a classe V. I. Nemchinov), della classe “Shchuka” Serie V-Bis, il quale partito per la sua missione di guerra il 20 agosto 1943 non aveva più trasmesso sue comunicazioni dopo il 24 agosto, per cui la Marina sovietica non aveva idea della data della sua perdita e dove fosse avvenuta. Senonché, nel clima della guerra fredda, quando i sovietici tenevano gelosamente nascoste le loro perdite di guerra ed erano state fatte nel clima di incertezza le più varie ipotesi, tra cui quella che l’ ShCh-203 fosse stato affondato su una mina o da un sommergibile romeno, il suo relitto venne ritrovato nel 1949 da alcuni sommozzatori, ad una profondità di 72 metri, e alquanto vicino alle coordinate di attacco che erano state fornite dal comandante Sibille. Due compartimenti del sommergibile, il secondo e il terzo, apparivano distrutti da un’esplosione, la prua era spezzata, e l’ ShCh-203 aveva un’inclinazione sul fianco destro di 70°. I 45 uomini dell’equipaggio, sepolti nel cimitero di Sebastopoli dopo una cerimonia funebre, furono decorati per meriti di guerra.[2] L’affondamento del sommergibile ShCh 203 da parte del CB 4 è stato  confermato dagli autori russi K.L Kulagin  e M.E. Morozov nel 2002 in un libro sui sommergibili sovietici classe "Shchuka. [3]

 

Fu questa l’ultima delle azioni di attacco dei CB in Mar Nero, perché due settimane dopo, in seguito all’armistizio dell’Italia con gli Alleati, entrato in vigore la sera dell’8 settembre, i cinque sommergibili CB 1CB 2CB 3CB 4 e CB 6, furono ceduti dagli italiani alla Marina romena. Tuttavia essi non disimpegnarono sotto la nuova bandiera e con nuovi equipaggi alcuna attività bellica, e nell’agosto del 1944, in seguito alla resa della Romania ai sovietici, salvo il CB 6 che venne distrutto o autoaffondato dai rumeni il 25 agosto, gli altri quattro furono catturati a Costanza il  il 29 agosto 1944 dal 143° e 384° Battaglione di fanteria di marina sovietica e integrati nella Marina sovietica il 20 ottobre 1944. Il CB 1,  CB 2,  CB 3 e CB 4 divennero TM-4,  TM-5TM-6 e TM-7. Impiegati per prove e test vennero però radiati sin dal 16 febbraio 1945 e demoliti. [4]

 

Concludendo, pur avendo l’assoluta certezza dell’affondamento del sommergibile sovietico ShCh-203 da parte del CB 4, il bilancio delle missioni dei CB è da considerarsi insoddisfacente, sotto il profilo dei successi nel corso di sei attacchi, con lancio di dodici siluri, di cui due contro un incrociatore e cinque contro sommergibili, in cui si riteneva che fossero stati affondati ben tre sommergibili. Ne consegue che, nonostante l’impegno profuso dagli equipaggi, degni di ogni elogio, il risultato dell’attività operativa dei CB in Mar Nero non fu soddisfacente. Il fatto che i due lanciasiluri dei sommergibili tascabili fossero esterni, e non a tenuta stagna, contribuì a rendere difficoltosi gli attacchi perché diversi siluri, specie per scarsa manutenzione, impossibile da realizzare in basi avanzate e non a quella attrezzata di Costanza, ebbero corsa irregolare e altri affondarono subito dopo i lanci.

 

 

 

FRANCESCO MATTESINI

 

 


[1] AUSMM, Supermarina, 26 agosto 1943, “Azione dei sommergibili”C.B.” in Mar Nero”,  Maricosom, cartella n. 9.

[2] Eleonora Ricci ha scritto, “La guerra degli italiani in Mar Nero fu ricca di imprese straordinarie, compiute da marinai altamente addestrati; tra questi anche il T.V. Armando Sibille”, nel sito Ministero della Difesa – Marina Militare, 26 febbraio 2016.

[3] Nei giorni 22, 24, 29 e 30 agosto 1942, i sommergibili tedeschi del tipo II, U 19, U 24U 23 e U 18, che erano stati inviati in Mar Nero facendoli viaggiare per ferrovia smontati, effettuarono sei attacchi contro navi sovietiche. Di essi, l’U 24 (tenente di vascello Klaud Petersen)  il 22 agosto affondò il mezzo da sbarco sovietico BD 36, e in combattimento col cannone danneggiò il cacciasommergibili SKA 0188, ma riportò anche danni che lo costrinsero a tornare a Costanza con sei feriti. Lo stesso giorno l’U-23 (tenente di vascello Rolf Binger Wahler) affondò la nave pattuglia Shkval, e il 29 agosto l’U 18 (sottotenente di vascello Karl Fleige) affondò il trawler dragamine ausiliario TSHCH-11/Dzhalita.

[4] Paolo M. Pollina, "I sommergibili italiani 1895-1962", USMM, Roma, 1963, p.293; Franco Bargoni, "Tutte le navi militari d'Italia 1861-1986", USMM, Roma, 1987, p. 51.

 

 

Bibliografia, di Francesco De Domenico:

Juergen Rohwer, "Axis Submarine Successes of World War Two. German, Italian and Japanese Submarine Successes, 1939-1945", Greenhill Books, 1999

Juergen Rohwer e Mikhail Monakov, "Stalin's Ocean-going Fleet. Soviet Naval Strategy and Shipbuilding Programmes 1935-1953", Frank Cass, 2001

Juerg Meister, "Soviet Warships of the Second World War", Macdonald and Jane's, 1977

Miroslav Morozov, Konstantin Kulagin, "Shyuki", Mosca, 2008

 

 

Cartina di Supermarina sugli attacchi dei sommergibili CB 1, CB 6 e CB 4 delle notti del 23 e 26 agpsto 1943

Sommergibile della classe SHCHUKA Serie V-Bis a cui appartenevano SHCH 201, 202 e 203 ecc., dal sito Wikia.org.Military. Operarono nel Mar Nero 16 sommergibili classe SHCHUKA, da SHCH 201 a 216, e ne andarono perduti 10, tra cui  lo SHCH 214 silurato il 20.6.1942 dal MAS 571.

Un sommergibile CB a Costanza nel 1943.

 

 

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