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In questo periodo assistiamo a continui annunci – probabilmente interessati – sui risultati di ciascuno dei “pacchetti “che dovrebbero (condizionale assolutamente d’ obbligo) completare e soddisfare le esigenze operative delle LCS, in particolare di quelle costruite dall’ Austal, in alluminio e scafo a catamarano.

Viene il dubbio che ancora una volta si stia cercando di stendere una cortina fumogeno su questo infelice e sfortunato programma, che la US Navy ha ridimensionato e sembra addirittura si stia abbandonando.

Le LCS erano il ritorno di un mito, quello della convertibilità superiore solo a quello della polivalenza, che puntualmente si è sgonfiato.

E’ un po’ strano mettere – finalmente – a punto dei “pacchetti di missione” per navi ormai mature, pacchetti che avrebbero dovuto emergere e rendersi operativi di pari passo con le navi, rivelatisi in ambedue le versioni una scelta inadatta (per essere benevoli) alle necessità operative della US Navy.

Non vanno bene come navi “di squadra”, sono insufficienti per controbattere le minacce asimmetriche, sono tanto costose e vulnerabili da diventare bersaglio pagante per queste minacce asimmetriche.

Nell’ ultimo anno, dopo aver provato vasi sistemi missilistici superficie – superficie, non solo antinave, dall’ Harpoon del nornale arsenale statunitense al norvegese Konisberg, dopo aver tentato, senza maggiori notizie, di rendere operativo un sistema di veicoli di superficie a controllo remoto (Unmanned & Small Combatants  - PEO USC)., sono state  effettuate sino al mese scorso prove di qualificazione con UAV, prima ad ala fissa ed infine ad ala rotante, ed ora con grande risalto, si annunciano le prove del “pacchetto” AS.

 

Il “pacchetto di missione” anti-sommergibile per le LCS  ha appena superato nella base di a Fort Pierce, in Florida, le prove in banchina di messa a mare e recupero del del sistema di missione DART (dual-mode array transmitter) e l’ unità prescelta si appresta a trasferirsi al centro di prova del Naval Undersea Warfare Center,  Seneca Lake Detachment,  a Dresde nello stato di  New York.

Il sistema, ed in particolare i suoi sensori rimorchiati, era stato provato solo dalla Raytheon a Portsmouth, nel Rhode Island, in acque poco profonde. 

I tempi, malgrado gli annunci un po’ roboanti, non sono tanto stretti: la US Navy dovrebbe prendere in consegna da Raytheon il sistema di missioni DART entro la fine dell'anno ed iniziare le prove a Seneca Lake ed in mare aperto, all'inizio del prossimo anno.

Ancor prima di verificare la possibilità di operare la nuova tecnologia in acque libere, già si prospetta che la sua installazione sulle LCS comporterà modifiche sia al sistema stesso sia alla nave.

 

… alla faccia della convertibilità, in tempi e modi …

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